
{"id":16378,"date":"2011-08-02T16:21:41","date_gmt":"2011-08-02T15:21:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=16378"},"modified":"2011-08-07T11:47:55","modified_gmt":"2011-08-07T10:47:55","slug":"seduta-di-autocoscienza-al-senato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=16378","title":{"rendered":"SEDUTA DI AUTOCOSCIENZA AL SENATO SUI COSTI DELLA POLITICA"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">ALCUNE VOCI NEL DIBATTITO IN AULA IN TEMA DI BILANCIO INTERNO E PI\u00d9 IN GENERALE\u00a0IN TEMA DI PRIVILEGI VERI DELLA &#8220;CASTA E DI LEGGENDE METROPOLITANE IN PROPOSITO<\/span><\/p>\n<p><em>Oltre al mio, gli nterventi dei senatori <strong>Paolo Giaretta (Pd)<\/strong>, <strong>Giuseppe Astore (Gruppo misto)<\/strong>, <strong>Lucio Malan (PdL)<\/strong>, che si segnala &#8211;\u00a0oltre che per l&#8217;aggressivit\u00e0 nei confronti dell&#8217;opposizione &#8211;\u00a0soprattutto per la comparazione internazionale ivi proposta sul trattamento dei parlamentari, <strong>Maria Leddi (Pd)<\/strong>,\u00a0<strong>Enrico Morando (Pd)<\/strong>, estratti dal resoconto stenografico della seduta pomeridiana del Senato del 1\u00b0 agosto 2011 &#8211; In argomento v. anche il <a title=\"intervento Ichino\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=15278\" target=\"_blank\">mio intervento del 22 giugno<\/a> e gli <a title=\"Appunti PD 1 agosto\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=16367\" target=\"_blank\">Appunti per l&#8217;Assemblea del Gruppo Pd del 1\u00b0 agosto 2011<\/a><br \/>\n<\/em><\/p>\n<p><!--more-->PRESIDENTE. \u00c8 iscritto a parlare il senatore Giaretta, il quale nel corso del suo intervento illustrer\u00e0 anche gli ordini del giorno G6 e G7. Ne ha facolt\u00e0.<\/p>\n<p><a title=\"Giaretta\" href=\"http:\/\/www.senato.it\/leg\/16\/BGT\/Schede\/Attsen\/00003873.htm\" target=\"_blank\">GIARETTA<\/a> (<em>PD<\/em>). Signor Presidente, per usare parole semplici, ritengo che il bilancio sia del tutto inadeguato alle aspettative dell&#8217;opinione pubblica e alle necessit\u00e0 inerenti allo stato della finanza pubblica.<br \/>\nCos\u00ec com&#8217;\u00e8, non pu\u00f2 essere da me accettato, ravvisando in esso per mancanza di coraggio, e mi auguro perci\u00f2 che con l&#8217;approvazione di qualche ordine del giorno sia possibile dare un indirizzo correttivo all&#8217;impostazione del bilancio preventivo di quest&#8217;anno e, soprattutto, ai bilanci futuri.<br \/>\n\u00c8 l&#8217;entit\u00e0 della riduzione che non pu\u00f2 essere accettata: 0,34 per cento. Vede, senatore Franco, agli italiani e ai nostri sindaci \u00e8 stato tagliato ben altro che lo 0,34 per cento. Per i Comuni, in particolare, non si parla di decimali, ma di tagli a due cifre. E allora, come possiamo imporre agli altri ci\u00f2 che non siamo capaci di applicare a noi stessi?<br \/>\nQuest&#8217;anno il bilancio non \u00e8 un mero aspetto tecnico, non rientra semplicemente tra gli<em> interna corporis<\/em>; \u00e8 infatti una questione squisitamente politica la capacit\u00e0 delle istituzioni di restare in contatto con il proprio popolo.<br \/>\nIl segretario del mio partito ha parlato di una \u00abMaastricht della politica\u00bb &#8211; che credo sia un&#8217;espressione giusta &#8211; ed ha richiamato il concetto di sobriet\u00e0, che dobbiamo recuperare.<br \/>\nPenso che sia stato un grave errore non aver inserito nella manovra, come noi avevamo proposto, delle misure pi\u00f9 rigorose sui costi della politica, per una questione di equit\u00e0, ma anche di autorevolezza, per affrontare le tante altre sacche di privilegio che ci sono nella societ\u00e0 italiana. Ricordo per memoria, ad esempio, che il sistema camerale italiano prevede la partecipazione in oltre 1.800 societ\u00e0, ognuna con il suo consiglio di amministrazione; e ricordo &#8211; sempre per memoria &#8211; che recentemente due soli banchieri hanno ricevuto tra buonuscite, liquidazioni e altro, la cifra di 60 milioni di euro, cio\u00e8 pi\u00f9 del costo dell&#8217;intero Senato.<br \/>\nSappiamo che dietro la questione dei costi si nasconde una questione molto pi\u00f9 ampia: una politica che viene avvertita come lenta e lontana e una rappresentanza indebolita dall&#8217;ignobile legge elettorale che avete imposto al Paese. Penso che con il bilancio si possa cogliere l&#8217;occasione di ridare reputazione alla funzione parlamentare e maggiore efficienza alla macchina del Senato.<br \/>\nMi consentir\u00e0, signor Presidente, di rivolgere a lei una critica, che naturalmente potr\u00e0 spartire con il presidente Fini. In questi mesi sono apparsi molti servizi giornalistici sul tema del trattamento economico dei parlamentari, talvolta con notizie vere, in altri casi con notizie imprecise o palesemente false. Ad esempio, nelle settimane scorse si \u00e8 detto che noi godiamo di un trattamento sanitario talmente favorevole da costare alla comunit\u00e0 oltre 10 milioni di euro. Noi sappiamo che questa notizia \u00e8 palesemente falsa, perch\u00e9 il sostegno sanitario \u00e8 completamente alimentato dai versamenti obbligatori dei parlamentari. Da parte vostra c&#8217;\u00e8 stato solo silenzio: mai un intervento di correzione a difesa della onorabilit\u00e0 dei parlamentari, non ricordando neppure le cose fatte, che ha ricordato da ultimo il senatore Franco.<br \/>\nSi tratta di ricostruire un rapporto con l&#8217;opinione pubblica, mantenendo ci\u00f2 che va mantenuto. Va benissimo l&#8217;equiparazione a livello europeo, ma bisogna difendere nell&#8217;opinione pubblica con argomentazioni e non con silenzi corrucciati. Occorre cambiare ci\u00f2 che va cambiato. Diaria e contributo di supporto devono essere legati alle presenze reali in Aula e in Commissione e alle spese effettivamente sostenute. (<em>Applausi della senatrice Biondelli<\/em>).A questo proposito, ho presentato l&#8217;ordine del giorno G6.<br \/>\nSignor Presidente, a volte ammiro la sua eroica determinazione nel consentire che in ogni settimana ci sia la seduta dell&#8217;Aula, ma fino a che punto \u00e8 condivisibile che in Aula ci si occupi talvolta di mozioni che &#8211; come dire? &#8211; lasciano il tempo che trovano e che le Commissioni, dove potremmo approfondire gli argomenti, lavorino nei ritagli di tempo? Se le Commissioni non lavorano, neppure l&#8217;Aula ha un&#8217;alimentazione.<br \/>\nC&#8217;\u00e8 poi la questione dei trasporti, legata alla condizione di libert\u00e0 per il parlamentare, che non \u00e8 in rappresentanza di un collegio, ma della Nazione. Per\u00f2, anche in questo caso &#8211; forse &#8211; c&#8217;\u00e8 da fare qualcosa. Nei giorni scorsi ho visto e ho apprezzato, signor Presidente, la sua decisione di rinunciare all&#8217;aereo di Stato. \u00c8 una cosa importante, ma vorrei conoscere quanto uso si fa degli aerei di Stato da parte di parlamentari. Io sono qui dal 1996 e non so come sia fatto un aereo di Stato. Spero di non essere l&#8217;unico.<br \/>\nDobbiamo cambiare il vitalizio. Cos\u00ec com&#8217;\u00e8, esso \u00e8 espressione di un altro tipo di societ\u00e0. Certo, giuridicamente non \u00e8 una pensione, ha un&#8217;altra natura, ma deve avere un meccanismo uguale a quello previsto per tutti gli altri cittadini italiani.<br \/>\nBisogna poi eliminare delle cose. Il bilancio di quest&#8217;anno registra ancora 2,3 milioni di euro per servizi di ristorazione per senatori e dipendenti. Non \u00e8 possibile, signor Presidente. Abbiamo semplicemente bisogno di un luogo &#8211; una mensa, possibilmente un <em>self-service<\/em> &#8211; in cui sia possibile consumare un pasto rapido; e non deve essere a carico dei cittadini, ma interamente a carico dei senatori e dei dipendenti del Senato, che in larga parte se lo possono permettere.<br \/>\nIl secondo punto attiene al recupero di efficienza. Signor Presidente, la seconda istituzione dello Stato &#8211; chiamiamo cos\u00ec il nostro Senato &#8211; approva il bilancio preventivo ai primi di agosto, quando sette dodicesimi dell&#8217;esercizio sono trascorsi. (<em>Applausi del senatore Perduca<\/em>). Possiamo essere di esempio? Di esempio a tutte le Istituzioni italiane? Non siamo di esempio. Non c&#8217;\u00e8 nessun motivo per cui ci\u00f2 avvenga.<br \/>\n\u00c8 difficile ridurre? Penso di no. I colleghi che mi seguiranno credo faranno molte proposte. Io mi soffermo su tre punti.<br \/>\nIn primo luogo, la spesa per il personale addetto alle segreterie particolari cresce da 13,5 a 14,9 milioni, ossia 1,4 milioni in pi\u00f9: non \u00e8 accettabile! Questa cifra significa pi\u00f9 del 10 per cento delle spese del personale del Senato; vuol dire che oltre il 10 per cento delle persone che qui lavorano, sia pure transitoriamente, vi lavorano senza concorso e per scelta discrezionale.