
{"id":17196,"date":"2011-10-04T17:23:21","date_gmt":"2011-10-04T16:23:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=17196"},"modified":"2011-10-07T11:32:30","modified_gmt":"2011-10-07T10:32:30","slug":"lapartheid-del-lavoro-italiano-al-vaglio-della-commissione-europea-le-ragioni-di-una-denuncia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=17196","title":{"rendered":"L&#8217;APARTHEID DEL LAVORO ITALIANO AL VAGLIO DELLA COMMISSIONE EUROPEA: LE RAGIONI DI UNA DENUNCIA"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">LA FLESSIBILIT\u00c0 DELLE STRUTTURE PRODUTTIVE NON DEVE ESSERE PERSEGUITA A SPESE DI UNA MET\u00c0 SOLTANTO DEI LAVORATORI E DEVE COMUNQUE ESSERE CONIUGATA \u00a0CON LA MASSIMA POSSIBILE SICUREZZA DI TUTTI NEL MERCATO DEL LAVORO <\/span><\/p>\n<p><em>Articolo di<strong> Eleonora Voltolina<\/strong> direttore del sito <\/em><a title=\"La repubblica degli stagisti\" href=\"http:\/\/www.repubblicadeglistagisti.it\/article\/denuncia-a-commissione-ue-su-apartheid-mercato-del-lavoro-italiano-bonino-ichino-voltolina-e-altri\" target=\"_blank\">Larepubblicadeglistagisti<\/a><em> pubblicato il 4 ottobre 2011 &#8211; In argomento v. la <a title=\"la denuncia alla Commissione Europea\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=16731\" target=\"_blank\">denuncia presentata alla Commissione Europea<\/a> il 14 settembre 2011 e il <a title=\"il dibattito su Europa\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=17119\" target=\"_blank\">dibattito<\/a> sviluppatosi nei giorni immediatamente successivi sul quotidiano <\/em>Europa<em>, con gli interventi di Pierpaolo Baretta, Emma Bonino, Cesare Damiano, Sergio D\u2019Antoni, Pietro Ichino\u00a0e\u00a0Nicola Rossi, Tiziano Treu, Lanfranco Turci e Sergio Cesaratto<\/em><\/p>\n<p><!--more-->Il dibattito sul precariato italiano stagna. Vissuto sulla propria pelle da circa cinque milioni di persone, potenziato dalla crisi, il problema ha una particolarit\u00e0: anzich\u00e9 esplodere, implode. Non trova sbocchi. Chi avrebbe in mano le leve per mutare la rotta fa orecchie da mercante.<br \/>\nDa qui la decisione di <strong>bussare alla porta dell\u2019Unione europea attraverso una <a title=\"denuncia UE\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=16731\" target=\"_blank\">denuncia<\/a><\/strong>\u00a0con sette firme in calce: quella di Emma Bonino, vicepresidente del Senato e gi\u00e0 commissario europeo, e poi Benedetto della Vedova deputato di Fli, Antonio Funiciello direttore dell&#8217;associazione Libert\u00e0 Eguale, Pietro Ichino giuslavorista e senatore PD, Giulia Innocenzi responsabile italiana del sito <em>web Avaaz <\/em>in Italia, Nicola Rossi esponente della fondazione Italia Futura, e la sottoscritta in rappresentanza della <em>Repubblica degli Stagisti<\/em>.<br \/>\nLa denuncia \u00e8 uno strumento che potenzialmente ogni singolo cittadino ha in mano, se pensa che uno Stato membro violi una delle normative comunitarie.\u00a0 Noi <strong>abbiamo scelto di portare di fronte all\u2019Ue l\u2019<em>apartheid<\/em> del mercato del lavoro italiano. Mettendo nero su bianco quello che tutti sanno ma nessuno vuole ammettere: la disparit\u00e0 di trattamento fra i lavoratori subordinati regolari e quelli sostanzialmente dipendenti, ma qualificati come collaboratori autonomi continuativi. I <em>freelance spontanei<\/em><\/strong>. \u00c9 qui che si annida il vizio italiano, perch\u00e9 a loro \u00ab\u00e8 riservato uno statuto protettivo incomparabilmente pi\u00f9 povero rispetto ai subordinati regolari\u00bb. In pratica \u00abnon hanno protezione contro il licenziamento e contro la reiterazione dei contratti a termine; sono esclusi da qualsiasi limite di orario di lavoro; non godono del diritto alle ferie annuali; sono normalmente esclusi dall\u2019applicazione dei contratti collettivi di settore e in particolare degli <em>standard<\/em> retributivi minimi; il loro contributo complessivo ammonta approssimativamente al 27 per cento della retribuzione, mentre per i subordinati regolari esso ammonta al 32 o 33 per cento\u00bb.