
{"id":15343,"date":"2011-06-18T12:21:58","date_gmt":"2011-06-18T11:21:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=15343"},"modified":"2011-06-18T12:25:36","modified_gmt":"2011-06-18T11:25:36","slug":"pd-pi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=15343","title":{"rendered":"PD: MENO LIBERALI, PI\u00d9 LABURISTI"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">L&#8217;EDITORIALISTA DEL QUOTIDIANO MILANESE PRENDE LE MOSSE DA UNA NOTIZIA TOTALMENTE INFONDATA, PER UN DISCORSO CRITICO SERIO SUL PARTITO DEMOCRATICO<\/span><\/p>\n<p><em><!--more-->Articolo di fondo <strong>di Dario Di Vico<\/strong> sul <\/em>Corriere della Sera<em> del 18 giugno 2011\u00a0&#8211; V. anche <a title=\"Comunicato di W. Veltroni, 17.6.11\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=15327\" target=\"_blank\">il comunicato-stampa del giorno precedente<\/a>, con il quale Walter Veltroni aveva smentito la notizia secondo cui egli avrebbe ritirato l&#8217;adesione al mio documento, <\/em><a title=\"Per dare valore al lavoro - 17.6.11\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=15222\" target=\"_blank\">Per dare valore al lavoro<\/a><\/p>\n<p>Il Veltroni che apr\u00ec la campagna per le politiche del 2008 al Lingotto ha rappresentato il momento in cui il liberalsocialismo italiano \u00e8 sembrato darsi le ali per volare. Fino ad allora era vissuto per lo pi\u00f9 sul contributo di singoli studiosi estremamente versati nel produrre spunti e idee. Ora la notizia che lo stesso Veltroni, insieme a Sergio Chiamparino, ha tolto la firma dal documento di Pietro Ichino che sar\u00e0 presentato alla Conferenza del Lavoro in corso a Genova \u00e8 un episodio illuminante. \u00c8 il completamento di una parabola e la prova che il partito si sta muovendo in tutt\u2019altra direzione. Si sta attrezzando a recuperare una visione pi\u00f9 tradizionale, che per comodit\u00e0 definiremmo neo-laburista. E del resto sono molti altri i segnali che dimostrano il nuovo trend.<\/p>\n<p>Innanzitutto il perdurare della Grande Crisi e la percezione diffusa che il grosso dei costi sociali debba ancora essere pagato. Il voto amministrativo di Milano con lo spostamento di consensi del lavoro autonomo verso Giuliano Pisapia segnala come un\u2019ampia porzione di ceto medio, che non si \u00e8 sentito tutelato dalla scelta del governo di investire tutte le risorse sulla Cassa integrazione, si sia rivolto al centrosinistra chiedendo asilo. Non dimentichiamo che nella dirigenza della sinistra non si \u00e8 mai rimarginata la ferita causata dalla perdita (via Lega) di una consistente parte dell\u2019insediamento sociale e operaio. In svariate occasioni il vertice del Pd \u00e8 stato accusato di aver abbracciato masochisticamente la cultura di mercato e lasciato spazio alle incursioni a sinistra di Umberto Bossi e Giulio Tremonti. Infine l\u2019esito dei referendum e anche la diffusione di una cultura dei social network orientata alla salvaguardia dei beni pubblici\u2014 l\u2019acqua come l\u2019occupazione \u2014 spingono anch\u2019essi verso un approdo neo-laburista.<\/p>\n<p>Non \u00e8 un caso che Stefano Fassina, responsabile economico del Pd, abbia formulato la richiesta di \u00abun Piano per l\u2019occupazione giovanile e femminile\u00bb , che almeno nel lessico rimanda alla Cgil Anni 50. Se poi spingiamo lo sguardo oltre Chiasso si pu\u00f2 constatare come i partiti socialdemocratici segnalati in ripresa dai sondaggi elettorali abbiano recuperato audience non perch\u00e9 hanno sviluppato una convincente ricetta post-blairiana ma semplicemente perch\u00e9 si limitano a interpretare il mestiere di oppositori in periodo di recessione.<\/p>\n<p>Tutte queste riflessioni congiurano, dunque, nel legittimare gli slittamenti di cultura politica in corso dentro il Pd, che prima ha perso una figura di prestigio come Nicola Rossi e oggi in qualche misura prende le distanze dagli Ichino. Conseguenza immediata: i temi della libert\u00e0 economica (liberalizzazioni, privatizzazioni e lenzuolate) escono dallo spartito, come del resto \u00e8 ampiamente dimostrato dalla scelta tutta politica di non ascoltare i dubbi sui referendum avanzati da personalit\u00e0 come Franco Bassanini. Il Pd, dunque, nato come progetto modernizzatore e cosmopolita, pone oggi pi\u00f9 attenzione al consenso e all\u2019insediamento sociale. Come tornasse alla ricerca di un \u00absuo popolo\u00bb e in questa indagine ponesse attenzione prioritaria alle partite Iva, ai precari, ai blogger. Siccome questa strategia, almeno nel breve, ha pagato con il raggiungimento del quorum e anche con la ripresa di gradimento del Pd segnalato dai sondaggi a quota 29%, non si pu\u00f2 pretendere di dare consigli di segno contrario.<\/p>\n<p>La riflessione pi\u00f9 sensata che si pu\u00f2 avanzare dall\u2019esterno \u00e8 che una mini-svolta laburista rischia di far perdere al Pd il credito conquistato in questi anni negli ambienti pi\u00f9 attenti alla cultura di mercato e che qualcosa hanno contato nelle performance elettorali di Pisapia e Stefano Boeri. Ma forse il pericolo maggiore per una forza che si ricandida in qualche modo a guidare il processo di uscita dalla crisi \u00e8 quello di avvicinarsi al popolo ma allontanarsi dalle soluzioni. In pi\u00f9 riprese in passato si \u00e8 sviluppato un movimento politico culturale autodefinitosi lib-lab e che ha cercato generosamente di conciliare le due culture, la liberale e la laburista.<\/p>\n<p>Non ha conosciuto mai grande successo ma quel tipo di esercizio non andrebbe comunque disperso, perch\u00e9 se i problemi sono laburisti, nell\u2019economia di oggi\u2014 e con le scadenze che attendono il nostro Paese \u2014 le soluzioni continuano ad essere liberali.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;EDITORIALISTA DEL QUOTIDIANO MILANESE PRENDE LE MOSSE DA UNA NOTIZIA TOTALMENTE INFONDATA, PER UN DISCORSO CRITICO SERIO SUL PARTITO DEMOCRATICO<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[],"class_list":["post-15343","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-24-politica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15343","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=15343"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15343\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=15343"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=15343"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=15343"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}