
{"id":15095,"date":"2011-06-05T19:11:32","date_gmt":"2011-06-05T18:11:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=15095"},"modified":"2011-06-13T09:46:21","modified_gmt":"2011-06-13T08:46:21","slug":"come-votero-domenica-su-acqua-nucleare-e-legittimo-impedimento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=15095","title":{"rendered":"REFERENDUM: LE MIE SCELTE SU ACQUA, NUCLEARE E LEGITTIMO IMPEDIMENTO"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">SU DUE DEI QUATTRO QUESITI REFERENDARI\u00a0\u00a0VEDO UN CONFLITTO TRA LA RAGION POLITICA E LA RAGIONE INTELLETTUALE &#8211;\u00a0MA LA BUONA POLITICA HA BISOGNO ANCHE DELLA RAGIONE INTELLETTUALE SE VUOLE METTERE IN COMUNICAZIONE IL CONSENSO DI OGGI CON QUELLO DI DOMANI<\/span><\/p>\n<p><em>Editoriale per la <\/em>Newsletter<em> n. 155, 6 giugno 2011 &#8211; In argomento v. anche il mio <a title=\"Editoriale per la Nwsl n. 113, 26.7.10\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=9494\" target=\"_blank\">editoriale per la <\/a><\/em><a title=\"Editoriale per la Nwsl n. 113, 26.7.10\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=9494\" target=\"_blank\">Newsletter<\/a><em><a title=\"Editoriale per la Nwsl n. 113, 26.7.10\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=9494\" target=\"_blank\"> n. 113, del 26 luglio 2010<\/a><\/em><\/p>\n<p><em><!--more--><\/em><\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Su due dei quattro quesiti referendari sui quali siamo chiamati a votare domenica prossima mi trovo nella situazione che ho cercato di spiegare qualche tempo fa (<em><a title=\"Morale e politica - 28.3.11\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=14118\" target=\"_blank\">Morale e politica<\/a><\/em>): quella del conflitto tra ragion politica e ragione intellettuale. \u00c8 questo un caso tipico in cui\u00a0la logica che presiede alle scelte del buon politico, il quale non pu\u00f2 prescindere dal consenso a breve termine, pu\u00f2 divergere dalla logica che muove lo studioso e l&#8217;opinionista serio, il quale deve dire fino in fondo quello di cui \u00e8 convinto e quello di cui non lo \u00e8, sulla base dei suoi studi e ricerche, senza curarsi dell&#8217;impopolarit\u00e0.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il mio partito invita gli elettori a votare quattro &#8220;s\u00ec&#8221;. Nessun problema, per quel che mi riguarda,\u00a0sul <strong>legittimo impedimento<\/strong>: qui voter\u00f2 &#8220;s\u00ec&#8221; con convinzione. Un problema facilmente superabile per il <strong>primo quesito sull&#8217;acqua<\/strong>: qui sul piano tecnico-giuridico anche\u00a0il &#8220;s\u00ec&#8221; \u00e8 compatibile con le mie convinzioni. Le scelte delle quali capisco la ragione politica contingente ma\u00a0dalle quali le mie convinzioni o non convinzioni personali divergono sono le altre due:\u00a0quella relativa al <strong>secondo quesito sull&#8217;acqua <\/strong>e quella relativa al quesito\u00a0che originariamente verteva sul <strong>nucleare<\/strong>.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Vediamole una per una.<\/p>\n<p>LEGITTIMO IMPEDIMENTO <span style=\"color: #008000;\">(scheda verde)<\/span><br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Qui la Corte costituzionale ha gi\u00e0 provveduto ad abrogare la parte eccessiva della legge 7 aprile 2010 n. 51, che avrebbe consentito al capo del Governo e ai ministri di sottrarsi a qualsiasi procedimento penale: cos\u00ec ridimensionata, la legge n. 51\/2011 si riduce sostanzialmente a una specificazione, in riferimento ai membri del Governo, della regola generale posta dall&#8217;articolo 420-<em>ter<\/em> del codice di procedura penale, a norma del quale &#8220;quando l&#8217;imputato [&#8230;] non si presenta all&#8217;udienza e risulta che l&#8217;assenza \u00e8 dovuta ad assoluta impossibilit\u00e0 di comparire per caso fortuito, forza maggiore o altro legittimo impedimento, il giudice [&#8230;] rinvia ad una nuova udienza&#8221;.