<br \/>\nDove va a finire la terziet\u00e0 della pubblica amministrazione, che \u00e8 un grande valore del Senato e della Camera? C&#8217;\u00e8 ovviamente una mancata trasparenza e anche &#8211; consentitemi &#8211; l&#8217;alimentazione della precariet\u00e0 di un ceto che resta legato alle contingenze della politica, e quando cambiano i senatori Questori, quando cambiano i Presidenti, c&#8217;\u00e8 il problema della ricollocazione. Quindi, si alimenta un ceto politico, c&#8217;\u00e8 una maggiore richiesta di logistica, di attrezzature, e si realizza anche una inaccettabile disparit\u00e0 tra di noi: un numero ristretto di senatori gode di servizi profondamente diversi da quelli di tutti gli altri senatori.<br \/>\nDal bilancio di quest&#8217;anno risulta che i risparmi dati dalle riduzioni delle nostre competenze vanno interamente ad alimentare l&#8217;aumento della disponibilit\u00e0 di risorse da parte delle segreterie particolari. Questo certamente non va bene. (<em>Applausi dal Gruppo PD e dei senatori Astore e Molinari<\/em>).<br \/>\nC&#8217;\u00e8 il capitolo del contributo dei Gruppi: benissimo, \u00e8 una condizione di libert\u00e0, per\u00f2 insindacabilit\u00e0 non pu\u00f2 vuol dire opacit\u00e0. I soldi pubblici restano tali anche quando entrano nelle casse dei Gruppi. Per questo ho presentato un ordine del giorno che prevede la presentazione di un bilancio tipo e una rendicontazione.<br \/>\nCi sono tante altre voci: comunicazione istituzionale, cerimoniale, rappresentanza. Si pu\u00f2 fare molto di pi\u00f9. I Comuni non hanno pi\u00f9 spese di comunicazione e di rappresentanza. Per quale motivo noi dobbiamo conservarne un livello cos\u00ec elevato? Si pu\u00f2 fare molto di pi\u00f9. Si parla di antipolitica, ma guardate che l&#8217;antipolitica talvolta \u00e8 nostalgia per la buona politica.<br \/>\nConcludo con un messaggio. Don Primo Mazzolari, nel 1948, scrisse una lettera ai parlamentari neoeletti dicendo: \u00abNon potete fare molto perch\u00e9 non vi fu data, con il suffragio, l&#8217;onnipotenza. Sar\u00e0 bene per\u00f2 che tutti vedano che tutto ci\u00f2 che si poteva fare l&#8217;avete fatto con estrema buona volont\u00e0; dovete dar vita a un nuovo costume politico\u00bb. \u00c8 un messaggio di grande attualit\u00e0: dobbiamo dar vita a un nuovo costume politico. Questo bilancio \u00e8 troppo timido rispetto a tale impegno. (<em>Applausi dal Gruppo PD e dei senatori Belisario e Molinari. Congratulazioni<\/em>).<\/p>\n<p>[&#8230;]<\/p>\n<p>PRESIDENTE. \u00c8 iscritto a parlare il senatore Astore, il quale nel corso del suo intervento illustrer\u00e0 anche gli ordini del giorno G43 e G44. Ne ha facolt\u00e0.<\/p>\n<p><a title=\"Astore\" href=\"http:\/\/www.senato.it\/leg\/16\/BGT\/Schede\/Attsen\/00022860.htm\" target=\"_blank\">ASTORE<\/a> (<em>Misto-ParDem<\/em>). Signora Presidente, colleghi, a me dispiace che il Presidente sia andato via, ma annunciare che non si voter\u00e0 questa sera mi sembra quasi abbattere l&#8217;interesse intorno a questo dibattito, credo volutamente. Mi dispiace dirlo, ma \u00e8 cos\u00ec.<br \/>\nPenso che siamo oggi in un momento in cui il sano trasversalismo tra le forze politiche deve avere la meglio su una lottizzazione stupida e ridicola che da qualche anno si porta avanti nella gestione del bilancio del Senato. E anch&#8217;io, che da tempo non prendo la parola, da semplice senatore voglio dare il mio contributo. Sapete per quale motivo, signori senatori Questori? Perch\u00e9 mi sento braccato, mi sento trattato da accattone: ma io non mi sento tale, non mi sento un parassita, mi sento un parlamentare che ha inteso lavorare, ha inteso partecipare al dibattito, e credo che questi parlamentari, che sono quasi tutti, andavano difesi dalla nostra dirigenza.<br \/>\nIn questi giorni &#8211; qualcuno l&#8217;ha gi\u00e0 sottolineato &#8211; riviste intere, con articoli per 40-50 pagine, sono state dedicate alcune a verit\u00e0 e altre a fesserie, e nessuno ci ha difeso, con una conferenza stampa, con una trasparenza, con un ufficio apposito, dicendo, senza paura, come si doveva, qual \u00e8 la verit\u00e0 e qual \u00e8 la bugia, perch\u00e9 nessuno si vergogna di prendere 12.000 euro al mese, nessuno si vergogna di determinate cose, ma ci vergogniamo certamente di determinati <em>benefit<\/em>, che possono essere assolutamente cancellati. Ecco perch\u00e9 oggi bisogna fare l&#8217;operazione di verit\u00e0: tutti i senatori devono intervenire per fare chiarezza.<br \/>\nIl primo problema, signori Questori, riguarda la trasparenza. Ma la pubblicit\u00e0 degli atti, in questa istituzione, esiste o non esiste? Per avere una delibera di un Segretario o del Consiglio di Presidenza dichiaro che ci sono enormi difficolt\u00e0 per un senatore. Chiedo, quindi, innanzitutto di pubblicare le delibere, notificarle ai Gruppi, in modo che ogni senatore tramite gli stessi possa prendere atto di determinate cose.<\/p>\n<p>BELISARIO (<em>IdV<\/em>). Bravo!<\/p>\n<p>VOCE DAL GRUPPO PdL. Bravo!<\/p>\n<p>ASTORE (<em>Misto-ParDem<\/em>). Io non ho potuto prendere atto dei nomi dei collaboratori, per esempio, dei nostri Vice Presidenti e dei nostri Segretari. Credo che tenerli nascosti sia una cosa che non va. Ecco perch\u00e9, senza demagogia (qualcuno potrebbe farvi ricorso) e senza fariseismo (perch\u00e9 non \u00e8 questo il momento) bisogna andare avanti per portare un contributo alla nostra istituzione, che deve recuperare capacit\u00e0 e credibilit\u00e0 presso la nostra gente.<br \/>\nAl di l\u00e0 del tecnicismo, signori Questori del bilancio, sono vere le cose dette dal relatore, ma non noto nessun respiro programmatorio; cio\u00e8 non noto in questo bilancio nessun afflato in rapporto ai tempi a cambiare, nessuna programmazione a lungo raggio in cui si dica che faremo una cosa o l&#8217;altra, che cambieremo una cosa o l&#8217;altra. Le cifre sono esatte e &#8211; mi dispiace dirlo &#8211; alcuni risparmi sono dovuti alla manovra finanziaria e non sono un merito di questa Amministrazione. Dato che oggi viviamo una crisi tremenda, non lo dobbiamo fare perch\u00e9 dobbiamo adeguarci ai sacrifici di tanta gente, ma perch\u00e9 va fatto un risparmio e va fatta dimagrire questa istituzione, che ha circa mille dipendenti e ci deve fare assolutamente riflettere il confronto con tutte le istituzioni europee.<br \/>\n\u00c8 inutile illuderci: tra la gente, e spesso anche tra le famiglie, c&#8217;\u00e8 indignazione. Ecco perch\u00e9 dobbiamo fare opera di trasparenza. Vi \u00e8 indignazione perch\u00e9 le manovre che avete approvato in questi giorni vanno a danno soprattutto dei meno abbienti, di chi ha un reddito inferiore.<br \/>\nL&#8217;ha gi\u00e0 detto il collega Gasparri, e l&#8217;onorevole Veltroni, qualche giorno fa, aveva annunciato cose grandi per ci\u00f2 che riguarda il costo della politica. Vogliamo collaborare per farlo seriamente, questo intervento sul costo, al di l\u00e0 del tecnicismo dell&#8217;abbattimento del costo nel bilancio che ci presentate. Bisogna tagliare assolutamente le spese, con una programmazione a lungo termine. Oggi andava detto e andava data sicurezza agli italiani dicendo che nel giro di tre, quattro o cinque anni arriveremo a un certo livello di spesa per l&#8217;istituzione Senato.<br \/>\nDispiace, ma dobbiamo dire anche una grande verit\u00e0: siamo arrivati a questo punto per colpa di tutte le forze politiche.<\/p>\n<p>VOCE DAL GRUPPO PdL. Bravo!<\/p>\n<p>ASTORE (<em>Misto-ParDem<\/em>). Attraverso gli anni tutte le forze politiche ci hanno messo qualche mattone. Oggi tutti insieme dobbiamo cercare di invertire la rotta, e non con l&#8217;acquiescenza a determinati benefici che si hanno.<br \/>\nPer esempio, avete mai pensato che era opportuno che oggi si annunciasse che vanno modificati i Regolamenti? Non si parla di trattamenti economici e di dimezzamento dei trattamenti economici, per esempio, dei Segretari, dei Vice Presidenti. Credo si tratti di cose che andavano trattate, perch\u00e9 non posso favorire la casta nella casta.<br \/>\nSi sta creando questo: noi, come senatori, siamo tutti uguali: ognuno ha un ruolo diverso dall&#8217;altro, ma non si possono favorire privilegi. Ecco perch\u00e9 bisogna fare delle riforme regolamentari. Vi sembra giusto che questo Senato abbia quattro Vice Presidenti e 12 senatori Segretari? Per quieto vivere e perch\u00e9 non voglio polemiche non ritorno sul discorso dei senatori Segretari, ma 12 senatori Segretari d&#8217;Assemblea credo sia una cosa che va oltre! Andava detto, andava attivata tutta la procedura regolamentare per poterli ridurre.<br \/>\nE non parliamo poi della formazione dei Gruppi. Amici, qua dobbiamo fare con serenit\u00e0 un esame di coscienza. Da quattro Gruppi usciti dalle elezioni siamo arrivati a otto. Vi sembra giusto? Va regolamentato; va proibita la formazione successiva di Gruppi. Non \u00e8 mancanza di libert\u00e0 quella di vietare che si possa dire:\u00abCi mettiamo noi dieci senatori e facciamo un Gruppo\u00bb. Siamo in un sistema elettorale maggioritario, in un sistema bipolare, e credo che, ad eccazione del Gruppo Misto, avrebbero dovuto rimanere solo i Gruppi corrispondenti ai partiti usciti dalle elezioni.<br \/>\nCredo che queste siano delle idee che andavano illustrate stasera. Si sarebbe dovuto formare un comitato per procedere.