
{"id":17248,"date":"2011-10-08T15:53:26","date_gmt":"2011-10-08T14:53:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=17248"},"modified":"2011-10-09T22:59:13","modified_gmt":"2011-10-09T21:59:13","slug":"due-errori-di-stefano-fassina-sulle-cause-del-precariato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=17248","title":{"rendered":"UNA LETTURA ERRATA DEI DATI ISTAT NEL DIBATTITO SULLE CAUSE DEL PRECARIATO"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">NON\u00a0\u00c8 VERO CHE\u00a0LAVORATORI &#8220;ATIPICI&#8221; E\u00a0COLLABORATORI AUTONOMI\u00a0SIANO PROPORZIONALMENTE PI\u00d9 NUMEROSI NELLE IMPRESE SOTTO I 16 DIPENDENTI &#8211; PROPRIO IL DATO INVERSO, INVECE, CONFERMA LA CORRELAZIONE TRA RIGIDIT\u00c0 DELLA DISCIPLINA DEI LICENZIAMENTI APPLICABILE E &#8220;FUGA DAL DIRITTO DEL LAVORO&#8221;<\/span><\/p>\n<p><em>Questa nota raccoglie i risultati di una ricerca svolta in preparazione del mio libro <\/em>Inchiesta sul lavoro<em>, in corso di pubblicazione per i tipi di Mondadori, che sar\u00e0 in libreria ai primi di novembre 2011<\/em><\/p>\n<p><em><!--more--><\/em><\/p>\n<p>Per confutare la tesi secondo cui il fenomeno del precariato persistente nel nostro tessuto produttivo \u00e8 una conseguenza della rigidit\u00e0 della protezione della stabilit\u00e0 nei rapporti di lavoro regolari, Stefano Fassina, nella sua relazione all&#8217;assemblea programmatica del Pd svoltasi a Genova nel giugno scorso, ha proposto questo argomento: i dati Istat mostrerebbero che i falsi autonomi sono concentrati soprattutto nelle imprese di piccole dimensioni, dove l\u2019articolo 18 non si applica. Donde la sua conclusione secondo cui non\u00a0sarebbe la protezione forte contro i licenziamenti a causare \u201cla fuga dal diritto del lavoro\u201d.<\/p>\n<p>I DATI FORNITI DALL&#8217;ISTAT SUGLI ADDETTI, DIPENDENTI E INDIPENDENTI, SECONDO LE DIMENSIONI DELLE IMPRESE (*)<strong><br \/>\n<\/strong>Dimensione\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0 Imprese\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Addetti\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Addetti\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Totale<br \/>\ndelle imprese\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0indipendenti\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0dipendenti\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\ufffd<br \/>\n\u226415 dipendenti\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 4.356.236\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 5.441.349\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 4.108.086\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a09.549.434<br \/>\n&gt;15 dipendenti\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0 \u00a0\u00a0114.512\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 171.123\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a07.790.429\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 7.961.554<br \/>\nTotale\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a05.612.472\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a011.898.515\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a017.510.988<br \/>\n(*) Da questi dati sono esclusi, oltre a impiego pubblico, agricoltura e lavoro irregolare, anche\u00a0\u00a0i\u00a0co.co.co. e i &#8220;lavoratori a progetto&#8221;,\u00a0in relazione ai quali\u00a0l&#8217;Istat non fornisce alcun dato circa le dimensioni delle imprese a cui sono addetti.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ho esaminato da vicino questi dati Istat, intervistando in proposito dirigenti e funzionari competenti dell&#8217;Istituto. Il risultato dell&#8217;indagine \u00e8 che su questo punto\u00a0 il responsabile dell&#8217;Economio della Direzione del Pd \u00e8 caduto in un equivoco, favorito dalla terminologia davvero poco chiara utilizzata dall&#8217;Istat.