
{"id":1548,"date":"2009-01-30T20:54:29","date_gmt":"2009-01-30T19:54:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=1548"},"modified":"2009-02-02T10:54:48","modified_gmt":"2009-02-02T09:54:48","slug":"salari-e-profitti-le-verita-nascoste","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=1548","title":{"rendered":"SALARI E PROFITTI: LE VERITA&#8217; NASCOSTE"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">UN SISTEMA DI RELAZIONI INDUSTRIALI NEL QUALE CIASCUNA PARTE RAGIONA SU DATI DIVERSI, SENZA CHE SI POSSA DISPORRE DI UNA BASE-DATI CONDIVISA, NON POTRA&#8217; MAI FUNZIONARE BENE<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><em>Articolo <strong>di Andrea Ichino,\u00a0Giovanni Pica e Valentina Adorno<\/strong>\u00a0pubblicato su <\/em>il Sole 24 Ore<em> del 28 gennaio 2009<\/em><\/span><\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 L\u2019accordo quadro sulla riforma degli assetti contrattuali regger\u00e0 alla prova dei fatti? Avvantagger\u00e0 i lavoratori? Le imprese? Entrambi? Alla fine del periodo di sperimentazione di quattro anni, dicono le parti, tireremo le somme. Perch\u00e9 lo possano davvero fare, per\u00f2, sarebbe necessario un monitoraggio immediato e continuativo dell\u2019andamento delle retribuzioni reali e dei margini di profitto. Purtroppo questo monitoraggio non sar\u00e0 possibile perch\u00e9 mancano i dati statistici necessari per la sua realizzazione. Se la situazione rimanesse questa, l\u2019esperimento non potrebbe generare in tempi utili un insieme di dati accettati da entrambe le parti in base ai quali trarre conclusioni.<br \/>\n<!--more-->\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 In Italia, quel poco che sappiamo sui redditi da lavoro delle famiglie riguarda le retri-buzioni contrattuali (poco informative perch\u00e9 assai diverse da quelle di fatto) e i dati della contabilit\u00e0 nazionale, una fonte certo importante, ma ben lontana dai dati individuali che sa-rebbe necessario avere. La contabilit\u00e0 nazionale \u00e8 una &#8220;scatola nera&#8221;, gestita dall\u2019ISTAT, che macina dati elementari producendo, attraverso ipotesi necessariamente arbitrarie, statistiche aggregate (monte salari, quota profitti, etc.) per soggetti economici artificiali come le &#8220;unit\u00e0 di lavoro equivalente&#8221;. Sono informazioni di cui non si pu\u00f2 certo fare a meno, ma sarebbe utile poterle confrontare, come accade in altri paesi, con le informazioni offerte dai dati ele-mentari costituiti dalle buste paga dei singoli lavoratori, dai profitti delle singole aziende e da misure della produttivit\u00e0 reale di ogni soggetto. Di queste informazioni elementari, in Italia esistono solo frammenti incompleti e imperfetti, che vengono resi disponibili con enorme ri-tardo e di cui le parti sociali usano via via solo quello che fa loro comodo rendendo impossi-bile una valutazione condivisa dei fatti.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Negli USA non ci sono due verit\u00e0 contrapposte riguardo all\u2019evoluzione della struttura delle retribuzioni e dei margini di profitto dal dopoguerra ad oggi: si discute animatamente di cosa possa aver determinato quella evoluzione e se vada contrastata o assecondata. Ma su quali siano i fatti da spiegare c\u2019\u00e8 una sostanziale condivisione di opinioni.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 In Italia, invece, da una parte la CGIL denuncia che i salari reali dei lavoratori dipen-denti sono stagnanti dal 1993 \u2013 addirittura in calo dal 2000 \u2013 e che le imprese, pur essendo cresciuti i margini di profitto, non hanno redistribuito i guadagni di produttivit\u00e0 (cfr. Ires-Cgil, <em>Salari in Difficolt\u00e0<\/em>, novembre 2007); dall\u2019altra, la Confindustria risponde che i salari reali sono aumentati \u2013 forse poco, ma certamente pi\u00f9 della produttivit\u00e0 \u2013 e la profittabilit\u00e0 del capitale \u00e8 diminuita. Ossia stiamo tutti peggio e non sono solo i lavoratori dipendenti a pagare il conto (<em>Scenari economici<\/em>, cap 2, giugno 2008). Tra i due contendenti, la Banca d\u2019Italia descrive, negli studi approfonditi dei suoi ricercatori (quasi sempre ignoti al grande pubbli-co), una realt\u00e0 pi\u00f9 complessa che sindacati e imprenditori cercano di stiracchiare ciascuno a proprio favore.