
{"id":17706,"date":"2011-10-27T20:22:50","date_gmt":"2011-10-27T19:22:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=17706"},"modified":"2011-11-01T13:13:00","modified_gmt":"2011-11-01T12:13:00","slug":"why-a-revolutionary-rule-risks-to-be-completely-ineffective","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=17706","title":{"rendered":"WHY A REVOLUTIONARY RULE RISKS TO BE COMPLETELY INEFFECTIVE"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">IL MOTIVO PER CUI I SINDACATI SONO RILUTTANTI A CONTRATTARE UNA RIFORMA DEI LICENZIAMENTI LIMITATA AI RAPPORTI DI LAVORO FUTURI NELL\u2019INTERESSE DI <em>OUTSIDERS<\/em> E <em>NEW ENTRANTS<\/em>, OGGI ESCLUSI DALLA PROTEZIONE,<em>\u00a0<\/em>VA CERCATO NELLA PREOCCUPAZIONE DEGLI <em>INSIDERS<\/em> CHE QUESTA VENGA IN FUTURO ESTESA ANCHE A LORO<\/span><\/p>\n<p><em>Intervento svolto da Pietro Ichino il 28 ottobre 2011 nel corso del convegno di inaugurazione della quinta edizione della <\/em>IBM Rotating Chair<em>, presso la Facolt\u00e0 di Scienze Politiche dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Milano &#8211; <strong>Segue la traduzione in italiano <\/strong>curata da Luigi Covatta, cui va per questo il mio ringraziamento.<\/em><\/p>\n<p><!--more-->An Asian curse says \u201cMay you live in interesting times\u201d. Well, that is the case in Italy these days. And it especially applies to the Italian industrial relations system.<\/p>\n<p>As you probably know, at the beginning of August of this year the European Central Bank sent the Italian Government a letter asking for some incisive measures aimed at reactivating our economic growth. Among these, the decentralization of our collective bargaining system, the flexibilisation of our discipline of dismissals, at least in reference to the new work relationships, and, as an immediate compensation, the introduction of guaranties of economic and professional security and of effective intensive assistance in the labor market for workers who lose their jobs.<\/p>\n<p>In mid-August, in response to this ECB solicitation, a new law was enacted by the Italian Government, which has enormously increased the power of plant level collective bargaining. More precisely, the new rule \u2013 sect. 8 of the decree n. 138\/2011 \u2013 foresees that any plant level agreement signed by one or more key trade unions (provided that they represent the majority of the employees) can derogate not only to any national collective agreement, but also to the whole national labor legislation, including the discipline of dismissals except only the constitutional rules, those contained in international conventions or treaties and the European directives.<\/p>\n<p>In fact, the revolutionary change that this rule seems to anticipate and facilitate is not likely to take place. Work terms and conditions are not likely to be made more flexible in the near future in Italy by way of collective agreements. This prediction is based on the Italian key trade unions\u2019 knee-jerk reaction to the enactment of the new rule: they have immediately declared in unison that they would never sign a collective agreement derogating to the labor law in force; neither an agreement applying to old workers, nor an agreement applying only to new entrants. If things go this way, it is easy to foresee that the sect. 8 of the decree n. 138\/2011 will be completely ineffective.<\/p>\n<p>The lesson that can be learned from this is that you can\u2019t entrust change in labor law to the organizations representing insider workers:\u00a0 their commitment is to maintain the status quo, because in most cases it serves the interest of their constituency much more than reform. The obvious question is:\u00a0 why should they reject the reform of the discipline of dismissals suggested by BCE even if limited to new hires from this point forward, given that in this case the new rule will not apply to former employees? This behavior can be explained if we consider that former employees fear that if the new rule yields good results, there is the risk of an extension of its application.\u00a0In that case, there is a risk that all employees (long-standing and new) will be grandfathered in under the new rule. It is a reasonable fear, even if somewhat egotistical, and it is certainly inconsistent with the new generations\u2019 interests.<\/p>\n<p>A thorough reform of labor law requires a coherent plan and a legislator who is willing to take full responsibility for it. This is not the case today in Italian Government.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">***<\/p>\n<p>Una maledizione asiatica dice: \u201cPossa tu vivere tempi interessanti\u201d. Bene, oggi questo \u00e8 il caso in Italia: specialmente a proposito del sistema italiano di relazioni industriali. Come probabilmente sapete, ai primi d\u2019agosto la Banca centrale europea ha mandato al Governo italiano una lettera che sollecitava alcune misure incisive finalizzate a riattivare la nostra crescita economica. Fra queste, il decentramento del nostro sistema della contrattazione collettiva, la flessibilizzazione della nostra disciplina dei licenziamenti, e infine, con riferimento ad un nuovo sistema di relazioni industriali, ed a titolo di immediata compensazione, l\u2019introduzione di tutele economiche e professionali e di un\u2019assistenza effettiva e intensiva nel mercato del lavoro a favore dei lavoratori che hanno perso il posto di lavoro.