
{"id":15222,"date":"2011-06-12T12:10:11","date_gmt":"2011-06-12T11:10:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=15222"},"modified":"2011-06-23T12:04:28","modified_gmt":"2011-06-23T11:04:28","slug":"per-dare-valore-al-lavoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=15222","title":{"rendered":"PER DARE VALORE AL LAVORO"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">LE LINEE ESSENZIALI DI UN&#8217;INIZIATIVA INCISIVA, CAPACE DI SUPERARE IL DUALISMO DEL NOSTRO MERCATO DEL LAVORO E AL TEMPO STESSO DI ADATTARE IL NOSTRO SISTEMA DELLE RELAZIONI INDUSTRIALI ALLE SFIDE DELLA GLOBALIZZAZIONE<\/span><\/p>\n<p><em>Contributo di un gruppo di\u00a0parlamentari, studiosi\u00a0e dirigenti del Pd all&#8217;Assemblea nazionale sul lavoro dello stesso partito\u00a0&#8211; Genova, 17 e 18 giugno 2011<\/em><\/p>\n<p><!--more-->I DIFETTI DEL MERCATO DEL LAVORO ITALIANO<br \/>\nIl nostro mercato del lavoro fa registrare da molti anni performance peggiori rispetto alla maggior parte dei Paesi europei per<br \/>\n&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 tasso di <strong>occupazione<\/strong> complessivo;<br \/>\n&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 tasso di <strong>occupazione femminile<\/strong>, <strong>giovanile<\/strong> e degli <strong>anziani<\/strong>;<br \/>\n&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 tasso di <strong>disoccupazione di lunga durata<\/strong>;<br \/>\n&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <strong>livelli retributivi<\/strong> a parit\u00e0 di contenuto della prestazione lavorativa;<br \/>\n&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 tasso di lavoro irregolare e <strong>dualismo<\/strong> fra lavoratori protetti e poco\u00a0o per nulla protetti.<br \/>\nAlcune di queste disfunzioni sono imputabili almeno in parte al difetto di crescita economica del Paese, che a sua volta \u00e8 in larga parte dovuto alla sua <strong>scarsa attrattivit\u00e0 per gli investimenti esteri<\/strong>. Questi ultimi costituiscono la risorsa finanziaria principale cui possiamo attingere nel breve e medio periodo per rimettere in moto la crescita economica del Paese, aumentando produttivit\u00e0 e domanda di lavoro; e anche per questo aspetto la nostra performance \u00e8 tra le peggiori d\u2019Europa.<br \/>\nLe cause dell\u2019iniquit\u00e0 e dell\u2019inefficienza del nostro mercato del lavoro sono le stesse che determinano l\u2019incapacit\u00e0 del nostro Paese di intercettare gli investimenti nel mercato globale dei capitali. Fra queste cause vanno annoverati il malfunzionamento delle amministrazioni pubbliche, i difetti delle grandi infrastrutture di trasporto e comunicazione, il costo troppo alto dei servizi alle imprese e dell\u2019energia, il basso livello di <em>civicness<\/em> diffusa, ma anche un mercato del lavoro opaco, nel quale le imprese attingono gran parte della flessibilit\u00e0 necessaria al processo produttivo da pratiche di evasione o elusione degli standard posti dal diritto del lavoro largamente tollerate al punto da divenire normali. Il difetto del <em>know how<\/em> necessario per operare nell\u2019area dell\u2019illegalit\u00e0 o della semilegalit\u00e0, di cui dispongono pi\u00f9 facilmente gli imprenditori indigeni, costituisce un ostacolo rilevante all\u2019insediamento nel nostro territorio di imprese straniere. Una ulteriore difficolt\u00e0 \u00e8 costituita dai gravi difetti di funzionalit\u00e0 del nostro sistema delle relazioni industriali.