
{"id":18710,"date":"2011-12-24T21:34:59","date_gmt":"2011-12-24T20:34:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=18710"},"modified":"2011-12-24T21:35:25","modified_gmt":"2011-12-24T20:35:25","slug":"ancora-sui-costi-del-progetto-flexsecurity","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=18710","title":{"rendered":"ANCORA SUI COSTI DEL PROGETTO FLEXSECURITY"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">MA OGNI EURO INVESTITO IN SERVIZI AL MERCATO DEL LAVORO RENDE IL DOPPIO A IMPRESE E LAVORATORI &#8211;\u00a0LA DISOCCUPAZIONE \u00c9 FIGLIA DELLA DISINFORMAZIONE E DEL\u00a0DIFETTO DI\u00a0FORMAZIONE PROFESSIONALE MIRATA <\/span><\/p>\n<p><em>Intervista a cura di Sergio Luciano pubblicata sull&#8217;inserto <\/em>Outplacement<em> allegato al n. 50 di <\/em>Panorama Economy<em>, 21 dicembre 2011<\/em><\/p>\n<p><!--more--><strong>Da dati Unioncamere risulta che addirittura l&#8217;80% dei posti di lavoro disponibili non riesce a incrociare la relativa potenziale offerta, e viceversa: un&#8217;incredibile inefficienza del sistema. Come si \u00e8 creata e come superarla?<\/strong><br \/>\nIl fenomeno \u00e8 ben conosciuto e analizzato da tempo. Lo studio pi\u00f9 meritatamente famoso \u00e8 quello che ha dato luogo al \u201cmodello Mortensen Pissarides\u201d: i due grandi economisti, che per questo studio l\u2019anno scorso hanno meritatamente ricevuto il premio Nobel, si sono interrogati proprio sul motivo per cui in uno stesso mercato del lavoro possono convivere disoccupazione e <em>skill shortages<\/em>, cio\u00e8 posti di lavoro scoperti per difetto di offerta di manodopera. La risposta va cercata negli attriti che tipicamente affliggono il funzionamento dei mercati del lavoro: principalmente i difetti di informazione, di formazione professionale mirata agli sbocchi occupazionali effettivamente esistenti, e di mobilit\u00e0 geografica dei lavoratori.<\/p>\n<p><strong>Questi sono proprio i difetti cui intende rispondere un buon servizio di <em>outplacement.<\/em> Che valore pu\u00f2 avere un&#8217;efficace rete di <em>outplacement<\/em> e l&#8217;uso diffuso di questo servizio da parte delle aziende e dei lavoratori in uscita?<\/strong><br \/>\nIl modello proposto da Mortensen e Pissarides mostra come siano proprio i servizi di <em>outplacement<\/em>, cio\u00e8 di assistenza intensiva al lavoratore che cerca una nuova occupazione, quelli che possono svolgere un ruolo decisivo per la riduzione della disoccupazione frizionale e per la copertura degli <em>skill shortages<\/em>. \u00c8 vero che questi servizi sono costosi; ma \u00e8 anche vero che alle imprese costa molto di pi\u00f9 il ritardo nell\u2019aggiustamento degli organici. Il discorso vale sia per il ritardo nell\u2019aggiustamento in riduzione, dovuto alla difficolt\u00e0 del licenziamento, sia per il ritardo dell\u2019aggiustamento in aumento, dovuto alla difficolt\u00e0 di reperimento della manodopera dotata della qualificazione necessaria.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Qui si innesta il discorso sulle altre politiche attive del lavoro contemporaneamente indispensabili. Ed \u00e8 il tema nel quale assume rilievo la Sua proposta di riforma di questa materia contenuta nel d.d.l. n. 1873\/2009. Che cosa prevede il suo progetto?