\u00a0\u00c8 vero, dunque, che l&#8217;abrogazione della parte della legge n. 51\/2010 rimasta dopo il taglio operato dalla Consulta non avr\u00e0 alcun effetto pratico apprezzabile sul piano tecnico-giuridico. Tuttavia, l&#8217;abrogazione anche di questa parte residua della legge ha un significato politico molto importante: \u00e8 la manifestazione del <strong>rifiuto, da parte degli italiani, della prassi nefasta delle leggi <em>ad personam<\/em>, delle riforme della giustizia ideate con l&#8217;obiettivo primario di risolvere un problema personale del premier<\/strong>. La nostra amministrazione giudiziaria ha certamente bisogno di riforme, soprattutto sul piano organizzativo; ma quelle fin qui attuate o tentate dal Governo Berlusconi sono sempre state viziate dal fatto di essere mosse da un solo interesse prioritario, che non era quello dell&#8217;intera collettivit\u00e0.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Condivido dunque pienamente l&#8217;indicazione del Pd a favore del &#8220;s\u00ec&#8221;.<\/p>\n<p>PRIMO QUESITO SU ACQUA, TRASPORTI MUNICIPALI E RIMOZIONE RIFIUTI\u00a0<span style=\"color: #e53619;\">(scheda rossa)<\/span><br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Questo quesito riguarda l&#8217;abrogazione dell&#8217;articolo 23-<em>bis,\u00a0<\/em>sui &#8220;servizi pubblici locali di rilevanza economica&#8221;, del d.-l. n. 112\/2008, gi\u00e0 modificato nel 2009. La norma\u00a0stabilisce che\u00a0&#8211; ferma la propriet\u00e0 pubblica degli impianti &#8211; la gestione del servizio di <strong>distribuzione dell&#8217;acqua<\/strong> (ma anche di altri servizi pubblici, come i <strong>trasporti municipali<\/strong> e la <strong>rimozione e smaltimento dei rifiuti<\/strong>), deve essere affidata, alternativamente: <em>a)<\/em> a imprese private scelte mediante gara; <em>b)<\/em> a societ\u00e0 controllate dall&#8217;ente pubblico, ma nelle quali un soggetto privato detenga almeno il 40% del capitale (questo al fine di garantire almeno un controllo interno sulla correttezza della\u00a0gestione, incentivato da un rilevante interesse economico). Questa norma costituisce attuazione particolarmente rigorosa di un principio di diritto europeo, che impone regole concorrenziali minime in materia di gara a evidenza pubblica per l&#8217;affidamento dei servizi pubblici di rilevanza economica. L&#8217;abrogazione di questo articolo 23-<em>bis<\/em> non farebbe venir meno la normativa comunitaria, n\u00e9 &#8211; ancor meno &#8211; impedirebbe l&#8217;affidamento di questi servizi pubblici da parte dei comuni o loro consorzi a gestori privati: l&#8217;effetto sarebbe soltanto di allentare il vincolo circa la verifica dell&#8217;economicit\u00e0 della gestione.