
{"id":18122,"date":"2011-11-17T22:43:29","date_gmt":"2011-11-17T21:43:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=18122"},"modified":"2011-11-17T22:44:13","modified_gmt":"2011-11-17T21:44:13","slug":"il-discorso-programmatico-di-mario-monti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=18122","title":{"rendered":"IL DISCORSO PROGRAMMATICO DI MARIO MONTI"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">UN ESEMPIO DI BUONA POLITICA: AUTOREVOLEZZA, PACATEZZA, EQUILIBRIO, NON UNA PAROLA PI\u00d9 DEL NECESSARIO \u2013 E UN PROGRAMMA NITIDO, NEL QUALE COMPAIONO ANCHE SCELTE FORTEMENTE INNOVATIVE, IN MATERIA DI <em>SPENDING REVIEW,\u00a0<\/em>DI <em>FLEXSECURITY <\/em>E DI DETASSAZIONE SELETTIVA DEI REDDITI DI LAVORO FEMMINILE<\/span><\/p>\n<p><em>Discorso programmatico col quale Mario Monti, Presidente del Consiglio incaricato, ha chiesto la fiducia al Senato il 17 novembre 2011 \u2013 I passaggi rilevanti per le politiche sociali e del lavoro sono evidenziati in grassetto<\/em><\/p>\n<p><!--more-->\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Signor Presidente, onorevoli senatrici, onorevoli senatori, \u00e8 con grande emozione che mi rivolgo a voi come primo atto del percorso rivolto ad ottenere la fiducia del Parlamento al Governo ieri costituito.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 L&#8217;emozione \u00e8 accresciuta dal fatto che prendo oggi la parola per la prima volta in questa Aula nella quale mi avete riservato qualche giorno fa un&#8217;accoglienza che mi ha commosso. Sono onorato di entrare a far parte del Senato della Repubblica. Desidero rivolgere un saluto deferente al Capo dello Stato, presidente Napolitano che con grande saggezza, perizia e senso dello Stato ha saputo risolvere una situazione difficile in tempi ristrettissimi nell&#8217;interesse del Paese e di tutti i cittadini.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0 Vorrei anche rinnovargli la mia gratitudine per la fiducia accordata alla mia persona, per il sostegno e la partecipazione che mi ha costantemente assicurato nei miei sforzi per comporre un Governo che potesse soddisfare le richieste delle forze politiche e, al contempo, dare risposte efficaci alle gravi sfide che il nostro Paese ha di fronte a s\u00e9.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0 Rivolgo il mio saluto ai Presidenti emeriti della Repubblica, ai senatori a vita e a tutti i senatori. Mi auguro di poter stabilire con ciascuno di voi anche un rapporto personale come vostro collega, sia pure l&#8217;ultimo arrivato.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0 Il Parlamento \u00e8 il cuore pulsante di ogni politica di Governo, lo snodo decisivo per il rilancio e il riscatto della vita democratica. Al Parlamento vanno riconosciute e rafforzate attraverso l&#8217;azione quotidiana di ciascuno di noi dignit\u00e0, credibilit\u00e0 e autorevolezza.<br \/>\nDa parte mia, da parte nostra, vi sar\u00e0 sempre una chiara difesa del ruolo di entrambe le Camere quali protagoniste del pubblico dibattito. Un ringraziamento specifico e molto sentito desidero, infine, esprimere al vostro, al nostro, Presidente. Il presidente Schifani ha voluto accogliermi, fin dal primo istante di questa mia missione &#8211; come potete immaginare, non semplicissima &#8211; svoltasi, in gran parte, a Palazzo Giustiniani, con una generosit\u00e0 e una cordialit\u00e0 che non potr\u00f2 dimenticare.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0 Rivolgo, infine, un pensiero rispettoso e cordiale al presidente, onorevole dottor Silvio Berlusconi mio predecessore, del quale mi fa piacere riconoscere l&#8217;impegno nel facilitare in questi giorni la mia successione nell&#8217;incarico.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0 Il Governo riconosce di essere nato per affrontare in spirito costruttivo e unitario una situazione di seria emergenza. Vorrei usare questa espressione: Governo di impegno nazionale. Governo di impegno nazionale significa assumere su di s\u00e9 il compito di rinsaldare le relazioni civili e istituzionali, fondandole sul senso dello Stato. \u00c8 il senso dello Stato, \u00e8 la forza delle istituzioni, che evitano la degenerazione del senso di famiglia in familismo, dell&#8217;appartenenza alla comunit\u00e0 di origine in localismo, del senso del partito in settarismo. Ed io ho inteso fin dal primo momento il mio servizio allo Stato non certo con la supponenza di chi, considerato tecnico, venga per dimostrare un&#8217;asserita superiorit\u00e0 della tecnica rispetto alla politica. Al contrario, spero che il mio Governo ed io potremo, nel periodo che ci \u00e8 messo a disposizione, contribuire in modo rispettoso e con umilt\u00e0 a riconciliare maggiormente &#8211; permettetemi di usare questa espressione &#8211; i cittadini e le istituzioni, i cittadini alla politica.