
{"id":18314,"date":"2011-11-30T18:56:07","date_gmt":"2011-11-30T17:56:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=18314"},"modified":"2011-11-30T22:41:37","modified_gmt":"2011-11-30T21:41:37","slug":"mario-fezzi-licenziamenti-i-lacci-che-non-esistono","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=18314","title":{"rendered":"L&#8217;ARTICOLO DI MARIO FEZZI SUL CORRIERE DELLA SERA E LE MIE REPLICHE"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">IL NOTO L\u2019AVVOCATO GIUSLAVORISTA ARGOMENTA CONTRO LA RIFORMA DELLA MATERIA DEI LICENZIAMENTI &#8211; GLI RISPONDO PUNTO PER PUNTO<\/span><\/p>\n<p><em>Articolo <strong>di Mario Fezzi <\/strong>pubblicato sul <\/em>Corriere della Sera <em>del 30 novembre 2011 sotto il titolo <\/em>Licenziamenti: i lacci che non esistono <em>\u2013 <strong>Le mie repliche sono contenute nei capoversi rientrati in corsivo, evidenziati in blu<\/strong><\/em><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Si parla tanto in questi giorni di superamento dell\u2019attuale sistema di tutela contro i licenziamenti e di passaggio, in nome dell\u2019Europa che lo impone, a un sistema che consenta i licenziamenti e la cui eventuale illegittimit\u00e0 determini solo un costo per l\u2019azienda e non la reintegrazione, che resterebbe solo per i licenziamenti discriminatori.<br \/>\nIn proposito bisogna dire subito che tutto l\u2019impianto \u00e8 fondato su premesse false, posto che il licenziamento per motivi economici in Italia esiste gi\u00e0 da tempo, sia a livello collettivo che individuale.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\"><span style=\"color: #3366ff;\"><em>Certo che esiste; il problema \u00e8 che in entrambi i casi il licenziamento \u00e8 soggetto a un penetrante controllo giudiziale, circa la sussistenza del motivo, il criterio di scelta dei lavoratori e\/o il rispetto delle complesse regole procedurali (queste ultime soltanto per i licenziamenti collettivi). L&#8217;esito del controllo \u00e8 sempre molto incerto, perch\u00e9 i motivi e i criteri di scelta sono sempre opinabilissimi; e il procedimento giudiziale richiede anni. Un&#8217;impresa non pu\u00f2 attendere anni prima di sapere se un&#8217;operazione di riorganizzazione o ridimensionamento degli organici \u00e8 convalidata oppure no. <\/em><\/span><\/p>\n<p>Per ridurre la forza lavoro, basta attivare un\u2019apposita procedura, prevista dalla L. 223\/91, e all\u2019esito si mettono in mobilit\u00e0 (cio\u00e8 si licenziano) tutte le persone che si ritiene. Che le cose stiano cos\u00ec \u00e8 confermato dal fatto che, dati alla mano, negli ultimi cinque anni in Italia hanno perso il posto di lavoro quasi un milione di persone attraverso procedure di questo genere.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\"><span style=\"color: #3366ff;\"><em>Non \u00e8 cos\u00ec: a me risulta che le 950.000 persone che hanno perso il posto di lavoro in Italia in questo triennio di crisi economica grave\u00a0appartengono quasi tutte\u00a0alla met\u00e0 non protetta della forza-lavoro.<\/em><\/span><\/p>\n<p>\u00a0Ed anche un singolo lavoratore pu\u00f2 essere licenziato, per giustificato motivo oggettivo (art. 3 L. 604\/66); basta sopprimere (davvero, non per finta) un posto di lavoro e la persona che lo ricopriva pu\u00f2 essere lasciata a casa. Cos\u00ec come esiste il licenziamento per giusta causa per coloro che commettono gravi mancanze.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\"><span style=\"color: #3366ff;\"><em>In teoria \u00e8 cos\u00ec. In pratica no, perch\u00e8 il lavoratore pu\u00f2 sempre rivolgersi al giudice sostenendo che l&#8217;impresa potrebbe &#8220;ripescarlo&#8221; (la si chiama, infatti, &#8220;regola del <\/em>rep\u00eachage<em>&#8220;) in altra posizione in seno all&#8217;organizzazione aziendale; oppure che anche altri lavoratori svolgono mansioni analoghe o fungibili con le sue e altri avrebbero dovuto essere licenziati al posto suo. Che cosa ne penseranno i giudici, nei tre o pi\u00f9 gradi del giudizio, \u00e8 sempre difficilmente prevedibile. E le conseguenze della sentenza contraria sono sempre costosissime per l&#8217;impresa.