
{"id":17233,"date":"2011-10-08T13:39:47","date_gmt":"2011-10-08T12:39:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=17233"},"modified":"2011-10-09T21:50:10","modified_gmt":"2011-10-09T20:50:10","slug":"come-ridare-potere-effettivo-agli-elettori-sulla-legge-elettorale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=17233","title":{"rendered":"FRANCESE? TEDESCO? SPAGNOLO? E SE LASCIASSIMO SCEGLIERE GLI ELETTORI?"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">IL SOLO MODO PER SOTTRARRE LA RIFORMA ELETTORALE AI GIOCHI CHE SI SVOLGONO NEL CHIUSO DEL PALAZZO \u00c8 SOSTITUIRE IL REFERENDUM ABROGATIVO CON UN REFERENDUM CONSULTIVO CHE DIA AI CITTADINI LA SCELTA FRA I TRE MODELLI PRINCIPALI DI SISTEMA ELETTORALE DI CUI OGGI SI DISCUTE NEL PAESE &#8211; LA COSA DI PER S\u00c9 SAREBBE POSSIBILE<\/span><\/p>\n<p><em>Editoriale per la <\/em>Newsletter <em>n. 170, 10 ottobre 2011 &#8211; In argomento v. anche\u00a0\u00a0il <a title=\"Fondo di A. Panebianco sul Corriere della Sera, 9.10.11\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=17292\" target=\"_blank\">fondo di Angelo Panebianco sul <\/a><\/em><a title=\"Fondo di A. Panebianco sul Corriere della Sera, 9.10.11\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=17292\" target=\"_blank\">Corriere della Sera<\/a>\u00a0<em><a title=\"Fondo di A. Panebianco sul Corriere della Sera, 9.10.11\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=17292\" target=\"_blank\">del 9 ottobre<\/a>, pubblicato il giorno dopo quello in cui questo editoriale \u00e8 stato messo <\/em>on line<em> (8 ottobre) e senza alcuna concertazione tra i due autori<\/em><\/p>\n<p><em><!--more--><\/em><br \/>\nL&#8217;idea &#8211; audace ma non impossibile &#8211; \u00e8 questa: sostituire il referendum abrogativo della legge elettorale con un <strong>referendum consultivo<\/strong>, nel quale si invitino gli elettori a scegliere fra i tre modelli principali di sistema elettorale di cui oggi si discute nel nostro Paese.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Per il Pd, per una parte della Lega e dell&#8217;IdV, probabilmente anche per FLI, il <em>first best<\/em>\u00a0\u00e8\u00a0il <strong>collegio uninominale alla francese<\/strong> (cio\u00e8 con doppio turno).\u00a0Il progetto presentato in Parlamento il 31 luglio scorso, che prevede un mix di due terzi di seggi attribuiti con questo sistema e un terzo col\u00a0sistema proporzionale, costituisce soltanto una proposta di possibile compromesso con l&#8217;UdC di Casini e l&#8217;ApI\u00a0di Rutelli,\u00a0per le quali il <em>first best<\/em> \u00e8 costituito invece da un sistema <strong>proporzionale alla tedesca <\/strong>(con sbarramento al 4%), gradito anche a SeL. Per il PdL, infine, ora che il referendum abrogativo rende assai probabile l&#8217;abrogazione della legge\u00a0vigente (il &#8220;porcellum&#8221; di Calderoli),\u00a0il <em>first best<\/em>\u00a0sembra essere costituito dal <strong>sistema spagnolo:<\/strong>\u00a0\u00a0proporzionale con preferenze, ma in collegi molto piccoli, dove sono in palio pochi seggi e il risultato si avvicina dunque a quello dell&#8217;uninominale maggioritario.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Questi sono i tre prototipi di riforma oggi all&#8217;ordine del giorno nel dibattito politico italiano, ciascuno dotato di una sua storia e di una sua logica facilmente comprensibile da tutti. Ci\u00f2 che sta accadendo in questi giorni, per\u00f2,\u00a0\u00e8 che ciascuno dei due partiti maggiori cerca una soluzione di compromesso con UdC e Api per raggiungere una (necessariamente risicatissima) maggioranza in Parlamento su di una possibile riforma che si discosti il meno possibile dalle rispettive prime scelte<em>.