
{"id":16229,"date":"2011-07-25T11:12:21","date_gmt":"2011-07-25T10:12:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=16229"},"modified":"2011-07-29T12:34:08","modified_gmt":"2011-07-29T11:34:08","slug":"uno-scambio-con-roger-abravanel-sulla-flexsecurity","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=16229","title":{"rendered":"UNO SCAMBIO CON ROGER ABRAVANEL SULLA FLEXSECURITY"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">LA QUESTIONE DI CHI PAGA IL COSTO DELLA SICUREZZA DEL LAVORATORE NEL MERCATO DEL LAVORO E QUELLA DELLA DIFFERENZA DI TRATTAMENTO A VANTAGGIO DELLE IMPRESE PI\u00d9 PICCOLE<\/span><\/p>\n<p><em>Scambio di messaggi intercorso fra il 22 e il 23 luglio 2011 \u2013 I disegni di legge, le relative schede sintetiche di presentazione e il dibattito in proposito sono agevolmente accessibili attraverso il <\/em><a title=\"Portale semplificazione\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=1079\" target=\"_blank\">Portale della Semplificazione e della <em>Flexsecurity<\/em><\/a><\/p>\n<p><!--more--><span style=\"color: #993300;\"><strong><br \/>\nMIO MESSAGGIO A ROGER ABRAVANEL, 22 LUGLIO 2011<\/strong><\/span><br \/>\nCaro Abravanel,<br \/>\nho ascoltato con molto interesse il <a title=\"Corriere.it\" href=\"http:\/\/video.corriere.it\/chi-paga-fallimento-grecia\/b5d3c184-b3a9-11e0-a9a1-2447d845620b\" target=\"_blank\">Suo colloquio con Daniele Manca<\/a> trasmesso oggi sul sito <em>Corriere.it<\/em> e La ringrazio per l&#8217;attenzione dedicata al mio &#8220;progetto <em>flexsecurity<\/em>&#8221; (d.d.l. <a title=\"ddl 1481\/2009\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=2511\" target=\"_blank\">n. 1481\/2009<\/a> e <a title=\"ddl 1873\/2009\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=4896\" target=\"_blank\">n. 1873\/2009<\/a>). Riguardo alla Sua osservazione secondo cui occorrerebbe chiarire &#8220;chi paga&#8221; per la sicurezza del lavoratore nel mercato, mi permetto di segnalarLe che il progetto non prevede alcun onere a carico dell&#8217;Erario: il trattamento complementare di disoccupazione dovrebbe essere posto interamente a carico dell&#8217;impresa che licenzia, con un onere pari al 10% dell&#8217;ultima retribuzione per il primo anno (perch\u00e9 in questo primo anno l&#8217;Inps gi\u00e0 paga l&#8217;80%), che sale all&#8217;80% per il secondo anno e al 70% per il terzo anno. Si determina cos\u00ec un forte incentivo affinch\u00e9 l&#8217;impresa investa fin dall&#8217;inizio su di un buon servizio di <em>outplacement<\/em>, in modo da ricollocare il lavoratore licenziato entro il primo anno dal licenziamento.<br \/>\nL&#8217;idea \u00e8 che questo onere aggiuntivo per le imprese sia ampiamente compensato dall&#8217;esenzione totale dal controllo giudiziale sul licenziamento per motivo economico, organizzativo o sostitutivo, di cui esse godranno per effetto della riforma.<br \/>\nL&#8217;intero progetto \u00e8 sintetizzato (con l&#8217;aggiunta di alcune tabelle relative ai costi del licenziamento, a seconda dell&#8217;anzianit\u00e0 del lavoratore) nella quarta parte della <a title=\"Nuovo codice del lavoro\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=14421\" target=\"_blank\">presentazione che si pu\u00f2 scaricare mediante questo link<\/a>.<br \/>\nMi scuso per la lunghezza di questo messaggio e La saluto molto cordialmente<br \/>\nPietro Ichino<\/p>\n<p><span style=\"color: #993300;\"><strong>LA RISPOSTA DI ROGER ABRAVANEL, 23 LUGLIO 2011<\/strong><\/span><br \/>\nCaro professore,<br \/>\nLa ringrazio per il commento. Credo che la sua proposta abbia un gran senso per le grandi imprese che possono programmare e assorbire i rischi e i costi di una ristrutturazione distribuendoli su una popolazione di lavoratori abbastanza omogenea nelle diverse fasce di anzianit\u00e0.<br \/>\nLa domanda di fondo \u00e8 se per le piccole imprese questi rischi non siano troppo grandi e l&#8217;adozione di queste regole non finisca per spingerle ancora di pi\u00f9 nel sommerso. Oppure se non vengano adottate &#8220;eccezioni&#8221;, come l&#8217;articolo 18 che si applica dai 15 dipendenti in su, che si traducano in un ulteriore incentivo a restare piccole, oltre a quelli gi\u00e0 presenti nella nostra legislazione, nella tolleranza del sommerso e nella cultura famigliare del piccolo e bello.