<br \/>\nInsomma <strong>figli di un dio minore rispetto a quelli \u201cnormalmente\u201d assunti con un contratto di lavoro dipendente<\/strong>. <strong>L\u2019Unione europea per\u00f2 ha una <a title=\"Direttiva UE\" href=\"http:\/\/eur-lex.europa.eu\/LexUriServ\/LexUriServ.do?uri=OJ:L:1999:175:0043:0048:IT:PDF\" target=\"_blank\">direttiva specifica, la n. 1999\/70<\/a>, che vieta che ci\u00f2 avvenga prescrivendo l\u2019obbligo (non raccomandazione: obbligo) di prevedere misure per impedire e punire l\u2019abuso<\/strong> di una successione di contratti a tempo determinato. Non solo. La Corte di Giustizia ha ribadito che la normativa mira a \u00abimpedire che un rapporto di impiego di tale natura venga utilizzato da un datore di lavoro per privare questi lavoratori di diritti riconosciuti ai lavoratori a tempo indeterminato\u00bb.<br \/>\nCosa che quotidianamente avviene in Italia. Grazie a un cavillo: <strong>i lavoratori discriminati non sono (solo) quelli temporanei, ma soprattutto quelli che sono (o meglio si pretende che siano) indipendenti<\/strong>. Ma \u00able disposizioni delle direttive europee in materia di lavoro devono intendersi riferite a tutte le posizioni di lavoro sostanzialmente dipendente\u00bb si legge nella denuncia, e dipendente va considerato chiunque \u00abcollabori continuativamente con un\u2019unica azienda, inserito nella sua struttura, traendo da tale rapporto l\u2019intero proprio reddito, o la parte assolutamente prevalente di esso\u00bb. Quindi anche i finti cocopro, cococo e le finte partite Iva.<br \/>\n\u00c9 evidente che <strong>il nostro mercato del lavoro \u00e9 fuori controllo: esistono casi di finti cocopro reiterati \u00abfino ad assumere una durata complessiva anche ultradecennale e persino pluridecennale\u00bb. Prassi \u00abdiffusissima e pacificamente tollerata\u00bb<\/strong> che tocca una percentuale abnorme di persone, circa un terzo del totale. \u00abL\u2019esistenza stessa di quel terzo di lavoratori non protetti costituisce violazione grave, di entit\u00e0 macroscopica, della direttiva n. 1999\/70\u00bb.<br \/>\n<strong>L\u2019Ue non pu\u00f2 tollerare questa \u00abfuga dal diritto del lavoro\u00bb. Per realizzare la flessibilit\u00e0 non si pu\u00f2 creare una serie A e una serie B di lavoratori<\/strong>, dove tra l\u2019altro i giovani giocano quasi tutti nella pi\u00f9 scadente. Ci vuole invece \u00abun diritto del lavoro capace di conciliare la massima possibile flessibilit\u00e0 delle strutture produttive con la massima possibile sicurezza di tutti i lavoratori dipendenti nel mercato. Con la conseguenza che quest\u2019ultima non pu\u00f2 essere costruita con l\u2019ingessatura dei rapporti di lavoro, bens\u00ec con il rafforzamento della posizione di tutti i lavoratori nel mercato del lavoro\u00bb.<br \/>\nLa denuncia \u00e8 stata presentata il 14 settembre alla Rappresentanza romana della Commissione Ue. La palla passa adesso a Bruxelles, che gi\u00e0 entro ottobre potrebbe aprire una procedura di infrazione e di diffida nei confronti dell\u2019Italia. Obbligandola, finalmente, a mettere fine all\u2019insopportabile <em>apartheid<\/em>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LA FLESSIBILIT\u00c0 DELLE STRUTTURE PRODUTTIVE NON DEVE ESSERE PERSEGUITA A SPESE DI UNA MET\u00c0 SOLTANTO DEI LAVORATORI E DEVE COMUNQUE ESSERE CONIUGATA \u00a0CON LA MASSIMA POSSIBILE SICUREZZA DI TUTTI NEL MERCATO DEL LAVORO Articolo di Eleonora Voltolina direttore del sito Larepubblicadeglistagisti pubblicato il 4 ottobre 2011 &#8211; In argomento v. la denuncia presentata alla Commissione [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-17196","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-21-lavoro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17196","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=17196"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17196\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=17196"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=17196"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=17196"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}