
{"id":15661,"date":"2011-06-29T12:39:34","date_gmt":"2011-06-29T11:39:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=15661"},"modified":"2011-06-29T17:33:39","modified_gmt":"2011-06-29T16:33:39","slug":"manovra-e-pensioni-che-cosa-e-equo-e-che-cosa-no","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=15661","title":{"rendered":"MANOVRA E PENSIONI: CHE COSA \u00c8 EQUO E CHE COSA NO"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">ORA \u00c8 INNANZITUTTO SUL TERRENO DELLE PENSIONI DI ANZIANIT\u00c0 NEL SETTORE IMPIEGATIZIO CHE PU\u00d2 E DEVE ESSERE OPERATA LA CORREZIONE NECESSARIA PER ALLINEARE IL NOSTRO SISTEMA AGLI ALTRI MAGGIORI SISTEMI EUROPEI<\/span><\/p>\n<p><em>Editoriale di <strong>Maurizio Ferrera<\/strong> pubblicato sul<\/em> Corriere della Sera<em> il 28 giugno 2011 &#8211; <em>In argomento leggi anche la <a title=\"Risoluzione Bonino Germontani Ichino DEF 2011\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=14401\" target=\"_blank\">risoluzione <\/a><strong><a title=\"Risoluzione Bonino Germontani Ichino DEF 2011\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=14401\" target=\"_blank\">Bonino Germontani Ichino<\/a> <\/strong>sul documento di economia e finanza (DEF), discussa dal Senato (e respinta per\u00a0quattro soli voti) il\u00a04 e\u00a05 maggio 2011 e\u00a0\u00a0<a title=\"Editoriale di E. Fornero - Il Sole 24 Ore, 24.6.11\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=15521\" target=\"_blank\">l\u2019editoriale di Elsa Fornero sul <em>Sole 24 Ore<\/em><\/a><\/em><\/em><em>\u00a0del<\/em><em> 24 giugno 2011<\/em><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Con il dibattito sulla manovra economica \u00e8 ricominciato il tormentone delle pensioni. Il settore \u00e8 stato oggetto di una decina di grandi riforme dal 1992 ad oggi. Intervenire di nuovo pu\u00f2 sembrare accanimento terapeutico. Ma non \u00e8 affatto cos\u00ec: ci sarebbe spazio per alcune correzioni dell&#8217;et\u00e0 pensionabile che produrrebbero non solo risparmi ma anche equit\u00e0.<br \/>\nIl requisito anagrafico per le pensioni di vecchiaia \u00e8 oggi fissato a 65 anni per gli uomini e 6o per le donne. Una delle proposte in discussione \u00e8 quella di alzare il requisito per le donne: in questo caso sarebbe per\u00f2 equo e desiderabile destinare i risparmi al potenziamento dei servizi sociali, in modo da alleviare i troppi carichi che gravano sulle donne che lavorano. Se si vuole contenere la spesa e dunque il deficit pubblico, la strada pi\u00f9 equa ed efficace \u00e8 quella di eliminare le scorciatoie: ossia quelle norme che ancora consentono a moltissimi lavoratori di ritirarsi prima dell&#8217;et\u00e0 prevista per la vecchiaia.<br \/>\nLe statistiche ci dicono che in Italia l&#8217;et\u00e0 media effettiva di ritiro dal lavoro \u00e8 pari a 61,1 anni, quasi tre anni sotto la media Ocse. La scorciatoia \u00e8 la cosiddetta pensione di anzianit\u00e0. Le regole sono complesse, ma sostanzialmente quest&#8217;ultima pu\u00f2 essere chiesta oggi a partire dai 6o anni o anche prima (senza alcun requisito d&#8217;et\u00e0) se si hanno 4o anni di contributi. Nel 2010 pi\u00f9 della met\u00e0 (175 mila) dei trattamenti di nuova liquidazione da parte dell&#8217;Inps sono stati, appunto, pensioni di anzianit\u00e0, con un importo calcolato con il metodo \u00abretributivo\u00bb e di molto superiore al valore medio Inps. L&#8217;et\u00e0 di decorrenza \u00e8 stata in media 58,3 anni per i dipendenti e 59,1 per gli autonomi: senza dubbio un buon affare. Teniamo presente che gli importi sono del tutto sproporzionati rispetto