
{"id":17224,"date":"2011-10-07T11:30:11","date_gmt":"2011-10-07T10:30:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=17224"},"modified":"2011-10-07T11:32:12","modified_gmt":"2011-10-07T10:32:12","slug":"che-cosa-viene-dopo-la-%e2%80%9ccentralita-operaia%e2%80%9d","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=17224","title":{"rendered":"CHE COSA VIENE DOPO LA \u201cCENTRALIT\u00c0 OPERAIA\u201d"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">UNA SINISTRA DAVVERO MODERNA DEVE FARSI CARICO DELLE BATTAGLIE LIBERALI<\/span><\/p>\n<p><em>Articolo di <strong>Giuseppe Bedeschi <\/strong>pubblicato sul <\/em><a title=\"Bedeschi\" href=\"http:\/\/archiviostorico.corriere.it\/2011\/ottobre\/06\/Una_sinistra_davvero_moderna_deve_co_9_111006057.shtml\" target=\"_blank\">Corriere della Sera <\/a><em>il 6 ottobre 2011<\/em><\/p>\n<p><!--more-->Giorni fa, parlando a un seminario del Partito democratico sulla socialdemocrazia, l&#8217; on. D&#8217;Alema ha affermato che il socialismo europeo deve \u00abprendere atto che si \u00e8 conclusa una storia\u00bb, e che \u00abl&#8217; Internazionale socialista riflette un mondo che non c&#8217; \u00e8 pi\u00f9\u00bb. Se le forze della sinistra indugiassero negli schemi mentali e politici del vecchio socialismo europeo novecentesco, esse rinuncerebbero ad avere qualunque forza espansiva e andrebbero incontro a una sconfitta sicura. \u00c8 un tema, questo, sul quale l&#8217; on. D&#8217;Alema riflette da vario tempo. In un editoriale della rivista Italianieuropei, il leader postcomunista ha scritto, in termini altrettanto schietti, che \u00abnon sembra oggi che la cultura socialdemocratica sia in grado di rispondere al bisogno dei progressisti di dotarsi di una visione del futuro capace di suscitare partecipazione e speranze\u00bb, poich\u00e9 \u00abquella esperienza rimane irrimediabilmente racchiusa in un&#8217;altra epoca, legata a una struttura delle societ\u00e0 europee, ad una organizzazione del lavoro, ad una composizione sociale che non esistono pi\u00f9\u00bb. Credo che non si possa non essere d&#8217;accordo con queste affermazioni dell&#8217;on. D&#8217;Alema, che hanno il pregio della chiarezza e dell&#8217; onest\u00e0 intellettuale. Del resto, da vari anni ci troviamo di fronte a una crisi epocale della socialdemocrazia, in tutti i Paesi europei. Quali ne sono state le cause? La principale \u00e8 da cercare nel fatto che il socialismo democratico ha sempre avuto come proprio punto di riferimento fondamentale il proletariato delle fabbriche, il quale costituiva una classe numerosissima e sostanzialmente omogenea in tutti i Paesi industriali avanzati. Negli ultimi venti, trent&#8217;anni c&#8217;\u00e8 stata una riduzione progressiva del peso della grande fabbrica nel sistema produttivo complessivo, e quindi c&#8217;\u00e8 stata una drastica diminuzione del numero degli operai nelle nazioni economicamente pi\u00f9 sviluppate, mentre si \u00e8 enormemente dilatato il settore terziario. Basti pensare che negli attuali sistemi economici avanzati solo un quinto del prodotto proviene dall&#8217; industria, mentre quasi tutto il resto \u00e8 \u00abproduzione invisibile\u00bb, sempre pi\u00f9 effettuata e fruita con supporti elettronici. \u00c8 evidente che una rivoluzione economico-sociale e tecnologica di tale portata ha avuto conseguenze profonde sulla consistenza dei partiti socialdemocratici, i quali, in passato, si sono sempre richiamati al proletariato come classe fondamentale della societ\u00e0 (il che naturalmente non escludeva, anzi includeva una politica di alleanze del proletariato con strati e ceti piccolo-borghesi: ma il proletariato costituiva la chiave di volta di tale blocco sociale). Insomma, quello che \u00e8 venuto meno \u00e8 proprio il ruolo centrale della classe operaia nel sistema socio-politico, con conseguenze molto gravi per i partiti socialdemocratici, che a quel ruolo si richiamavano e ne facevano il loro punto di vista fondamentale. L&#8217;on. D&#8217;Alema ha ben presente tutto ci\u00f2 quando dice che \u00abla socialdemocrazia con i suoi ideali e la sua visione della societ\u00e0 non sembra in grado di produrre una &#8220;grande narrazione&#8221; come fu nel passato\u00bb. E il leader democratico ha ragione di affermare che, se \u00e8 vero che la sinistra deve \u00abdare rappresentanza al mondo del lavoro e dei suoi interessi\u00bb, essa deve sapere altres\u00ec che oggi non si tratta solo del lavoro dell&#8217;operaio (peraltro, quanto mutato da quello di un tempo!), bens\u00ec anche del lavoro dell&#8217; artigiano e del piccolo imprenditore. Senonch\u00e9, io credo che non sia sufficiente limitarsi a osservare che il lavoro dell&#8217;operaio, dell&#8217;artigiano, del piccolo imprenditore \u00e8 \u00abstato penalizzato dallo sviluppo distorto degli ultimi quindici anni, che ha avvantaggiato la rendita finanziaria e la speculazione\u00bb. Credo che la sinistra dovrebbe oggi fare un passo in avanti, e riconoscere che la nostra societ\u00e0, sempre pi\u00f9 corporativa e statalistica, ha costruito una enorme tela, spessissima, che soffoca il lavoro: quello degli artigiani, quello delle piccole e medie aziende, e di tutti coloro (dai <em>manager<\/em> ai tecnici, agli operai, agli impiegati) che svolgono la loro attivit\u00e0 in quelle unit\u00e0 produttive. Oggi decine e decine di corporazioni godono di privilegi inammissibili, al riparo dal mercato e dalla concorrenza; oggi i piccoli e i medi produttori, oltre che i privati cittadini, sono vessati da un fisco vergognosamente esoso, al solo fine di tenere in piedi un settore economico (pubblico), uno burocratico (pubblica amministrazione) e uno politico (la casta), fra i pi\u00f9 pletorici del mondo, con costi proibitivi. Ma siamo anche il Paese (come ricordava Ostellino su questo giornale) col costo del lavoro fra i pi\u00f9 alti dei Paesi industrializzati, e con i salari pi\u00f9 bassi. Non crede l&#8217; on. D&#8217;Alema che una sinistra moderna debba farsi carico di una battaglia liberal-liberistica (abbandonata dalla destra), che liberi il lavoro dai troppi ceppi che lo soffocano, rinunciando cos\u00ec a una generica (e quanto stantia) polemica contro il mercato?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>UNA SINISTRA DAVVERO MODERNA DEVE FARSI CARICO DELLE BATTAGLIE LIBERALI Articolo di Giuseppe Bedeschi pubblicato sul Corriere della Sera il 6 ottobre 2011<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[],"class_list":["post-17224","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-24-politica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17224","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=17224"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17224\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=17224"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=17224"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=17224"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}