
{"id":15997,"date":"2011-07-18T17:50:38","date_gmt":"2011-07-18T16:50:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=15997"},"modified":"2011-07-20T10:07:32","modified_gmt":"2011-07-20T09:07:32","slug":"decadenza-culturale-e-declino-della-dirigenza-pubblica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=15997","title":{"rendered":"DECADENZA CULTURALE E DECLINO DELLA DIRIGENZA PUBBLICA"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">&#8220;ULTIMO APPELLO DIRETTO A CHI ANCORA HA A CUORE LE SORTI DI UN DICASTERO DEDICATO ALLA CULTURA, CHE CULTURA NON FA&#8221;<\/span><\/p>\n<p><em>Lettera aperta al Governo della dottore<\/em><em>ssa Marina Panetta, Dirigente del ministero dei Beni culturali, pervenuta l&#8217;8 luglio 2011 &#8211; In argomento rinvio ai documenti e interventi reperibili al <\/em><a title=\"Portale della Trasparenza\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=1111\" target=\"_blank\">Portale della Trasparenza e della valutazione nelle amministrazioni pubbliche<\/a><em><br \/>\n<\/em><\/p>\n<p><!--more-->Quando iniziai la mia carriera dirigenziale, nel lontano 2000, i dirigenti dei Beni Culturali conservavano qualche barlume di quel prestigio tradizionale &#8211; fatto di studio e di una sia pur minima educazione civica e comportamentale &#8211; che con dispiacere abbiamo visto declinare fino a oggi.<br \/>\nCi si chiede: come \u00e8 potuto avvenire che il dirigente di un&#8217;istituzione culturale &#8211; un museo, una biblioteca, un sito archeologico, ecc &#8211; che dovrebbe incarnare con la sua personalit\u00e0, con la sua attivit\u00e0 di studioso, con tutto il suo complesso spirituale e fisico &#8211; la dignit\u00e0 del patrimonio che amministra, sia\u00a0 tanto scaduto?<br \/>\nLe cause sono da ricercarsi nel degrado sociale in cui siamo immersi e che ha le sue radici nel permissivismo e nel livellamento verso il basso (degli studi e del reclutamento della classe impiegatizia e dirigenziale) promosso dalla Prima Repubblica per timore dello scontro sociale; e non starebbe a me aggiungere nulla a quanto denunciato da sociologi e opinionisti che, soprattutto negli ultimi mesi, hanno invocato la decenza e l&#8217;onest\u00e0 in nome e per conto della societ\u00e0 civile. In sostanza, come \u00e8 stato da altri richiamato, la causa \u00e8 da ricercarsi nel fatto che alla PA hanno dato i loro figli migliori le famiglie borghesi fino agli anni &#8217;70, e hanno continuato anche dopo, solo che non era pi\u00f9 la stessa borghesia, ma una <em>post<\/em>-borghesia, o meglio un <em>post<\/em>-proletariato inurbato e scolarizzato nel dopoguerra.<br \/>\nDi conseguenza \u00e8 stato reso pi\u00f9 facile sia l&#8217;accesso agli studi superiori sia l&#8217;ingresso nel mondo del lavoro, segnatamente nel terziario, che in quegli anni era in gran parte rappresentato da Stato e parastato.<br \/>\nQuesto \u00e8 un ultimo appello diretto a chi ancora avesse a cuore le sorti di un dicastero dedicato alla cultura, che cultura non fa.<br \/>\nDelle sedi declassate e del declassamento generale.<br \/>\nCon la riforma del 2009 si sono ridotte le Direzioni di seconda per creare la Direzione generale per la valorizzazione, senza che nessun esponente dell&#8217;alta cultura &#8211; alludo a coloro che sono stati sempre pronti a lamentare i minimi malfunzionamenti &#8211; facesse un gemito. Con gli ultimi concorsi e con le relative assegnazioni di sede si \u00e8 decapitata la dirigenza formata dai funzionari di lunga carriera &#8211; che con tutte le loro manchevolezze erano rappresentativi almeno dei loro istituti &#8211;\u00a0 per favorire le fulminee carriere di personaggi entrati dalla porta di servizio, avanzati per automatismi, miracolati dalle retrocessioni e accreditati quali esperti soprattutto nel rendere gli istituti redditizi per alcuni vertici chiaramente collusi e decisi a spremere le ultime risorse facendone derivare <em>benefits<\/em> per s\u00e9 e per i propri \u201camici\u201d.