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0 Io vorrei, noi vorremmo, aiutarvi tutti a superare una fase di dibattito, che fa parte naturalmente della vita democratica, molto, molto, accesa, e consentirci di prendere insieme, senza alcuna confusione delle responsabilit\u00e0, provvedimenti all&#8217;altezza della situazione difficile che il Paese attraversa, ma con la fiducia che la politica che voi rappresentate sia sempre pi\u00f9 riconosciuta, e di nuovo riconosciuta, come il motore del progresso del Paese.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0 Le difficolt\u00e0 del momento attuale. L&#8217;Europa sta vivendo i giorni pi\u00f9 difficili dagli anni del secondo dopoguerra. Il progetto che dobbiamo alla lungimiranza di grandi uomini politici, quali furono Konrad Adenauer, Jean Monnet, Robert Schuman e &#8211; sottolineo in modo particolare &#8211; Alcide De Gasperi (APPLAUSI) e che per sessant&#8217;anni abbiamo perseguito, passo dopo passo, dal Trattato di Roma &#8211; non a caso di Roma &#8211; all&#8217;atto unico, ai Trattati di Maastricht e di Lisbona, \u00e8 sottoposto alla prova pi\u00f9 grave dalla sua fondazione.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0 Un fallimento non sarebbe solo deleterio per noi europei. Farebbe venire meno la prospettiva di un mondo pi\u00f9 equilibrato in cui l&#8217;Europa possa meglio trasmettere i suoi valori ed esercitare il ruolo che ad essa compete, in un mondo sempre pi\u00f9 bisognoso di una <em>governance<\/em> multilaterale efficace.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0 Non illudiamoci, onorevoli senatori, che il progetto europeo possa sopravvivere se dovesse fallire l&#8217;Unione Monetaria. La fine dell&#8217;euro disgregherebbe il mercato unico, le sue regole, le sue istituzioni. Ci riporterebbe l\u00e0 dove l&#8217;Europa era negli anni cinquanta.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0 La gestione della crisi ha risentito di un difetto di <em>governance<\/em> e, in prospettiva, dovr\u00e0 essere superata con azioni a livello europeo. Ma solo se riusciremo ad evitare che qualcuno, con maggiore o minore fondamento, ci consideri l&#8217;anello debole dell&#8217;Europa, potremo ricominciare a contribuire a pieno titolo all&#8217;elaborazione di queste riforme europee. Altrimenti ci ritroveremo soci di un progetto che non avremo contribuito ad elaborare, ideato da Paesi che, pur avendo a cuore il futuro dell&#8217;Europa, hanno a cuore anche i lori interessi nazionali, tra i quali non c&#8217;\u00e8 necessariamente una Italia forte.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0 Il futuro dell&#8217;euro dipende anche da ci\u00f2 che far\u00e0 l&#8217;Italia nelle prossime settimane, anche e non solo, ma anche. Gli investitori internazionali detengono quasi met\u00e0 del nostro debito pubblico. Dobbiamo convincerli che abbiamo imboccato la strada di una riduzione graduale ma durevole del rapporto tra debito pubblico e prodotto interno lordo. Quel rapporto \u00e8 oggi al medesimo livello al quale era vent&#8217;anni fa ed \u00e8 il terzo pi\u00f9 elevato tra i Paesi dell&#8217;OCSE. Per raggiungere questo obiettivo intendiamo far leva su tre pilastri: rigore di bilancio, crescita ed equit\u00e0.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0 Nel ventennio trascorso l&#8217;Italia ha fatto molto per riportare in equilibrio i conti pubblici, sebbene alzando l&#8217;imposizione fiscale su lavoratori dipendenti e imprese, pi\u00f9 che riducendo in modo permanente la spesa pubblica corrente. Tuttavia, quegli sforzi sono stati frustrati dalla mancanza di crescita. L&#8217;assenza di crescita ha annullato i sacrifici fatti. Dobbiamo porci obiettivi ambiziosi sul pareggio di bilancio, sulla discesa del rapporto tra debito e PIL. Ma non saremo credibili, neppure nel perseguimento e nel mantenimento di questi obiettivi, se non ricominceremo a crescere.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0 Ci\u00f2 che occorre fare per ricominciare a crescere \u00e8 noto da tempo. Gli studi dei migliori centri di ricerca italiani avevano individuato le misure necessarie molto prima che esse venissero recepite nei documenti che in questi mesi abbiamo ricevuto dalle istituzioni europee. Non c&#8217;\u00e8 nessuna originalit\u00e0 europea nell&#8217;aver individuato ci\u00f2 che l&#8217;Italia deve fare per crescere di pi\u00f9. \u00c8 un problema del sistema italiano riuscire a decidere e poi ad attuare quanto noi italiani sapevamo bene fosse necessario per la nostra crescita.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0 Non vediamo i vincoli europei come imposizioni. Anzitutto permettetemi di dire, e me lo sentirete affermare spesso, che non c&#8217;\u00e8 un loro e un noi. L&#8217;Europa siamo noi.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0 Quelli che poi ci vengono in un turbinio di messaggi, di lettere e di deliberazioni dalle istituzioni europee sono per lo pi\u00f9 <strong>provvedimenti rivolti a rendere meno ingessata l&#8217;economia, a facilitare la nascita di nuove imprese e poi indurne la crescita, migliorare l&#8217;efficienza dei servizi offerti dalle amministrazioni pubbliche, favorire l&#8217;ingresso nel mondo del lavoro dei giovani e delle donne, le due grandi risorse sprecate del nostro Paese<\/strong>.