
{"id":18586,"date":"2011-12-18T18:37:47","date_gmt":"2011-12-18T17:37:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=18586"},"modified":"2011-12-18T23:04:44","modified_gmt":"2011-12-18T22:04:44","slug":"il-fatto-il-governo-monti-costringe-il-pd-a-una-scelta-difficile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=18586","title":{"rendered":"IL FATTO: IL GOVERNO MONTI COSTRINGE IL PD A UNA SCELTA"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">POSTO DI FRONTE ALLA QUESTIONE CIRCA IL COME VOLTAR PAGINA DAVVERO RISPETTO AL REGIME DI <em>APARTHEID<\/em> FRA PROTETTI E NON PROTETTI, IL PD\u00a0\u00c8 COSTRETTO A LASCIAR PERDERE IL TAB\u00d9 DELL\u2019ARTICOLO 18 E A INDICARE UN REGIME PROTETTIVO SUSCETTIBILE DI APPLICARSI DAVVERO A TUTTI<\/span><\/p>\n<p><em>Intervista a cura di Stefano Feltri, pubblicata su <\/em>il Fatto Quotidiano<em>, il 18 dicembre 2011 &#8211; In argomento v. anche l&#8217;<a title=\"intervista a Cesare Damiano\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=18568\" target=\"_blank\">intervista a Cesare Damiano<\/a> pubblicata sullo stesso quotidiano il 17 dicembre 2011<br \/>\n<\/em><\/p>\n<p><!--more-->Il governo Monti presto costringer\u00e0 il Pd a scegliere da che parte stare. Con chi vuole difendere le tutele esistenti \u2013 a cominciare dall&#8217;articolo 18 \u2013 o con chi le vuole ripensare per garantire pi\u00f9 diritti a chi oggi \u00e8 fuori dal sistema, come i giovani precari e le partite Iva. \u201cNon credo alla licenziabilit\u00e0 che produce lavoro\u201d, ha detto l&#8217;ex ministro del Welfare Cesare Damiano al Fatto. Gli risponde Pietro Ichino, senatore Pd, giuslavorista. Le sue posizioni sono state finora minoritarie nel Pd, ma ora sembrano coincidere con la linea del governo.<\/p>\n<p><strong>Professor Ichino, il premier Monti ha gi\u00e0 detto che, chiusa la manovra, una delle priorit\u00e0 sar\u00e0 la riforma del mercato del lavoro. Cosa si aspetta?<\/strong><br \/>\nConvocher\u00e0 partiti, sindacati, associazioni rappresentative di parti sociali interessate e dir\u00e0 loro: \u2018Dobbiamo adempiere entro maggio l\u2019impegno con l\u2019Unione europea: per i rapporti di lavoro che si costituiranno da qui in avanti, dobbiamo emanare una disciplina che sia applicabile davvero a tutti, per voltar pagina rispetto alla situazione attuale di <em>apartheid<\/em> fra protetti e non protetti. E dobbiamo farlo senza accollare, almeno per ora, maggiori costi allo Stato. Fermi questi punti, chiunque abbia buone idee sul come fare, le metta subito sul tavolo\u2019.<\/p>\n<p><strong>Cesare Damiano, sul <em>Fatto<\/em> di ieri, dice che queste sono sue posizioni personali e non del Pd.<\/strong><br \/>\nIl discorso programmatico di Monti ha degli evidenti punti di contatto con il mio progetto <em>flexsecurity<\/em>. E dal maggio 2010 il Pd ha preso le distanze da questo progetto. Ma quando, a gennaio, il governo indicher\u00e0 quei punti fermi della riforma, il Pd non potr\u00e0 esimersi dal dire come intende risolvere il problema. Damiano l\u2019ha detto: non \u00e8 un problema di disciplina dei licenziamenti, ma solo un problema di costi. Occorre aumentare il costo del lavoro precario ed estendere a tutti gli ammortizzatori sociali. Per gli ammortizzatori sociali, occorre anche dire dove si reperiscono i fondi. Il mio progetto risolve questo problema a costo zero per lo Stato, utilizzando meglio una parte dei fondi che oggi vengono sperperati in cassa integrazione a zero ore e a fondo perduto, per estendere a tutti un trattamento speciale di disoccupazione; e chiedendo alle imprese di farsi carico di un trattamento complementare di disoccupazione per i lavoratori che licenziano.