
{"id":17005,"date":"2011-09-23T17:05:42","date_gmt":"2011-09-23T16:05:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=17005"},"modified":"2011-09-23T19:19:05","modified_gmt":"2011-09-23T18:19:05","slug":"scuola-precaria-senza-merito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=17005","title":{"rendered":"SCUOLA PRECARIA SENZA MERITO"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">SCAMBIO TRA L\u2019ECONOMISTA DEL LAVORO E IL\u00a0PROFESSORE ISCRITTO ALLA CGIL SUL PROBLEMA DEL RECLUTAMENTO DEL PERSONALE INSEGNANTE<\/span><\/p>\n<p><em>Messaggi inviati nel periodo tra il 14 e il 21 settembre 2011, a seguito della pubblicazione sul <\/em>Sole 24 Ore <em>dell\u2019articolo di Andra Ichino <a title=\"La scuola precaria e i toxic teachers\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=16807\" target=\"_blank\">La scuola precaria e i <\/a><\/em><a title=\"La scuola precaria e i toxic teachers\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=16807\" target=\"_blank\">toxic teachers<\/a>, il 13 settembre 2011<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #993300;\">PRIMO MESSAGGIO<br \/>\n<\/span><\/strong>Caro Andrea,<br \/>\nsono un docente iscritto alla FLC Cgil. Ci siamo conosciuti alcuni mesi fa durante un seminario sulla valutazione. L\u2019argomento della valutazione mi interessa e seguo sempre i tuoi interventi su <em>il Sole 24 ore<\/em>. L\u2019articolo \u201cScuola precaria e senza merito\u201d di luned\u00ec scorso mi ha stimolato a scriverti. Mi ha fatto riflettere. Dico subito che, pur ritenendo importante introdurre la cultura e la pratica della valutazione, non sono d\u2019accordo con il tuo approccio al problema, soprattutto con riferimento al precariato. Da qui alcune riflessioni.<br \/>\nPenso che si debba partire da come si sono formate le graduatorie ad esaurimento dei precari. Mi pare che la tua ricostruzione non corrisponde alla realt\u00e0 storica.<br \/>\nIl precariato, secondo la mia ricostruzione, corrisponde alla differenza che i governi succedutisi negli ultimi 30 anni hanno sempre voluto perpetuare tra l\u2019organico a tempo indeterminato e i posti effettivi di insegnamento: i posti reali (sia docenti che ATA) sono sempre risultati e anche adesso risultano notevolmente superiori rispetto al numero dei docenti con contratto a tempo indeterminato.<br \/>\nIl mantenimento di questa differenza ha sempre rappresentato per lo Stato la possibilit\u00e0 di tenere bassi i costi retributivi attraverso il blocco al livello iniziale dello stipendio e in molti casi tramite l\u2019eliminazione delle mensilit\u00e0 estive per un numero significativo di lavoratori.<br \/>\nIl precariato non \u00e8 una perversa invenzione dei sindacati che trarrebbero da questo fenomeno potere e rappresentanza ma \u00e8 la scelta vecchia dello Stato di fare risparmi su una fetta consistente di lavoratori per le ragioni prima presentate. Il sindacato interviene su un fenomeno che non vorrebbe esistesse.\u00a0\u00c9 un fenomeno strutturale che ha garantito non solo la soluzione a situazioni marginali, supplenze brevi o insegnamenti\u00a0 per una porzione di cattedra, ma ha permesso lo stesso funzionamento normale della scuola. Sembra un ossimoro ma la precariet\u00e0 ha costituito, purtroppo, la garanzia della normalit\u00e0 della scuola.<br \/>\nMolti degli studenti bravi che hanno scelto a suo tempo\u00a0di fare gli insegnanti sono l\u00ec, nel precariato, hanno superato pi\u00f9 prove abilitanti o hanno dimostrato di essere pronti per l\u2019insegnamento e spesso non hanno vinto il concorso (molti hanno partecipato ai concorsi di 10 e 15 anni fa e li hanno superati pur non vincendoli) perch\u00e9 i posti a disposizione erano nettamente inferiori a quelli di cui il sistema scolastico aveva effettivamente bisogno. Restava loro il \u201cprivilegio\u201d di andare a ingrossare le graduatorie permanenti dalle quali l\u2019amministrazione attingeva per procurarsi il risparmio pagando poco e parzialmente una parte del personale.