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0 L&#8217;obiezione che spesso si oppone a queste misure \u00e8 che esse servono, certo, ma nel breve periodo fanno poco per la crescita. \u00c8 un&#8217;obiezione dietro la quale spesso si maschera &#8211; riconosciamolo &#8211; chi queste misure non vuole, non tanto perch\u00e9 non hanno effetti sulla crescita nel breve periodo (che \u00e8 vero che non hanno), ma perch\u00e9 si teme che queste misure ledano gli interessi di qualcuno. Ma, evidentemente, pi\u00f9 tardi si comincia, pi\u00f9 tardi arriveranno i benef\u00ecci delle riforme. Ma, soprattutto, le scelte degli investitori che acquistano i nostri titoli pubblici sono guidate s\u00ec da convenienze finanziarie immediate, ma &#8211; mettiamocelo in testa &#8211; sono guidate anche dalle loro aspettative su come sar\u00e0 l&#8217;Italia fra dieci o vent&#8217;anni, quando scadranno i titoli che acquistano oggi.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0 Quindi, non c&#8217;\u00e8 iato la tra le cose che dobbiamo o fare oggi o avviare oggi, anche se avranno effetti lontani, perch\u00e9 anche gli investitori, che ci premiano o ci puniscono, agiscono oggi, ma guardano anche agli effetti lontani.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0 Riforme che hanno effetti anche graduali sulla crescita, influendo sulle aspettative degli investitori, possono riflettersi in una riduzione immediata dei tassi di interesse, con conseguenze positive sulla crescita stessa. I sacrifici necessari per ridurre il debito e per far ripartire la crescita dovranno essere equi. Maggiore sar\u00e0 l&#8217;equit\u00e0, pi\u00f9 accettabili saranno quei provvedimenti e pi\u00f9 ampia &#8211; mi auguro &#8211; sar\u00e0 la maggioranza che in Parlamento riterr\u00e0 di poterli sostenere. Equit\u00e0 significa chiedersi quale sia l&#8217;effetto delle riforme non solo sulle componenti relativamente forti della societ\u00e0, quelle che hanno la forza di associarsi, ma anche sui giovani e sulle donne. Dobbiamo renderci conto che, se falliremo e se non troveremo la necessaria unit\u00e0 di intenti, la spontanea evoluzione della crisi finanziaria ci sottoporr\u00e0 tutti, ma soprattutto le fasce pi\u00f9 deboli della popolazione, a condizioni ben pi\u00f9 dure.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0 La crisi che stiamo vivendo \u00e8 internazionale; questo \u00e8 ovvio, ma conviene ripeterlo ogni volta, anche ad evitare demonizzazioni. \u00c8 internazionale, lo sto dicendo a tutti. Ma l&#8217;Italia ne ha risentito in maniera particolare. Secondo la Commissione europea, al termine del prossimo anno il prodotto interno lordo dell&#8217;Italia sarebbe ancora quattro punti e mezzo al di sotto del livello raggiunto prima della crisi. Per la stessa data, l&#8217;area dell&#8217;euro nel suo complesso avrebbe invece recuperato la perdita di prodotto dovuta alla crisi. Francia e Germania raggiungerebbero il traguardo di riportarsi al livello precrisi nell&#8217;anno in corso. La relativa debolezza della nostra economia precede l&#8217;avvio della crisi.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0 Tra il 2001 e il 2007 il prodotto italiano \u00e8 cresciuto di 6,7 punti percentuali, contro i 12 della media dell&#8217;area dell&#8217;euro, i 10,8 della Francia e gli 8,3 della Germania. I risultati sono deludenti al Nord come al Sud. E non vi propongo un paragone con la Cina o con altri Paesi emergenti, ma con i nostri colleghi ed amici stretti della zona euro. La crisi ha colpito pi\u00f9 duramente i giovani. Ad esempio, nei 15 Paesi che componevano l&#8217;Unione europea fino al 2004, tra il 2007 e il 2010 il tasso di disoccupazione nella classe di et\u00e0 15-24 anni \u00e8 aumentato di cinque punti percentuali, in Italia di 7,6 punti percentuali.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0 Il nostro Paese rimane caratterizzato da profonde disparit\u00e0 territoriali. Il lungo periodo di bassa crescita e la crisi le hanno accentuate. Esiste una questione meridionale: infrastrutture, disoccupazione, innovazione, rispetto della legalit\u00e0.<br \/>\nI problemi nel Mezzogiorno vanno affrontati non nella logica del chiedere di pi\u00f9, ma di una razionale modulazione delle risorse.<br \/>\nEsiste anche una questione settentrionale: costo della vita, delocalizzazione, nuove povert\u00e0, bassa natalit\u00e0.\ufffd<br \/>\nIl riequilibrio di bilancio, le riforme strutturali e la coesione territoriale richiedono piena e leale collaborazione tra i diversi livelli istituzionali.<br \/>\nOccorre riconoscere il valore costituzionale delle autonomie speciali, nel duplice binario della responsabilit\u00e0 e della reciprocit\u00e0.