<\/p>\n<p><strong>Poi c\u2019\u00e8 la proposta del Pd di aumentare il costo del lavoro precario.<br \/>\n<\/strong>Su questo punto, la proposta del Pd di aumentare i contributi \u00e8 stata gi\u00e0 accolta nella legge di stabilit\u00e0 dell\u2019estate scorsa. Ma \u00e8 evidente che non basta. Anche perch\u00e9 la vera grande differenza di costo tra lavoro regolare e lavoro precario \u00e8 data dalla difficolt\u00e0 di sciogliere il rapporto quando ce n\u2019\u00e8 bisogno.<\/p>\n<p><strong>Damiano dice che non \u00e8 cos\u00ec, perch\u00e9 la maggior parte del lavoro precario si annida proprio nelle piccole imprese, dove non si applica l\u2019articolo 18.<br \/>\n<\/strong>Nel mio ultimo libro, <em><a title=\"Inchiesta sul lavoro - Mondadori, 2011\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=17673\" target=\"_blank\">Inchiesta sul lavoro<\/a><\/em>, ho dedicato alcune pagine a mostrare <a title=\"Post sugli errori di lettura dei dati Istat - luglio 2011\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=17248\" target=\"_blank\">l\u2019errore grave di lettura dei dati Istat<\/a> che sta alla base di questo argomento, che \u00e8 anche il cavallo di battaglia di Stefano Fassina. Comunque nessuno pu\u00f2 pensare seriamente che basti parificare i contributi previdenziali fra lavoro subordinato e collaborazioni autonome per eliminare il problema dell\u2019apartheid.<\/p>\n<p><strong>Lei sostiene che riformare il lavoro implica comunque una revisione della normativa sui licenziamenti. Che nel dibattito pubblico diventa \u201ccambiare l&#8217;articolo 18\u201d. Ma Damiano obietta: non si pu\u00f2 abbassare le difese contro i licenziamenti in un momento di crisi come questo.<\/strong><br \/>\nIl mio progetto non le abbassa affatto: non le tocca proprio. La riforma riguarda soltanto i nuovi rapporti che si costituiranno da qui in avanti. Per i quali non abbassa le difese, ma le rende pi\u00f9 efficaci e soprattutto pi\u00f9 adatte ad applicarsi davvero a tutti. \u00c8 proprio in una situazione di gravissima incertezza, come questa, che le imprese sono pi\u00f9 riluttanti ad assumere i lavoratori a tempo indeterminato e con vincoli forti al licenziamento. \u00c8 proprio ora che una disciplina pi\u00f9 flessibile \u00e8 indispensabile per facilitare le assunzioni a tempo indeterminato.<\/p>\n<p><strong>Una delle perplessit\u00e0 sul suo progetto \u00e8 che l&#8217;assicurazione per chi perde il lavoro sarebbe a carico dell&#8217;impresa. Con un aumento del costo del lavoro.<\/strong><br \/>\nNon ci sarebbe un aumento del costo del lavoro. Oggi le imprese italiane, quando hanno necessit\u00e0 di sciogliere uno o pi\u00f9 rapporti di lavoro per ragioni economiche od organizzative, affrontano un ritardo tra i due e i sei anni, a seconda delle dimensioni: un costo molto rilevante, anche se non \u00e8 contabilizzato come tale. La proposta \u00e8 questa: risparmiate quel costo e utilizzate una parte del risparmio per il trattamento complementare di disoccupazione a favore dei lavoratori licenziati. I costi di mercato della parte restante del trattamento, cio\u00e8 dei servizi efficienti di outplacement e di riqualificazione mirata pu\u00f2 essere coperta agevolmente dalle Regioni, attingendo anche ai contributi del Fondo Sociale Europeo.<\/p>\n<p><strong>Ma chi garantisce che le imprese non continuino ad assumere i nuovi dipendenti con la partita Iva, o con altri sotterfugi?