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Nelle settimane scorse ho esposto, su questo sito, i motivi del mio orientamento\u00a0favorevole al principio comunitario dell&#8217;affidamento del servizio all&#8217;operatore pi\u00f9 efficiente\u00a0(<em><a title=\"Lettera e replica, 5-9.4.11\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=13932\" target=\"_blank\">Referendum sull&#8217;acqua: un chiarimento necessario<\/a><\/em>; v. in proposito anche\u00a0\u00a0<a title=\"A. Boitani e A. Massarutto\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=14775\" target=\"_blank\">l\u2019a<\/a><a title=\"A. Boitani e A. Massarutto\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=14775\" target=\"_blank\">rticolo di Andrea Boitani e Antonio Massarutto<\/a>, pubblicato su <em>lavoce.info<\/em> il 17 maggio scorso). A ben vedere questo principio non \u00e8 contraddetto dall&#8217;abrogazione dell&#8217;articolo 23<em>-bis<\/em>, che ne costituisce soltanto una possibile attuazione: un altro modo di attuarlo \u00e8 quello indicato nel disegno di legge presentato in Parlamento dal Pd, che effettivamente \u00e8 pi\u00f9 compiuto e per alcuni aspetti anche pi\u00f9 coerente con la normativa europea. Dunque, pur non condividendo gli intendimenti di gran parte dei promotori di questo referendum,\u00a0 non ho particolari difficolt\u00e0 a seguire l&#8217;indicazione del mio partito, favorevole al &#8220;s\u00ec&#8221; su questo quesito.<\/p>\n<p>SECONDO QUESITO SULL&#8217;ACQUA <span style=\"color: #ff9900;\">(scheda gialla)<\/span><br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il primo comma dell&#8217;art. 154 del <a title=\"D.lgs. 3.4.2006 n. 152\" href=\"http:\/\/www.ambientediritto.it\/legislazione\/varie\/2006\/dlgs_2006_n.152.htm\" target=\"_blank\">d.lgs. 3 aprile 2006 n. 152 (<em>Norme in materia ambientale)<\/em><\/a>\u00a0recita: <em>&#8220;La tariffa costituisce il corrispettivo del servizio idrico integrato ed \u00e8 determinata tenendo conto della qualit\u00e0 della risorsa idrica e del servizio fornito, delle opere e degli adeguamenti necessari, dell&#8217;entit\u00e0 dei costi di gestione delle opere, <strong>dell&#8217;adeguatezza della remunerazione del capitale investito<\/strong> e dei costi di gestione delle aree di salvaguardia\u00a0[&#8230;] Tutte le quote della tariffa del servizio idrico integrato hanno natura di corrispettivo&#8221;<\/em>. Il referendum mira all&#8217;abrogazione delle parole qui evidenziate in grassetto.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ora, \u00e8 evidente che, se la tariffa basta per coprire soltanto i costi di gestione del servizio, ma non la remunerazione del capitale investito, nessun operatore privato investir\u00e0 su questo servizio: lo potr\u00e0 fare soltanto un ente pubblico.\u00a0Poich\u00e9 oggi n\u00e9 lo Stato n\u00e9 le Regioni n\u00e9 i Comuni dispongono dei capitali necessari per la manutenzione straordinaria di cui la nostra rete idrica ha urgente necessit\u00e0, essi dovranno prendere il denaro a prestito nel mercato finanziario, accollandosi i relativi interessi. Il quesito referendario pu\u00f2 dunque tradursi cos\u00ec: <strong>&#8220;preferite voi che il capitale necessario per la manutenzione della rete idrica sia reperito e investito dalle amministrazioni pubbliche, con relativa remunerazione a carico di tutti i contribuenti, oppure che esso sia reperito e investito da imprese pubbliche o private sotto il controllo di un regolatore pubblico, con relativa <\/strong><strong>remunerazione a carico degli utenti del servizio, in proporzione all&#8217;uso che ne fanno?&#8221;<\/strong>. Chi preferisce la prima soluzione vota &#8220;s\u00ec&#8221; (cio\u00e8 a favore dell&#8217;abrogazione della norma che prevede il capitale investito sia remunerato dalla tariffa), mentre chi preferisce la seconda soluzione vota &#8220;no&#8221;.