<br \/>\nIn quest&#8217;ottica, per rispondere alla richiesta formulata dalle istituzioni territoriali che, devo dire, ho ascoltato con molta attenzione&#8230;<br \/>\nSe dovete fare una scelta &#8211; mi permetto di rivolgermi a tutti &#8211; ascoltate, non applaudite!<br \/>\nNon ripeter\u00f2 l&#8217;importanza del valore costituzionale delle autonomie speciali, perch\u00e9 altrimenti arrivano di nuovo applausi; l&#8217;ho gi\u00e0 detto e lo avete ascoltato.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0 In quest&#8217;ottica &#8211; come stavo dicendo &#8211; per rispondere alla richiesta formulata dalle istituzioni territoriali nel corso delle consultazioni, ho deciso di assumere direttamente in questa prima fase le competenze relative agli affari regionali. Spero in questo modo di manifestare una consapevolezza condivisa circa il fatto che il lavoro comune con le autonomie territoriali debba proseguire e rafforzarsi, nonostante le difficolt\u00e0 dell&#8217;agenda economica. In tale prospettiva si dovr\u00e0 operare senza indugio per un uso efficace dei fondi strutturali dell&#8217;Unione europea.<br \/>\nSono consapevole che sarebbe un&#8217;ambizione eccessiva da parte mia e da parte nostra pretendere di risolvere in un arco di tempo limitato, qual \u00e8 quello che ci separa dalla fine di questa legislatura, problemi che hanno origini profonde e che sono radicati in consuetudini e comportamenti consolidati. Ci\u00f2 che si prefiggiamo di fare \u00e8 impostare il lavoro, mettere a punto gli strumenti che permettano ai Governi che ci succederanno di proseguire un processo di cambiamento duraturo.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0 Per questo il programma che vi sottopongo oggi si compone di due parti, che hanno obiettivi ed orizzonti temporali diversi. Da un lato, vi \u00e8 una serie di provvedimenti per affrontare l&#8217;emergenza, assicurare la sostenibilit\u00e0 della finanza pubblica, restituire fiducia nelle capacit\u00e0 del nostro Paese di reagire e sostenere una crescita duratura ed equilibrata. Dall&#8217;altro lato, si tratta di delineare con iniziative concrete un progetto per modernizzare le strutture economiche e sociali, in modo da ampliare le opportunit\u00e0 per le imprese, i giovani, le donne e tutti i cittadini, in un quadro di ritrovata coesione sociale e territoriale.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0 In considerazione dell&#8217;urgenza con la quale abbiamo dovuto operare per la formazione di questo Governo &#8211; ed in questo senso voglio ringraziare le diverse forze politiche che, nei miei confronti, figura estranea al vostro mondo, si sono gentilmente e con sollecitudine apprestate all&#8217;ascolto e all&#8217;offerta di contributi dei quali ho cercato di tenere conto &#8211; quello che intendo fare oggi \u00e8 semplicemente presentarvi gli aspetti essenziali dell&#8217;azione che intendiamo svolgere. Se otterremo la fiducia del Parlamento, ciascun Ministro esporr\u00e0 alle Commissioni parlamentari competenti le politiche attraverso le quali, nei singoli settori, queste azioni verranno avviate.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0 \u00c8 in discussione in Parlamento una proposta di legge costituzionale per introdurre un vincolo di bilancio in pareggio per le amministrazioni pubbliche, in coerenza con gli impegni presi nell&#8217;ambito dell&#8217;Eurogruppo.<br \/>\nL&#8217;adozione di una regola di questo tipo pu\u00f2 contribuire a mantenere nel tempo il pareggio di bilancio programmato per il 2013, evitando che i risultati conseguiti con intense azioni di risanamento vengano erosi negli anni successivi, come \u00e8 accaduto in passato. Affinch\u00e9 il vincolo sia efficace, dovranno essere chiarite le responsabilit\u00e0 dei singoli livelli di Governo.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0 A questo proposito ed anche in considerazione della complessit\u00e0 della regola, ad esempio l&#8217;aggiustamento per il ciclo, sar\u00e0 opportuno studiare l&#8217;esperienza di alcuni Paesi europei che hanno affidato ad autorit\u00e0 indipendenti la valutazione del rispetto sostanziale della regola, dato che in questa materia la credibilit\u00e0 nei confronti di noi stessi e del mondo \u00e8 un requisito essenziale. Sar\u00e0 anche necessario attuare rapidamente l&#8217;armonizzazione dei bilanci delle amministrazioni pubbliche. Opportunamente la proposta di legge in discussione in Parlamento gi\u00e0 prevede l&#8217;assegnazione allo Stato della potest\u00e0 legislativa esclusiva in materia di armonizzazione dei bilanci pubblici. Nell&#8217;immediato daremo piena attuazione alle manovre varate nel corso dell&#8217;estate, completandole attraverso interventi in linea con la lettera di intenti inviata alle autorit\u00e0 europee.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Nel corso delle prossime settimane valuteremo la necessit\u00e0 di ulteriori correttivi. Una parte significativa della correzione dei saldi programmata durante l&#8217;estate \u00e8 attesa dall&#8217;attuazione della riforma dei sistemi fiscale ed assistenziale. Dovremmo pervenire al pi\u00f9 presto ad una definizione di tale riforma e ad una valutazione prudenziale dei suoi effetti. Dovranno inoltre essere identificati gli interventi, volti a colmare l&#8217;eventuale divario rispetto a quelli indicati nella manovra di bilancio.