
{"id":16190,"date":"2011-07-27T07:28:32","date_gmt":"2011-07-27T06:28:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=16190"},"modified":"2011-07-29T12:27:16","modified_gmt":"2011-07-29T11:27:16","slug":"come-si-lavora-in-parlamento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=16190","title":{"rendered":"COME SI LAVORA IN PARLAMENTO"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">AI MOLTI FONDATISSIMI MOTIVI DI ALLARME DELL&#8217;OPINIONE PUBBLICA PER I COSTI DELLA POLITICA LA STAMPA NON DEVE AGGIUNGERNE, PER SUPERFICIALIT\u00c0, ALTRI CHE NON HANNO ALCUN FONDAMENTO<\/span><\/p>\n<p>Lettera sul lavoro<em> pubblicata il 27 luglio 2011 sul <\/em>Corriere della Sera <em>&#8211; In tema di riduzione dei costi indebiti della politica v. anche il mio intervento in Senato del 22 giugno 2011: <\/em><a title=\"Intervento in Senato, 22.6.11\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=15278\" target=\"_blank\">L&#8217;eredit\u00e0 dei partiti defunti<\/a><\/p>\n<p><!--more--><br \/>\nCaro Direttore, sono molte e incisive le risposte che vanno date alla richiesta di riduzione dei costi della politica espressa dal Paese. La prima \u00e8 la riduzione drastica del numero dei parlamentari e dei consiglieri regionali. Un\u2019altra \u00e8 la sostituzione di ognuno dei consigli provinciali con l\u2019assemblea dei sindaci della provincia. Per continuare con la soppressione dei privilegi ingiustificati e con l\u2019imposizione della trasparenza totale delle amministrazioni degli organi legislativi, dove invece oggi si rilevano troppe zone di opacit\u00e0. La stampa, per\u00f2, dovrebbe essere pi\u00f9 attenta a non aggiungere ai molti motivi fondatissimi del risentimento popolare contro il ceto politico anche motivi che fondati davvero non sono.<br \/>\nUno di questi \u00e8 l\u2019idea che il lavoro dei parlamentari si misuri sul numero dei giorni in cui il Parlamento si riunisce ogni settimana. \u00c8 come tacciare di pigrizia un avvocato perch\u00e9 sta in udienza soltanto due o tre ore la mattina e neppure tutti i giorni; oppure un professore universitario perch\u00e9 tiene soltanto sei ore settimanali di lezione. Possono occorrere molte ore per preparare una lezione universitaria o un\u2019udienza giudiziale; lo stesso vale per una sessione di commissione o d\u2019aula in Parlamento, cos\u00ec come per una intervista o una trasmissione televisiva. Oltre a studiare gli atti legislativi, un parlamentare deve discuterne con associazioni e singoli cittadini, partecipare a dibattiti pubblici e a riunioni interne del proprio partito, rispondere ogni giorno a un gran numero di messaggi di posta elettronica.<br \/>\nAccade frequentemente anche di sentir deplorare che durante una discussione nell\u2019aula di Montecitorio o di Palazzo Madama sia presente soltanto uno sparuto drappello di poche decine di parlamentari, o anche meno. Questo accade in tutti i parlamenti del mondo ed \u00e8 in larga parte inevitabile, se si considera che nella maggior parte dei casi la funzione della discussione in aula \u00e8 essenzialmente notarile, di registrazione a verbale delle posizioni di ciascuna forza politica. Il vero dibattito, dove maturano le idee e le convergenze o le divergenze, si svolge prima. Per altro verso, in ciascuno degli studi dei parlamentari un monitor consente di seguire quello che avviene in aula: molti ne approfittano per seguire con un orecchio i lavori svolgendo contemporaneamente altro lavoro non meno importante. Ho conosciuto in passato un deputato che era sempre in aula dall\u2019apertura alla chiusura di ogni sessione, non perdeva un solo intervento e tanto meno un voto; ma il suo contributo alla politica nazionale era nullo.<br \/>\nCi sarebbe da ridire, semmai, sull\u2019inefficienza di certe lunghissime sessioni d\u2019aula nelle quali si discutono e si votano centinaia di emendamenti agli articoli di un disegno di legge. L\u00ec, in genere, i parlamentari sono presenti in percentuali molto elevate, appunto perch\u00e9 si vota; ma nove su dieci non conoscono la materia di cui si discute; pertanto leggono, scrivono o comunque pensano a tutt\u2019altro e votano seguendo meccanicamente le indicazioni del proprio gruppo. Il risultato \u00e8 che anche la migliore argomentazione ha ridottissime possibilit\u00e0 di convincere l\u2019avversario. Per evitare questo enorme spreco di tempo e questa disfunzionalit\u00e0 del dibattito parlamentare occorrerebbe che una riforma dei regolamenti e della prassi consentisse di discutere e approvare in commissione una percentuale di leggi molto maggiore rispetto a quanto accade oggi.<br \/>\nDetto questo, va anche detto che alcuni parlamentari lavorano effettivamente poco: sono in genere quelli che contano meno nei rispettivi gruppi e si tengono defilati. Per ridurre il peso di questi peones pocofacenti, per\u00f2, la ricetta \u00e8 una sola ed \u00e8 ancora quella di cui si \u00e8 detto all\u2019inizio: ridurre di molto il numero dei deputati e dei senatori. Anche della met\u00e0: perch\u00e9 il numero attuale venne determinato quando la competenza legislativa era interamente attribuita al Parlamento nazionale, mentre ora met\u00e0 di essa \u00e8 attribuita a 20 Consigli regionali.<br \/>\nSia Montecitorio sia Palazzo Madama pullulano di giornalisti, i quali tutte queste cose le sanno bene. Perch\u00e9, invece di raccontarle come sono, preferiscono alimentare la protesta pi\u00f9 superficiale e quindi meno utile?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>AI MOLTI FONDATISSIMI MOTIVI DI ALLARME DELL&#8217;OPINIONE PUBBLICA PER I COSTI DELLA POLITICA LA STAMPA NON DEVE AGGIUNGERNE, PER SUPERFICIALIT\u00c0, ALTRI CHE NON HANNO ALCUN FONDAMENTO Lettera sul lavoro pubblicata il 27 luglio 2011 sul Corriere della Sera &#8211; In tema di riduzione dei costi indebiti della politica v. anche il mio intervento in Senato [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-16190","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-editoriale"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16190","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=16190"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16190\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=16190"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=16190"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=16190"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}