
{"id":17595,"date":"2011-10-23T22:14:06","date_gmt":"2011-10-23T21:14:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=17595"},"modified":"2011-10-24T14:57:35","modified_gmt":"2011-10-24T13:57:35","slug":"lopposizione-senza-risposte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=17595","title":{"rendered":"LA COALIZIONE MINIMA VINCENTE"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">FORSE PROPRIO LA GRAVIT\u00c0 DELLA CRISI POTR\u00c0 FAR MATURARE IL NOSTRO BIPOLARISMO, SE\u00a0I PARTITI CHE CONTANO SI ORIENTERANNO VERSO \u00a0UN&#8217;ALLEANZA ABBASTANZA GRANDE PER VINCERE E ABBASTANZA PICCOLA\u00a0PER ASSICURARE UNA CERTA COERENZA PROGRAMMATICA<\/span><\/p>\n<p><em>Fondo\u00a0<strong>di Angelo Panebianco <\/strong>pubblicato sul <\/em>Corriere della Sera <em>del 23 ottobre 2011<\/em><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Angela Merkel, nel suo colloquio con Giorgio Napolitano, ha chiesto, fra l&#8217;altro, chiarimenti sulle prospettive dell&#8217;Italia in caso di caduta del governo Berlusconi. Se andasse al governo, quali provvedimenti prenderebbe l&#8217;attuale opposizione? La domanda \u00e8 sicuramente pertinente tenuto conto del grave stato di salute della maggioranza. Ma \u00e8 destinata a rimanere priva di risposta.<br \/>\n\u00a0\u00a0 Per capire come mai occorre fare un passo indietro, occorre ricostruire le ragioni di quella che \u00e8 forse la pi\u00f9 deleteria delle tradizioni italiane: il politicismo , la tendenza a costruire alleanze e aggregazioni prescindendo da accordi chiari sulle policies , sulle politiche di governo.<br \/>\nIl politicismo \u00e8 una malattia tanto delle forze di governo che di quelle di opposizione. L&#8217;attuale maggioranza in difficolt\u00e0 ha ripetutamente ricercato l&#8217;alleanza dell&#8217;Udc di Casini senza per\u00f2 mai chiarire che cosa tale nuova alleanza di governo avrebbe dovuto fare: per esempio, come potessero conciliarsi il federalismo di Bossi e l&#8217;antifederalismo di Casini.<br \/>\n\u00a0\u00a0 Il maggior partito d&#8217;opposizione, il Partito democratico, per parte sua, fa esattamente la stessa cosa. Bersani decide una alleanza con Vendola e Di Pietro i cui contenuti (quali politiche farebbe una tale variopinta compagnia?) possiamo certamente immaginare, conoscendo i protagonisti, ma che non vengono comunque esplicitati. E Massimo D&#8217;Alema, nella sua intervista al Corriere (Dario Di Vico, 16 ottobre), non ha forse invitato Casini a una alleanza di cui farebbe parte anche Vendola dimenticandosi per\u00f2 di spiegare su che cosa Vendola e Casini, una volta messi insieme in un governo, potrebbero convergere o concordare?<br \/>\n\u00a0\u00a0 \u00c8 falso ci\u00f2 che dicono i nemici del bipolarismo, ossia che queste forme di deteriore politicismo siano il frutto di un sistema bipolare mal funzionante. Il politicismo, infatti, \u00e8 una tradizione che risale alla Prima Repubblica. All&#8217;epoca, in virt\u00f9 della Guerra fredda, c&#8217;era un sistema politico bloccato. Il Pci, condannato all&#8217;opposizione perenne, si era specializzato nell&#8217;abbaiare alla luna e nel promettere agli elettori il paradiso in terra: tanto, non ci sarebbe mai stata alcuna verifica sulla sua capacit\u00e0 di mantenere le promesse. A loro volta, i partiti anticomunisti erano condannati a governare insieme. Non c&#8217;era bisogno di reali convergenze programmatiche, era sufficiente il possesso della tessera di appartenenza al \u00abclub occidentale\u00bb. Era allora del tutto normale mettere insieme al governo il Diavolo e l&#8217;Acqua Santa, per esempio (e scusate l&#8217;ironia) Bettino Craxi e la sinistra democristiana.<br \/>\n\u00a0\u00a0 Lungi dal peggiorare le cose, semmai, il bipolarismo le ha migliorate: quanto meno, ha reso molto pi\u00f9 difficile sostenere nel tempo il bluff politicista. Certo, oggi come nella Prima Repubblica, con il politicismo si possono vincere le elezioni. Ma c&#8217;\u00e8 una fondamentale differenza rispetto ad allora: il bipolarismo \u00e8 spietato con chi, una volta al governo, non mantiene le promesse. Alle elezioni successive gli elettori lo cacceranno a pedate.