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0 Di fronte ai sacrifici che sono stati e che dovranno essere richiesti ai cittadini sono ineludibili interventi volti a contenere i costi di funzionamento degli organi elettivi. I soggetti che ricoprono cariche elettive, i dirigenti designati politicamente nelle societ\u00e0 di diritto privato, finanziate con risorse pubbliche, pi\u00f9 in generale quanti rappresentano le istituzioni ad ogni livello politico ed amministrativo, dovranno agire con sobriet\u00e0 ed attenzione al contenimento dei costi, dando un segnale concreto ed immediato. Si dovranno rafforzare gli interventi effettuati con le ultime manovre di finanza pubblica, con l&#8217;obiettivo di allinearci rapidamente alle <em>best practices <\/em>europee.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0 Per quanto di mia diretta competenza, avvier\u00f2 immediatamente una <em>spending review <\/em>del Fondo unico della Presidenza del Consiglio. Ritengo inoltre necessario ridurre le sovrapposizioni tra i livelli decisionali e favorire la gestione integrata dei servizi per gli Enti locali di minori dimensioni. Il riordino delle competenze delle Province pu\u00f2 essere disposto con legge ordinaria. La prevista specifica modifica della Costituzione potr\u00e0 completare il processo, consentendone la completa eliminazione, cos\u00ec come prevedono gli impegni presi con l&#8217;Europa.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0 Per garantire la natura strutturale della riduzione delle spese dei Ministeri, decisa con la legge di stabilit\u00e0, andr\u00e0 definito rapidamente il programma per la riorganizzazione della spesa, previsto dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, in particolare per quanto riguarda l&#8217;integrazione operativa delle agenzie fiscali, la razionalizzazione di tutte le strutture periferiche dell&#8217;amministrazione dello Stato, il coordinamento delle attivit\u00e0 delle forze dell&#8217;ordine, l&#8217;accorpamento degli enti della previdenza pubblica, la razionalizzazione dell&#8217;organizzazione giudiziaria.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0 Gli interventi saranno coordinati con la <em>spending review <\/em>in corso, che intendo rafforzare e rendere particolarmente incisiva con la precisa individuazione di tempi e responsabilit\u00e0. <strong>Negli scorsi anni la normativa previdenziale \u00e8 stata oggetto di ripetuti interventi, che hanno reso a regime il sistema pensionistico italiano tra i pi\u00f9 sostenibili in Europa e tra i pi\u00f9 capaci di assorbire eventuali <em>shock<\/em> negativi. Gi\u00e0 adesso l&#8217;et\u00e0 di pensionamento, nel caso di vecchiaia, tenendo conto delle cosiddette finestre, \u00e8 superiore a quella dei lavoratori tedeschi e francesi.<\/strong><br \/>\n<strong>Il nostro sistema pensionistico rimane per\u00f2 caratterizzato da ampie disparit\u00e0 di trattamento tra diverse generazioni e categorie di lavoratori, nonch\u00e9 da aree ingiustificate di privilegio.<\/strong><br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0 Il rispetto delle regole e delle istituzioni e la lotta all&#8217;illegalit\u00e0 riceveranno attenzione prioritaria da questo Governo. Per riacquistare fiducia nel futuro dobbiamo avere fiducia nelle istituzioni che caratterizzano uno Stato di diritto, quindi si proceder\u00e0 alla lotta all&#8217;evasione fiscale e all&#8217;illegalit\u00e0, non solo per aumentare il gettito (il che non guasta), ma anche per abbattere le aliquote: questo pu\u00f2 essere fatto con efficacia prestando particolare attenzione al monitoraggio della ricchezza accumulata (ho detto monitoraggio della ricchezza accumulata) e non solo ai redditi prodotti.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0 L&#8217;evasione fiscale continua a essere un fenomeno rilevante: il valore aggiunto sommerso \u00e8 quantificato nelle statistiche ufficiali in quasi un quinto del prodotto. Interventi incisivi in questo campo possono ridurre il peso dell&#8217;aggiustamento sui contribuenti che rispettano le norme. <strong>Occorre ulteriormente abbassare la soglia per l&#8217;uso del contante, favorire un maggior uso della moneta elettronica<\/strong>, accelerare la condivisione delle informazioni tra le diverse amministrazioni, potenziare e rendere operativi gli strumenti di misurazione induttiva del reddito e migliorare la qualit\u00e0 degli accertamenti.