<\/p>\n<p>I DIFETTI DEL SISTEMA ITALIANO DELLE RELAZIONI INDUSTRIALI<br \/>\nDagli inizi del nuovo secolo, da quando si \u00e8 persa l\u2019unit\u00e0 d\u2019azione tra le confederazioni sindacali maggiori, il nostro sistema delle relazioni industriali \u00e8 venuto manifestando in modo sempre pi\u00f9 evidente un carattere di marcata<strong> vischiosit\u00e0 e inconcludenza<\/strong>. Nel regime di \u201cdiritto sindacale transitorio\u201d in cui l\u2019Italia si trova da ormai pi\u00f9 di 60 anni, si sono affermate <strong>regole non scritte in materia di contrattazione collettiva<\/strong> che, nelle situazioni di dissenso insanabile tra i sindacati, generano <strong>paralisi<\/strong>. Questa paralisi si rivela perfettamente funzionale a un <strong>accordo protezionistico tacito<\/strong>, tendente a chiudere il nostro sistema economico ai piani industriali innovativi, in particolare a quelli cui sono collegati i potenziali investimenti provenienti dall\u2019estero, che vede nell\u2019ultimo quarto di secolo una vasta componente trasversale del movimento sindacale fare sponda alla parte pi\u00f9 conservatrice dell\u2019imprenditoria italiana; e, sul piano politico, la vecchia sinistra fare sponda alla parte pi\u00f9 conservatrice della destra.<\/p>\n<p>MISURE CON EFFETTO IMMEDIATO A COSTO ZERO<br \/>\n\u00c8 possibile, innanzitutto, una <strong>drastica semplificazione della nostra disciplina di fonte nazionale dei rapporti di lavoro<\/strong>, il cui ammasso disorganico occupa oggi migliaia di pagine.<br \/>\nIl <a title=\"Ddl 1873\/09\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=4896\" target=\"_blank\">disegno di legge n. 1873\/2009<\/a>, firmato da 55 senatori del Pd, mostra come il contenuto essenziale della nostra legislazione nazionale su questa materia possa essere espresso \u2013 senza alcuna perdita di contenuto, ma anzi con un guadagno di incisivit\u00e0 \u2013 in un nuovo <em>Codice del lavoro<\/em> semplificato di poche decine di articoli chiari e semplici, scritti per essere facilmente traducibili in inglese, ma anche per essere distribuiti in milioni di copie a tutti i lavoratori, imprenditori e consulenti, in modo da rendere immediatamente conoscibile il diritto del lavoro da parte di tutti coloro cui esso \u00e8 destinato (come avvenne nel 1970 con i 40 articoli dello <em>Statuto dei Lavoratori<\/em>). Questa \u00e8 una precondizione essenziale per garantire l\u2019universalit\u00e0 ed effettivit\u00e0 della disciplina vigente.<br \/>\nLo stesso<a title=\"ddl 1873\/09\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=4896\" target=\"_blank\"> d.d.l. n. 1873<\/a> mostra altres\u00ec come un codice semplificato cos\u00ec concepito possa dettare una disciplina della stabilit\u00e0 del lavoro e del reddito capace di applicarsi a tutti i nuovi rapporti di lavoro, superando il dualismo attuale fra protetti e non protetti, e anche quello fra dipendenti delle imprese di dimensioni medio-grandi e dipendenti delle pi\u00f9 piccole: <strong>tutti a tempo indeterminato<\/strong> (tranne i casi classici di contratto a termine, quali le sostituzioni per malattia o i lavori stagionali), <strong>a tutti le protezioni essenziali<\/strong> (in particolare quella contro le discriminazioni)<strong>, ma nessuno inamovibile<\/strong>. E <strong>a tutti<\/strong>, in caso di perdita del posto di lavoro, una <strong>forte garanzia di continuit\u00e0 del reddito e di investimento nella loro professionalit\u00e0<\/strong>, in funzione della pi\u00f9 rapida e migliore ricollocazione. \u00c8 evidente la rottura drastica che una riforma di questo genere pu\u00f2 segnare rispetto al regime attuale di vero e proprio <em>apartheid<\/em> tra lavoratori protetti e lavoratori poco o per nulla protetti; e dunque il significato che la riforma stessa pu\u00f2 assumere sul piano dell\u2019equit\u00e0 sociale, della lotta alla disuguaglianza e della protezione dei pi\u00f9 deboli, che oggi nel mercato del lavoro sono soprattutto i pi\u00f9 giovani.