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Cos\u00ec stando le cose, mentre il &#8220;s\u00ec&#8221; sul primo quesito (scheda rossa) lascia aperta la possibilit\u00e0 di scelta tra l&#8217;affidamento della gestione del servizio a un&#8217;azienda municipale o a un&#8217;impresa privata selezionata mediante gara, invece il &#8220;s\u00ec&#8221; sul secondo quesito (scheda gialla) taglia &#8211; per cos\u00ec dire &#8211; le gambe a quest&#8217;ultima opzione: la rende di fatto impossibile. A meno che, come sovente \u00e8 accaduto in passato quando ancora i referendum raggiungevano il quorum, ci si riservi di disattendere l&#8217;abrogazione facendo rientrare la remunerazione del capitale investito nei &#8220;costi di gestione delle opere&#8221;: ma questo sarebbe davvero politicamente disonesto. D&#8217;altra parte, nonostante che la Corte costituzionale abbia considerato questo esito compatibile con il\u00a0vincolo europeo di cui ho detto sopra, a me sembra invece che esso possa anche essere considerato non compatibile, poich\u00e9 se la tariffa non copre la remunerazione del capitale investito il servizio resta chiuso a qualsiasi possibile concorrenza tra imprese.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Che fare dunque nel mio caso, essendo io convinto invece che una concorrenza tra imprese ben regolata\u00a0(con \u00a0il loro apporto di capitali) sia utilissima per il miglioramento del servizio e la riduzione del suo costo? Il mio <em>commitment<\/em>, che compare da tre anni nella <em>home page<\/em> di questo sito, \u00e8 &#8220;verso i miei lettori ed elettori, continuare a dire, scrivere e proporre in modo chiaro e diretto tutto quello che penso; verso il partito che ho contribuito a fondare, la massima lealt\u00e0 nel voto&#8221;. Con questo editoriale sto adempiendo al primo impegno; domenica prossimo adempir\u00f2 correttamente il secondo.<\/p>\n<p>QUESITO SUL NUCLEARE\u00a0 <span style=\"color: #666699;\">(scheda grigia)<\/span><br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0L&#8217;art. 5 del\u00a0decreto-legge c.d. &#8220;omnibus&#8221;, \u00a031 marzo 2011 n. 34, aveva abrogato le norme contenute nelle leggi n. 133\/2008 e n. 99\/2009 che disponevano l&#8217;avviamento di un nuovo programma nucleare italiano, rinviando di un anno ogni decisione in proposito.\u00a0La Corte di Cassazione nei giorni scorsi ha ritenuto che il nuovo testo legislativo contenesse pur sempre disposizioni orientate nella stessa direzione di quelle abrogate, quindi suscettibili di essere sottoposte a referendum.\u00a0Essa ha quindi modificato il quesito referendario\u00a0spostandolo su queste nuove disposizioni.\u00a0 Senonch\u00e9,\u00a0esaminato da vicino, il nuovo quesito risultante dalla sentenza della Corte di Cassazione ha ormai ben poco a che fare con la scelta dell&#8217;energia nucleare: esso riguarda soltanto la partecipazione dell&#8217;Agenzia italiana alle iniziative per la sicurezza delle altre agenzie europee e\u00a0la disposizione che impegna il Governo a predisporre il piano energetico nazionale, senza specificarne il contenuto.\u00a0Sul piano strettamente tecnico-giuridico, il &#8220;s\u00ec&#8221; e il &#8220;no&#8221; non riguardano dunque pi\u00f9 la scelta se produrre\u00a0in Italia energia con l&#8217;atomo o in altro modo.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Sul piano politico,\u00a0tuttavia,\u00a0il significato del &#8220;s\u00ec&#8221; o del &#8220;no&#8221; su questi quesiti resta quello originario. Non ci si pu\u00f2\u00a0pertanto esimere dal prendere posizione. Propongo dunque le mie brevi considerazioni che seguono, da profano della materia, con i conseguenti interrogativi. Interrogativi niente affatto retorici: non conosco la risposta.\u00a0O meglio:\u00a0ho trovato molte risposte ma nessuna mi ha convinto.