
{"id":16512,"date":"2011-08-09T23:31:08","date_gmt":"2011-08-09T22:31:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=16512"},"modified":"2011-09-04T22:02:33","modified_gmt":"2011-09-04T21:02:33","slug":"il-tabu-e-la-talpa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=16512","title":{"rendered":"LA TALPA E IL TAB\u00d9"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">IL MINISTRO DEL LAVORO NON DEVE CHIEDERE DELEGHE IN BIANCO PER LA RIFORMA DEL DIRITTO DEL LAVORO, MA PARTIRE DAL PROGETTO CHE GI\u00c0 C&#8217;\u00c8 E SUL QUALE SI SONO GI\u00c0 VENUTI RACCOGLIENDO NEL CORSO DELL&#8217;ULTIMO BIENNIO\u00a0NUMEROSI CONSENSI <em>BI-PARTISAN <\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Lettera sul lavoro <em>pubblicata il 10 agosto 2011 sul <\/em>Corriere della Sera &#8211; <em>In argomento v. anche il mio editoriale del 15 novembre 2010,<\/em><\/span><em>\u00a0<a title=\"editoriale\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=11156\" target=\"_blank\">Progetto Sacconi per lo \u201cStatuto dei lavori\u201d: la montagna ha partorito un topolino<\/a><\/em><\/p>\n<p><!--more-->Caro Direttore, il ministro Sacconi ha ragione quando denuncia (sul <em>Corriere<\/em> di ieri) la persistenza dei tab\u00f9 della vecchia sinistra politica e sindacale sulle riforme in materia di lavoro. Ma dimentica che quegli stessi tab\u00f9 sono presenti e fortemente radicati anche nel centrodestra. Per esempio, sull\u2019articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, in materia di disciplina dei licenziamenti, \u00e8 solo di un anno fa l\u2019apologia del \u201cposto fisso\u201d clamorosamente compiuta dal ministro Tremonti. Questo fa s\u00ec che Sacconi sia poco credibile quando annuncia il suo intendimento di sostituire a colpi di maggioranza lo Statuto del 1970 con un nuovo \u201c<a title=\"Statuto dei lavori\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=11168\" target=\"_blank\">Statuto dei lavori<\/a>\u201d. E ancor meno credibile quando su di una materia cos\u00ec delicata e incandescente si propone di chiedere al Parlamento una sorta di delega in bianco al Governo.<br \/>\nPer far cadere i tab\u00f9 occorre la talpa che scava sotto di essi minandone le basi nell\u2019opinione pubblica; occorre il lavorio faticoso delle discussioni sui quotidiani e sul <em>web<\/em>, dei mille dibattiti serali nelle feste di partito, di sinistra e di destra, anche nei luoghi pi\u00f9 sperduti, magari con la partecipazione soltanto di 50 o 100 persone. Certo, lo scavo della talpa non basta: per far cadere il tab\u00f9 \u00e8 sempre necessario anche un evento un po\u2019 eccezionale, capace di determinare una accelerazione delle scelte politiche. Ma se la talpa non ha lavorato, o il suo lavoro viene ignorato, anche quell\u2019accelerazione non si d\u00e0, o non produce buoni risultati.<br \/>\nSi obietter\u00e0 che la crisi finanziaria gravissima in cui versa il Paese esige decisioni rapide e incisive, che dunque non c\u2019\u00e8 il tempo per il lavoro della talpa. D\u2019accordo. Ma negli ultimi anni la talpa ha <em>gi\u00e0<\/em> scavato a lungo, sia a sinistra sia a destra. Lo ha fatto su un progetto di radicale riscrittura e semplificazione dell\u2019intera disciplina dei rapporti di lavoro nella forma di un nuovo codice del lavoro in 70 articoli, che mira al superamento del regime attuale di <em>apartheid<\/em> tra protetti e non protetti, comprendendo anche una radicale riforma della materia dei licenziamenti ispirata alle migliori esperienze nord-europee. Il progetto \u00e8 stato presentato in Parlamento gi\u00e0 due anni fa da 55 senatori del Pd e radicali (<a title=\"ddl 1873\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=4896\" target=\"_blank\">disegno di legge n. 1873<\/a>).