all&#8217;ammontare dei contributi versati da ciascun pensionato di anzianit\u00e0: nessun Paese europeo prevede formule di computo cos\u00ec generose. Le pensioni di anzianit\u00e0 sono un&#8217;anomalia storica, una polpetta avvelenata del <em>welfare<\/em> in stile Prima Repubblica. Nate nel 1956 per gli impiegati pubblici (che potevano ritirarsi anche a quarant&#8217;anni), queste prestazioni furono poi estese al settore privato, alimentando la spesa, abbassando il tasso di occupazione degli ultra-cinquantenni e riducendo il gettito contributivo. A partire dalla riforma Dini del 1995 i requisiti sono stati resi pi\u00f9 stringenti, soprattutto per i dipendenti pubblici. Ma l&#8217;anomalia resta e non \u00e8 prevista la sua definitiva abolizione.<br \/>\nChe cosa giustifica questo privilegio? Per alcune categorie operaie si pu\u00f2 invocare l&#8217;entrata molto precoce nel mercato del lavoro, o l&#8217;esercizio di attivit\u00e0 usuranti. Ma per gli altri? La domanda riguarda soprattutto i lavoratori autonomi, che possono peraltro continuare a lavorare cumulando pensione di anzianit\u00e0 e reddito da lavoro (il lavoro precedente). Qualcuno dice che l&#8217;uscita precoce dei dipendenti in l\u00e0 negli anni lascia spazio ai giovani. Ma non \u00e8 cos\u00ec. Anzi, nei Paesi ove si va in pensione pi\u00f9 tardi i tassi di occupazione dei giovani sono pi\u00f9 elevati: l&#8217;economia gira e cresce di pi\u00f9. \u00c8 sorprendente come i lavoratori nati prima degli anni Settanta siano riusciti a difendere i loro anomali privilegi cos\u00ec a lungo, forti del sostegno sindacale. Le pensioni di anzianit\u00e0 non verranno quasi certamente toccate neppure dalla manovra che sar\u00e0 varata nei prossimi giorni, anche se potrebbero dare un sostanzioso contributo alla riduzione del <em>deficit<\/em> ed evitare tagli a voci di spesa delicatissime, come l&#8217;istruzione, la non autosufficienza, gli asili nido, i servizi dei Comuni. Per pagare le pensioni anticipate ai lavoratori autonomi, che hanno i conti in rosso, l&#8217;Inps dovr\u00e0 chiedere in prestito i soldi alla gestione dei giovani precari, a cui invece verranno aumentati i contributi. Nel nostro <em>welfare<\/em> la solidariet\u00e0 funziona troppo spesso al rovescio.<br \/>\nChe futuro ha un Paese in cui i giovani restano a casa fino a trent&#8217;anni e i lavoratori vanno in pensione a cinquantotto? E presto detto: non ha futuro. E il guaio \u00e8 che stiamo smettendo di preoccuparci, nell&#8217;illusione che un qualche miracolo ci porti fuori dalla crisi, senza riforme impopolari e senza sacrifici.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ORA \u00c8 INNANZITUTTO SUL TERRENO DELLE PENSIONI DI ANZIANIT\u00c0 NEL SETTORE IMPIEGATIZIO CHE PU\u00d2 E DEVE ESSERE OPERATA LA CORREZIONE NECESSARIA PER ALLINEARE IL NOSTRO SISTEMA AGLI ALTRI MAGGIORI SISTEMI EUROPEI Editoriale di Maurizio Ferrera pubblicato sul Corriere della Sera il 28 giugno 2011 &#8211; In argomento leggi anche la risoluzione Bonino Germontani Ichino sul [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[31],"tags":[],"class_list":["post-15661","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-welfare"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15661","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=15661"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15661\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=15661"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=15661"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=15661"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}