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<strong>1.<\/strong>\u00a0Votare contro le centrali atomiche, come abbiamo fatto nel referendum del 1987 a seguito del disastro di Chernobil,\u00a0per poi acquistare\u00a0a caro prezzo un quarto dell&#8217;energia elettrica che ci \u00e8 indispensabile dalla Francia e dalla Svizzera, le quali la producono con centrali atomiche situate anche a pochi chilometri dal confine con l&#8217;Italia, \u00e8 cosa\u00a0poco sensata sul piano\u00a0economico e\u00a0&#8211; mi sembra &#8211; poco onesta sul piano politico.\u00a0A\u00a0meno che noi riconosciamo di essere meno capaci dei francesi e degli svizzeri in questo campo: ma allora occorre esplicitarlo.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <strong>2.<\/strong>\u00a0Se col nostro &#8220;s\u00ec&#8221; al referendum non intendiamo dire questo, sar\u00e0 bene che chiariamo come altrimenti intendiamo procurarci\u00a0l&#8217;energia di cui\u00a0abbiamo bisogno.\u00a0Sui giornali\u00a0\u00e8 molto diffusa la tesi secondo cui quel 25 per cento di energia possiamo produrlo\u00a0sfruttando il <strong>sole<\/strong> e il <strong>vento<\/strong> (le <strong>fonti rinnovabili<\/strong>). Senonch\u00e9\u00a0nella fascia oraria tra il tardo pomeriggio e le prime ore della sera, nella quale si verifica il picco del consumo di elettricit\u00e0, il\u00a0sole non c&#8217;\u00e8 e\u00a0capita\u00a0che il vento non soffi.\u00a0E\u00a0non\u00a0esistono accumulatori che ci consentano di\u00a0accantonare energia\u00a0fotovoltaica o eolica a mezzogiorno per consumarla la sera. Dunque, se\u00a0rinunciamo all&#8217;energia nucleare francese e svizzera, ma nel contempo diciamo che non intendiamo acquistare\u00a0all&#8217;estero e bruciare in casa nostra una maggiore quantit\u00e0 di <strong>combustibile fossile<\/strong> (<strong>petrolio<\/strong>, <strong>carbone<\/strong> o <strong>gas<\/strong>), come intendiamo provvedere al fabbisogno?<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <strong>3.<\/strong> \u00c8 vero che esiste la possibilit\u00e0 di accumulare <strong>energia solare termodinamica<\/strong>.\u00a0Ma \u00a0\u00e8 realistico programmare la produzione e accumulazione\u00a0secondo questa tecnologia\u00a0nella misura sufficiente per coprire i picchi di fabbisogno? E qualcuno ha calcolato quanti chilometri quadrati occupano gli impianti necessari per produrre secondo questa tecnologia la stessa quantit\u00e0 di energia che pu\u00f2 essere prodotta da una centrale nucleare?<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <strong>4.<\/strong>\u00a0\u00c8\u00a0pure diffusa la\u00a0tesi secondo cui\u00a0potremmo risolvere il problema modificando le nostre abitudini di consumo energetico.\u00a0Ma \u00e8 vero o no che anche una modifica drastica delle nostre abitudini non potrebbe produrre pi\u00f9 che una riduzione marginale?<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <strong>5.<\/strong>\u00a0Viceversa, se vogliamo tornare a crescere sul piano economico, quindi aumentare le nostre attivit\u00e0 produttive, occorrer\u00e0\u00a0programmare una corrispondente maggiore disponibilit\u00e0 di energia elettrica. Come intendiamo conciliare la crescita economica indispensabile al Paese con una riduzione dei consumi elettrici?<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <strong>6.