<br \/>\nIl precariato e\u00a0 i sindacati che lo rappresentano non costituiscono quindi\u00a0 l\u2019ostacolo alla qualificazione della scuola. I precari sono insegnanti, hanno lavorato continuativamente per 5\/10\/15 anni, hanno le competenze e le conoscenze che questa scuola e questa universit\u00e0 \u00e8 in grado di dare a coloro che intendono andare a svolgere l\u2019attivit\u00e0 di insegnante. Non mi pare che rappresentino un tappo ai bravi studenti che vorrebbero fare il mestiere di insegnante ma sono dissuasi da questa massa di assistiti e \u201cnullafacenti\u201d come direbbe il ministro.<br \/>\nTutti i giovani studenti hanno dei tappi davanti al loro futuro lavorativo, hanno davanti a s\u00e9 altri lavoratori pi\u00f9 o meno precari. Ma sono questi lavoratori la causa del buco nero nel futuro dei giovani? Credo che le cause siano altre.\u00a0\u00c9 la crisi,\u00a0la mancanza di lavoro, \u00e8 la diminuzione del valore e del ruolo del lavoro che purtroppo si stanno affermando.<br \/>\nIl precariato, una volta eliminato quello attuale, non si riprodurr\u00e0 solo se lo Stato sar\u00e0 in grado di programmare di volta in volta il fabbisogno delle risorse professionale in modo tale che questo sia corrispondente ai bisogni reali.<br \/>\nQuesta che ho fatto \u00e8 un\u2019analisi\u00a0 fuorviante, da sindacalista conservatore? Oppure \u00e8 molto realistica e soprattutto si preoccupa di non fare danni con l\u2019anticipazione e l\u2019inopportunit\u00e0 ora di alcune proposte che al momento non mi paiono strategicamente centrali e di facile attuazione.<br \/>\nNon credo neppure che il giudizio del preside (sai che spesso anche questa figura ha avuto un percorso da precario docente e poi da preside \u201cprecario\u201d per diventare poi dirigente a tempo indeterminato?) o la chiamata diretta potrebbero risolvere il problema della qualit\u00e0 del lavoro nella scuola. Credo che questo presunto rimedio potrebbe\u00a0 aggravare la situazione. (Dovrei sviluppare questo aspetto, ma rischierei\u00a0 di spostare il ragionamento altrove. Caso mai in un\u2019altra interlocuzione).<br \/>\nPenso che la scuola, la scuola pubblica e di massa (\u00e8 di questa che parliamo?) abbia bisogno di riprendere il senso della propria missione, abbia bisogno di cure (l\u2019immagine riportata dai giornali dei bambini che si portano le sedie da casa \u00e8 inquietante), di attenzione e di risorse (i dati dell\u2019OCSE, usciti in questi giorni, sono significativi) impari a divenire comunit\u00e0, si comporti secondo la cultura e la pratica della rendicontazione sociale (potrebbe costituire l\u2019obiettivo dei prossimi anni dell\u2019autonomia scolastica e anche la ricerca scientifica potrebbe dare una mano), e da qui alimenti una cultura condivisa della valutazione di sistema, di istituto ed individuale. E lo dico non per spostare il problema. Penso anch\u2019io che la valutazione sia una cosa importante da introdurre quanto prima nella scuola. Una scuola che non valuta e non si valuta \u00e8 abbandonata alla valutazione del senso comune e dell\u2019approssimazione che gi\u00e0 c\u2019\u00e8 ed \u00e8 in crescendo.<br \/>\nMa se non si passa attraverso la condivisione (sarebbe importante approfondire questo aspetto) temo che faremo poco o nulla.