<br \/>\nPer quanto riguarda poi il personale, sarebbe necessario anche rivedere alcuni stipendi troppo alti, perch\u00e9 no? Rivedere la pianta organica, da attivare nel giro di cinque, sei anni: siamo arrivati a 1.000 dipendenti (voglio sottolinearlo: 1000), solo in Senato!<br \/>\nCi sarebbe da pensare ad una nuova organizzazione del lavoro, e sistemiamo una volta per tutte &#8211; abbiamo prodotto documenti, ne abbiamo parlato tanto &#8211; i famosi deliberati del 1993, certamente nell&#8217;intento di non danneggiare il dipendente e, al tempo stesso, di non favorire nessuna piccola casta che utilizza e mortifica anche il personale. Il personale a suo tempo deliberato nel 1993 deve lavorare, e deve farlo con dignit\u00e0: non pu\u00f2 essere al servizio di gruppi e gruppetti di potere.<br \/>\nAnche in merito ai collaboratori dei senatori, signora Presidente, \u00e8 bene dire una cosa chiara. Una vergogna: abbiamo ricevuto delle lettere da parte dell&#8217;Ufficio del lavoro, noi, nel cuore dello Stato italiano, nel Senato della Repubblica (stranamente non tutti i senatori le hanno ricevute: alcuni s\u00ec e altri, chiss\u00e0 perch\u00e9, no). Ma non c&#8217;\u00e8 un&#8217;autorit\u00e0 interna, un ufficio interno, in grado di intervenire e chiedere ai senatori una regolarizzazione, come l&#8217;ha chiesta altre volte? Credo che questa vicenda meriti veramente un&#8217;indagine seria. Ognuno di noi ha risposto correttamente a un&#8217;autorit\u00e0 dello Stato e ha inviato copia dei contratti relativi ai propri collaboratori. Noi dobbiamo difenderli con il Consiglio di Presidenza, con gli organi appositi.<br \/>\nE non parliamo dei servizi. Credo che anche le cifre relative alla manutenzione ordinaria e straordinaria &#8211; io non me ne intendo &#8211; meritino un approfondimento, quando sar\u00e0 opportuno. Certo, sono un po&#8217; meravigliato che le spese di rappresentanza e per il cerimoniale ammontino a 2 milioni e 200.000 euro: mi sembrano eccessive. Cos\u00ec come l&#8217;abbonamento alle agenzie. Ha ragione il relatore: bisogna assolutamente mettersi d&#8217;accordo con la Camera dei deputati, anche in attesa di ci\u00f2 che sar\u00e0 il Senato, per poter affrontare congiuntamente alcune spese. Lo stesso dicasi per i servizi assicurativi (pi\u00f9 di 4 milioni). Della ristorazione \u00e8 gi\u00e0 stato detto. Le spese per il trasporto e il noleggio ammontano a 760.000 euro. Non so, forse qualche senatore ha l&#8217;auto blu e io non lo so: io uso il taxi quando mi devo trasferire da un posto all&#8217;altro.<br \/>\nLa cifra che poi mi fa riflettere, cari senatori Questori, e che credo vada approfondita, senza voler pensare male, \u00e8 quella relativa ai traslochi: un milione e mezzo; dividendo per le giornate lavorative, si tratta di 7.000 euro al giorno. Noi spendiamo 7.000 euro al giorno lavorativo per il facchinaggio. Posso sbagliarmi, ma mi sembra che tutte queste cifre possano essere attaccate.<br \/>\nIn ultimo, la nostra indennit\u00e0. Chiaramente dichiariamo la massima disponibilit\u00e0 ad affrontare la questione, e bisogna farlo anche presto, con una programmazione, valutando magari il principio gi\u00e0 proposto della media europea, abbattendo per\u00f2 anche tutti i <em>benefit<\/em> che sono rimasti, e che sono odiosi. Mia moglie mi ha accusato di non portarla al cinema pur avendo la tessera. Alcune cose non sono vere e per farle capire che non sono vere&#8230;<\/p>\n<p>ADERENTI (LNP). Non \u00e8 vero!<\/p>\n<p>ASTORE (<em>Misto-ParDem<\/em>). Io ho sempre pagato: non si rivolga a me dicendo queste cose. Questo per dire che la comunicazione va fatta con la nostra comunit\u00e0 nazionale.<br \/>\nCredo che sia una richiesta di tutti i senatori che lavorano: non \u00e8 possibile non legare una parte dell&#8217;indennit\u00e0 alla produttivit\u00e0 del proprio lavoro. C&#8217;\u00e8 gente, a parte i segretari di partito, i Presidenti di Gruppo e coloro che rivestono incarichi istituzionali, che non viene mai! Bisogna allora inventare qualche meccanismo per premiare il merito di chi frequenta le Commissioni. \u00c8 inutile sorridere perch\u00e9 in alcuni Parlamenti europei si inventano parametri per premiare chi sta sempre in Commissione e lavora. Come tali parametri s&#8217;inventano per i dipendenti che lavorano, si possono inventare per i parlamentari. \u00c8 infatti indegno che qualcuno che dalle statistiche risulta essere stato assente all&#8217;80 per cento delle votazioni, che riceva per\u00f2 lo stesso nostro stipendio. Credo che questo sia un tassello per recuperare tutti insieme la credibilit\u00e0 della politica. Un tassello sul quale noi senatori dobbiamo assolutamente impegnarci, in rapporto anche a tutte le altre riforme, ai finanziamenti dei partiti, al costo delle istituzioni, perch\u00e9 al Parlamento guardano anche le Regioni, che spesso lo scimmiottano. Per esempio, nella mia Regione vi sono 14 Gruppi; in Basilicata, 13 Gruppi con 30-40 consiglieri. Credo che ci\u00f2 sia assurdo, perch\u00e9 si legano al Parlamento! Diamo quindi anche cattivi esempi.<br \/>\nCredo che facendo questo, andiamo a fare anche un&#8217;opera di recupero di credibilit\u00e0 della politica, che dobbiamo assolutamente portare avanti per poter riprendere il ruolo prestigioso del Parlamento italiano. (<em>Applausi dal Gruppo PD e dei senatori Mascitelli e Russo<\/em>).<\/p>\n<p>[&#8230;]<\/p>\n<p>PRESIDENTE. \u00c8 iscritto a parlare il senatore Malan. Ne ha facolt\u00e0.<\/p>\n<p><a title=\"Malan\" href=\"http:\/\/www.senato.it\/leg\/16\/BGT\/Schede\/Attsen\/00001407.htm\" target=\"_blank\">MALAN<\/a> (<em>PdL<\/em>). Signora Presidente, signori Questori, colleghi, la dotazione del Senato per il 2011 \u00e8 di 526 milioni e 950.000 euro. Non \u00e8 una piccola somma ed \u00e8 nostro dovere amministrarla nel modo pi\u00f9 oculato, cos\u00ec come dobbiamo fare con tutto il denaro pubblico.<br \/>\nBisogna per\u00f2 sapere di cosa stiamo parlando, poich\u00e9 l&#8217;approccio di molti mezzi di informazione ai cosiddetti costi della politica non ci aiuta, in quanto diffonde costantemente dei veri e propri falsi accompagnati da mistificazioni e distorsioni che sfociano in una indignazione irta di insulti, la quale non pu\u00f2 che essere in mala fede quando viene da chi fabbrica e propaga tali falsit\u00e0.<br \/>\nOrbene, di questi quasi 527 milioni, sottratti i risparmi che verranno versati allo Stato e le somme che rientrano nelle casse pubbliche immediatamente sotto forma di imposte sul reddito, il vero costo di questa istituzione per i contribuenti \u00e8 di 400 milioni, pur includendo parecchi milioni di IVA che il Senato paga. Si tratta dello 0,05 per cento della spesa pubblica, 56 centesimi al mese per ogni contribuente. Insomma, l&#8217;intero Senato costa a un singolo cittadino molto meno di un decimo, forse un ventesimo dell&#8217;iscrizione al sindacato. Con il costo di una copia del libro \u00abLa Casta\u00bb un cittadino si campa l&#8217;intero Senato per quasi tre anni.<br \/>\nMa di questi 400 milioni solo 114 sono destinati ai senatori, inclusi i rimborsi, i vitalizi per gli ex, le spese di trasporto e di ristorazione: fa 16 centesimi al mese per italiano, lo 0,014 per cento della spesa pubblica, meno della met\u00e0 dei contributi che vengono elargiti alla stampa.<\/p>\n<p>SBARBATI (<em>UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI<\/em>). Bravo!<\/p>\n<p>MALAN (<em>PdL<\/em>). L&#8217;insieme di tutti i senatori, ex inclusi, costa in otto mesi, a ogni cittadino, quanto la copia di un quotidiano. A ogni italiano, il singolo senatore costa un centesimo ogni 20 mesi. \u00c8 perci\u00f2 degna di nota l&#8217;abilit\u00e0 di chi, facendo sensazionalismo su queste cifre, di solito truccate, riesce a guadagnare qualche milione di euro.<br \/>\nDetto questo, \u00e8 nostro preciso dovere agire con la diligenza del buon padre di famiglia, come dice il codice civile, e, vorrei aggiungere, della buona madre di famiglia, per contenere le spese, per quanto siano una piccolissima frazione del bilancio dello Stato. Ecco perch\u00e9 le nostre indennit\u00e0 sono bloccate dal 2008, dopo che nel 2006 erano state ridotte del 10 per cento. La diaria e il contributo di supporto sono rimasti bloccati dal 2001 per poi essere decurtati di mille euro al mese proprio all&#8217;inizio di quest&#8217;anno. Nel complesso, il valore reale dell&#8217;indennit\u00e0 netta \u00e8 sceso del 24 per cento rispetto al 1994. La diaria e il contributo di supporto sono scesi del 28 per cento in dieci anni.<br \/>\nVale anche la pena di ricordare che la legge del 1965, che regola, sulla base della Costituzione, le nostre indennit\u00e0, ci equiparava al presidente di sezione della Corte di cassazione. Nella realt\u00e0, oggi quel presidente prende oltre il 41 per cento pi\u00f9 di noi, con il vantaggio peraltro di non ricevere insulti dalle prime pagine dei giornali. (<em>Applausi dal Gruppo PdL e delle senatrici Boldi e Sbarbati<\/em>). La stessa legge del 1965 prevedeva che gran parte dell&#8217;indennit\u00e0 fosse esente dalle imposte sul reddito, ma la legge finanziaria del primo Governo Berlusconi cancell\u00f2 completamente ogni esenzione.