<\/p>\n<p><strong>La riforma del diritto del lavoro &#8211; <\/strong>Oggi \u00e8 possibile perseguire questo obiettivo senza aggravio per l\u2019Erario statale, se si attiva il \u201cgioco a somma positiva\u201d della <em>flexsecurity<\/em>, che consiste nel coniugare il massimo possibile di flessibilit\u00e0 per le strutture produttive con il massimo possibile di sicurezza dei lavoratori nel mercato prima ancora che nel posto di lavoro. Pi\u00f9 precisamente, nel vincolare\u00a0parte delle risorse che le imprese risparmiano in conseguenza della maggiore fluidit\u00e0 e tempestivit\u00e0 dell\u2019aggiustamento industriale per la garanzia di continuit\u00e0 del reddito e di buona assistenza nel mercato per i lavoratori che si trovano a dover cambiare posto di lavoro.<br \/>\nNello stesso tempo, una ridefinizione della nozione del rapporto di dipendenza economica, cui il nuovo diritto del lavoro deve applicarsi per le assunzioni che avverranno da qui in avanti, deve consentire l\u2019accertamento immediato dei requisiti per l\u2019applicazione stessa sulla base dei dati risultanti dai tabulati dell\u2019Erario e dell\u2019Inps, senza necessit\u00e0 dell\u2019intervento in loco di ispettori, n\u00e9 di avvocati e giudici.<br \/>\nLa riforma nel segno della <em>flexsecurity<\/em> qui prospettata non reca alcun pregiudizio ai <strong>lavoratori regolari stabili<\/strong> al momento della sua entrata in vigore, poich\u00e9 non modifica il vecchio regime di stabilit\u00e0 che \u00e8 ad essi applicabile. Essa giova invece:<br \/>\n\u2011 ai <strong>lavoratori destinati a entrare nel tessuto produttivo<\/strong> da quel momento in avanti, poich\u00e9 le prospettive di sicurezza che essa offre loro (protezione contro le discriminazioni, continuit\u00e0 del reddito, copertura previdenziale e investimento sulla loro professionalit\u00e0) in caso di licenziamento sono incomparabilmente migliori rispetto a quelle che si offrono loro nel contesto attuale;<br \/>\n\u2011 alle <strong>imprese<\/strong>, poich\u00e9 il maggior costo che la riforma accolla loro con la disciplina dei licenziamenti di natura economica od organizzativa \u00e8 ampiamente compensato dalla maggiore tempestivit\u00e0 dell\u2019aggiustamento industriale e prevedibilit\u00e0 del relativo costo.<br \/>\nL&#8217;estensione dell&#8217;applicazione del diritto del lavoro a tutta l&#8217;area del lavoro in posizione di dipendenza economica avr\u00e0 automaticamente l&#8217;effetto di una <strong>universalizzazione degli ammortizzatori sociali<\/strong>, oggi riservati soltanto al rapporto di lavoro subordinato regolare: su questa base si agevola la prospettiva della costruzione di un sistema di &#8220;reddito di cittadinanza&#8221;.<\/p>\n<p>\u00c8 una riforma esplicitamente raccomandata al nostro Paese dalla Commissione Europea proprio in questi giorni: <em>&#8220;Esiste un dualismo tra lavoratori con contratti a durata indeterminata e lavoratori con una protezione limitata, se non del tutto inesistente, dal rischio di disoccupazione&#8221;<\/em>, per combattere il quale occorre <em>&#8220;trovare un punto di equilibrio tra sicurezza e flessibilit\u00e0&#8221;<\/em>. La stessa Commissione critica il carattere discrezionale della copertura assicurata dalla Cassa integrazione guadagni, che <em>&#8221; ha contribuito a mantenere il potere d&#8217;acquisto delle famiglie durante la crisi&#8221;<\/em>, ma <em>&#8220;potrebbe ostacolare la mobilit\u00e0 occupazione e settoriale&#8221;<\/em> (Raccomandazione della Commissione sul PNR e il PS dell&#8217;Italia, 7 giugno 2011).