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Come possono co-esistere queste &#8220;verit\u00e0&#8221; contrapposte tra le quali chi voglia capire fa fatica ad orientarsi? Una ragione importante \u00e8 proprio l\u2019assenza di dati elementari statistica-mente rappresentativi e condivisi da entrambe le parti in campo, che eliminino le differenze sulle informazioni di base necessarie per stabilire i fatti. Se questa base comune esistesse, ri-marrebbero, come \u00e8 naturale e giusto, le differenze sulle interpretazioni e sui giudizi di valo-re, ma si avrebbe il vantaggio di focalizzare il dibattito sul\u00a0 come affrontare la situazione e non su quale sia la situazione: i salari dei lavoratori sono diminuiti o no? I profitti delle imprese sono aumentati o no? Mistero. Questo contribuirebbe anche a ridurre la temperatura del dibattito, eliminando quella parte della materia del contendere che allontana inutilmente le parti l\u2019una dall\u2019altra. Ci\u00f2 sarebbe possibile con un investimento, tutto sommato limitato, nella rac-colta di informazioni statistiche adeguate, che sono spesso gi\u00e0 disponibili ma non vengono messe a disposizione della comunit\u00e0 scientifica e dell\u2019opinione pubblica.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Poniamo a disposizione dei lettori [<em>n.d.r.<\/em> &#8211; link alla fine dell&#8217;articolo]\u00a0alcune schede finalizzate a mostrare quel poco che possiamo imparare sull\u2019andamento dei salari reali, dei profitti e della produttivit\u00e0 dagli esigui dati disponibili, purtroppo non recenti. In estrema sintesi, l\u2019andamento del salario reale medio \u00e8 fortemente influenzato dai mutamenti di composizione della forza lavoro, in particolare dal-la maggiore partecipazione di donne e immigrati tipicamente pagati meno della tradizionale forza lavoro maschile. L\u2019andamento dei prezzi diverge notevolmente tra le regioni Italiane e quando se ne tiene conto, il centro risulta godere di salari reali maggiori: la maggior enfasi data dal recente accordo alla contrattazione territoriale e aziendale va nella direzione giusta, seppure in modo ancora timido. Nel complesso, sia le imprese che i lavoratori hanno perso negli anni considerati perch\u00e9 l\u2019intero paese \u00e8 meno produttivo.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Potremmo imparare assai di pi\u00f9 se avessimo dati pi\u00f9 completi e aggiornati. La nostra speranza \u00e8 che il Governo capisca l\u2019importanza di predisporre e rendere accessibili in tempi brevi \u2013 attraverso l\u2019Istat, i Ministeri e i numerosi istituti pubblici di ricerca economica \u2013 i dati necessari per trasformare questi frammenti in un mosaico completo che consenta alle parti sociali di concordare sui fatti prima di battagliare sulle soluzioni per il futuro. \u00c8 anche su questa carenza di informazioni che si misura il nostro ritardo rispetto all\u2019Europa.<\/p>\n<div class=\"mceTemp\">\n<dd class=\"wp-caption-dd\">\u00a0<\/p>\n<\/dd>\n<dt class=\"wp-caption-dt\"><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2009\/02\/schede_agv_salari_25.pdf\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-135\" title=\"icona-dwl3\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2008\/04\/icona-dwl3.png\" alt=\"&lt;\/p&gt;\" width=\"53\" height=\"53\" \/><\/a>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2009\/02\/schede_agv_salari_25.pdf\" target=\"_blank\">Scarica le schede<\/a><\/dt>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>UN SISTEMA DI RELAZIONI INDUSTRIALI NEL QUALE CIASCUNA PARTE RAGIONA SU DATI DIVERSI, SENZA CHE SI POSSA DISPORRE DI UNA BASE-DATI CONDIVISA, NON POTRA&#8217; MAI FUNZIONARE BENE Articolo di Andrea Ichino,\u00a0Giovanni Pica e Valentina Adorno\u00a0pubblicato su il Sole 24 Ore del 28 gennaio 2009 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 L\u2019accordo quadro sulla riforma degli assetti contrattuali regger\u00e0 alla prova [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-1548","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-editoriale"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1548","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1548"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1548\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1548"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1548"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1548"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}