<br \/>\n\u00c8 curioso notare che negli anni in cui veniva creato l&#8217;immenso debito pubblico che affligge noi e le generazioni che ci seguono, i parlamentari avevano un trattamento economico assai pi\u00f9 pingue, ma la stampa non si indignava: forse aveva le sue buone ragioni.<br \/>\nDunque, il nostro costo \u00e8 la duemillesima parte della spesa pubblica, e i nostri compensi sono scesi di un quarto negli ultimi 10-20 anni. Ma tanti ben pagati giornalisti, e a volte anche i loro benissimo pagati direttori continuano a ripetere che noi guadagniamo molto pi\u00f9 dei nostri colleghi del resto d&#8217;Europa. Se cos\u00ec fosse, conterebbe poco che i nostri compensi siano scesi. Il fatto \u00e8 che quegli stessi giornali che ci additano come i Paperoni d&#8217;Europa, quando il mese scorso abbiamo votato, nell&#8217;ambito della manovra finanziaria, l&#8217;adeguamento del nostro trattamento ai sei principali Paesi dell&#8217;area euro, ci hanno accusato di non aver fatto alcun taglio. \u00c8 evidente che o mentono nel dire che guadagniamo pi\u00f9 degli altri o mentono nel dire che adeguandoci agli altri non ci riduciamo i compensi. (<em>Applausi dal Gruppo PdL e delle senatrici Boldi, Sbarbati e Serafini Anna Maria<\/em>). In realt\u00e0, mentivano in entrambi i casi, perch\u00e9 non \u00e8 vero, come vedremo, che abbiamo un trattamento economico pi\u00f9 alto degli altri grandi Paesi. E non \u00e8 neppure vero che non subiremo alcuna riduzione, visto che tra i sei principali Paesi dell&#8217;area euro, ce ne sono quattro con popolazione e prodotto interno lordo inferiori all&#8217;Italia, anche di cinque o sei volte, ed \u00e8 normale che i parlamentari abbiano trattamenti economici pi\u00f9 bassi. Ma molti giornalisti di valore &#8211; di valore nel senso che sono molto pagati (<em>Applausi dal Gruppo PdL<\/em>) &#8211; scrivono un giorno s\u00ec e l&#8217;altro pure che siamo i pi\u00f9 pagati d&#8217;Europa, molto pi\u00f9 pagati degli altri. Un messaggio semplice, che colpisce l&#8217;opinione pubblica.<br \/>\nGuardiamo allora al caso pi\u00f9 vicino a casa nostra: la Francia. Stessa popolazione, 32 parlamentari in meno, ma tra questi i senatori sono 343, 28 pi\u00f9 di noi. Vale la pena ricordare che i senatori francesi non sono votati dal popolo, ma dagli eletti del loro collegio. Dunque, niente costi di campagna elettorale. La loro indennit\u00e0 netta \u00e8 circa 300 euro superiore a quella nostra. Se poi superano i 15 anni di mandato, fanno un balzo in avanti di 1.218 euro, perch\u00e9 non pi\u00f9 soggetti a una certa ritenuta. A differenza di quanto accade in Italia, possono poi cumulare indennit\u00e0 derivanti da altre cariche pubbliche, sia pure con il limite di 2.757 euro al mese. In Francia moltissimi parlamentari, infatti, sono anche sindaci, anche perch\u00e9, con la nostra stessa popolazione, hanno 36.000 Comuni contro i nostri 8.000.<br \/>\nSi dir\u00e0 allora che c&#8217;\u00e8 il trucco: i senatori italiani avranno trattamenti accessori maggiori. Vediamo: i nostri colleghi francesi hanno 6.412 euro netti al mese per spese di mandato; noi, sommando la diaria ed il contributo di supporto, li superiamo di 1.268 euro. Ma al posto di quei 1.268 euro i senatori transalpini hanno 7.548 euro per il personale alle loro dipendenze; in pi\u00f9, gli oneri del datore di lavoro restano a carico del Senato, cosa che noi non abbiamo, un vantaggio calcolabile in almeno 4.000 euro.<br \/>\nPer quanto riguarda le altre spese, il trattamento \u00e8 equivalente. In pi\u00f9 i membri del Senato francese si vedono rimborsare le spese d&#8217;albergo a Parigi nei giorni di seduta e godono di prestiti a tasso agevolato al 2 per cento, cose del tutto sconosciute per noi. Si dir\u00e0, chiss\u00e0 quanto lavorano a Parigi! Glielo chiederemo al pi\u00f9 presto; per\u00f2 ci vuole un po&#8217; di pazienza, perch\u00e9 la scorsa sessione si \u00e8 chiusa il 13 luglio e la prossima inizier\u00e0 l&#8217;11 ottobre! (<em>Applausi dal Gruppo PdL e del senatore Musso. Ilarit\u00e0<\/em>). Tutte queste cose si possono molto facilmente trovare nel sito Internet del Senato francese, cosa probabilmente troppo faticosa per i nostri principi dell&#8217;informazione sensazionalistica. Per questo consegner\u00f2 i documenti che attestano questi ed altri dati, perch\u00e9 gli atti del Senato riportino la verit\u00e0 <em>per tabulas<\/em>.<br \/>\nVisto che si cita cos\u00ec spesso l&#8217;estero, vorrei ricordare che in altri Paesi, i giornalisti che diffondono scientemente (ma anche non scientemente) notizie false, specie sulle istituzioni, di solito perdono il posto, generalmente dimettendosi loro stessi per evitare l&#8217;umiliazione del licenziamento. Insomma, i senatori francesi, per s\u00e9 e per il loro personale, hanno a disposizione circa 10.000 euro al mese pi\u00f9 di quelli italiani, ma ci viene detto che noi siamo i pi\u00f9 i pagati.<br \/>\nVogliamo parlare dei deputati tedeschi? Basti dire che solo di diaria prendono 1.000 euro al mese pi\u00f9 di noi e che per il personale hanno a disposizione 14.712 euro al mese, tre volte e mezzo il nostro contributo di supporto; hanno tutti l&#8217;auto pubblica a disposizione per servizio in Berlino, mentre da noi ce l&#8217;hanno solo una ventina di senatori e deputati con particolari cariche; hanno il vitalizio, cui hanno diritto anche dopo un solo anno di legislatura, senza pagare i contributi pensionistici. Ecco perch\u00e9, come anche i francesi, hanno un&#8217;indennit\u00e0 lorda pi\u00f9 bassa della nostra, ma un netto superiore.<br \/>\nUn ennesimo gioiello del giornalismo d&#8217;autore \u00e8 stata l&#8217;affermazione secondo la quale Senato e Camera italiani costerebbero 100 milioni pi\u00f9 dei loro corrispondenti di Washington. Chi ha letto questa presunta verit\u00e0 assoluta \u00e8 trasalito: ma come, gli Stati Uniti, pi\u00f9 grandi e pi\u00f9 ricchi di noi, hanno un Parlamento che costa meno? C&#8217;\u00e8 persino un po&#8217; di verosimiglianza, visto che i parlamentari americani sono meno numerosi di noi. Ma anche questa \u00e8 una balla, forse pi\u00f9 spudorata delle altre. Di nuovo, basterebbe controllare su Internet: Senato e Camera degli Stati Uniti costano non 100 milioni in meno, ma 2,3 miliardi in pi\u00f9! Non \u00e8 strano, dato che i deputati, oltre all&#8217;indennit\u00e0, hanno a disposizione per le loro spese fino a l00.000 euro al mese e i senatori fino a 280.000 euro al mese. Sottolineo &#8220;euro&#8221; e sottolineo &#8220;al mese&#8221;. E va detto che, a differenza di quanto avviene nei nostri bilanci, il costo del Congresso americano non comprende i vitalizi dei parlamentari e le pensioni dei dipendenti, cosa che vale anche per i principali Parlamenti europei: ecco perch\u00e9 il nostro Parlamento sembra sempre pi\u00f9 caro degli altri.<br \/>\nMesso in chiaro tutto questo, noi, come Gruppo del Popolo della Libert\u00e0, siamo impegnati a continuare sulla strada della riduzione della spesa, come dimostrano le cifre del bilancio approvato in Consiglio di Presidenza che, per il terzo anno consecutivo, non incrementa la spesa in termini nominali e dunque la riduce sensibilmente in termini reali, cosa mai avvenuta prima, neanche per un solo anno, e come dimostra l&#8217;ordine del giorno che presentiamo come Popolo delle Libert\u00e0 con importanti proposte per proseguire la razionalizzazione.<br \/>\nIl Partito Democratico, invece, mostra di avere pi\u00f9 di una faccia. I suoi autorevoli rappresentanti nel Consiglio di Presidenza hanno approvato con noi un bilancio virtuoso, con importanti misure di risparmio. Del resto, anche noi nella scorsa legislatura approvammo, sotto la Presidenza Marini, dei bilanci contenenti misure di risparmio. Poi, per\u00f2, i vertici del Gruppo del Partito Democratico presentano un ordine del giorno che sconfessa completamente l&#8217;intero Consiglio di Presidenza, inclusi i membri appartenenti al loro stesso Gruppo, disegnando fantasiosi e demagogici scenari. Ora, va bene che questo &#8220;PD due&#8221; sa che verr\u00e0 approvato il bilancio approvato anche dal &#8220;PD uno&#8221; e non questo strampalato ordine del giorno; per\u00f2 un po&#8217; di pudore non guasterebbe.<br \/>\nIl senatore Morando, uno che conosce i bilanci come pochi e dunque sa molto bene di cosa parla, oggi scrive questo ordine del giorno che attacca frontalmente il terzo bilancio consecutivo in cui si riduce il peso del Senato sui contribuenti. Ma quando tocc\u00f2 a lui essere relatore dell&#8217;ultimo bilancio approvato nella scorsa legislatura, il 4 aprile 2007, nella lunga relazione e nella altrettanto lunga replica non pens\u00f2 di dire una parola sul fatto che le spese del Senato aumentassero del 2,77 per cento, ben oltre il tasso di inflazione. Ieri la spesa saliva ed era tutto a posto; oggi la spesa scende e ci si oppone. Complimenti per la coerenza, ma non crediate di fare fessi gli elettori, che fessi non sono!