<\/p>\n<p>Il Partito Democratico \u00e8 nato anche e soprattutto per promuovere questa riforma, dando voce e rappresentanza politica a una generazione che nel nostro mercato del lavoro \u00e8 oggi pesantemente penalizzata. La riunificazione del diritto e del mercato del lavoro costituisce parte essenziale di questa politica.<\/p>\n<p><strong>Sul versante del sistema delle relazioni industriali<\/strong> il problema \u00e8 inverso rispetto al versante della disciplina dei rapporti individuali: qui \u00e8 indispensabile superare una grave lacuna normativa che si trascina ormai da sessant\u2019anni. Occorre dare attuazione al principio <strong>democrazia sindacale<\/strong> enunciato dall\u2019articolo 39 della Costituzione, sia in materia di rappresentanza sindacale nei luoghi di lavoro, sia in materia di contrattazione collettiva, affinch\u00e9 il dissenso tra sindacati non determini paralisi della contrattazione stessa e non finisca coll\u2019ostacolare l\u2019afflusso di buoni investimenti esteri, del <em>management<\/em> di alta qualit\u00e0 e dei piani industriali innovativi che essi sovente portano con s\u00e9. In assenza di un grande accordo interconfederale firmato da tutte le principali associazioni sindacali e imprenditoriali, la soluzione pu\u00f2 essere costituita da una legge che (come delineato nel progetto gemello di quello sopra citato, il <a title=\"Ddl 1872\/09\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=4987\" target=\"_blank\">d.d.l. n. 1872\/2009<\/a>)<br \/>\n&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 ripartisca i <em>rappresentanti sindacali in azienda<\/em> in proporzione ai consensi ricevuti da ciascuna organizzazione in una consultazione elettorale almeno triennale, salvaguardando il rapporto organico tra il rappresentante e l\u2019associazione esterna;<br \/>\n&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 attribuisca alla coalizione sindacale maggioritaria il potere di stipulare <em>accordi e contratti collettivi con efficacia estesa a tutta la categoria<\/em> interessata;<br \/>\n&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 garantisca all\u2019<em>associazione minoritaria<\/em> la libert\u00e0 di non sottoscrivere accordi e contratti, senza per questo perdere il diritto ai propri rappresentanti sindacali nei luoghi di lavoro;<br \/>\n&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 consenta al <em>contratto collettivo aziendale<\/em> stipulato dalla coalizione maggioritaria (con radicamento in almeno quattro regioni), o comunque approvato in un referendum dalla maggioranza dei lavoratori interessati, di sostituire in tutto o in parte la disciplina contenuta nel contratto nazionale.<\/p>\n<p>MISURE EFFICACI A MEDIO TERMINE<br \/>\nUn programma di medio periodo deve, in primo luogo, puntare allo sviluppo di una rete di buoni servizi per i lavoratori e le imprese nel mercato del lavoro. In particolare:<br \/>\n&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00e8 indispensabile incentivare e rafforzare l\u2019impegno delle Regioni sul terreno del servizio di <strong>orientamento scolastico e professionale<\/strong>, che deve raggiungere capillarmente tutti i ragazzi al termine di ciascun ciclo scolastico, assicurando loro \u2013 sul modello dei migliori <em>guidance<\/em> o <em>career services<\/em> del nord-Europa \u2013 un bilancio ben fatto delle competenze e informazioni precise sulle opportunit\u00e0 che si offrono loro, sia sul versante scolastico e della formazione professionale, sia sul versante degli sbocchi occupazionali effettivamente possibili;<br \/>\n&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 occorre inoltre incentivare e rafforzare l\u2019impegno delle Regioni a sostegno della sicurezza professionale del lavoratore in caso di perdita del posto: la riforma di cui si \u00e8 detto nel \u00a7 1 responsabilizza le imprese su questo terreno, ma le Regioni devono fare la loro parte spendendo bene i contributi del Fondo Sociale Europeo e le altre ingenti risorse di cui dispongono, a sostegno dei <strong>servizi di <em>outplacement<\/em><\/strong>, di <strong>formazione mirata agli sbocchi occupazionali effettivamente esistenti<\/strong> e di <strong>assistenza intensiva per la mobilit\u00e0 geografica<\/strong> dei lavoratori interessati.