<\/strong> \u00c8 vero che anche Germania e Svizzera dopo Fukushima hanno deciso una moratoria nucleare. Ma \u00e8 anche vero che nessuno dei due Paesi\u00a0ha chiarito come intende sostituire l&#8217;energia prodotta con le centrali nucleari. Non sar\u00e0 forse che\u00a0in entrambi i casi si \u00e8 trattato di un atto politico compiuto per far fronte\u00a0all&#8217;onda dell&#8217;emozione per il disastro\u00a0giapponese,\u00a0con la riserva mentale\u00a0di non considerare questa decisione definitiva e irreversibile?<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <strong>7.<\/strong> La vera grande obiezione contro il nucleare\u00a0\u00e8 che produrlo in modo totalmente sicuro, e\u00a0stoccare in modo altrettanto sicuro le scorie,\u00a0costa troppo.\u00a0Ma se rinunciare al nucleare significa inevitabilmente, per la maggior parte,\u00a0bruciare pi\u00f9 petrolio, pi\u00f9\u00a0carbone e\/o pi\u00f9 gas, dobbiamo fare il conto del danno all&#8217;ambiente, alla salute e sicurezza delle persone\u00a0e alla pace nel mondo\u00a0prodotto dall&#8217;uso dei combustibili fossili, dall&#8217;anidride carbonica e dalle polveri fini diffuse nell&#8217;atmosfera.\u00a0 \u00c8 un\u00a0danno\u00a0che colpisce meno l&#8217;opinione pubblica, ma si misura in milioni di malati e di morti (in particolare, non sento menzionare, in questi giorni di campagna referendaria, le migliaia di morti nelle miniere di carbone), nonch\u00e9 in danni ambientali complessivamente molto pi\u00f9 gravi rispetto a quelli prodotti dagli incidenti alle\u00a0centrali nucleari: si pensi anche soltanto ai disastri causati dalle catastrofi petrolifere nei nostri mari e oceani.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <strong>8.<\/strong> Da molti decenni l&#8217;Italia \u00e8 circondata, come lo \u00e8 tuttora,\u00a0da molte decine di centrali atomiche che funzionano a pieno regime, a pochi chilometri dai suoi confini, con un impatto ambientale incomparabilmente inferiore rispetto a quello che sarebbe stato causato dai combustibili fossili necessari per produrre la stessa quantit\u00e0 di energia elettrica. Qualcuno\u00a0ha calcolato i costi\u00a0in termini di vite umane, di salute e di inquinamento che il nostro Paese avrebbe sofferto se in questi decenni si fossero, invece,\u00a0trasportati e bruciati intorno a noi miliardi di tonnellate\u00a0\u00a0in pi\u00f9 di carbone e di barili di petrolio?<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <strong>9.<\/strong>\u00a0La Micronesia ha citato in giudizio\u00a0con intendimento simbolico, ma fortemente significativo, il Governo ceco per l&#8217;aumento del livello delle acque oceaniche prodotto in prospettiva dalla centrale a carbone\u00a0Prunerov-2, la\u00a0pi\u00f9\u00a0grande d&#8217;Europa, con le sue enormi emissioni di CO2. Soltanto una delle\u00a0tante. Ne vogliamo davvero aggiungere qualche decina?\u00a0Se non lo vogliamo,\u00a0non \u00e8 forse pi\u00f9 realistico, pi\u00f9 economico e meno pericoloso, per l&#8217;umanit\u00e0 e per il\u00a0nostro pianeta,\u00a0affrontare\u00a0il costo\u00a0&#8211; per quanto elevato &#8211; delle misure di\u00a0assoluta sicurezza nella produzione con centrali atomiche, che la migliore tecnologia oggi ci offre?<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 In attesa di una risposta convincente a questi interrogativi, la mia opinione sulla questione del nucleare rimane quella che ho espresso anche pubblicamente\u00a0prima e dopo lo tsunami di Fukushima\u00a0(<em><a title=\"Editoriale per la Nwsl n. 144, 21.3.11\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=13512\" target=\"_blank\">Nucleare: il mestiere diverso del politico e dello scienziato<\/a>, <\/em>marzo 2011). <strong>Non sono affatto convinto che la scelta del nucleare sia quella giusta, ma sono riluttante a dire &#8220;s\u00ec&#8221; a un rifiuto