<br \/>\nIl fatto \u00e8 che i signori della sinistra sui costi della politica sono bravissimi a parlare, ma le cose concrete le abbiamo sempre fatte noi. Siamo noi, che nel primo Governo Berlusconi abbiamo abolito ogni esenzione dalle imposte per l&#8217;indennit\u00e0 parlamentare, non voi. Siamo noi che abbiamo ridotto del venti per cento i consiglieri provinciali e comunali in questa legislatura. Siete voi che avete fatto il Governo dei 101 Ministri e Sottosegretari, noi siamo scesi di 40: il 40 per cento in meno! (Commenti del senatore Perduca). Siamo noi che abbiamo approvato dopo un faticoso iter parlamentare la riduzione del numero dei parlamentari, che sarebbe gi\u00e0 in atto da tre anni se non aveste condotto una feroce campagna contro la modifica della Costituzione, che port\u00f2 alla bocciatura della riforma con il referendum del 25 giugno 2006. Oggi, per nascondere questa evidenza, vi agitate per calendarizzare lo stesso provvedimento.<br \/>\nSiamo noi che abbiamo approvato la liberalizzazione dei servizi pubblici locali, per abolire il monopolio e il \u00abmagna-magna\u00bb delle municipalizzate, con le migliaia di assunzioni clientelari, le nomine dei dirigenti di stampo politico strapagati e lottizzati&#8230;<\/p>\n<p>GIARETTA (<em>PD<\/em>). Pensa a Milano!<\/p>\n<p>MALAN (<em>PdL<\/em>). &#8230;sulla gestione degli acquedotti, la raccolta rifiuti e i trasporti locali. Siete voi che con una campagna di menzogne avete convinto gli italiani a bocciare questa riforma, raccontando che avrebbero dovuto pagare per bere alla fontanella pubblica e che l&#8217;Italia sarebbe diventata come Cochabamba! Siete voi che nel 1995 lavoraste per bocciare il referendum che aboliva il doppio turno alle amministrative, e oggi volete addirittura introdurlo per le elezioni politiche, con un costo di qualche centinaio di milioni per legislatura.<br \/>\nE allora, anche oggi, noi ci assumiamo volentieri la responsabilit\u00e0 di fare i risparmi veri, votando un bilancio virtuoso che riduce le spese e votando il nostro ordine del giorno che traccia la strada per ulteriori risparmi ed efficienza per il futuro; e lasciamo volentieri a voi la cinica demagogia, il meschino chiacchiericcio e quell&#8217;atteggiamento di cui parla Dante nel XXIII canto dell&#8217;Inferno. (<em>Applausi dai Gruppi PdL e delle senatrici Boldi, Castiglione e Sbarbati. Congratulazioni<\/em>).<br \/>\nChiedo infine l&#8217;autorizzazione ad allegare alcuni dati relativi alla situazione di altri Parlamenti.<\/p>\n<p>PRESIDENTE. La Presidenza l&#8217;autorizza in tal senso.<\/p>\n<p>[&#8230;]<\/p>\n<p>PRESIDENTE. \u00c8 iscritta a parlare la senatrice Leddi. Ne ha facolt\u00e0.<\/p>\n<p><a title=\"Leddi\" href=\"http:\/\/www.senato.it\/leg\/16\/BGT\/Schede\/Attsen\/00022988.htm\" target=\"_blank\">LEDDI<\/a> (<em>PD<\/em>). Signora Presidente, i bilanci, pubblici o privati, sono il documento con il quale ci si presenta all&#8217;esterno, si traccia la politica aziendale e si chiedono la fiducia e il consenso alle assemblee. Credo poi che i bilanci si leggano per ci\u00f2 che dicono, ma molto di pi\u00f9 si apprende da ci\u00f2 che non dicono. Legger\u00f2 il bilancio interno del Senato facendo la seguente distinzione: le cose che ho trovato e che mi hanno detto molto, e le cose che non ho trovato, che confesso mi hanno detto di pi\u00f9.<br \/>\nParto dai due punti fondamentali delle situazioni che ho trovato. Partiamo dall&#8217;<em>incipit<\/em> piuttosto impegnativo del bilancio che \u00e8 stato richiamato anche dal Presidente della Commissione bilancio. Recita l&#8217;<em>incipit<\/em> della relazione del bilancio di quest&#8217;anno: \u00abNel contesto della severa manovra di risanamento per il triennio 2011-2013 tracciata dal decreto-legge n. 78 del 2010, &#8230; i documenti del bilancio interno &#8230; rappresentano una doverosa risposta di adesione e di partecipazione concreta da parte del Senato ai sacrifici e alle riduzioni di spesa che la difficile congiuntura economica impone al Paese &#8230; \u00bb. \u00c8 ineccepibile. Che sacrifici imponeva il decreto-legge n. 78 che abbiamo test\u00e9 ricordato dello scorso anno? Imponeva delle radicali riduzioni dei costi degli apparati amministrativi, delle pubbliche amministrazioni e del consolidato dello Stato. L&#8217;articolo 5, tra l&#8217;altro, imponeva a tutte le amministrazioni inserite nel conto economico della pubblica amministrazione tre cose fondamentali: in primo luogo, che i compensi degli organi fossero ridotti del 10 per cento; che le spese per consulenza, relazioni pubbliche, rappresentanza, promozione e comunicazione, convegni e mostre, venissero ridotte dell&#8217;80 per cento, nel senso cio\u00e8 che non dovevano superare il 20 per cento del bilancio precedente; in terzo luogo, che non potessero essere erogati pi\u00f9 contributi e sussidi.<br \/>\nRapportato molto &#8220;spannometricamente&#8221;, e per difetto, alla nostra realt\u00e0, con esclusione della riduzione dei compensi, che effettivamente sono stati ridotti, nell&#8217;ordine del 9,7 per cento &#8211; con un piccolo sforzo ci saremmo, quindi, perfettamente adeguati a quanto abbiamo imposto agli altri &#8211; per quanto riguarda le altre spese che ho citato, dalle consulenze ai convegni, devo dire che, compresi i sussidi erogati per 1 milione e 350.000 euro direttamente dal Consiglio di Presidenza, ce ne facciamo per un pacchetto da 12 milioni di euro.<br \/>\nSe avessimo aderito e partecipato &#8211; come detto in premessa &#8211; ai sacrifici imposti a tutte le altre amministrazioni inserite nel conto economico della pubblica amministrazione dal decreto-legge che abbiamo prima richiamato, dette spese si sarebbero ridotte a 2 milioni di euro. In sostanza, cio\u00e8, pi\u00f9 o meno 10 milioni di euro avremmo potuto restituirli nel capitolo che in tale momento ha, rispetto a questo, qualche carenza.<br \/>\nQuindi, ai tagli che ho richiamato di queste voci oggettivamente comprimibili, sono stati obbligati dall&#8217;Agenzia spaziale all&#8217;ENEA, dal CNR alla Lega tumori, dalla Triennale di Milano all&#8217;INPS: certo, obbligati sotto la mannaia della responsabilit\u00e0 disciplinare ed erariale. Perch\u00e9 non il Parlamento della Repubblica? Non l&#8217;ho capito e avevo presentato un emendamento in tal senso, che \u00e8 stato ovviamente respinto, e credo di non essermi fatta neanche degli amici, ma si tratta di un dato irrilevante.<br \/>\nCe ne sarebbe stato bisogno? Credo proprio di s\u00ec. \u00c8 stato ricordato dai colleghi che mi hanno preceduto un dato che parla da solo: in dieci anni il costo del Senato \u00e8 aumentato di 200 milioni di euro, cio\u00e8 il 40 per cento in pi\u00f9 in dieci anni. Direi che \u00e8 un costo oggettivamente da monitorare. Ricordo, per inciso, che la spesa per le indennit\u00e0, invece, \u00e8 scesa, in questo stesso decennio, di 3.700.000 euro.<br \/>\nA questo riguardo, io apprezzo quanto ha detto il senatore Malan, che ha ricordato le riduzioni che vi sono state e poi ha ricordato anche qual \u00e8 la nostra relazione, nel contesto sia europeo che internazionale di emolumenti di pubblici amministratori. Questo dato, che ha scatenato anche applausi, convince, ma soprattutto temo che convinca pi\u00f9 noi che il resto del mondo. Quindi, siamo compiaciuti di essere in adeguata compagnia, e non troppo lontani dagli altri, ma questo non ci avvicina al resto del Paese, n\u00e9 ci fa superare il problema che tutti hanno prima rilevato, vale a dire la pesante cappa di incomprensione tra noi e il Paese. E la ragione \u00e8 semplicemente quella che vale per noi come per tutte le aziende: gli amministratori si pagano sempre troppo, se l&#8217;azienda non funziona. E temo che non stia funzionando l&#8217;azienda Paese, e sono certa che non sta funzionando l&#8217;azienda Senato, per le ragioni che ho detto.<br \/>\nUn&#8217;altra voce che trovo scritta nel bilancio del Senato riguarda le spese di personale: altra voce assolutamente rilevante. Trovo scritto, tra le politiche del personale, che si raggiungono i seguenti impegnativi obiettivi: razionalizzazione, valorizzazione professionale, interventi sui costi della struttura amministrativa e, in particolare, contenimento delle spese e dell&#8217;organico.<br \/>\nVeniamo alla prima voce: razionalizzazione. Ho cercato riscontro nei numeri e all&#8217;interno del bilancio: io non trovo una traccia di riorganizzazione. Non trovo traccia di eliminazione di servizi obsoleti, e mi affanno a dire, quale disturbatore di Assemblea, tutte le volte che approviamo il bilancio, che non capisco perch\u00e9 in Senato si entri da cinque porte, di cui quattro ampiamente presidiate; che non capisco perch\u00e9 nel Senato della Repubblica debba esserci un guardaroba che, soprattutto nella stagione estiva, non ha ragione di esistere, perch\u00e9 non c&#8217;\u00e8 niente da guardare, e il problema potrebbe benissimo essere diversamente risolto; non capisco perch\u00e9 debbono esserci guardianie con decine di persone ai piani, quando con un <em>badge<\/em> avremmo accesso agli uffici. E ripeto, come un disturbatore di Assemblea a ogni approvazione di bilancio, non ho avuto la grazia di una risposta e non trovo qui la traccia di un&#8217;iniziativa.