
{"id":17918,"date":"2011-11-06T16:40:15","date_gmt":"2011-11-06T15:40:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=17918"},"modified":"2011-11-06T21:57:59","modified_gmt":"2011-11-06T20:57:59","slug":"e-ichino-rispose-allispettore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=17918","title":{"rendered":"E ICHINO RISPOSE ALL&#8217;ISPETTORE&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">L&#8217;ACCUSA DI &#8220;INTELLIGENZA COL NEMICO&#8221; CHE VIENE DA TANTI MILITANTI DEL PD, NEI CONFRONTI DI CHI NON SI ALLINEA ALLE POSIZIONI UFFICIALI,\u00a0PONE UN PROBLEMA CHE INVESTE LO STESSO DNA DEL PARTITO<\/span><\/p>\n<p><em>Recensione <strong>di Dario Di Vico<\/strong> al libro <\/em><a title=\"Inchiesta sul lavoro - Mondadori, 2011\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=17673\" target=\"_blank\">Inchiesta sul lavoro<\/a><em> (Mondadori, 2011), pubblicata sul <\/em>Corriere della Sera <em>del 6 novembre 2011<\/em><\/p>\n<p><!--more-->\u00a0 Il pretesto letterario \u00e8 intrigante: il Partito preoccupato che il senatore Pietro Ichino, giuslavorista competente quanto scomodo, stia peccando di intelligenza con il nemico manda un ispettore a interrogarlo per capire \u201cche cosa c\u2019\u00e8 di vero\u201d nell\u2019accusa che gli viene rivolta. Nasce cos\u00ec \u201cInchiesta sul lavoro\u201d, il nuovo libro di Ichino che Mondadori mander\u00e0 in libreria l\u20198 novembre con il sottotitolo \u201cperch\u00e9 non dobbiamo avere paura di una grande riforma\u201d. Il giuslavorista-imputato replica punto su punto alle domande dell\u2019ispettore, difendendo non solo il proprio lavoro e le proprie idee ma anche \u201cil diritto politico di restare dentro il Pd\u201d. E davanti alla perfida obiezione dell\u2019ispettore (\u201cIl tuo vero posto \u00e8 nel Terzo Polo\u201d) il riformista Ichino risponde che la sinistra \u00e8 la sua casa e non si rassegner\u00e0 mai a vederla \u201cimpegnata a frenare il cambiamento\u201d.<br \/>\n\u00a0\u00a0 Il piatto forte dell\u2019auto-difesa del giuslavorista \u00e8 il disvelamento della grande ipocrisia che ha nutrito la cultura politica della gauche italiana in tema di lavoro: l\u2019accettazione dell\u2019apartheid. Da un lato un posto di lavoro ipergarantito per 9,5 milioni di occupati stabili e dall\u2019altro una forza lavoro flessibile di 11 milioni di persone che svolgono mansioni come gli altri ma che restano fuori dalla cittadella dei diritti. La prova provata dell\u2019apartheid, del resto, sta nelle conseguenze occupazionali della Grande Crisi iniziata nel 2008: il milione di posti perso appartiene quasi interamente al lato oscuro del lavoro, i non protetti. E a questo punto \u00e8 Ichino che prende ad incalzare il suo inquisitore: una sinistra che si professa universalistica pu\u00f2 chiudere gli occhi di fronte a questa realt\u00e0 e puntare a conservarla? Una linea continuista, aggiunge il senatore, poteva avere un senso negli anni \u201970 quando il tessuto produttivo del Paese e la forza sindacale di protezione erano incardinati sulla grande fabbrica fordista e non esisteva quello che di l\u00ec a qualche anno avremmo incominciato a chiamare il \u201cdecentramento produttivo\u201d. Da allora per\u00f2 \u00e8 cambiato tutto, la stessa vita media delle aziende si \u00e8 incredibilmente accorciata \u2013 e aggiungiamo noi \u2013 gli studi sui flussi elettorali hanno dimostrato come la sinistra abbia perso (quanto meno) il monopolio della constituency operaia. La proposta che Ichino suggerisce al Pd per non morire di ipocrisia \u00e8 spendersi per chiudere il dualismo e riunificare il mercato del lavoro, per condurre un\u2019operazione che la destra non riesce a fare perch\u00e9 vuole minare la forza della Cgil pi\u00f9 che varare vere soluzioni di sistema (il riferimento \u00e8 al ministro Maurizio Sacconi).<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0 Quindi invece di lanciare un\u00a0 incomprensibile ossimoro come \u201clicenziare per assumere\u201d (inevitabilmente schiavo di una logica dei due tempi), ci vuole un progetto organico di riforma che prenda petto lo spinoso tema dell\u2019articolo 18 e si configuri come una proposta di modernizzazione rivolta al Paese. Da riformista che vuole mostrarsi con i piedi per terra, Ichino suggerisce di attingere da ci\u00f2 che gi\u00e0 esiste, il meglio che abbia prodotto l\u2019Europa-culla-del-welfare: il modello danese. L\u2019ispettore del Partito dopo l\u2019allungo dell\u2019imputato riprende fiato e gli obietta che \u201cquelli sono paesi ricchi e di piccole dimensioni, non si pu\u00f2 pensare di trasferire le loro soluzioni in Italia\u201d. La Svezia \u00e8 come la Lombardia, la Danimarca come il Piemonte, replica Ichino e implicitamente suggerisce ai dubbiosi una sperimentazione regionale prima di estendere il modello a tutto il territorio nazionale. Si comincia ridefinendo la nozione di lavoro dipendente (tutti coloro che operano in regime di mono-committenza con meno di 40 mila euro annui), si adotta un codice di lavoro semplificato di soli 70 articoli e in materia di licenziamento si abolisce l\u2019articolo 18 solo per quanto riguarda \u201ci rapporti costituiti da qui in avanti\u201d. Il lavoratore licenziato ha diritto a un\u2019indennit\u00e0 di una mensilit\u00e0 per ogni anno di anzianit\u00e0. Se ha maturato almeno due anni di servizio il dipendente messo fuori dai ranghi aziendali ha diritto a un contratto di ricollocazione che prevede un trattamento complementare di disoccupazione e l\u2019attivazione di servizi di outplacement. Di fronte all\u2019auto-arringa dell\u2019imputato Ichino si pu\u00f2, a destra come a sinistra, dissentire ma occorre produrre la stessa qualit\u00e0 di argomentazione. Grazie a questo libro l\u2019asticella del confronto si alza.<br \/>\nDario Di Vico<br \/>\ntwitter@dariodivico<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;ACCUSA DI &#8220;INTELLIGENZA COL NEMICO&#8221; CHE VIENE DA TANTI MILITANTI DEL PD, NEI CONFRONTI DI CHI NON SI ALLINEA ALLE POSIZIONI UFFICIALI,\u00a0PONE UN PROBLEMA CHE INVESTE LO STESSO DNA DEL PARTITO Recensione di Dario Di Vico al libro Inchiesta sul lavoro (Mondadori, 2011), pubblicata sul Corriere della Sera del 6 novembre 2011<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[],"class_list":["post-17918","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-24-politica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17918","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=17918"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17918\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=17918"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=17918"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=17918"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}