drastico e definitivo dettato dalla paura del nucleare:<\/strong>\u00a0una paura a carattere intermittente,\u00a0cui non corrisponde altrettanta preoccupazione per i pericoli, i costi ambientali e i limiti obiettivi presentati da\u00a0ciascuna delle altre fonti di energia. Credo che, come sempre, la soluzione migliore possa essere basata soltanto sulla sperimentazione scientifica e la misurazione precisa dei fenomeni e delle probabilit\u00e0: occorrerebbe che su tutte le voci che abbiamo individuato si potessero mettere dei numeri precisi, di gigawatt, di intensit\u00e0 dell&#8217;inquinamento, di probabilit\u00e0 di petroliere rotte in mezzo al mare, di esplosioni di <em>grisou<\/em> nelle miniere di carbone, di incidenti nelle centrali nucleari, di conseguenti malattie e morti, di miliardi di euro di cui si prevede la spesa, degli effetti economici di quella spesa nel luogo in cui essa si colloca. Altrimenti, ciascuno dentro di s\u00e9 sopravvaluta i meriti delle fonti che gli stanno pi\u00f9 simpatiche o i costi di quelle che gli stanno pi\u00f9 antipatiche; e la scelta non \u00e8 compiuta su basi razionali.<br \/>\n\u00a0\u00a0 Sta di fatto che quello di Fukushima \u00e8 stato uno tsunami anche per gli orientamenti dell&#8217;opinione pubblica mondiale: sul piano politico ha prodotto un&#8217;onda a cui era ed \u00e8 impossibile resistere. Tanto \u00e8 vero che esso ha travolto anche la scelta nuclearista compiuta con grande convinzione dal Governo italiano nel 2008 e 2009. Capisco bene, dunque, i motivi che determinano lo schieramento del Partito democratico in questa campagna referendaria: anche questo \u00e8 uno dei casi nei quali la ragion politica, necessariamente focalizzata sul consenso possibile a breve termine, pu\u00f2 divergere dalla ragione intellettuale, che per sua natura prescinde dal criterio della popolarit\u00e0. Vale dunque per me anche in questo caso la regola che ho indicato in riferimento al secondo quesito sull&#8217;acqua: lealt\u00e0 verso il partito nel voto, lealt\u00e0 verso i miei lettori ed elettori nel dire comunque in modo chiaro e diretto tutto quello che\u00a0penso. Anche a costo di non potermi considerare un buon politico: il mio ruolo, anche all&#8217;interno del mio partito, \u00e8 un altro.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Come ho detto\u00a0nella conferenza su morale e politica citata all&#8217;inizio, penso che anche di questo ruolo meno politico,\u00a0la buona politica abbia sempre grande bisogno, se vuol essere capace di mettere in comunicazione il consenso di oggi con quello di domani.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>SU DUE DEI QUATTRO QUESITI REFERENDARI\u00a0\u00a0VEDO UN CONFLITTO TRA LA RAGION POLITICA E LA RAGIONE INTELLETTUALE &#8211;\u00a0MA LA BUONA POLITICA HA BISOGNO ANCHE DELLA RAGIONE INTELLETTUALE SE VUOLE METTERE IN COMUNICAZIONE IL CONSENSO DI OGGI CON QUELLO DI DOMANI Editoriale per la Newsletter n. 155, 6 giugno 2011 &#8211; In argomento v. anche il mio [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4,13],"tags":[],"class_list":["post-15095","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-editoriale","category-25-temi-diversi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15095","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=15095"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15095\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=15095"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=15095"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=15095"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}