<br \/>\nQuanto alla valorizzazione professionale, io faccio fatica a crederci quando vedo aumentare il costo delle consulenze professionali esterne per la cifra di 6.382.000 euro. Io credo che l&#8217;alto costo del personale del Senato sia legato al fatto oggettivo dell&#8217;alta qualificazione del personale del Senato, ad ogni livello. Di norma, in nessuna azienda si rende compatibile l&#8217;alta qualificazione con la consulenza, soprattutto a questi livelli. Pu\u00f2 essere anche necessaria qualche consulenza specifica, ma spendere 140 milioni di euro per il personale dipendente e poi ricorrere a 6.300.000 euro per le consulenze, mi sembra un dato difficile da tener insieme.<br \/>\nVoglio poi sottolineare, in particolare rispetto ai tagli di spesa sul personale che si sarebbero fatti, un dato molto significativo su cui richiamo l&#8217;attenzione della Presidenza, dei signori Questori e dei colleghi senatori.<br \/>\nNoi abbiamo letto che sono contenuti i costi di personale. In verit\u00e0, il costo del personale complessivo del Senato, costituito da personale dipendente, non dipendente e da personale dei Gruppi, ammonta oggi a 178.800.000 euro, 250.000 euro in pi\u00f9 rispetto al 2010: si \u00e8 ridotto il costo del personale dipendente da 143.300.000 euro a 141.000.000, mentre il costo del personale non dipendente \u00e8 aumentato di un milione e mezzo di euro rispetto al 2010, passando da 22.300.000 a 23.800.000, e il costo del personale dei Gruppi \u00e8 aumentato di un milione, passando da 13 milioni di euro a 14 milioni di euro. Complessivamente, siamo a 178.800.000 euro.<br \/>\nQuesto vuole anche dire che, mentre sta diminuendo il personale dipendente del Senato, e pu\u00f2 essere una logica politica di contenimento che porter\u00e0, insieme a tante ristrutturazioni che spero ci saranno, a un contenimento dei costi, abbiamo, contemporaneamente, una dilatazione considerevole del costo del personale che dipendente non \u00e8. Prima o poi potrebbe esserci, a mio avviso, qualche problema di distorsione dell&#8217;articolo 97 della Costituzione, che prevede: &#8220;I pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge, in modo da assicurare il buon andamento e l&#8217;imparzialit\u00e0 della amministrazione&#8221;. I pubblici impiegati, infatti, sono esclusivamente al servizio della Nazione. Devo per\u00f2 dire che, quando il personale non \u00e8 dipendente, viene scelto discrezionalmente e senza concorso, il principio della imparzialit\u00e0 sar\u00e0 ugualmente rispettato, ma forse c&#8217;\u00e8 il sospetto che possa anche non esserlo.<br \/>\nInoltre, mentre noi stiamo dilatando, pur avendo detto che le comprimiamo, le spese per il personale, in giro per l&#8217;Italia i sindaci, che credo siano la trincea delle istituzioni, fanno fatica a sostituire il messo comunale.<br \/>\nPassiamo quindi, e molto rapidamente, a ci\u00f2 che il bilancio non dice. Non dice cosa e come si intenda razionalizzare. Li ho ricordati prima e non sto certo a ripeterli adesso, ma alcuni costi, che vanno dai supporti informatici per il mandato dei senatori, che vedo riportati ogni anno in cifra considerevole e che poco giustifico, alle notevoli spese per l&#8217;ordinaria amministrazione, vanno segnalati. Confesso che non trovo alcun rapporto tra investimenti in straordinaria amministrazione e spese per l&#8217;ordinaria amministrazione. A fronte di un intervento in straordinaria cos\u00ec elevato, dovrei infatti avere un calo progressivo dell&#8217;ordinaria: invece non \u00e8 cos\u00ec. Credo che su alcuni punti abbiamo dei problemi. Sulla tappezzeria, per esempio, su cui stendo un pietoso velo. Abbiamo una tappezzeria che costa, sia nell&#8217;amministrazione straordinaria che in quella ordinaria, pi\u00f9 di quella di Buckingham Palace!<br \/>\nChiudo dicendo le cose che non trovo e di cui molto mi dispiaccio. Non c&#8217;\u00e8 la leggibilit\u00e0 reale del bilancio. Non c&#8217;\u00e8 la distinzione tra il patrimonio del re e il patrimonio dello Stato. E se dovessi dire, scendendo di molto rispetto a ci\u00f2 che non c&#8217;\u00e8, non c&#8217;\u00e8 neanche chi rilegga le carte e dia qualche pietoso tratto di penna, sia sui refusi tecnici sia sui refusi d&#8217;immagine. Mi riferisco ai 40.000 euro di posate, che credo annualmente non sia il caso di spendere. (<em>Applausi dai Gruppi PD, Per il Terzo Polo: ApI-FLI e del senatore Pardi. Congratulazioni<\/em>).<\/p>\n<p>[&#8230;]<\/p>\n<p>PRESIDENTE. \u00c8 iscritto a parlare il senatore Ichino, il quale nel corso del suo intervento illustrer\u00e0 anche l&#8217;ordine del giorno G5. Ne ha facolt\u00e0.<\/p>\n<p><a title=\"Ichino\" href=\"http:\/\/www.senato.it\/leg\/16\/BGT\/Schede\/Attsen\/00011320.htm\" target=\"_blank\">*ICHINO<\/a> (<em>PD<\/em>). Signora Presidente, il\u00a0<a title=\"Intervento Ichino\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=15278\" target=\"_blank\">22 giugno scorso<\/a>\u00a0ho gi\u00e0 avuto occasione di attirare l&#8217;attenzione del Senato sulla anomalia originata da una delibera della Presidenza del Senato stesso del 1993 e da alcune altre delibere analoghe, che si sono succedute all&#8217;inizio di ciascuna legislatura, in materia di personale dipendente dai Gruppi. Credo sia necessario tornare su questo argomento per il rilievo che esso assume in sede di bilancio del Senato, per sottolineare l&#8217;ingiustizia che da questo assetto consegue quotidianamente tra queste mura tra i dipendenti dei Gruppi e, se possibile, per indicare un modo in cui &#8211; a mio avviso &#8211; questa ingiustizia e questa anomalia possono e debbono essere eliminate.<br \/>\nDa molti anni, analogamente a quanto avviene alla Camera dei deputati, in tutti i Gruppi parlamentari si \u00e8 determinata una situazione di marcata differenza di trattamento tra i dipendenti assunti sulla base della delibera &#8211; cui accennavo &#8211; del 1993 o di altre successive, volte a favorire l&#8217;assorbimento dei dipendenti dei Gruppi estinti da parte dei Gruppi attivi, e i dipendenti non assunti sulla base di quei provvedimenti. I primi sono assunti a tempo indeterminato con un trattamento mediamente molto pi\u00f9 alto rispetto ai secondi, i quali sono assunti a termine, talvolta addirittura con rapporto di lavoro a progetto, e si vedono riservare, anche a parit\u00e0 di mansioni o addirittura svolgendo mansioni professionalmente molto pi\u00f9 qualificate, un trattamento mediamente molto pi\u00f9 esiguo. Il progetto di bilancio che ci \u00e8 stato presentato prevede a questo proposito due contributi del Senato ai Gruppi, che compaiono nel capitolo S.1.08: il primo, come contributo proporzionale alle dimensioni dei Gruppi; il secondo, consistente in rimborsi forfetari per i dipendenti assunti in base alle delibere che ho menzionato.<br \/>\nLa prima questione che intendo proporre riguarda proprio questo capitolo del bilancio. Logica e rispetto del Regolamento del Senato vorrebbero che i due contributi in esso previsti venissero accorpati in un contributo unico, proporzionato alle dimensioni di ciascun Gruppo. Questo anche per ricondurre l&#8217;intero capitolo alla piena trasparenza che, con l&#8217;istituzione del contributo forfetario, \u00e8 andata perduta, poich\u00e9 nessuno sa n\u00e9 pu\u00f2 leggere nel bilancio dove vadano quei 12 milioni: erano 11,9 nel 2010 e adesso addirittura sono aumentati a 14 milioni.<br \/>\nOggi, il contributo forfetario basato su quelle delibere della Presidenza del Senato \u00e8 di fatto mediamente utilizzato soltanto per due terzi per la copertura dei costi dei rapporti di lavoro costituiti in base a quelle delibere; il terzo mediamente restante costituisce una differenza che il Gruppo datore di lavoro incassa in aggiunta al contributo ordinario di cui alla prima voce del capitolo in esame. Ho verificato che, anche a spesa complessiva invariata per il Senato, l&#8217;operazione di accorpamento di questo contributo con l&#8217;altro e il riproporzionamento complessivo del nuovo contributo unico alle dimensioni dei Gruppi pu\u00f2 avvenire incidendo soltanto sulla differenza incamerata dal Gruppo e senza che venga intaccata la parte del contributo che serve effettivamente a coprire il costo dei rapporti di lavoro, cos\u00ec come oggi sono distribuiti. Quindi, l&#8217;accorpamento dei due contributi e il riproporzionamento complessivo degli stessi pu\u00f2 essere attuato anche senza cambiare di un euro il trattamento dei dipendenti assunti in base alle delibere, se \u00e8 questo che si decide di fare.