<\/em>\u00a0\u00c8 frutto di un&#8217;operazione di questo genere, come si \u00e8 detto, \u00a0il progetto di riforma presentato in Parlamento dal Pd il 31 luglio scorso; sar\u00e0 frutto di un compromesso analogo anche quello a cui sta lavorando il PdL: lo &#8220;spagnolo con collegi un po&#8217; pi\u00f9 grandi&#8221;, quindi nel quale l&#8217;effetto proporzionale sar\u00e0 pi\u00f9 marcato. Ma quel che conta \u00e8 che queste trattative, che si svolgono nel chiuso del Palazzo, non hanno per obiettivo prioritario il consolidamento di un sistema democratico moderno ed efficiente, bens\u00ec gli interessi contingenti di una (possibile) coalizione, quando non addirittura gli interessi di un apparato di partito.\u00a0Di queste trattative l&#8217;opinione pubblica \u00e8 tenuta all&#8217;oscuro; e se ne vede proporre il risultato quando i giochi\u00a0sono gi\u00e0 chiusi. Il risultato\u00a0sar\u00e0 ancora una volta una riforma elettorale funzionale a un&#8217;alleanza contingente, disegnata dagli uni per guadagnare un vantaggio immediato contro gli altri, destinata a essere cancellata non appena gli altri riusciranno a diventare maggioranza; e\u00a0allora saranno questi\u00a0ultimi a rendere pan per focaccia ai primi. In questo modo continueremo ad avere una democrazia malata.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Pensiamo, invece, a che cosa potrebbe accadere se riuscissimo a sostituire la scelta referendaria tra il &#8220;s\u00ec&#8221; e il &#8220;no&#8221; all&#8217;abrogazione\u00a0della legge attuale &#8211; ormai scontatissima nel senso del &#8220;s\u00ec&#8221; &#8211; con una scelta orientativa tra il collegio uninominale, il proporzionale alla tedesca, e il proporzionale alla spagnola. Con l&#8217;impegno congiunto di tutte le forze politiche &#8211; o almeno delle due maggiori &#8211; nel senso di dare poi lealmente attuazione alla\u00a0soluzione che avr\u00e0 raccolto il consenso pi\u00f9 ampio, e con la prospettiva di arrivare a una legge elettorale destinata a durare nel tempo, indipendentemente dall&#8217;avvicendarsi di maggioranze di segno diverso. Come hanno fatto in Nuova Zelanda venti anni fa, e in Inghilterra\u00a0nel maggio di quest&#8217;anno. Cos\u00ec la riforma elettorale avrebbe il pregio non soltanto di una maggiore stabilit\u00e0 nel tempo, ma anche di essere sottratta nella fase di elaborazione ai\u00a0corridoi del Palazzo ed essere\u00a0decisa &#8211; almeno nelle sue linee fondamentali &#8211; dai cittadini.\u00a0I quali nell&#8217;estate scorsa hanno rivendicato con forza, e con piena ragione,\u00a0questo loro diritto naturale.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Certo, occorre mettere in conto anche la possibilit\u00e0 che nessuno dei tre prototipi di sistema elettorale\u00a0raggiunga la maggioranza assoluta dei voti nel referendum consultivo.\u00a0Anche in questo caso il risultato sarebbe comunque utile per fornire motivazioni trasparenti alla scelta del legislatore, quindi per orientarla preferibilmente verso\u00a0la soluzione che abbia il massimo possibile di consenso popolare. Ipotizziamo, per esempio, che (come fanno prevedere i dati di opinione oggi disponibili),\u00a0il referendum consultivo dia il risultato del 45 per cento di voti a favore dell&#8217;uninominale, del 35 per cento a favore del sistema\u00a0spagnolo e del 20 per cento a favore del tedesco. In questo caso la soluzione pi\u00f9 vicina al responso degli elettori sarebbe quella che correggesse l&#8217;uninominale con l&#8217;<strong>introduzione del &#8220;voto trasferibile&#8221; o del &#8220;voto alternativo&#8221;, secondo il modello australiano<\/strong> (v. <a title=\"Fondo di A. Panebianco sul Corriere della Sera, 9.10.11\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=9714\" target=\"_blank\">il d.d.l. n. 2312\/2010 di Stefano Ceccanti<\/a>)\u00a0\u00a0che d\u00e0 qualche spazio alla &#8220;terza&#8221; e alla &#8220;quarta\u00a0forza&#8221; tra i due partiti maggiori. Se invece &#8211; per considerare una delle altre ipotesi pi\u00f9 plausibili &#8211; il referendum consultivo desse il risultato del 45 per cento a favore del modello spagnolo, del 35 per cento a favore dell&#8217;uninominale e del 20 per cento a favore del tedesco, questo costituirebbe un motivo indiscutibile e trasparente a favore della scelta del proporzionale con collegi di dimensioni un po&#8217; maggiori rispetto a quanto prevede oggi la legge in Spagna: per esempio, sei o otto seggi assegnati per ogni collegio invece che quattro o cinque, con la conseguente attenuazione dell&#8217;effetto maggioritario (che \u00e8 tanto maggiore quanto minore \u00e8 il numero dei seggi attribuiti nel collegio).<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Naturalmente, all&#8217;indomani di un\u00a0referendum dal quale non sia emersa alcuna scelta sorretta dalla maggioranza assoluta dei voti, nessuno potr\u00e0 togliere alle forze politiche l&#8217;ampia discrezionalit\u00e0 che compete loro nell&#8217;individuazione della soluzione di compromesso. Ma dal necessario confronto con l&#8217;esito referendario esse saranno vincolate a una molto maggiore trasparenza circa i motivi delle loro scelte. Anche in questo caso, dunque, la consultazione non sar\u00e0 stata affatto\u00a0un esercizio inutile.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Per rendere possibile questa esperienza di alta civilt\u00e0 politica occorrerebbe probabilmente varare una legge\u00a0di rango costituzionale. Ma\u00a0se\u00a0ci fosse un po&#8217; di buon senso da parte dei leader della maggioranza, il tempo per approvarla prima dell&#8217;indizione del referendum ci sarebbe eccome.\u00a0 Sarebbe politicamente necessario anche il consenso del comitato sostenitore del referendum; il quale, di fronte a un impegno serio almeno da parte dei due partiti maggiori,\u00a0darebbe presumibilmente ben volentieri il proprio\u00a0pieno assenso a questa scelta di procedura, perch\u00e9 essa esalterebbe le potenzialit\u00e0 della consultazione referendaria, proprio nella direzione voluta da tutti i promotori.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Sogno a occhi aperti? Forse. Ma la buona politica \u00e8 proprio quella che consente ai sogni di diventare realt\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>IL SOLO MODO PER SOTTRARRE LA RIFORMA ELETTORALE AI GIOCHI CHE SI SVOLGONO NEL CHIUSO DEL PALAZZO \u00c8 SOSTITUIRE IL REFERENDUM ABROGATIVO CON UN REFERENDUM CONSULTIVO CHE DIA AI CITTADINI LA SCELTA FRA I TRE MODELLI PRINCIPALI DI SISTEMA ELETTORALE DI CUI OGGI SI DISCUTE NEL PAESE &#8211; LA COSA DI PER S\u00c9 SAREBBE POSSIBILE [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4,41],"tags":[],"class_list":["post-17233","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-editoriale","category-riforma-elettorale"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17233","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=17233"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17233\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=17233"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=17233"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=17233"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}