<\/strong><br \/>\nNel nuovo regime non occorreranno ispettori, avvocati e giudici per accertare il lavoro subordinato, come accade oggi. I dati rilevanti perch\u00e9 si applichi integralmente il nuovo diritto del lavoro emergeranno direttamente dai tabulati dell\u2019Erario o dell\u2019Inps: carattere continuativo del rapporto, monocommittenza, reddito medio-basso del lavoratore.<\/p>\n<p><strong>Il Pd rischia di spaccarsi sul lavoro? C&#8217;\u00e8 chi parla di scissioni.<\/strong><br \/>\nNo. Accadr\u00e0 soltanto che l\u2019iniziativa decisa del governo su questo terreno costringer\u00e0 il Pd a una nuova riflessione approfondita. Occorrer\u00e0 chiedersi, per esempio, se sia davvero meglio il periodo di prova allungato a tre anni proposto da Damiano, oppure una regola che faccia crescere gradualmente l\u2019indennizzo a favore per il lavoratore gi\u00e0 dopo sei mesi di rapporto. Se sia meglio l\u2019attuale situazione in cui l\u2019articolo 18 si applica a meno di met\u00e0 della forza-lavoro e l\u2019altra met\u00e0 \u00e8 totalmente scoperta; oppure la mia riforma, che estende l\u2019articolo 18 a tutti per la parte in cui esso serve davvero, cio\u00e8 la repressione delle discriminazioni, e d\u00e0 a tutti un protezione di livello scandinavo contro il licenziamento per motivi economici.<\/p>\n<p><strong>In caso il governo presenti una riforma ispirata al suo modello, su quali sponde pu\u00f2 contare, tra Pd e Pdl?<\/strong><br \/>\nAl Senato, una larga maggioranza del gruppo Pd sostiene il mio progetto. Tutte le componenti del Terzo polo lo hanno fatto proprio. E anche il Pdl \u00e8 sostanzialmente disponibile. Gi\u00e0 un anno fa il Senato si \u00e8 pronunciato a larghissima maggioranza a favore di una mozione di Rutelli che impegnava il governo a varare una riforma modellata sul mio progetto. E anche alla Camera, credo che quando si entrer\u00e0 nel merito della riforma si vedr\u00e0 che le obiezioni \u201cdi sinistra\u201d non riguardano, in realt\u00e0, questo progetto: si riferiscono a qualche cos\u2019altro, che non \u00e8 all\u2019ordine del giorno.<\/p>\n<p><strong>La Cgil di Susanna Camusso potrebbe cercare una nuova grande battaglia per ritrovare un po&#8217; di compattezza.<\/strong><br \/>\nNon lo credo proprio. Ce la vede, lei, la Cgil a fare le barricate contro una riforma che non tocca i lavoratori regolari stabili, e a tutti i <em>new entrant<\/em> offre un rapporto a tempo indeterminato, con articolo 18 contro le discriminazioni e una protezione di livello scandinavo su tutti gli altri fronti?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>POSTO DI FRONTE ALLA QUESTIONE CIRCA IL COME VOLTAR PAGINA DAVVERO RISPETTO AL REGIME DI APARTHEID FRA PROTETTI E NON PROTETTI, IL PD\u00a0\u00c8 COSTRETTO A LASCIAR PERDERE IL TAB\u00d9 DELL\u2019ARTICOLO 18 E A INDICARE UN REGIME PROTETTIVO SUSCETTIBILE DI APPLICARSI DAVVERO A TUTTI Intervista a cura di Stefano Feltri, pubblicata su il Fatto Quotidiano, il [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26,9],"tags":[],"class_list":["post-18586","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interview","category-21-lavoro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18586","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=18586"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18586\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=18586"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=18586"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=18586"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}