<br \/>\nL\u2019azione del Governo centrale e delle Regioni deve, in generale, essere orientata a <strong>facilitare il trasferimento dei lavoratori<\/strong> <strong>in condizioni di sicurezza economica e professionale<\/strong> dalle imprese marginali o sub-marginali a quelle pi\u00f9 produttive e pi\u00f9 forti nel mercato dei beni o dei servizi.<br \/>\nLe <strong>risorse necessarie<\/strong> per il miglioramento generale dei servizi al mercato del lavoro possono e devono essere reperite attraverso un drastico riorientamento della spesa, sia per le politiche passive (sostegno del reddito mediante intervento della Cassa integrazione, oggi troppo sovente utilizzata per mascherare situazioni di effettiva disoccupazione), sia per le politiche attive (servizi di formazione professionale, dove oggi si osservano sprechi enormi e cattiva o mancata utilizzazione dei contributi del Fondo Sociale Europeo).<br \/>\n<strong>La<\/strong> <strong>ristrutturazione dei servizi regionali di orientamento e di formazione professionale<\/strong>, invece, comporter\u00e0 probabilmente la soppressione di numerosi posti stabili di \u201cistruttore\u201d: le \u201ccattedrine\u201d dalle quali da decenni viene impartito lo stesso addestramento di bassa qualit\u00e0 e senza alcuna stretta corrispondenza con l\u2019evoluzione tecnologica del tessuto produttivo. Il meccanismo di responsabilizzazione e incentivazione economica delle imprese per la migliore ricollocazione del lavoratore licenziato porter\u00e0 necessariamente a un forte spostamento della domanda di formazione verso servizi nuovi, in larga parte prodotti dal sistema stesso delle imprese. \u00c8 verso questi che dovr\u00e0 orientarsi la spesa delle risorse disponibili e in particolare dei contributi \u00f9del Fondo Sociale Europeo.<\/p>\n<p><strong>Pietro Ichino<\/strong>, <em>senatore, professore di diritto del lavoro nell&#8217;Universit\u00e0 degli Studi di Milano<\/em><strong><br \/>\nMaurizio Ferrera<\/strong>, <em>professore di\u00a0scienza politica nell&#8217;Universit\u00e0 degli Studi di Milano\u00a0<\/em><strong><br \/>\nPaolo Giaretta<\/strong>, <em>senatore<\/em><strong><br \/>\nEnrico Morando<\/strong>, <em>senatore<\/em><strong><br \/>\nMichele Salvati<\/strong>, <em>professore di economia politica nell&#8217;Universit\u00e0 degli Studi di Milano<\/em><strong><br \/>\n<a title=\"Intervento di I. Scalfarotto, 17.6.11\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=15334\" target=\"_blank\">Ivan Scalfarotto<\/a><\/strong>,\u00a0<em>gi\u00e0 responsabile delle Risorse Umane di un Gruppo bancario, vice-presidente del Pd<\/em>\u00a0<\/p>\n<p><em>Al\u00a017 giugno 2011 abbiamo ricevuto dichiarazioni\u00a0di condivisione del contenuto di questo documento da parte di<br \/>\n<\/em><strong>Sergio Chiamparino<\/strong>, <em>gi\u00e0 sindaco di Torino, del quale leggi la <a title=\"Lettera di S. Chiamparino e W. Veltroni - Corriere della Sera, 19.6.11\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=15430\" target=\"_blank\">lettera scritta con Walter Veltroni al <\/a><\/em><a title=\"Lettera di S. Chiamparino e W. Veltroni - Corriere della Sera, 19.6.11\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=15430\" target=\"_blank\">Corriere