<br \/>\nDa allora, attraverso centinaia di convegni, dibattiti, confronti pubblici e privati, ha allargato notevolmente la propria base di consenso, come \u00e8 dimostrato dalla <a title=\"mozione Rutelli\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=11112\" target=\"_blank\">mozione <em>bi-partisan<\/em><\/a>, primo firmatario Francesco Rutelli, che il 10 novembre scorso il Senato ha approvato con 255 voti favorevoli e soltanto 24 contrari o astenuti, alla presenza del ministro del Lavoro Sacconi. Quella mozione, motivata dalla necessit\u00e0 di stimolare la ripresa della crescita economica del Paese, impegna il Governo a varare un testo unificato delle norme sul lavoro modellato proprio sul disegno di legge n. 1873. Che non si sia trattato di un episodio casuale e politicamente poco significativo \u00e8 dimostrato dal fatto che, due mesi dopo l\u2019approvazione di quella mozione, a Palazzo Madama alcuni senatori della Lega hanno manifestato esplicitamente il proprio favore al progetto, e alla Camera alcuni deputati di Futuro e Libert\u00e0 capeggiati da Benedetto Della Vedova ed Enzo Raisi hanno lanciato l\u2019iniziativa di un progetto di legge di iniziativa popolare per una riforma del diritto del lavoro ispirata esplicitamente all\u2019impianto di quello stesso disegno di legge. Poco dopo hanno fatto proprio pubblicamente quel progetto, con un intervento sul <em>Corriere<\/em> dell\u20198 aprile scorso, anche Luca Cordero di Montezemolo e Nicola Rossi. E la \u201cmacchia d\u2019olio\u201d \u00e8 andata allargandosi anche in seno al centrosinistra, se \u00e8 vero che hanno espresso consenso a quel progetto non soltanto i leader delle due minoranze interne al Pd, Walter Veltroni, e Ignazio Marino, ma anche alcuni esponenti della maggioranza, come Enrico Letta e Massimo D\u2019Alema, e ultimamente il \u201cvecchio saggio\u201d Giuliano Amato.<br \/>\nIl risultato del lavoro della talpa, dunque, si vede eccome, in tutto l\u2019arco delle forze politiche. Proprio in questi giorni, poi, si \u00e8 verificato anche l\u2019evento eccezionale, quello capace di determinare una accelerazione delle scelte di governo in direzione del superamento del tab\u00f9. Secondo l\u2019anticipazione del <em>Corriere<\/em> di luned\u00ec, la Banca Centrale Europea, per bocca del suo Governatore uscente Jean-Claude Trichet e di quello entrante Mario Draghi, in via per ora ufficiosa, ci indica tra le condizioni necessarie per il suo intervento a sostegno del sistema Italia una profonda riforma del nostro diritto del lavoro. E non sfuggir\u00e0 al ministro Sacconi che la BCE non ci chiede soltanto una riforma che porti \u201cmeno rigidit\u00e0 nelle norme sui licenziamenti nei contratti a tempo indeterminato\u201d, ma anche un \u201csuperamento del modello attuale imperniato sull\u2019estrema flessibilit\u00e0 dei giovani e precari e sulla totale protezione degli altri\u201d. Dunque, il discorso non riguarda soltanto l\u2019articolo 18 e non \u00e8 affatto a senso unico: \u00e8 un discorso assai pi\u00f9 impegnativo, che va esattamente nella direzione del \u201ccodice del lavoro semplificato\u201d proposto con il d.d.l. 1873.<br \/>\nPerch\u00e9 dunque, visto che quel progetto \u00e8 maturo non soltanto sul piano tecnico-legislativo ma anche su quello politico, non partire da l\u00ec per elaborare la risposta che la BCE ci chiede con urgenza?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>IL MINISTRO DEL LAVORO NON DEVE CHIEDERE DELEGHE IN BIANCO PER LA RIFORMA DEL DIRITTO DEL LAVORO, MA PARTIRE DAL PROGETTO CHE GI\u00c0 C&#8217;\u00c8 E SUL QUALE SI SONO GI\u00c0 VENUTI RACCOGLIENDO NEL CORSO DELL&#8217;ULTIMO BIENNIO\u00a0NUMEROSI CONSENSI BI-PARTISAN Lettera sul lavoro pubblicata il 10 agosto 2011 sul Corriere della Sera &#8211; In argomento v. anche [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4,9],"tags":[],"class_list":["post-16512","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-editoriale","category-21-lavoro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16512","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=16512"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16512\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=16512"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=16512"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=16512"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}