<br \/>\nSe non si reimmette linfa vitale in tutto il sistema scolastico la cultura e la pratica della valutazione e del riconoscimento del merito non entrer\u00e0 mai. Anche tu ci dicesti, nella riunione che ho menzionato all\u2019inizio, che eri meravigliato dalla contrariet\u00e0 massiccia del personale rispetto alle tematiche del merito e della valutazione individuale. Cerchiamo di capire questo.\u00a0\u00c9 importante e decisivo.<br \/>\nQueste sono le reazioni a caldo. Se ti interessa interloquire mi farai piacere. Altrimenti grazie lo stesso.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #993300;\">RISPOSTA DI ANDREA ICHINO<br \/>\n<\/span><\/strong>Caro Alessandro<br \/>\nProvo a rispondere ai commenti stimolanti che mi hai inviato.<br \/>\nConsidera un qualsiasi datore di lavoro a cui sia permesso di assumere solo a tempo indeterminato ma fronteggi una domanda variabile per i servizi o beni che produce. Come pu\u00f2 pagare i suoi dipendenti (che non possono essere licenziati) nei periodi in cui la domanda\u00a0\u00e8 bassa e quindi il datore di lavoro ha bisogno di meno dipendenti? Questo\u00a0\u00e8 il motivo per cui tutte le aziende in Italia hanno un numero di dipendenti a tempo indeterminato inferiore a quelli che chiami &#8220;posti reali &#8220;: devono scontare la variabilit\u00e0 della domanda e avere un cuscinetto di flessibilit\u00e0 senza il quale non sopravviverebbero. Ma questa flessibilit\u00e0 \u00e8 imposta dalla rigidit\u00e0 offerta ai lavoratori stabili.<br \/>\nE questo\u00a0\u00e8 il motivo per cui lo Stato non pu\u00f2 avere un numero di insegnanti di ruolo a tempo indeterminato pari al numero di posti reali, perch\u00e8 il numero di posti reali fluttua in continuazione, anzi per la precisione nella scuola \u00e8 diminuito nel tempo perch\u00e8 sono diminuiti gli studenti per il crollo demografico.<br \/>\nTu dici:<br \/>\n&#8220;Il precariato, una volta eliminato quello attuale, non si riprodurr\u00e0 solo se lo Stato sar\u00e0 in\u00a0grado di programmare di volta in volta il fabbisogno delle risorse professionale in modo tale che questo sia corrispondente ai bisogni reali.&#8221;<br \/>\nMa come pu\u00f2 lo Stato fare quello che dici se pu\u00f2 solo assumere e mai licenziare? Cosa vuol dire per te concretamente programmare di volta in volta nel contesto della scuola?<br \/>\nSe vogliamo continuare a proteggere al 100% i lavoratori con contratto stabile a tempo indeterminato, gli altri saranno precari instabili, in coda per diventare stabili man mano che i primi vanno in pensione. Avremo cio\u00e8 il cosiddetto mercato duale con la parte primaria in cui tutto \u00e8 garantito e la parte secondaria in cui tutto\u00a0\u00e8 precario.<br \/>\nQuesto modello ha una sua logica (leggi ad esempio Robert Solow, <em>Il mercato del lavoro come istituzione sociale<\/em>, Il Mulino): ha senso ed \u00e8 desiderabile quando la coda per diventare stabile\u00a0\u00e8 breve. In questa condizione proteggendo molto bene i lavoratori del mercato primario, si proteggono tutti i lavoratori, perch\u00e8 rapidamente i secondari diventano primari. Non ho mai capito perch\u00e8 la CGIL e Fassina non usano questo libro per difendere le loro posizioni: sarebbe la miglior difesa!<br \/>\nMa la situazione della scuola italiana oggi non \u00e8 questa. La coda \u00e8 lunga, sempre pi\u00f9 lunga anche perch\u00e8 ci sono meno studenti essendo diminuite la nascite. Ma i professori primari non possono essere licenziati e quindi i nuovi arrivati devono aspettare tantissimo anche se alcuni di loro sarebbero molto pi\u00f9 bravi e motivati di quelli di ruolo garantiti e intoccabili.