
{"id":15184,"date":"2011-06-08T14:47:13","date_gmt":"2011-06-08T13:47:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=15184"},"modified":"2011-06-12T23:45:21","modified_gmt":"2011-06-12T22:45:21","slug":"adn-kronos-perche%e2%80%99-la-uil-parla-di-disdire-il-protocollo-giugni-del-1993-sulla-contrattazione-collettiva","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=15184","title":{"rendered":"ADN KRONOS: PERCHE\u2019 IL PROTOCOLLO GIUGNI DEL 1993 SULLA CONTRATTAZIONE COLLETTIVA \u00c8 SUPERATO"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">IL MODELLO CENTRALISTICO COMPORTA L&#8217;ACCETTAZIONE DI UNA MOBILIT\u00c0 TRA AZIENDE DEBOLI E AZIENDE FORTI, CHE INVECE SISTEMATICAMENTE OSTACOLIAMO &#8211;\u00a0 MA\u00a0\u00c8 COMUNQUE UN MODELLO CHE NON CONSENTE DI AFFRONTARE LE SFIDE DELLA GLOBALIZZAZIONE E DELLA PARTECIPAZIONE AL SISTEMA MONETARIO EUROPEO <\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><em>Intervista a cura di Fabio Paluccio, in corso di pubblicazione su<\/em> Adn-Kronos, <em>giugno 2011 &#8211; In argomento, ultimamente su questo sito, leggi anche l&#8217;i<\/em><\/span><em>ntervista\u00a0per <\/em><a title=\"il Mattino 6 giugno 2011\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=15118\" target=\"_blank\">il Mattino <em>del\u00a06 giugno 2011<\/em><\/a><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>Professor Ichino, ieri il leader della Uil Luigi Angeletti ha annunciato che il suo sindacato \u00e8 pronto a dire addio al protocollo del 1993. Dal canto suo la Cgil ha definito un \u201cerrore\u201d questa eventualit\u00e0. A suo parere l&#8217;accordo \u00e8 ancora utile e valido, o \u00e8 superato?<br \/>\n<\/strong>La fissazione di uno standard minimo inderogabile al livello nazionale avrebbe un senso se questa scelta centralistica fosse seguita con coerenza. La logica di questa scelta sta in questo: \u00e8 bene che le aziende incapaci di rispettare lo standard chiudano e che i loro dipendenti si trasferiscano nelle aziende capaci di rispettarlo.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #000000;\">E invece?<br \/>\n<\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\">Da noi quando un&#8217;azienda minaccia di chiudere i battenti perch\u00e9 non ce la fa, tutti si mobilitano per tenerla aperta a tutti i costi. Invece di predisporre un sistema che garantisca i lavoratori contro le perdite di reddito e di professionalit\u00e0 nel necessario passaggio da un&#8217;azienda a un&#8217;altra, si fanno carte false per evitare che essi debbano lasciare il vecchio posto: si attiva la Cassa integrazione anche quando non c&#8217;\u00e8 alcuna prospettiva ragionevole di ripresa del lavoro nella stessa azienda, si invocano aiuti pubblici, si concedono deroghe allo standard. Ma il modello centralistico fondato sul protocollo del luglio 1993 sarebbe superato anche se i sindacati fossero pi\u00f9 coerenti nella sua attuazione.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #000000;\">Perch\u00e9?<br \/>\n<\/span><\/strong>Questo modello aveva come presupposto che allo stesso livello nazionale ci fosse un Governo capace di azionare leve di politica economica come la svalutazione della moneta, o gli aiuti di Stato a determinati comparti produttivi. Con la nostra entrata nel sistema monetario europeo, il Governo nazionale ha perso la disponibilit\u00e0 di entrambe quelle leve; e nel frattempo la globalizzazione dell\u2019economia si \u00e8 ulteriormente accentuata. Nel contesto attuale la dimensione di una singola nazione di 60 milioni di abitanti non ha pi\u00f9 lo stesso significato che aveva quarant&#8217;anni fa; e la funzione del contratto collettivo nazionale non pu\u00f2 pi\u00f9 essere la stessa che gli era stata attribuita nel 1993, cio\u00e8 quella di uno standard rigidamente inderogabile, sia sul piano del minimo retributivo, sia su quello della struttura delle retribuzioni, dell\u2019organizzazione del lavoro, dell&#8217;inquadramento professionale, della distribuzione dei tempi di lavoro.<\/p>\n<p><strong>Cosa pu\u00f2 significare questa scelta per la struttura della contrattazione collettiva?<br \/>\n<\/strong>La soluzione che ho proposto, insieme ad altri 54 senatori del Pd, con il <a title=\"ddl 1872\/2009\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=4987\" target=\"_blank\">d.d.l. n. 1872\/2009<\/a>, e che ora sembra condivisa dalla Confindustria e dalla Uil, forse anche dalla Cisl (al di l\u00e0 delle dichiarazioni degli ultimi giorni), \u00e8 quella che \u00e8 attualmente sperimentata in Germania: il contratto nazionale resta la disciplina di <em>default<\/em>, che si applica quando manchi un contratto stipulato a un livello pi\u00f9 vicino al luogo di lavoro da una coalizione maggiormente rappresentativa a quel livello. In altre parole, a determinate condizioni il contratto aziendale pu\u00f2 integrare parzialmente o sostituire integralmente il contratto nazionale.<\/p>\n<p><strong>E per la rappresentanza sindacale?<br \/>\n<\/strong>La soluzione migliore \u00e8 una proporzionalizzazione dell\u2019articolo 19 dello Statuto dei lavoratori: i rappresentanti sindacali sono distribuiti tra i sindacati presenti in un\u2019azienda in proporzione ai voti che ciascuno di essi ha conseguito in una consultazione triennale, oppure in proporzione a un indice composto per met\u00e0 dal dato elettorale e per met\u00e0 dal dato associativo, cio\u00e8 dal numero delle iscrizioni.<\/p>\n<p><strong>Quale strada si dovrebbero intraprendere per realizzare un\u2019eventuale nuova intesa?<br \/>\n<\/strong>La via maestra sarebbe un accordo interconfederale sottoscritto da tutte le associazioni sindacali e imprenditoriali maggiori. Ma se a questo non si arriva \u00e8 comunque indispensabile una legge, che regoli la materia in via provvisoria e sussidiaria, con la clausola che la disciplina legislativa ceder\u00e0 il posto a quella collettiva se e quando un accordo interconfederale sar\u00e0 in grado di sostituirla.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>IL MODELLO CENTRALISTICO COMPORTA L&#8217;ACCETTAZIONE DI UNA MOBILIT\u00c0 TRA AZIENDE DEBOLI E AZIENDE FORTI, CHE INVECE SISTEMATICAMENTE OSTACOLIAMO &#8211;\u00a0 MA\u00a0\u00c8 COMUNQUE UN MODELLO CHE NON CONSENTE DI AFFRONTARE LE SFIDE DELLA GLOBALIZZAZIONE E DELLA PARTECIPAZIONE AL SISTEMA MONETARIO EUROPEO Intervista a cura di Fabio Paluccio, in corso di pubblicazione su Adn-Kronos, giugno 2011 &#8211; In [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26,11],"tags":[],"class_list":["post-15184","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interview","category-23-sindacato"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15184","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=15184"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15184\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=15184"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=15184"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=15184"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}