<br \/>\nDa manager culturale, a partire dagli anni &#8217;80,\u00a0 il dirigente del MiBAC \u00e8 diventato una specie di ragioniere, esperto nella spunta delle bollette e nella ricerca di espedienti per pagarle, quando per fare tutto ci\u00f2 in una intera Direzione regionale basterebbe uno studio di commercialista. Di converso il medesimo spesso \u00e8 ostacolato nella sua politica culturale da rappresentanti sindacali che fraintendono la Ronchey e <strong>utilizzano le concessioni di spazi per manifestazioni unicamente per favorire i propri iscritti<\/strong>. Animati da invidia sociale verso il dirigente, non gli riconoscono autorit\u00e0 intellettuale e sono <strong>sempre pronti ad agitare la minaccia dell\u2019art. 28 per bloccare qualunque tentativo di innovazione nell\u2019organizzazione del lavoro<\/strong>, dimenticando che l\u2019art. 28 comma 1 dello Statuto dei lavoratori difende\u00a0 e tutela le libert\u00e0 sindacali ma non autorizza\u00a0 ad essere nullafacenti coloro che il sindacato protegge.<br \/>\nParadossalmente a uscire rafforzati dalla Riforma Brunetta sono stati i dirigenti sopravvissuti alla ristrutturazione del Ministero, che potrebbero avere qualche problema dai sindacati solo se questi li tallonassero seriamente sul buon funzionamento delle strutture, sui risultati e sull&#8217;eventuale e conseguente danno erariale in caso di cattiva amministrazione. Ma per far ci\u00f2 i dirigenti sindacali dovrebbero finalmente cambiare. Ma lo vorranno? Tutto lascia prevedere che sceglieranno di osteggiare i pochi dirigenti scomodi e continueranno ad appoggiare i pi\u00f9 accomodanti. Non lo dico io, ma l&#8217;ARAN, che pochi anni fa ha tenuto delle giornate di formazione per dirigenti pubblici e dirigenti sindacali nelle quali si dimostrava che <strong>nella PA non esisteva una parte datoriale e una parte sindacale ma che le due figure pensavano solo a farsi reciproci &#8220;favori&#8221;<\/strong>.<br \/>\nDi fatto, a causa dello scadimento etico generale e di un eccesso di protezionismo, a tutt&#8217;oggi il dirigente non pu\u00f2 ottenere la collaborazione di un sottoposto invocando il dovere, ma solo eventualmente un piccolo aiuto non disinteressato se riesce a conquistarsi la sua simpatia. Il dirigente \u00e8 pertanto demansionato perch\u00e9 deve espletare da s\u00e9 pratiche che il collaboratore decide di non dovere o volere svolgere. Non pu\u00f2 ovviamente, verificare le sue condizioni di salute, quando vengano addotte per evitare lavori poco graditi; e non pu\u00f2 non dico far licenziare un elemento che gli rema contro, ma almeno farlo trasferire ad un altro ufficio equipollente del territorio. Io aggiungo che non pu\u00f2 nemmeno spostarlo dalla propria segreteria a una stanza pi\u00f9 defilata della stessa sede senza essere denunciato per comportamento antisindacale. La nequizia amministrativa dei vertici (dove direzioni generali e sindacati si amano teneramente pur fingendo di combattersi in periferia) ai danni del dirigente scomodo e isolato, si spinge fino all&#8217;annullamento delle note di biasimo e alla predisposizione di ispezioni accomodanti.<br \/>\nQueste considerazioni si riferiscono a tutto il sistema manageriale della PA, ma poich\u00e9 chi scrive ha fatto le proprie esperienze nel settore dei Beni Culturali, ritiene che le manchevolezze siano pi\u00f9 gravi l\u00e0 dove si richiederebbe l&#8217;eccellenza del sapere e della condotta. Non si crederebbe, ma <strong>\u00e8 cosa assolutamente normale che i funzionari non sappiano catalogare i propri fondi, conoscano poco e male le lingue morte e ancor meno quelle straniere indispensabili per padroneggiare la letteratura professionale, e non siano capaci di scrivere una lettera burocratica senza errori<\/strong>. Come ci si pu\u00f2 meravigliare se poi la produzione scientifica \u00e8 inesistente o risibile, e la promozione culturale resta a un livello parrocchiale? E, cosa ancor pi\u00f9 grave, tra costoro vengono scelti i sostituti dei dirigenti.<br \/>\nChi governa i beni Culturali in Italia dovrebbe ricordare che prepone ai musei, biblioteche, ecc. persone che prenderanno posti che sono stati ricoperti da gente come Muratori, Paciaudi, Audiffredi, Winkelmann\u2026 Fa un certo effetto, di converso, leggere sul sito del MiBAC certi nomi di Direttori o Pseudo-Direttori di fresca nomina. Intendo per Pseudo-Direttori i direttivi miracolati dalle retrocessioni, che si sono ritrovati a Dirigere istituti che sono stati declassati non perch\u00e9 non valevano, ma perch\u00e9 non dovevano pi\u00f9 crescere: e difatti non cresceranno.