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0 Il decreto legislativo n. 23 del 14 marzo 2011 prevede per il 2014 l&#8217;entrata in vigore dell&#8217;imposta municipale che assorbir\u00e0 l&#8217;attuale ICI, escludendo tuttavia la prima casa e l&#8217;IRPEF sui redditi fondiari da immobili non locati, comprese le relative addizionali. In questa cornice intendiamo riesaminare il peso del prelievo sulla ricchezza immobiliare: tra i principali Paesi europei, l&#8217;Italia \u00e8 caratterizzata da un&#8217;imposizione sulla propriet\u00e0 immobiliare che risulta al confronto particolarmente bassa. L&#8217;esenzione dall&#8217;ICI delle abitazioni principali costituisce, sempre nel confronto internazionale, una peculiarit\u00e0 &#8211; se non vogliamo chiamarla anomalia &#8211; del nostro ordinamento tributario.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0 Il primo elenco di cespiti immobiliari da avviare a dismissione sar\u00e0 definito nei tempi previsti dalla legge di stabilit\u00e0, cio\u00e8 entro il 30 aprile 2012. La lettera d&#8217;intenti inviata alla Commissione europea prevede proventi di almeno 5 miliardi all&#8217;anno nel prossimo triennio. A tale scopo verr\u00e0 definito un calendario puntuale per i successivi passi del piano di dismissioni e di valorizzazione del patrimonio pubblico. Tuttavia, \u00e8 necessario volgere tutte le politiche pubbliche, a livello macroeconomico e microeconomico, a sostegno della crescita, sia pure nei limiti determinati dal vincolo di bilancio.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0 La pressione fiscale in Italia \u00e8 elevata nel confronto storico e in quello internazionale (nel testo scritto che avrete a disposizione si danno ulteriori elementi). Nel tempo e via via che si manifesteranno gli effetti della <em>spending review <\/em>sar\u00e0 possibile programmare una graduale riduzione della pressione fiscale; tuttavia anche prima, a parit\u00e0 di gettito, la composizione del prelievo fiscale pu\u00f2 essere modificata in modo da renderla pi\u00f9 favorevole alla crescita. Coerentemente con il disegno della delega fiscale e della clausola di salvaguardia che la accompagna, una riduzione del peso delle imposte e dei contributi che gravano sul lavoro e sull&#8217;attivit\u00e0 produttiva, finanziata da un aumento del prelievo sui consumi e sulla propriet\u00e0, sosterrebbe la crescita senza incidere sul bilancio pubblico.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0 Dal lato della spesa, un impulso all&#8217;attivit\u00e0 economica potr\u00e0 derivare da un aumento del coinvolgimento dei capitali privati nella realizzazione di infrastrutture. Gli incentivi fiscali stabiliti con legge di stabilit\u00e0 sono un primo passo, ma \u00e8 anche necessario intervenire sulla regolamentazione del <em>project financing<\/em>, in modo da ridurre il rischio associato alle procedure amministrative. Occorre inoltre operare per raggiungere gli obiettivi fissati in sede europea con l&#8217;agenda digitale. Ho quasi concluso.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0 <strong>Con il consenso delle parti sociali dovranno essere riformate le istituzioni del mercato del lavoro, per allontanarci da un mercato duale dove alcuni sono fin troppo tutelati mentre altri sono totalmente privi di tutele e assicurazioni in caso di disoccupazione.<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0\u00a0\u00a0 Le riforme in questo campo dovranno avere il duplice scopo di rendere pi\u00f9 equo il nostro sistema di tutela del lavoro e di sicurezza sociale e anche di facilitare la crescita della produttivit\u00e0, tenendo conto dell&#8217;eterogeneit\u00e0 che contraddistingue in particolare l&#8217;economia italiana. In ogni caso, il nuovo ordinamento che andr\u00e0 disegnato verr\u00e0 applicato ai nuovi rapporti di lavoro per offrire loro una disciplina veramente universale, mentre non verranno modificati i rapporti di lavori regolari e stabili in essere.<\/strong><br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0 <strong>Intendiamo perseguire lo spostamento del baricentro della contrattazione collettiva verso i luoghi di lavoro, come ci viene chiesto dalle autorit\u00e0 europee e come gi\u00e0 le parti sociali hanno iniziato a fare,<\/strong> che va accompagnato da una <strong>disciplina coerente del sostegno alle persone senza impiego volta a facilitare la mobilit\u00e0 e il reinserimento nel mercato del lavoro, superando l&#8217;attuale segmentazione<\/strong>. <strong>Pi\u00f9 mobilit\u00e0 tra impresa e settori \u00e8 condizione essenziale per assecondare la trasformazione dell&#8217;economia italiana e sospingerne la crescita<\/strong>.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0 <strong>\u00c8 necessario colmare il fossato che si \u00e8 creato tra le garanzie e i vantaggi offerti dal ricorso ai contratti a termine e ai contratti a tempo indeterminato, superando i rischi e le incertezze che scoraggiano le imprese a ricorrere a questi ultimi.<\/strong> Tenendo conto dei vincoli di bilancio occorre <strong>avviare una riforma sistematica degli ammortizzatori sociali, volta a garantire a ogni lavoratore che non sar\u00e0 privo di copertura rispetto ai rischi di perdita temporanea del posto di lavoro. Abbiamo da affrontare una crisi, abbiamo da affrontare delle trasformazioni strutturali, ma \u00e8 nostro dovere cercare di evitare le angosce che accompagnano questi processi.