
{"id":15521,"date":"2011-06-24T12:06:10","date_gmt":"2011-06-24T11:06:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=15521"},"modified":"2011-06-25T20:11:51","modified_gmt":"2011-06-25T19:11:51","slug":"la-stretta-sulle-pensioni-e-l%e2%80%99esempio-che-manca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=15521","title":{"rendered":"L&#8217;AUTOREVOLEZZA CHE MANCA PER L&#8217;INTERVENTO NECESSARIO SULLA SPESA PENSIONISTICA"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">SOLO UN CETO POLITICO CAPACE DI TAGLIARE DRASTICAMENTE PER PRIMI I PROPRI COSTI E I PROPRI SPRECHI PU\u00d2 GUADAGNARE LA LEGITTIMAZIONE\u00a0INDISPENSABILE PER ADEGUARE LE ET\u00c0 PENSIONABILI ALLA MAGGIORE LONGEVIT\u00c0 DELLE PERSONE: MISURA CHIAVE NELLA PROSSIMA MANOVRA FINANZIARIA<\/span><\/p>\n<p><em>Articolo <strong>di Elsa Fornero<\/strong> pubblicato sul<\/em> Sole 24 Ore <em>il 24 giugno 2011<\/em><!--more--><\/p>\n<p>Gira e rigira sembra che in questo Paese il modo pi\u00f9 efficace per ridurre la spesa pubblica sia sempre quello di dare una &#8220;sforbiciata&#8221; al sistema pensionistico. Sotto un certo profilo, ci\u00f2 \u00e8 comprensibile, visto che, prima dell&#8217;inizio del lungo periodo di riforma, nei primi anni 90, il sistema era finanziariamente insostenibile.<\/p>\n<p>E che, in considerazione della lenta transizione verso l&#8217;applicazione delle nuove regole, le pensioni assorbono ancora oggi circa il 30% della spesa pubblica complessiva e pi\u00f9 del 15% del Pil; e, infine, visto che altri comparti della spesa pubblica (scuola, sanit\u00e0, giustizia) sono essenzialmente legati agli stipendi dei dipendenti pubblici, magari contenibili, ma molto pi\u00f9 difficilmente &#8220;tagliabili&#8221;.<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/adv.ilsole24ore.it\/5\/www.ilsole24ore.it\/10\/_02_080_\/_notizie_\/_le_idee\/21422495\/VideoBox_180x150\/OasDefault\/Genertel_SGR_am_110620\/900699007290073.html\/35643233303037363464313061653630?_RM_EMPTY_\" alt=\"\" width=\"1\" height=\"1\" \/><\/p>\n<p><!--  Articoli -->Sotto altri profili, tuttavia, i conti tornano assai meno e c&#8217;\u00e8 da domandarsi se davvero vi siano ancora spazi per riduzioni della spesa, in aggiunta a quelle gi\u00e0 in corso di realizzazione, a scapito soprattutto delle generazioni giovani e future, per le quali varr\u00e0 il metodo contributivo di calcolo delle pensioni, che nulla regala ai pensionati rispetto ai contributi che gli stessi hanno versato come lavoratori. Anzitutto, le grandi riforme pensionistiche degli ultimi 15 anni sono state indirizzate non soltanto a limitare la spesa e a disegnare un sistema in s\u00e9 finanziariamente stabile, e pertanto capace di assorbire gli shock demografici e macroeconomici, ma anche caratterizzato da maggiore equit\u00e0 di trattamento, e perci\u00f2 sgombro dai precedenti inaccettabili privilegi a favore delle categorie pi\u00f9 ricche, e da minori distorsioni delle scelte individuali.<\/p>\n<p>Un primo criterio per valutare le nuove misure di aggiustamento, in discussione in questi giorni, riguarda perci\u00f2 il loro grado di coerenza con l&#8217;impianto complessivo, a evitare incongruenze che, nascoste dietro un vantaggio &#8220;di cassa&#8221; di breve termine, potrebbero invece creare intoppi al funzionamento del sistema nel medio-lungo termine. Rispetto a questo elemento di giudizio, le proposte sono tecnicamente sostenibili. Si tratterebbe, infatti, anzitutto di anticipare di un paio di anni (al 2013 anzich\u00e9 al 2015) l&#8217;entrata in vigore della norma, introdotta nel 2010, che correttamente aggancia l&#8217;et\u00e0 di pensionamento all&#8217;aspettativa di vita.<\/p>\n<p>Anticipare una norma gi\u00e0 prevista, e accettata, per il futuro non aumenta la credibilit\u00e0 del legislatore, ma non appare neppure il peggiore dei mali. La seconda misura di cui si parla consiste nel parificare l&#8217;et\u00e0 di uscita delle dipendenti pubbliche, per le quali \u00e8 gi\u00e0 stato deciso l&#8217;aumento a 65 anni in osservanza a un&#8217;ingiunzione europea che imponeva di sanare la disparit\u00e0 di trattamento tra i generi nel comparto, con quelle del settore privato, per le quali il pensionamento di vecchiaia \u00e8 rimasto a 60 anni. Anche in questo caso, si tratta di una differenza di trattamento scarsamente giustificabile, la cui correzione da parte del Governo era nelle attese. D&#8217;altronde, l&#8217;aumento dell&#8217;et\u00e0 nel pubblico impiego si realizzer\u00e0 in modo graduale entro il 2018 ( a meno di nuove &#8220;accelerate&#8221;) e la stessa gradualit\u00e0 dovrebbe essere adottata nel sistema privato. Naturalmente, le risorse liberate, nell&#8217;uno e nell&#8217;altro caso, con l&#8217;innalzamento dell&#8217;et\u00e0 dovrebbero essere destinate non gi\u00e0 a una generica riduzione del disavanzo, ma a favorire la sempre sacrificata occupazione femminile.<\/p>\n<p>Dobbiamo allora acconsentire a questi nuovi interventi? In realt\u00e0, vi sono almeno due <em>caveat<\/em>, uno interno e l&#8217;altro esterno al sistema pensionistico, che suggeriscono un atteggiamento pi\u00f9 cauto. Il primo \u00e8 quello relativo alla certezza delle regole. I cambiamenti estemporanei non si addicono al sistema previdenziale, in quanto ne aumentano il grado di incertezza, introducono costi di aggiustamento e causano perdita di fiducia nei lavoratori. Un secondo problema, esterno, \u00e8 invece la scarsa legittimazione della classe politica a richiedere sacrifici ai lavoratori, senza una preventiva e credibile dimostrazione del fatto che, di questi sacrifici, essa stessa si far\u00e0 capofila. La riduzione, trasparente e controllabile, dei costi della politica, ivi inclusi i privilegi pensionistici, appare perci\u00f2 una condizione ineludibile affinch\u00e9 queste nuove correzioni, pur tecnicamente valide, siano anche socialmente accettabili.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>SOLO UN CETO POLITICO CAPACE DI TAGLIARE DRASTICAMENTE PER PRIMI I PROPRI COSTI E I PROPRI SPRECHI PU\u00d2 GUADAGNARE LA LEGITTIMAZIONE\u00a0INDISPENSABILE PER ADEGUARE LE ET\u00c0 PENSIONABILI ALLA MAGGIORE LONGEVIT\u00c0 DELLE PERSONE: MISURA CHIAVE NELLA PROSSIMA MANOVRA FINANZIARIA Articolo di Elsa Fornero pubblicato sul Sole 24 Ore il 24 giugno 2011<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[31],"tags":[],"class_list":["post-15521","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-welfare"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15521","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=15521"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15521\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=15521"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=15521"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=15521"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}