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Dalla tabella riportata qui sopra si trae\u00a0che in Italia le imprese di dimensioni inferiori o pari a 15 dipendenti, fuori, quindi, dall\u2019area di applicazione dell\u2019articolo 18, nel corso del 2009 (ultimo dato disponibile)\u00a0sono 4.356.236 (valore medio nell\u2019arco dell\u2019anno), mentre quelle di dimensioni superiori sono solo 114.512; si trae inoltre che nello stesso anno i lavoratori subordinati addetti alle piccole sono 4.108.086, mentre quelli addetti alle seconde, cio\u00e8 sopra la soglia dei 15 dipendenti, sono 7.790.429; infine \u2013 ed \u00e8 questo il dato da cui nasce l&#8217;equivoco \u2013 si trae che i lavoratori qualificati come indipendenti \u201caddetti\u201d alle piccole sono 5.441.349, mentre gli indipendenti \u201caddetti\u201d alle imprese medio-grandi sono soltanto 171.123. Ecco la prova \u2011 sostiene Fassina \u2011 che l\u2019articolo 18 non c\u2019entra niente con la \u201cfuga dal diritto del lavoro\u201d: la quasi totalit\u00e0 dei collaboratori autonomi lavora per le piccole imprese, mentre gli autonomi che lavorano per le imprese dove si applica l\u2019articolo 18 sono, in proporzione, pochissimi.\u00a0Senonch\u00e9 questo argomento \u00e8 viziato da due errori.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <strong>1. L&#8217;istat colloca tra le &#8220;piccole imprese&#8221; anche tutte le &#8220;partite Iva&#8221; &#8211;\u00a0<\/strong>Il primo errore sta nel non considerare che tra i 5.441.349 \u201cindipendenti\u201d addetti a piccole imprese ci sono anche tutti i lavoratori a cui l\u2019impresa medio-grande fa aprire la partita Iva, pur lavorando essi di fatto continuativamente ed esclusivamente per l\u2019impresa stessa: l\u2019Istat li censisce tutti come piccole imprese con un solo \u201caddetto\u201d (il titolare, quindi indipendente), mentre fra i 171.123 \u201cindipendenti addetti alle imprese medio-grandi\u201d sono censiti solo i titolari delle stesse, o i loro presidenti di consiglio di amministrazione o amministratori delegati. Per esempio, in Italia a fine 2009 c\u2019erano 15.202 giornalisti professionisti assunti con un rapporto di lavoro subordinato regolare, 612 praticanti e 30.194 iscritti alla \u201cgestione separata\u201d dell\u2019Inpgi, l\u2019istituto previdenziale del settore, dei quali un terzo \u201clavoratori a progetto\u201d e due terzi \u2013 circa 20.000 \u2013 qualificati come liberi professionisti, \u201ca partita Iva\u201d; almeno met\u00e0 di questi ultimi\u00a0\u2013 circa\u00a010.000 \u2013, secondo stime attendibili, lavorano continuativamente ed esclusivamente per un\u2019unica testata con un reddito molto basso, sotto i quindicimila euro annui, potendo quindi essere considerati sostanzialmente dipendenti; ciononostante ciascuno di questi 10.000 all\u2019Istat viene considerato come titolare di un\u2019impresa individuale senza dipendenti, quindi classificato dall&#8217;Istat, nella tabella riportata sopra, come \u201cindipendente addetto a impresa di piccole dimensioni\u201d.<\/p>\n<p><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a02. L&#8217;Istat colloca\u00a0tra gli &#8220;addetti indipendenti&#8221; alle &#8220;piccole imprese&#8221; anche tutti\u00a0i loro titolari &#8211; <\/strong>Il secondo errore sta nel non considerare che in quelle 5.441.349\u00a0 persone che l\u2019Istat classifica \u201cindipendenti addetti a piccole imprese\u201d ci sono i veri e propri piccoli imprenditori titolari di piccole aziende con pochi dipendenti: questi evidentemente non possono essere computati nel fenomeno della \u201cfuga dal diritto del lavoro\u201d.\u00a0Se dunque dal numero spropositato di 5.441.349 addetti indipendenti alle piccole imprese togliamo i 4.356.236 titolari di queste stesse imprese (le quali non possono non averne almeno uno), restano 1.085.113\u00a0&#8220;addetti indipendenti&#8221;.\u00a0Questi, per\u00f2, non\u00a0possono essere\u00a0titolari di partita Iva che prestano di fatto servizio in posizione di sostanziale dipendenza presso imprese\u00a0 con meno di 16 dipendenti di cui sia titolare qualcun altro: perche se cos\u00ec fosse &#8211; stante la terminologia e il criterio seguiti dall&#8217;Istat &#8211; il loro numero sarebbe andato a incrementare <em>il numero delle imprese<\/em> con meno di 16 dipendenti (che non sarebbe 4.356.236, ma sarebbe 5.441.349, cio\u00e8 esattamente pari al numero degli &#8220;addetti indipendenti&#8221;). L&#8217;unica spiegazione possibile, dunque, stante la terminologia utilizzata e il criterio seguito dall&#8217;Istat, \u00e8 che questi 1.085.113 &#8220;addetti indipendenti&#8221; a imprese con meno di 16 dipendenti siano co-titolari delle imprese stesse: per lo pi\u00f9 coniugi, oppure soci in societ\u00e0 di persone. E questa spiegazione mi \u00e8 stata confermata dai funzionari e dirigenti dell&#8217;Istat consultati in proposito.