<\/strong><br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0 \u00c8 necessario, infine, mantenere una <strong>pressione costante nell&#8217;azione di contrasto e di prevenzione del lavoro sommerso<\/strong>. Uno dei fattori che distinguono l&#8217;Italia nel contesto europeo \u00e8 la maggiore difficolt\u00e0 di inserimento o di permanenza in condizioni di occupazione delle donne. <strong>Assicurare la piena inclusione delle donne in ogni ambito della vita lavorativa ma anche sociale e civile del Paese \u00e8 una questione indifferibile.<\/strong><br \/>\n<strong>\u00c8 necessario affrontare le questioni che riguardano la conciliazione della vita familiare con il lavoro, la promozione della natalit\u00e0 e la condivisione delle responsabilit\u00e0 legate alla maternit\u00e0 da parte di entrambi i genitori, nonch\u00e9 studiare l&#8217;opportunit\u00e0 di una tassazione preferenziale per le donne.<\/strong><br \/>\nC&#8217;\u00e8 poi un problema legato all&#8217;invecchiamento della popolazione che si traduce in oneri crescenti per le famiglie; andr\u00e0 quindi prestata <strong>attenzione ai servizi di cura agli anziani, oggi una preoccupazione sempre pi\u00f9 urgente nelle famiglie in un momento in cui affrontano difficolt\u00e0 crescenti<\/strong>.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0 Infine un&#8217;attenzione particolare andr\u00e0 assicurata alle prospettive per i giovani; dico &#8220;infine&#8221; nel senso di finalit\u00e0 di tutta la nostra azione. Questa sar\u00e0 una delle priorit\u00e0 di azione di questo Governo, nella convinzione che ci\u00f2 che restringe le opportunit\u00e0 per i giovani si traduce poi in minori opportunit\u00e0 di crescita e di mobilit\u00e0 sociale per l&#8217;intero Paese. <strong>Dobbiamo porci l&#8217;obiettivo di eliminare tutti quei vincoli che oggi impediscono ai giovani di strutturare le proprie potenzialit\u00e0 in base al merito individuale indipendentemente dalla situazione sociale di partenza. Per questo ritengo importante inserire nell&#8217;azione di Governo misure che valorizzino le capacit\u00e0 individuali e eliminino ogni forma di cooptazione.<\/strong> L&#8217;Italia ha bisogno di investire sui suoi talenti; deve essere lei orgogliosa dei suoi talenti e non trasformarsi in un&#8217;entit\u00e0 di cui i suoi talenti non sempre sono orgogliosi. Per questo la mobilit\u00e0 \u00e8 la nostra migliore alleata, mobilit\u00e0 sociale ma anche geografica, non solo all&#8217;interno del nostro Paese ma anche e soprattutto nel pi\u00f9 ampio orizzonte del mercato del lavoro europeo e globale.<br \/>\nL&#8217;ultimo punto che desidero brevemente presentarvi &#8211; ed \u00e8 una caratteristica spero distintiva del nostro Esecutivo, se consentirete al nostro, o vostro, Governo di nascere, \u00e8 quella delle politiche micro-economiche per la crescita.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0 Un ritorno credibile a pi\u00f9 alti tassi di crescita deve basarsi su misure volte a innalzare il capitale umano e fisico e la produttivit\u00e0 dei fattori. La valorizzazione del capitale umano deve essere un aspetto centrale: sar\u00e0 necessario mirare all&#8217;accrescimento dei livelli d&#8217;istruzione della forza lavoro, che sono ancora oggi nettamente inferiori alla media europea, anche tra i pi\u00f9 giovani. Vi contribuiranno interventi mirati sulle scuole e sulle aree in ritardo, identificando i fabbisogni, anche mediante i test elaborati dall&#8217;INVALSI, e la revisione del sistema di selezione, allocazione e valorizzazione degli insegnanti. Nell&#8217;universit\u00e0, varati i decreti attuativi della legge di riforma approvata lo scorso anno, \u00e8 ora necessario dare rapida e rigorosa attuazione ai meccanismi d&#8217;incentivazione basati sulla valutazione, previsti dalla riforma. Gli investimenti in infrastrutture, di cui tante volte e giustamente abbiamo parlato e si \u00e8 parlato negli corso degli anni, sono fattori rilevanti per accrescere la produttivit\u00e0 totale dell&#8217;economia.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0 A questo scopo, abbiamo per la prima volta valorizzato in modo organico nella struttura del Governo la politica, anzi, le politiche di sviluppo dell&#8217;economia reale, con l&#8217;attribuzione ad un unico Ministro delle competenze sullo sviluppo economico e sulle infrastrutture ed i trasporti. Questo vuole indicare quasi visivamente e in termini di organigramma del Governo che pari attenzione e centralit\u00e0 vanno attribuite a ci\u00f2 che mantiene il Paese stabile, la disciplina finanziaria, e a ci\u00f2 che ad esso consente di crescere e, quindi, di restare stabile a lungo termine, cio\u00e8 appunto la crescita.