<br \/>\nResta per\u00f2 una seconda questione (connessa a questa, ma concettualmente distinta) che concerne l&#8217;assetto giuridico ed economico dei rapporti tra i Gruppi e i rispettivi dipendenti. Menziono questo problema non perch\u00e9 esso possa essere risolto in sede di approvazione del bilancio del Senato, ma perch\u00e9 credo che nella decisione sulla prima questione la Presidenza del Senato debba anche porsi il problema di incentivare il superamento virtuoso della situazione attuale di intollerabile disparit\u00e0 di trattamento.<br \/>\nSul piano giuridico tutti i rapporti di lavoro, sia quelli costituiti in base a delibera sia quelli non costituiti in base a delibera, sono rapporti di natura privatistica che non comportano alcun rapporto contrattuale o di altro genere tra il lavoratore e il Senato. Nulla impedirebbe dunque che ciascun Gruppo procedesse a un riordino generale dei trattamenti per parificare innanzi tutto il tipo di contratto; non c&#8217;\u00e8 nessuna ragione al mondo per cui ci debbano essere alcuni lavoratori di serie A, a tempo indeterminato, e gli altri di serie B, precari: potrebbero benissimo essere assunti tutti a tempo indeterminato con previsione esplicita del recesso all&#8217;inizio della nuova legislatura in caso di riduzione degli organici o cessazione dell&#8217;esistenza del Gruppo, oppure, se questa fosse la scelta, come accade negli altri Parlamenti, si potrebbe prevedere che siano tutti assunti a tempo determinato, con riserva di rinnovo in caso di sopravvivenza del Gruppo e di non riduzione del personale.<br \/>\nOccorre poi istituire un sistema di inquadramento professionale degno di questo nome; e vorrei ricordare a questo proposito che l&#8217;obbligo dell&#8217;inquadramento professionale \u00e8 posto da alcune norme europee, proprio perch\u00e9 senza di esso non si d\u00e0 parit\u00e0 di trattamento. Non \u00e8 possibile stabilire parit\u00e0 di trattamento a parit\u00e0 di mansioni se non c&#8217;\u00e8 un criterio di valutazione delle mansioni. Occorre allora un sistema di inquadramento che consenta di individuare il trattamento riservato a ciascuna categoria e qualifica; questo consentir\u00e0 di chiarire che c&#8217;\u00e8 qualche dipendente fortunato, assunto in base a delibera, che gode di un superminimo <em>ad personam<\/em>, beneficio economico che quindi verr\u00e0 individuato come tale e che potr\u00e0 essere assorbito nelle dinamiche economiche successive. Ma se non cominciamo a compiere quest&#8217;opera, questo assorbimento progressivo non avverr\u00e0 mai e la disparit\u00e0 di trattamento andr\u00e0 aggravandosi, invece che ridursi, per effetto delle dinamiche di anzianit\u00e0.<br \/>\nTutto ci\u00f2 secondo una prima soluzione possibile, che non toglie neanche un euro al lavoratore privilegiato. In realt\u00e0, poich\u00e9 ciascun Gruppo \u00e8 autonomo e sovrano nell&#8217;esercizio della propria autonomia negoziale, il riordino dei trattamenti potrebbe anche avvenire in modo un po&#8217; pi\u00f9 incisivo, comportando una almeno parziale redistribuzione dell&#8217;enorme differenza di retribuzione che oggi distingue tra loro anche persone che fanno esattamente lo stesso lavoro, o peggio, della differenza che privilegia assurdamente persone che svolgono un lavoro di livello nettamente inferiore rispetto a quello di altre che ne svolgono uno molto qualificato. Poich\u00e9 le retribuzioni di cui godono gli assunti in base a delibera sono di molto superiori a qualsiasi possibile standard inderogabile di riferimento, nulla vieterebbe alle parti di rinegoziarle con previsione di una loro riduzione, magari di modesta entit\u00e0, in funzione di un corrispondente aumento delle altre; una pattuizione di questo genere sarebbe perfettamente valida ed efficace.<br \/>\nSe questo \u00e8 l&#8217;obiettivo che intendiamo raggiungere, credo che dobbiamo attivarci subito per realizzarlo e che la Presidenza del Senato debba adoperarsi per incentivare una razionalizzazione su questo terreno. Le delibere che ho menzionato all&#8217;inizio e che si sono succedute dal 1993 in poi non hanno pi\u00f9 alcuna ragione d&#8217;essere e oggi servono soltanto come fonte dell&#8217;impegno per il Senato di corrispondere ai Gruppi il rimborso forfetario, che deve essere invece incorporato nel nuovo contributo unico proporzionato alle dimensioni dei Gruppi. Per questo motivo l&#8217;ordine del giorno G5, che reca la mia prima firma insieme a quella di altri colleghi, si propone di voltare pagina rispetto alla stagione di quelle delibere.<br \/>\nDa parte di diversi colleghi, anche investiti di responsabilit\u00e0 di gestione in questa istituzione, ci \u00e8 stata rivolta la richiesta di ritirare quell&#8217;ordine del giorno, per consentire un approfondimento delle questioni, certo non semplici, implicate in questo disegno. Accogliamo questa richiesta, per dar modo a tutti gli organi del Senato, a cominciare dalla Presidenza e dal Collegio dei Questori, di studiare pi\u00f9 attentamente le questioni proposte; molto pi\u00f9 attentamente di quanto non risulti da questo progetto di bilancio, nonostante che le questioni stesse siano state gi\u00e0 poste nel <a title=\"Intervento Ichino\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=15278\" target=\"_blank\">mio intervento in quest&#8217;Aula del 22 giugno scorso<\/a>.<br \/>\nMi auguro, anche per l&#8217;onorabilit\u00e0 sostanziale della nostra istituzione, che prima della fine di quest&#8217;anno sappiamo voltare pagina definitivamente rispetto alle opacit\u00e0, alle rendite indebite e alle irragionevoli disparit\u00e0 di trattamento che dal 1993 in poi quelle delibere hanno generato. (<em>Applausi dal Gruppo PD<\/em>).<\/p>\n<p>[&#8230;]<\/p>\n<p>PRESIDENTE. \u00c8 iscritto a parlare il senatore Morando. Ne ha facolt\u00e0.<\/p>\n<p><a title=\"Morando\" href=\"http:\/\/www.senato.it\/leg\/16\/BGT\/Schede\/Attsen\/00001641.htm\" target=\"_blank\">MORANDO<\/a> (<em>PD<\/em>). Signora Presidente, negli ultimi 11 anni (come vede, senatore Malan, sto parlando di noi: anzi, se lei preferisce, potrei riferirmi specificatamente ai due anni in cui sono stato presidente della Commissione Bilancio e ho fatto la relazione ai documenti di bilancio del periodo di riferimento, svolta questa sera dal senatore Azzollini), la spesa totale del Senato ha conosciuto una evoluzione incompatibile con lo stato della finanza pubblica e, ancora di pi\u00f9, con l&#8217;esigenza di un salto di qualit\u00e0 nella capacit\u00e0 della politica di guidare il Paese in uno sforzo di crescita nella stabilit\u00e0; crescita nella stabilit\u00e0 che ci manca ormai da venti anni.<br \/>\nBasta leggere, senatore Malan, la tabella di pagina 97 del fascicolo che contiene il bilancio. Nel 2000, la spesa totale dello Stato \u00e8 ammontata a 521 miliardi, mentre quella del Senato a 368 milioni. Nel 2011 la spesa totale dello Stato \u00e8 diventata di 742 miliardi, mentre quella del Senato di 603 milioni. Ecco l&#8217;andamento incompatibile della spesa del Senato rispetto all&#8217;andamento complessivo della spesa dello Stato. Una spesa dello Stato che noi &#8211; \u00e8 vero presidente Azzollini? &#8211; semmai critichiamo per un&#8217;evoluzione troppo dinamica, soprattutto per la sua componente corrente, nella fase che ci sta alle spalle. E sono 10-11 gli anni cui si fa riferimento, quindi <em>pro quota<\/em> attribuiamoci tranquillamente la responsabilit\u00e0, ma discutiamo tra di noi, seriamente, di quello che ci dicono i numeri e dell&#8217;esigenza di porre rimedio attraverso un&#8217;azione, anche in questo campo, di riforma.<br \/>\nTorner\u00f2 su questa tabella, perch\u00e9 testimonia, senatore Malan, che nell&#8217;anno in corso noi abbiamo un&#8217;evoluzione della componente della spesa del Senato incompatibile rispetto all&#8217;evoluzione della spesa dello Stato che abbiamo definito attraverso la manovra del decreto-legge n. 98 del 2011, che a sua volta accentua questo elemento di incompatibilit\u00e0. Ma, seriamente, vi sembra che la spesa del Senato possa passare dallo 0,074 del 2010 allo 0,080 della componente della spesa totale dello Stato, quindi con un aumento significativo, in un contesto nel quale abbiamo, con il decreto-legge n. 98, sacrosantamente impostato una manovra che corregge nel tempo, per 47 miliardi di euro, l&#8217;andamento della finanza pubblica nel suo complesso? \u00c8 chiaro che tra questi due andamenti c&#8217;\u00e8 incompatibilit\u00e0. Diciamocelo, perch\u00e9 questo \u00e8 oggetto di una valutazione politica che non pu\u00f2 non essere condivisa. Mi rifiuto di credere che non sia condivisa.<br \/>\nLasciate perdere la campagna di stampa, le valutazioni malevole, le considerazioni false. Lasciate perdere tutto questo. Affrontiamo ci\u00f2 che ci dicono i numeri. I numeri testimoniano di un andamento della spesa totale del Senato incompatibile con le esigenze di contenimento della finanza pubblica e soprattutto con gli obiettivi, per fortuna ambiziosissimi, che abbiamo per met\u00e0 di questo decennio, cio\u00e8 il pareggio strutturale di bilancio.