<\/p>\n<p>A met\u00e0 agosto, in risposta a questa sollecitazione della Bce, da parte del Governo italiano veniva approvata una nuova legge che ha drasticamente incentivato il ruolo della contrattazione aziendale. Pi\u00f9 precisamente la nuova norma (l\u2019articolo 8 del decreto legge n. 138\/11) prevede che ogni contratto aziendale firmato da una o pi\u00f9 organizzazioni sindacali\u00a0\u00a0 verificato che esse rappresentino la maggioranza dei lavoratori\u00a0\u00a0 pu\u00f2 derogare non solo da ogni contratto collettivo nazionale, ma anche dall\u2019intera legislazione nazionale del lavoro, inclusa la disciplina dei licenziamenti ed escluse solo le norme costituzionali e quelle contenute nelle convenzioni internazionali e nelle direttive europee.<\/p>\n<p>Nei fatti non \u00e8 cos\u00ec semplice dare luogo al cambiamento rivoluzionario che queste norme sembrano anticipare e facilitare. In Italia nel prossimo futuro non sar\u00e0 facile rendere pi\u00f9 flessibili termini e condizioni del lavoro attraverso i contratti collettivi. La predizione si basa sulla reazione pavloviana all\u2019introduzione di questa norma da parte dei sindacati italiani: essi hanno immediatamente dichiarato all\u2019unisono che non avrebbero mai firmato contratti collettivi in deroga alla legislazione del lavoro vigente: n\u00e9 contratti applicati ai lavoratori gi\u00e0 occupati, n\u00e9 contratti applicati solo per i nuovi assunti. Se le cose andranno cos\u00ec, \u00e8 facile prevedere che l\u2019articolo 8 rester\u00e0 completamente inefficace.<\/p>\n<p>La lezione che si pu\u00f2 trarre da questa vicenda \u00e8 che non si pu\u00f2 affidare il cambiamento della legislazione del lavoro alle organizzazioni che rappresentano i soli <em>insiders<\/em>: Il loro mandato, pi\u00f9 o meno esplicito che esso sia, \u00e8 mantenere lo status quo, perch\u00e9 nella gran parte dei casi esso \u00e8 funzionale agli interessi della loro <em>constituency<\/em> molto pi\u00f9 di quanto lo sia la riforma.<\/p>\n<p>L\u2019obiezione ovvia, tuttavia, \u00e8 questa: perch\u00e9 i rappresentanti degli <em>insiders <\/em>si oppongono alla riforma della disciplina dei licenziamenti suggerita dalla Bce anche se limitata ai nuovi assunti e non applicata ai lavoratori gi\u00e0 occupati (secondo il modello proposto alcuni anni fa dall\u2019economista Gilles Saint Paul)? Questo comportamento pu\u00f2 essere spiegato se si considera che i lavoratori occupati temono che se le nuove norme daranno buoni risultati c\u2019\u00e8 il rischio di un\u2019estensione della loro applicazione: c\u2019\u00e8 il rischio, cio\u00e8, che la nuova norma finisca coll\u2019essere estesa anche ai rapporti di lavoro costituiti prima della sua entrata in vigore. \u00c8 un timore ragionevole, bench\u00e8 un po\u2019 egoistico e certamente incompatibile con gli interessi delle nuove generazioni.<\/p>\n<p>Il problema potrebbe forse risolversi con una qualche forma di impegno solenne, da parte delle forze politiche e sociali che sostengono la riforma, ad astenersi dall\u2019estensione della nuova riforma ai vecchi rapporti di lavoro. Ma si sa che gli impegni di questo genere, per quanto solenni, non sono mai veramente \u201cblindati\u201d. La verit\u00e0 \u00e8 che una vera e profonda riforma della legislazione del lavoro non si pu\u00f2 delegare alla contrattazione collettiva: essa esige un piano coerente e un legislatore che se ne assuma la piena responsabilit\u00e0. Finora non \u00e8 stato questo il caso del Governo italiano.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>IL MOTIVO PER CUI I SINDACATI SONO RILUTTANTI A CONTRATTARE UNA RIFORMA DEI LICENZIAMENTI LIMITATA AI RAPPORTI DI LAVORO FUTURI NELL\u2019INTERESSE DI OUTSIDERS E NEW ENTRANTS, OGGI ESCLUSI DALLA PROTEZIONE,\u00a0VA CERCATO NELLA PREOCCUPAZIONE DEGLI INSIDERS CHE QUESTA VENGA IN FUTURO ESTESA ANCHE A LORO Intervento svolto da Pietro Ichino il 28 ottobre 2011 nel corso [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[25,11],"tags":[],"class_list":["post-17706","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interventi","category-23-sindacato"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17706","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=17706"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17706\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=17706"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=17706"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=17706"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}