<br \/>\nConclusione<br \/>\nLa vicenda che ho raccontato non \u00e8 un caso isolato, ma comincia a essere un <em>trend<\/em> che spiega come un dirigente onesto possa decidersi per la pensione anticipata. Solo se si capisce il travaglio interiore dei <strong>pochi dirigenti validi che vengono additati all\u2019odio del personale<\/strong>, con l\u2019avallo di alcuni dirigenti superiori e dei vertici sindacali, perch\u00e9 il comportamento onesto spiazza e scompagina l\u2019andazzo rovinoso del servizio pubblico, si arriva a capire il seguente paradosso: non chi danneggia ma chi pone riparo diventa la vittima sacrificale. In passato, i dirigenti migliori venivano incoraggiati e riconosciuti da una morale collettiva centrata sul comportamento ineccepibile. Adesso chi non si spalma sul malfunzionamento \u201cnon \u00e8 dei nostri\u201d. Il risultato \u00e8 che un elemento sano diventa controproducente e inefficiente per coloro che sull\u2019inefficienza fanno carriera.<br \/>\nSe non si d\u00e0 presto un segnale forte, in futuro, ammesso e non concesso che si trovino ancora dei dirigenti onesti e preparati da preporre\u00a0 ad un istituto, non si troveranno pi\u00f9 dei funzionari onesti e coscienziosi disposti a supportarli.<br \/>\nNessun paese si risolleva se non ha una buona classe dirigente. Questo \u00e8 tanto evidente per le dittature quanto disatteso dai sistemi democratici. Infatti le prime si preoccupano di creare una nuova <em>\u00e9lite<\/em> in cui arruolano i migliori cervelli, mentre la democrazia egualitaria tende e deprimere il merito per garantirsi il favore dell\u2019elettorato.<br \/>\nMarina Panetta<\/p>\n<p><em>Scelgo per la pubblicazione <\/em>on line<em> questa tra le numerosissime\u00a0lettere di denuncia che mi giungono da ogni parte del\u00a0comparto pubblico,\u00a0anche perch\u00e9 considero la riqualificazione del ruolo dirigenziale come passaggio cruciale per la riqualificazione delle amministrazioni.\u00a0Ai dirigenti devono essere fissati obiettivi specifici, misurabili, ragionevoli e ripetibili, collegati a tempi precisi; questi obiettivi devono essere conoscibili da chiunque; sulla base dei risultati, in riferimento a questi obiettivi, i dirigenti devono essere valutati e, in caso di grave inadempimento, anche rimossi (l&#8217;articolo 21 del testo unico sul pubblico impiego prevede anche la possibilit\u00e0 del licenziamento del dirigente per mancato raggiungimento degli obiettivi). Naturalmente, per poter realizzare gli obiettivi i dirigenti devono sapersi riappropriare delle proprie prerogative manageriali: anche su questa capacit\u00e0 essi devono essere giudicati. A tutto questo avrebbe dovuto essere orientato il nuovo sistema di trasparenza e valutazione istituito dalla legge Brunetta; ma purtroppo sappiamo <a title=\"Lettera sul lavoro\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=12686\" target=\"_blank\">come \u00e8 andata a finire<\/a>.\u00a0\u00a0 (p.i.)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;ULTIMO APPELLO DIRETTO A CHI ANCORA HA A CUORE LE SORTI DI UN DICASTERO DEDICATO ALLA CULTURA, CHE CULTURA NON FA&#8221; Lettera aperta al Governo della dottoressa Marina Panetta, Dirigente del ministero dei Beni culturali, pervenuta l&#8217;8 luglio 2011 &#8211; In argomento rinvio ai documenti e interventi reperibili al Portale della Trasparenza e della valutazione [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10,7],"tags":[],"class_list":["post-15997","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-22-lavoro-pubblico","category-lettere"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15997","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=15997"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15997\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=15997"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=15997"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=15997"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}