<br \/>\n\u00a0\u00a0 \u00c8 questa, secondo me, la vera ragione per la quale tanti politici odiano il bipolarismo e guardano con nostalgia ai bei tempi in cui non c&#8217;era bisogno di render conto delle promesse fatte. \u00c8 la combinazione fra bipolarismo e politicismo che spiega perch\u00e9, dalle prime elezioni \u00abbipolari\u00bb del 1994 fino ad oggi, chi vince le elezioni perde regolarmente le elezioni successive. Non c&#8217;\u00e8 dunque speranza? Si continuer\u00e0 anche in futuro con il vecchio andazzo: costruire alleanze fra i contrari, mettere insieme, per vincere, coalizioni ultra-eterogenee, sperando, una volta al governo, di sopravvivere il pi\u00f9 possibile navigando a vista? Non \u00e8 sicuro. Perch\u00e9 oggi le circostanze esterne sono diverse. A causa della crisi internazionale c&#8217;\u00e8 ora sull&#8217;Italia, e promette di durare a lungo, una pressione internazionale fortissima. Le coalizioni eterogenee, condannate all&#8217;immobilismo a causa dei veti e contro-veti interni, diventano sempre pi\u00f9 ingestibili. Ne sa qualcosa il governo Berlusconi che continua a rinviare il decreto sullo sviluppo a causa delle sue divisioni interne, e che proprio per questo rischia sempre pi\u00f9, ogni giorno che passa, il suicidio. La pressione esterna cambia le condizioni del gioco: il politicismo, anzich\u00e9 un atout , una opportunit\u00e0, pu\u00f2 diventare un rischio. \u00c8 davvero molto interessante, da questo punto di vista, quanto sta accadendo dentro il Partito democratico: esso si sta dilaniando fra posizioni, queste s\u00ec finalmente programmatiche, fra loro incompatibili: accettare o respingere le condizioni poste dalla Bce all&#8217;Italia in materia di privatizzazioni, liberalizzazione del mercato del lavoro, eccetera. Non sono quisquiglie. Coloro che, contro il responsabile economico del partito Stefano Fassina (e quindi anche contro il segretario Bersani), sostengono che il Pd dovrebbe sottoscrivere le tesi della Bce sanno benissimo che, ove accettata come linea ufficiale, la loro posizione renderebbe impossibile l&#8217;alleanza con la sinistra estrema di Vendola. Forse, alla fine, tutto si risolver\u00e0 col solito politicismo, con un segretario che si colloca \u00abal centro\u00bb pronto a dare un colpo al cerchio e uno alla botte (dando ragione a quelli che sostengono le tesi della Bce \u00abma anche\u00bb a quelli che le contrastano, agli amici della Cgil \u00abma anche\u00bb ai suoi nemici, eccetera). Ma si tratterebbe di un equilibrismo sempre pi\u00f9 difficile da praticare: come spiegarlo alla Merkel e soprattutto ai mercati? Forse, proprio la gravit\u00e0 della crisi e la pressione internazionale potrebbero contribuire a rendere un po&#8217; pi\u00f9 maturo il nostro bipolarismo. Maturit\u00e0 che arriverebbe se, anzich\u00e9 dare vita a grandi coalizioni politicamente eterogenee, i partiti che contano si orientassero verso \u00abcoalizioni minime vincenti\u00bb: sufficientemente grandi per vincere le elezioni e sufficientemente piccole per assicurare una certa coerenza programmatica. Ridotta all&#8217;osso questa mi sembra la vera posta in gioco nello scontro (anche generazionale) interno al Partito democratico. Si tratta della scelta fra una grande coalizione elettorale purchessia e una coalizione minima vincente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>FORSE PROPRIO LA GRAVIT\u00c0 DELLA CRISI POTR\u00c0 FAR MATURARE IL NOSTRO BIPOLARISMO, SE\u00a0I PARTITI CHE CONTANO SI ORIENTERANNO VERSO \u00a0UN&#8217;ALLEANZA ABBASTANZA GRANDE PER VINCERE E ABBASTANZA PICCOLA\u00a0PER ASSICURARE UNA CERTA COERENZA PROGRAMMATICA Fondo\u00a0di Angelo Panebianco pubblicato sul Corriere della Sera del 23 ottobre 2011<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[],"class_list":["post-17595","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-24-politica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17595","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=17595"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17595\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=17595"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=17595"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=17595"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}