<br \/>\nOra, se questo \u00e8 vero, allora noi abbiamo di fronte un imperativo categorico, che non riguarda il centrosinistra o il centrodestra, ma tutti noi: dobbiamo recuperare nei prossimi cinque anni (si tratta di un obiettivo realistico), attraverso un crescendo di azioni riformatrici, tutto ci\u00f2 che nella spesa del Senato ha ecceduto il livello coerente con il ritmo di inflazione reale di questi ultimi dieci anni. Siccome abbiamo speso largamente di pi\u00f9 di quello che sarebbe stato lecito negli anni passati, nei prossimi tre anni dobbiamo spendere molto di meno, formulando gli obiettivi in termini di spesa nominale.<br \/>\nCome dobbiamo fare &#8211; ecco la discussione che dobbiamo sviluppare tra di noi &#8211; per conseguire questi risultati? Sono forse essi impossibili? La discussione infatti potrebbe anche concludere che non possiamo farcela, date le rigidit\u00e0, che conosco bene quando si affrontano temi che riguardano un bilancio di una pubblica amministrazione. Secondo me, se vogliamo discutere seriamente di come si fa, dobbiamo prendere esempio dalle soluzioni adottate dai Paesi che, nel corso di questa ultima fase della storia recente, hanno affrontato problemi di riduzione significativa della spesa pubblica.<br \/>\nCosa hanno fatto questi Paesi? Una prima scelta fondamentale. Senatori Questori, se il Regolamento non lo consente cambiamolo tra cinque minuti, ma dobbiamo allungare risolutamente il periodo di programmazione vincolante. Non c&#8217;\u00e8 nessuna possibilit\u00e0 di ridurre la spesa in modo significativo se decidiamo anno su anno e, addirittura, anno in corso su anno, cio\u00e8 con sette dodicesimi del periodo gi\u00e0 consumati; cio\u00e8 se non introduciamo &#8211; costi quel che costi in termini di mutamento delle nostre abitudini &#8211; al primo punto di qualsiasi ordine del giorno che il Senato volesse approvare in termini di indirizzo il bilancio pluriennale vincolante, che ogni anno viene modificato in base all&#8217;andamento delle cose reali: ma l&#8217;obiettivo deve essere formulato in termini pluriennali e crescenti. Se ci sono almeno cinque anni di programmazione, allora i vincoli si allentano e tutto diventa pi\u00f9 facile. Se non ci sono, tutto \u00e8 impossibile. Questa \u00e8 la prima indicazione metodologica.<br \/>\nLa seconda nasce di conseguenza: bisogna avviare immediatamente una scientifica &#8211; sissignori: scientifica &#8211; revisione totale della spesa adottando il metodo del bilancio a base zero. Ogni euro deve essere giustificato dall&#8217;inizio. Nessuna spesa deve essere fatta domani per la sola ragione che l&#8217;abbiamo fatta sempre e in particolare ieri: nessuna spesa, nemmeno un euro. (<em>Applausi del senatore Ichino<\/em>). Naturalmente, questo implica una concentrazione &#8211; si direbbe se parlassimo di un&#8217;azienda &#8211; sul <em>core business<\/em> del Senato, che \u00e8 legislazione e controllo. Quindi, nell&#8217;ambito di questa radicale revisione della spesa, feroce fino all&#8217;ultimo euro, che rigiustifica tutto, dal primo euro di spesa fino all&#8217;ultimo, \u00e8 chiaro che bisogna scegliere di concentrarsi sul <em>core business<\/em>: legislazione e controllo.<br \/>\nTerzo: dato il tipo di situazione che abbiamo, una finanza interamente \u00abderivata\u00bb dal bilancio dello Stato (le nostre entrate vengono appunto dal bilancio dello Stato) gli obiettivi di spesa in questo contesto devono essere espressi, cio\u00e8 dobbiamo agire in termini nominali, assumendo come base di riferimento l&#8217;ultimo anno; spesa nominale: -1 per cento per il 2011, -3 per cento nel 2012, -5 per cento nel 2013, -7 per cento nel 2014. Se assumiamo questo insieme di obiettivi in termini nominali, recuperiamo quello che abbiamo speso per responsabilit\u00e0 di tutti (volete che dica prima di tutto la mia? Benissimo: prima di tutto la mia) negli anni scorsi pi\u00f9 di quello che potevamo e dovevamo spendere.<br \/>\nQuarto: lungo quali indirizzi? L&#8217;indirizzo \u00e8 chiaro: ci sono spese che si giustificano con la specificit\u00e0 del Senato, e quelle devono essere affrontate con specifiche appostazioni, che hanno una loro logica ed evoluzione. Poi c&#8217;\u00e8 il resto della spesa. Per esempio, il trattamento previdenziale dei dipendenti. Qualcuno si \u00e8 chiesto perch\u00e9 non diciamo quello che noi spendiamo per il trattamento previdenziale dei dipendenti? Ve lo dico io perch\u00e9: perch\u00e9 se non avessimo un sistema interno dovremmo avere i dipendenti nell&#8217;ambito del sistema INPS o INPDAP; ma allora i contributi sarebbero diversi, il calcolo della prestazione sarebbe profondamente diverso. Io qui sono per adottare un criterio che dice che per i dipendenti il metodo di calcolo, il metodo di contribuzione, la dimensione della contribuzione, la dimensione delle prestazioni sono adottati secondo la logica del sistema previdenziale di tutti i comuni mortali, per il Senato, per la Camera, per la Presidenza della Repubblica e per la Corte costituzionale.<br \/>\nNaturalmente questo implica che anche per il nostro vitalizio si adotti il metodo di calcolo contributivo. \u00c8 ampiamente possibile farlo. Gi\u00e0 anni fa, persino quando feci la relazione io, senatore Malan, riuscii a proporre questo (se lei va a vedere gli atti controller\u00e0 la veridicit\u00e0 delle mie parole), ma naturalmente nessuno \u00abmi si fil\u00f2\u00bb, come sempre in questi casi. Tuttavia, la proposta \u00e8 ovvia: adottiamo per il nostro vitalizio il metodo di calcolo che si adotta per i comuni mortali.<br \/>\nInfine, la tabella di pagina 97 dice che l&#8217;obiettivo della riduzione dell&#8217;1 per cento della nostra spesa nel 2011 \u00e8 facilmente raggiungibile. Certo, ci vuole un impegno specifico per i mesi che restano, ma \u00e8 un obiettivo raggiungibile, che io considero di cruciale rilievo, non per andare in giro a dire che tagliamo dell&#8217;1 per cento invece dello 0,34 (perch\u00e9 chiaramente, posta in questi termini, la comunicazione \u00e8 zero): tagliare dell&#8217;1 per cento la spesa 2011 \u00e8 essenziale per rendere credibile l&#8217;obiettivo del taglio del 3 per cento del 2012, perch\u00e9 se arriviamo l\u00e0 con una mera operazione di trasposizione di quello che spendiamo nel permanente, evidentemente non andiamo da nessuna parte nel conseguire gli obiettivi che proponiamo che il Senato si dia.<br \/>\nSu questa base, \u00e8 possibile un dialogo tra di noi? Non tra maggioranza e opposizione, ma tra senatori che vedono che c&#8217;\u00e8 una crescente contestazione nel Paese, non solo sulla base degli articoli dei giornali o delle comunicazioni televisive, e cos\u00ec via (che hanno tutti i vizi che conosciamo), ma anche sulla base della considerazione di dati di fatto.<br \/>\nL&#8217;altro giorno alla Camera dei deputati &#8211; mi verrebbe voglia di predisporre un ordine del giorno per dire esplicitamente di non applicare quell&#8217;accordo &#8211; hanno giustificato l&#8217;aumento dell&#8217;indennit\u00e0 fissa dei dipendenti di oltre il 3 per cento (come se l&#8217;inflazione in Italia fosse di oltre il 3 per cento) con la sottoscrizione di uno straordinario accordo sull&#8217;assenteismo. Ma, signora Presidente, lei sa cosa prevede quell&#8217;accordo straordinario sull&#8217;assenteismo? Prevede che se per caso quest&#8217;anno vengo a lavorare sempre e non faccio assenze ingiustificate per malattie inesistenti, il prossimo anno sto a casa cinque giorni! Ma siamo matti? Ma vogliamo andare in giro a dire che noi stiamo facendo un&#8217;operazione di risanamento perch\u00e9 facciamo cose di questo tipo, o vogliamo dire che ci siamo resi conto dello stato di emergenza in cui operiamo e vogliamo cambiare totalmente aria?<br \/>\nLa proposta contenuta nell&#8217;ordine del giorno del Partito Democratico \u00e8 questa. Non \u00e8 polemica verso nessuno; \u00e8 critica verso noi stessi, quindi necessariamente autocritica, e impegnativa per tutti. (<em>Applausi dal Gruppo PD e dei senatori Astore e Molinari<\/em>).<\/p>\n<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ALCUNE VOCI NEL DIBATTITO IN AULA IN TEMA DI BILANCIO INTERNO E PI\u00d9 IN GENERALE\u00a0IN TEMA DI PRIVILEGI VERI DELLA &#8220;CASTA E DI LEGGENDE METROPOLITANE IN PROPOSITO Oltre al mio, gli nterventi dei senatori Paolo Giaretta (Pd), Giuseppe Astore (Gruppo misto), Lucio Malan (PdL), che si segnala &#8211;\u00a0oltre che per l&#8217;aggressivit\u00e0 nei confronti dell&#8217;opposizione &#8211;\u00a0soprattutto [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[],"class_list":["post-16378","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interventi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16378","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=16378"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16378\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=16378"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=16378"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=16378"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}