<br \/>\nIl recente rapporto OCSE ha mostrato che l&#8217;Italia\u00a0\u00e8 uno dei paesi con la pi\u00f9 alta spesa scolastica in stipendi per studente (e nota che il 96% del bilancio miur sono stipendi: questo impedisce di spendere di pi\u00f9 in proporzione del gdp). Poich\u00e8 sappiamo bene che il reddito annuo degli insegnanti in Italia \u00e8 basso questo vuol dire che ci sono troppi insegnanti per ogni studente.<br \/>\nMetti insieme tutti questi pezzi e chiediti quali persone possono essere oggi attratte da una carriera che prevede una lunga attesa come precari nel mercato secondario, per poi essere assunti con una retribuzione bassa e non in base al merito ma praticamente solo in base alla anzianit\u00e0 di iscrizione alle graduatorie.<br \/>\nConcordi sul fatto che i migliori laureati soprattutto nelle materie scientifiche in questa situazione cercheranno altre strade? E solo i santi e missionari continueranno a voler fare gli insegnanti?<br \/>\nConcordi sul fatto che nella scuola ci sono professori primari che sono davvero pessimi insegnanti il cui stipendio sarebbe meglio utilizzato per attrarre e pagare bene i migliori laureati?<br \/>\nConcordi sul fatto che i cattivi insegnanti danneggiano sopratutto i poveri, e quindi che il sindacato dovrebbe smettere di proteggerli?<br \/>\nIl mio articolo \u00e8 molto attento a non fare generalizzazioni: so benissimo che ci sono ottimi insegnanti sia tra quelli di ruolo che tra i precari. Penso per\u00f2 che gli altri, quelli pessimi, facciano danni gravi alla scuola e non consentano di usare al meglio le poche risorse disponibili.<br \/>\nE penso anche che pianificare a livello nazionale o anche solo regionale le assunzioni in un&#8217;azienda con un milione di persone sia impossibile, mentre se le assunzioni fossero decise e pianificate a livello di ogni singola scuola il sistema migliorerebbe facilitando una maggiore corrispndenza tra posti di ruolo e posti reali come tu chiedi.<br \/>\nPer questo auspico che alle scuole venga data autonomia nella gestione delle risorse umane.<br \/>\nSe per caso volete organizzare un altro seminario alla CGIL di roma per parlarne sarei felice di venire (a mie spese).<br \/>\nA presto e grazie per questa offerta di dialogo<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #993300;\">SECONDO MESSAGGIO<br \/>\n<\/span><\/strong>Caro Andrea<br \/>\nTi ringrazio prima di tutto per la tua disponibilt\u00e0. Le tue risposte mi hanno fatto piacere. Le tue osservazioni sono, come al solito stimolanti e interessanti per me perch\u00e8 partono da un&#8217;angolatura diversa dalla mia e contengono argomentazioni approfondite.<br \/>\nEmergono chiaramente, com&#8217;era prevedibile, le nostre\u00a0diversit\u00e0 nell&#8217;affrontare le\u00a0 varie questioni. Credo sia importante rendere chiare queste differenze. Spesso noto che tu dai rilievo a degli aspetti che, pur riconoscendoli, per me non sono prioritari in questa fase come ad esempio,\u00a0sulla funzione dello Stato, l&#8217;assimilazione a qualunque altro datore di lavoro (lo Stato \u00e8 un po&#8217; pi\u00f9 di un qualsiasi altro datore di lavoro, considerando qual \u00e8 la funzione e il prodotto della scuola).<br \/>\nO sulla\u00a0domanda pi\u00f9 bassa (ti chiedo: il contesto attuale di meno alunni ma con una presenza nuova e significativa degli immigrati produce automaticamente offerta pi\u00f9 bassa?\u00a0O forse c&#8217;\u00e8 bisogno di articolarla diversamente e quindi di arricchirla l&#8217;offerta?\u00a0E di utilizzare le risorse liberate per intervenire sull&#8217;organizzazione del lavoro e sulla professionalit\u00e0? Mentre noi parliamo comunque la riduzione degli insegnanti l&#8217;hanno gi\u00e0 fatta). O sul precariato\u00a0(negli altri Paesi\u00a0 la dimensione \u00e8 insignificante\u00a0 proprio per una diversa programmazione. Il pensionamento sar\u00e0 un fenomeno molto consistente nei prossimi anni. Opportunit\u00e0 per immettere linfa nuova e fare ricambio in modo programmato).