<br \/>\nIo la penso in un altro modo. Credo che sia essenziale spostare allo stato tutte le protezioni della disoccupazione che oggi sono a carico delle imprese medio grandi (per i lavoratori &#8220;protetti&#8221;) e delle famiglie (per i non &#8220;protetti&#8221;, precari, in nero, dipendenti della piccola impresa), creando un contratto unico. Secondo i modelli scandinavi. Volendo inoltre flessibilizzare al massimo anche i salari per regolarizzare le numerose posizioni <em>low skills<\/em> oggi in nero e aumentare l&#8217;occupazione, credo sarebbe utile considerare la riduzione del salario minimo e compensarlo con una irpef negativa come nel mondo anglosassone.<br \/>\nA questo punto si pone il tema di come finanziare il tutto a breve, perch\u00e8 si pu\u00f2 contare sulla crescita che compensi questo costo per lo stato solo nel medio termine. Qui, purtroppo non restano che ulteriori sforzi sulle pensioni eventualmente anche quelle in essere. Mentre a lungo termine questo costo potr\u00e0 essere compensato dalle tasse dei posti di lavoro creati e dalla emersione dal sommerso.<br \/>\nCome ho detto nella rubrica del Corriere non \u00e8 pi\u00f9 il tempo di mezze misure, l&#8217;attacco al &#8220;piccolo e bello&#8221; deve essere sferrato duramente anche con le giuste regole nei microsettori di servizio che proteggono il piccolo nelle professioni, assicurazioni, rifiuti ecc.<br \/>\nL&#8217;Italia ricomincer\u00e0 a crescere non quando tutte le sue piccole imprese cresceranno, ma quando il 30% dei posti di lavoro saranno in medie grandi imprese.<br \/>\nMetto in copia a questa mia, alcuni miei miei ex colleghi di Mckinsey, Tito Boeri e Irene Tinagli, con cui ragiono di questi temi da tempo.<br \/>\nA settembre mi piacerebbe riprendere il dibattito magari facendoci ospitare da Daniele Manca nella rubrica <em>Merito e Regole<\/em>. Grazie e buone vacanze.<br \/>\nRoger Abravanel<\/p>\n<p><span style=\"color: #993300;\"><strong>LA MIA REPLICA, 23 LUGLIO 2011<\/strong><\/span><br \/>\nLe rispondo molto rapidamente che in uno dei due disegni di legge in cui ho concretato il progetto (n. 1481\/2009) prevedo:<br \/>\na) l\u2019applicabilit\u00e0 del nuovo regime anche alle imprese cui oggi non si applica l\u2019articolo 18;<br \/>\nb) che il <em>firing cost<\/em> medio per le imprese cui oggi non si applica l\u2019articolo 18 sia posto a carico dell\u2019Erario mediante uno sgravio contributivo pari allo 0,5% del monte salari complessivo (secondo le simulazioni del Dipartimento di Studi del Lavoro dell\u2019Universit\u00e0 di Milano questa percentuale corrisponde appunto al costo medio, nell\u2019ipotesi assai prudenziale di un <em>turnover<\/em> del 5% annuo di cui met\u00e0 imputabile a licenziamento e di un <em>unemployment spell<\/em> medio di 6 mesi); il costo erariale sarebbe all\u2019incirca di 500 milioni annui.<br \/>\nL\u2019idea \u00e8 che, quando le finanze statali lo consentiranno, sar\u00e0 possibile una progressiva estensione dello sgravio contributivo anche alle imprese di dimensioni maggiori, in modo da eliminare gradualmente l\u2019attuale potente incentivo al nanismo costituito dall\u2019articolo 18. Cordialmente<br \/>\nPietro Ichino<\/p>\n<p><strong><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<div id=\"_mcePaste\" class=\"mcePaste\" style=\"position: absolute; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden; top: 0px; left: -10000px;\">\ufeff<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LA QUESTIONE DI CHI PAGA IL COSTO DELLA SICUREZZA DEL LAVORATORE NEL MERCATO DEL LAVORO E QUELLA DELLA DIFFERENZA DI TRATTAMENTO A VANTAGGIO DELLE IMPRESE PI\u00d9 PICCOLE Scambio di messaggi intercorso fra il 22 e il 23 luglio 2011 \u2013 I disegni di legge, le relative schede sintetiche di presentazione e il dibattito in proposito [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9,7],"tags":[],"class_list":["post-16229","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-21-lavoro","category-lettere"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16229","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=16229"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16229\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=16229"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=16229"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=16229"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}