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <strong>3. Ma allora quanti sono i titolari di partita Iva sostanzialmente dipendenti e a quali imprese sono addetti? &#8211; <\/strong>Resta aperto questo quesito: quante delle 4.356.236 &#8220;imprese sotto la soglia dei 16 dipendenti&#8221; censite dall&#8217;Istat sono vere piccole imprese, e quante invece nascondono un collaboratore autonomo operante in modo continuativo e in regime di monocommittenza per un&#8217;unica impresa committente, con la conseguente\u00a0qualificabilit\u00e0 del collaboratore stesso\u00a0come &#8220;sostanzialmente dipendente&#8221;? L&#8217;Istat non dispone di questo dato, o quanto meno non lo pubblica (sarebbe invece assai importante che lo individuasse e lo pubblicasse).<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Per altro verso, dal Servizio Studi Bilancio del Senato apprendiamo che da altre fonti si trae la stima secondo cui, su dieci collaboratori autonomi in condizione di monocommittenza, otto\u00a0lavorano continuativamente per una societ\u00e0 di capitali, che solitamente \u00e8 titolare di impresa di dimensioni medio-grandi\u00a0(le imprese di minime dimensioni sono invece per lo pi\u00f9 gestite in forma di imprese individuali o tutt&#8217;al pi\u00f9 di societ\u00e0 di persone). Donde la conferma del fatto che il fenomeno della \u201cfuga dal lavoro subordinato\u201d, quando assume la forma della collaborazione autonoma, riguarda, eccome, soprattutto l\u2019impresa di maggiori dimensioni, quella soggetta all\u2019articolo 18 dello Statuto del 1970.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 In via di prima e del tutto provvisoria approssimazione, nell&#8217;ipotesi in cui tutte le societ\u00e0 di capitali avessero pi\u00f9 di 15 dipendenti e tutte le altre imprese ne avessero meno di 16, si potrebbe formulare questa affermazione: nelle imprese di piccole dimensioni dove non si applica l&#8217;articolo 18 dello Statuto lavora pi\u00f9 di un terzo dei lavoratori subordinati italiani (esclusi i dipendenti pubblici) e solo un quinto dei collaboratori autonomi in posizione di monocommittenza; le imprese di dimensioni maggiori danno lavoro a meno di due terzi dei lavoratori subordinati italiani,\u00a0ma a quattro quinti dei collaboratori autonomi in posizione di monocommittenza. Il che non basterebbe certo\u00a0per considerare <em>dimostrato<\/em> che l&#8217;articolo 18 dello Statuto dei lavoratori\u00a0sia una causa del maggior ricorso a forme di lavoro dipendente atipiche, ma ne costituirebbe un pesante indizio.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 In ogni caso &#8211; ed \u00e8 questo lo scopo di tutto il ragionamento &#8211; possiamo escludere che sia dimostrato il contrario; e possiamo escludere anche che i dati disponibili costituiscano un indizio in senso contrario.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>NON\u00a0\u00c8 VERO CHE\u00a0LAVORATORI &#8220;ATIPICI&#8221; E\u00a0COLLABORATORI AUTONOMI\u00a0SIANO PROPORZIONALMENTE PI\u00d9 NUMEROSI NELLE IMPRESE SOTTO I 16 DIPENDENTI &#8211; PROPRIO IL DATO INVERSO, INVECE, CONFERMA LA CORRELAZIONE TRA RIGIDIT\u00c0 DELLA DISCIPLINA DEI LICENZIAMENTI APPLICABILE E &#8220;FUGA DAL DIRITTO DEL LAVORO&#8221; Questa nota raccoglie i risultati di una ricerca svolta in preparazione del mio libro Inchiesta sul lavoro, in [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-17248","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-21-lavoro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17248","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=17248"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17248\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=17248"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=17248"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=17248"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}