<br \/>\nO sul rapporto docenti alunni\u00a0(pensa alle caratteristiche del nostro territorio, alla presenza degli insegnanti di sostegno e di religione, \u00e8 qui la differenza. Eliminiamo le scuole di montagna, delle isole? Gli insegnanti di sostegno? E di religione per aumentare gli stipendi degli altri insegnanti? Sicuramente avrai visto gli altri dati OCSE e concorderai con me che comunque la spesa dello Stato italiano per la scuola \u00e8 bassa).<br \/>\nO sul licenziamento (domanda:\u00a0perch\u00e8 negli altri Paesi spaventa meno? Perch\u00e8 si aprono immediatamente e con forme di accompagnamento vie alternative di lavoro. E in Italia? Si deve affrontare con l&#8217;intraprendenza personale del licenziato o con interventi massicci di <em>welfare<\/em>?).<br \/>\nProbabilmente la stessa nostra dimensione &#8220;professionale&#8221; ci spinge ad avere approcci diversi alle tematiche della scuola. Legger\u00f2 volentieri il libro di Solow, da come ne parli penso che abbia convinto anche te. Continuer\u00f2 con molto interesse a leggere i tuoi articoli e mi adoperer\u00f2 per la tua partecipazione a qualche seminario della FLC.<br \/>\nGrazie e saluti<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #993300;\">SECONDA RISPOSTA DI ANDREA ICHINO<br \/>\n<\/span><\/strong>Penso anchi&#8217;io che il dialogo sia la cosa pi\u00f9 utile che possiamo fare per capire la diversit\u00e0 dei punti di partenza e per verificare la possibilit\u00e0 di convergenze.<br \/>\nTi rinnovo ancoro il mio sincero interesse ad ulteriori incontri con chi nella CGIL fosse interessato a discutere in modo costruttivo su questi temi, pur nella diverstit\u00e0 delle posizioni.<br \/>\nConcordo in realt\u00e0 su alcuni dei tuoi punti ulteriori, in particolare sul fatto che si possa accettare la possibilit\u00e0 di licenziamento solo in presenza di un serio sistema di <em>welfare<\/em> e di assistenza dei licenziati nella transizione ad un nuovo lavoro. Questo \u00e8 esattamente il sistema di <em>Flexecurity<\/em> che mio fratello Pietro (e io con lui insieme a molti altri) da tempo propugnamo.<br \/>\nRiguardo al ruolo dello Stato,\u00a0\u00e8 vero che\u00a0\u00e8 un datore di lavoro diverso dagli altri, ma \u00e8 comunque un datore di lavoro che deve sottostare a dei vincoli di bilancio e di credibilit\u00e0 finanziaria, come dimostrano i problemi (davvero seri) di questi giorni: Presteresti soldi ad uno Stato che non \u00e8 in grado di garantirti la loro restituzione?<br \/>\nA presto spero<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>SCAMBIO TRA L\u2019ECONOMISTA DEL LAVORO E IL\u00a0PROFESSORE ISCRITTO ALLA CGIL SUL PROBLEMA DEL RECLUTAMENTO DEL PERSONALE INSEGNANTE Messaggi inviati nel periodo tra il 14 e il 21 settembre 2011, a seguito della pubblicazione sul Sole 24 Ore dell\u2019articolo di Andra Ichino La scuola precaria e i toxic teachers, il 13 settembre 2011<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[7,27],"tags":[],"class_list":["post-17005","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-lettere","category-scuola"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17005","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=17005"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17005\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=17005"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=17005"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=17005"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}