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0 Occorre anche rimuovere gli ostacoli strutturali alla crescita, affrontando resistenze e chiusure corporative. In tal senso, \u00e8 necessario un disegno organico, volto a ridurre gli oneri ed il rischio associato alle procedure amministrative, nonch\u00e9 a stimolare la concorrenza, con particolare riferimento al riordino della disciplina delle professioni regolamentate, anche dando attuazione a quanto previsto nella legge di stabilit\u00e0 in materia di tariffe minime.<br \/>\nIntendiamo anche rafforzare gli strumenti d&#8217;intervento dell&#8217;Autorit\u00e0 garante della concorrenza e del mercato in caso di disposizioni legislative o amministrative, statali o locali, che abbiano effetti distorsivi della concorrenza, accrescere la qualit\u00e0 dei servizi pubblici, nel quadro di un&#8217;azione volta a ridurre il deficit di concorrenza a livello locale, ridurre i tempi della giustizia civile, in modo tale da colmare il divario con gli altri Paesi, anche attraverso la riduzione delle sedi giudiziarie, e rimuovere gli ostacoli alla crescita delle dimensioni delle imprese, anche attraverso la delega fiscale.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0 Un innalzamento significativo del tasso di crescita \u00e8 condizione essenziale non solo del riequilibrio finanziario, ma anche del progresso civile e sociale. In tal senso, una strategia di rilancio della crescita non pu\u00f2 prescindere da un&#8217;azione determinata ed efficace di contrasto alla criminalit\u00e0 organizzata e a tutte le mafie, che vada a colpire gli interessi economici delle organizzazioni e le loro infiltrazioni nell&#8217;economia legale.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0 Il risanamento della finanza pubblica ed il rilancio della crescita contribuiranno a rafforzare la posizione dell&#8217;Italia in Europa e, pi\u00f9 in generale, la nostra politica estera: vocazione europeistica, solidariet\u00e0 atlantica, rapporti con i nostri <em>partners<\/em> strategici, apertura dei mercati, sicurezza nazionale ed internazionale rimarranno i cardini di tale politica. Voglio qui ricordare i nostri militari impegnati in missioni all&#8217;estero, le Forze Armate ed i rappresentanti delle forze dell&#8217;ordine, che sono in prima linea nella difesa dei nostri valori e della democrazia.<br \/>\nL&#8217;Italia ha bisogno di una politica estera coerente con i nostri impegni e di una ripresa d&#8217;iniziativa nelle aree dove vi siano significativi interessi nazionali.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Dimenticavo di dirvi, a proposito di militari impegnati in missioni all&#8217;estero, che se non vedete ancora in questi banchi il nostro collega Ministro della difesa, \u00e8 perch\u00e9 l&#8217;altra sera l&#8217;ho svegliato alle tre di notte in Afghanistan, pensando che fosse a Bruxelles dove si trova la sua sede ordinaria di lavoro. Ho notato prima una certa esitazione e poi grande entusiasmo nell&#8217;accettazione della proposta. Ecco un esempio di militare impegnato all&#8217;estero che sta facendo i salti mortali per arrivare a giurare nelle mani del Capo dello Stato nelle prossime ore. Scusate quindi la sua assenza.<br \/>\nLa gravit\u00e0 della situazione attuale richiede una risposta pronta e decisa nella creazione di condizioni favorevoli alla crescita nel perseguimento del pareggio di bilancio, con interventi strutturali e con un&#8217;equa distribuzione dei sacrifici.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0 Il tentativo che ci proponiamo di compiere, onorevoli senatori, e che vi chiedo di sostenere \u00e8 difficilissimo; altrimenti ho il sospetto che non mi troverei qui oggi. I margini di successo sono tanto pi\u00f9 ridotti, come ha rilevato il Presidente della Repubblica, dopo anni di contrapposizione e di scontri nella politica nazionale. Se sapremo cogliere insieme questa opportunit\u00e0 per avviare un confronto costruttivo su scelte e obiettivi di fondo avremo occasione di riscattare il Paese e potremo ristabilire la fiducia nelle sue istituzioni. Vi ringrazio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>UN ESEMPIO DI BUONA POLITICA: AUTOREVOLEZZA, PACATEZZA, EQUILIBRIO, NON UNA PAROLA PI\u00d9 DEL NECESSARIO \u2013 E UN PROGRAMMA NITIDO, NEL QUALE COMPAIONO ANCHE SCELTE FORTEMENTE INNOVATIVE, IN MATERIA DI SPENDING REVIEW,\u00a0DI FLEXSECURITY E DI DETASSAZIONE SELETTIVA DEI REDDITI DI LAVORO FEMMINILE Discorso programmatico col quale Mario Monti, Presidente del Consiglio incaricato, ha chiesto la fiducia [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[25,12],"tags":[],"class_list":["post-18122","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interventi","category-24-politica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18122","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=18122"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18122\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=18122"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=18122"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=18122"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}