della Sera<\/a><em>, del\u00a019 giugno\ufffd<br \/>\nnonch\u00e8 dai parlamentari:<\/em><br \/>\n<strong>Alfonso Andria<\/strong>, <em>senatore<\/em><br \/>\n<strong>Enzo Bianco<\/strong>, <em>senatore<\/em><br \/>\n<strong>Daniele Bosone<\/strong>, <em>senatore<\/em><br \/>\n<strong>Vito Carofiglio<\/strong>, <em>senatore<\/em><br \/>\n<strong>Stefano Ceccanti<\/strong>, <em>senatore<\/em><br \/>\n<strong>Mauro Ceruti<\/strong>, <em>senatore<\/em><br \/>\n<strong>Franca Chiaromonte<\/strong>, <em>senatrice<\/em><br \/>\n<strong>Lucio D&#8217;Ubaldo<\/strong>, <em>senatore<\/em><br \/>\n<strong>Anna Rita Fioroni<\/strong>, <em>senatrice<\/em><br \/>\n<strong>Maurizio Fistarol<\/strong>, <em>senatore<\/em><strong><br \/>\nGiampaolo Fogliardi<\/strong>, <em>deputato<\/em><br \/>\n<strong>Marco Follini<\/strong>, <em>senatore<\/em><br \/>\n<strong>Guido Galperti<\/strong>, <em>senatore<\/em><br \/>\n<strong>Paolo Gentiloni<\/strong>, <em>deputato<\/em><br \/>\n<strong>Maria Pia Garavaglia<\/strong>, <em>senatrice<\/em><br \/>\n<strong>Manuela Granaiola<\/strong>, <em>senatrice<\/em><br \/>\n<strong>Maria Leddi, <\/strong><em>senatrice<\/em><strong><br \/>\nAlessandro Maran<\/strong>, <em>deputato<\/em><br \/>\n<strong>Andrea Marcucci<\/strong>, <em>senatore<\/em><br \/>\n<strong>Ignazio Marino<\/strong>, <em>senatore<\/em><br \/>\n<strong>Daniela Mazzuconi<\/strong>, <em>senatrice<\/em><br \/>\n<strong>Claudio Micheloni<\/strong>, <em>senatore<\/em><strong><br \/>\nMagda Negri<\/strong>, <em>senatrice<\/em><br \/>\n<strong>Vinicio Peluffo<\/strong>, <em>deputato<br \/>\n<\/em><strong>Flavio Pertoldi<\/strong><em>, senatore<\/em><strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>Giovanni Procacci<\/strong>, <em>senatore<\/em><br \/>\n<strong>Nino Randazzo<\/strong>, <em>senatore<\/em><br \/>\n<strong>Nicola Rossi<\/strong>, <em>senatore<\/em><strong><br \/>\nSimonetta Rubinato<\/strong>, <em>deputata<\/em><br \/>\n<strong>Antonio Rusconi<\/strong>, <em>senatore<\/em><br \/>\n<strong>Gian Carlo Sangalli<\/strong>, <em>senatore<\/em><br \/>\n<strong>Andrea Sarubbi<\/strong>, <em>deputato<\/em>, di cui segnaliamo l&#8217;interessante <a title=\"Intervento di A. Sarubbi, 18.6.11\" href=\"http:\/\/www.andreasarubbi.it\/?p=6314\" target=\"_blank\">dichiarazione<\/a>\u00a0del 18 giugno<strong><br \/>\nGiorgio Tonini<\/strong>, <em>senatore<\/em><br \/>\n<strong>Salvatore Vassallo<\/strong>, <em>deputato<\/em><br \/>\n<strong>Walter Veltroni<\/strong>,\u00a0 <em>deputato<\/em>,\u00a0 di cui segnaliamo il\u00a0<a title=\"Comunicato di W. Veltroni, 17.6.11\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=15327\" target=\"_blank\">comunicato stampa<\/a><em>\u00a0<\/em>del\u00a017 giugno<em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LE LINEE ESSENZIALI DI UN&#8217;INIZIATIVA INCISIVA, CAPACE DI SUPERARE IL DUALISMO DEL NOSTRO MERCATO DEL LAVORO E AL TEMPO STESSO DI ADATTARE IL NOSTRO SISTEMA DELLE RELAZIONI INDUSTRIALI ALLE SFIDE DELLA GLOBALIZZAZIONE Contributo di un gruppo di\u00a0parlamentari, studiosi\u00a0e dirigenti del Pd all&#8217;Assemblea nazionale sul lavoro dello stesso partito\u00a0&#8211; Genova, 17 e 18 giugno 2011<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-15222","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-21-lavoro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15222","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=15222"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15222\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=15222"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=15222"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=15222"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}