<\/em><\/span><\/p>\n<p>Si lamentano dunque lacci e lacciuoli che non ci sono e si sostiene erroneamente che in Italia \u00e8 impossibile licenziare i lavoratori con contratto a tempo indeterminato.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\"><span style=\"color: #3366ff;\"><em>No: si sostiene che l&#8217;incertezza dell&#8217;esito di un giudizio della durata di anni, combinata con l&#8217;apparato sanzionatorio previsto dall&#8217;articolo 18 St. lav., genera un costo atteso del licenziamento enormemente pi\u00f9 elevato rispetto ai <\/em>severance costs <em>che\u00a0gravano sull&#8217;imprenditore\u00a0<\/em>\u00a0<em>negli ordinamenti degli altri maggiori Paesi europei.<\/em><\/span><\/p>\n<p>Ma quello che importa alle imprese \u00e8 poter adeguare il proprio organico in relazione a mutate condizioni economiche e di mercato. Se un\u2019impresa deve smettere di produrre un certo componente perch\u00e9 magari superato o economicamente non pi\u00f9 conveniente, \u00e8 chiaro che avr\u00e0 interesse a ridurre il personale della quantit\u00e0 grossomodo corrispondente alla riduzione di lavoro che la mancata produzione di quel componente ha determinato. Ebbene, questa riduzione del personale la pu\u00f2 fare e la pu\u00f2 fare con facilit\u00e0. Quello che un\u2019impresa non pu\u00f2 fare \u00e8 barare, usando lo strumento del licenziamento in mancanza dei necessari presupposti o ricorrendo alla riduzione di personale per eliminare i soggetti sgraditi, senza seguire i criteri di scelta che la legge impone. Ma questa \u00e8 la patologia del licenziamento, non la fisiologia.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\"><span style=\"color: #3366ff;\"><em>Se le cose stessero veramente cos\u00ec &#8211;\u00a0come dice Mario Fezzi e come sostiene anche la Cgil &#8211; perch\u00e9 mai la sinistra politica e sindacale dovrebbe respingere un progetto che, confermando questa libert\u00e0 giuridica di licenziamento per motivi economici od organizzativi, istituisce tuttavia un rilevante onere a carico dell&#8217;impresa per la ricollocazione del lavoratore licenziato (v. sotto), offrendo a quest&#8217;ultimo una sicurezza economica e professionale nel mercato del lavoro che oggi sicuramente egli non ha? E, soprattutto, perch\u00e9 mai la sinistra politica e sindacale dovrebbe respingere un progetto che estende questo regime di maggiore garanzia per il lavoratore addirittura a tutti i lavoratori in posizione di dipendenza dall&#8217;impresa, eliminando la possibilit\u00e0 di &#8220;fuga dal diritto del lavoro&#8221;?<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #3366ff;\">\u00a0<\/span>E allora si dimostra priva di fondamento anche la tesi (priva di riscontri) secondo la quale le imprese estere non investono in Italia perch\u00e9 qui non si pu\u00f2 licenziare, essendo ben altre le ragioni per le quali non vengono fatti investimenti in Italia.<br \/>\nInfine, la tesi secondo la quale la mobilit\u00e0 in uscita dalle aziende sarebbe compensata da un mercato del lavoro pi\u00f9 efficiente e da un sistema di welfare analogo a quello dei Paesi scandinavi, sconta il gravissimo difetto di ignorare i costi di un sistema di protezioni serio e articolato, inteso non solo come sostegno al reddito, ma come intervento dello Stato in svariati settori. Ma dove verrebbero reperiti ora i fondi per una riforma del genere? L\u2019Europa ci chiede di risparmiare e noi rispondiamo allargando sul modello danese il nostro traballante <em>welfare<\/em>? A meno che non si voglia tornare alla riforma del welfare a costo zero, gi\u00e0 prevista dal libro bianco del ministro Maroni nel 2002, e ovviamente rimasta inapplicata.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\"><span style=\"color: #3366ff;\"><em>Il progetto <\/em>flexsecurity<em>, che \u00e8 al centro del dibattito politico in questi giorni e al quale l&#8217;articolo di Mario Fezzi probabilmente si riferisce, risolve questo problema istituendo un trattamento, a favore dei lavoratori licenziati per motivi economici od organizzativi, pari a quello di cui godono i lavoratori danesi, sia in termini di continuit\u00e0 del reddito, sia in termini di investimento sulla loro professionalit\u00e0. Il costo di questo trattamento \u00e8 posto:<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0<strong>a)<\/strong>\u00a0in parte a carico dell&#8217;Inps (indennit\u00e0\u00a0pari all&#8217;80% dell&#8217;ultima retribuzione per il primo anno\u00a0successivo al licenziamento, oggi prevista per il solo settore industriale, ma che dovrebbe essere estesa a tutti i settori, attingendo ai risparmi che \u00a0si realizzerebbero sulle erogazioni della Cassa integrazione guadagni);<br \/>\n\u00a0\u00a0 <strong>b)<\/strong> in parte a carico dell&#8217;impresa che licenzia (differenza rispetto al 90% per il primo anno; poi 80% per il secondo anno e 70% per il terzo anno, se il lavoratore non viene ricollocato prima), cos\u00ec attivandosi un forte incentivo economico alla scelta, da parte dell&#8217;impresa stessa,\u00a0dei migliori servizi di <\/em>outplacement <em>e di riqualificazione professionale mirata agli sbocchi occupazionali effettivamente esistenti;<br \/>\n\u00a0\u00a0 <strong>c)<\/strong> a carico della Regione (che pu\u00f2 farvi fronte utilizzando i contributi del Fondo Sociale Europeo) per la parte relativa al costo standard di mercato dei servizi di <\/em>outplacement <em>e di riqualificazione professionale.<\/em><\/span><\/p>\n<p>In altri termini, una riforma in senso liberistico del licenziamento (individuale) potrebbe forse essere fatta, per\u00f2 solo dopo la costruzione di un sistema di <em>welfare <\/em>completo e articolato, non viceversa.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\"><span style=\"color: #3366ff;\"><em>Questa apertura conclusiva di Mario Fezzi alla prospettiva di una &#8220;riforma in senso liberistico del licenziamento&#8221; \u00e8 estremamente interessante, perch\u00e8 mi consente di rivolgergli a mia volta la domanda: se la soluzione per un &#8220;welfare completo e articolato&#8221;\u00a0 proposta sopra, ai punti\u00a0<\/em>\u00a0a)<em>,<\/em> b) <em>e<\/em> c)<em>, pu\u00f2 funzionare, per quale motivo non dovremmo procedere fin d&#8217;ora alla riforma che l&#8217;Europa ci chiede?<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\"><span style=\"color: #3366ff;\"><em><br \/>\n<\/em><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>IL NOTO L\u2019AVVOCATO GIUSLAVORISTA ARGOMENTA CONTRO LA RIFORMA DELLA MATERIA DEI LICENZIAMENTI &#8211; GLI RISPONDO PUNTO PER PUNTO Articolo di Mario Fezzi pubblicato sul Corriere della Sera del 30 novembre 2011 sotto il titolo Licenziamenti: i lacci che non esistono \u2013 Le mie repliche sono contenute nei capoversi rientrati in corsivo, evidenziati in blu<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-18314","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-21-lavoro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18314","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=18314"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18314\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=18314"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=18314"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=18314"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}