<\/strong><br \/>\nL\u2019idea \u00e8 proprio questa: offrire alle imprese l\u2019esenzione dal controllo giudiziale sul giustificato motivo economico od organizzativo di licenziamento, in cambio della loro responsabilizzazione per l\u2019assistenza intensiva di cui il lavoratore ha bisogno per trovare una nuova occupazione, senza perdite rilevanti di reddito e senza dispersione di professionalit\u00e0 nel passaggio. Questa responsabilizzazione si concreta, nel mio progetto di riforma, in un \u201ccontratto di ricollocazione\u201d che impegna il lavoratore a mettersi a disposizione dell\u2019agenzia di outplacement designata dall\u2019impresa, per un tempo pari al suo orario di lavoro precedente al licenziamento; e impegna l\u2019impresa a corrispondergli un trattamento complementare di disoccupazione, tale da aumentarne l\u2019importo al 90 per cento dell\u2019ultima retribuzione per il primo anno ed eventualmente all\u201980 per il secondo e al 70 per il terzo.<\/p>\n<p><strong>Un costo molto ingente per l\u2019impresa che licenzia.<\/strong><br \/>\nNo. Perch\u00e9 il costo del servizio di <em>outplacement<\/em> pu\u00f2 e deve essere rimborsato dalla Regione, la quale pu\u00f2 utilizzare per questo i contributi del Fondo Sociale Europeo, oggi per lo pi\u00f9 male utilizzati o non utilizzati del tutto. Quanto al trattamento complementare di disoccupazione, per il primo anno esso costa pochissimo all\u2019impresa, perch\u00e9 la maggior parte del trattamento la paga gi\u00e0 l\u2019Inps: 80 per cento nel settore industriale, 60 per cento negli altri settori. E un buon servizio di <em>outplacement<\/em> in genere \u00e8 in grado di ricollocare qualsiasi lavoratore nel giro di sei mesi. Anche senza outplacement, del resto, i dati forniti da Banca d\u2019Italia e Inps mostrano che otto lavoratori su dieci che perdono il posto in Italia lo ritrovano entro l\u2019anno. Non sarebbe difficile, per mezzo di una assistenza intensiva ben impostata, portare questo dato a nove su dieci, avvicinandoci cos\u00ec ai dati eccellenti dei Paesi del nord-Europa, dove si arriva al 96 o 97 per cento. E in questo modo le imprese sarebbero fortemente incentivate a scegliere i servizi di outplacement e di riqualificazione migliori.<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 l&#8217;atteggiamento delle parti sociali in merito, sia da parte datoriale che sindacale?<\/strong><br \/>\nProprio in questi giorni la Uil ha fatto integralmente proprio il mio progetto di riforma, per bocca del suo segretario generale <a title=\"Lettera di Angeletti\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=17945\" target=\"_blank\">Luigi Angeletti<\/a>. Ho ragione di ritenere che almeno una larga apertura verr\u00e0 nei giorni prossimi anche dalla Cisl, dalla Confcommercio e dalla Confindustria: l\u2019ex-presidente di quest\u2019ultima, Luca Cordero di Montezemolo, lo ha fatto proprio esplicitamente. Il progetto, poi, \u00e8 sostenuto da tempo da numerose associazioni giovanili tra le quali annovero \u201cLa Repubblica degli Stagisti\u201d, e dal Gruppo Intersettoriale Direttori del Personale con i suoi 2000 iscritti. Dalla Cgil, invece, per ora ci sono soltanto le prese di posizione favorevoli di singoli dirigenti, come quella di Sauro Serri, segretario degli edili di Modena; ma non escluderei che anche l\u00ec si possa verificare una svolta positiva su questo punto.<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8, se c&#8217;\u00e8, un modello internazionale in fatto di politiche attive del lavoro a cui si possa fare riferimento?<\/strong><br \/>\nPer il progetto <em>flexsecurity<\/em> di cui abbiamo parlato ho fatto riferimento al modello danese, che \u00e8 tra i pi\u00f9 avanzati del mondo. E che ha dato ottima prova anche in questi anni di crisi economica severissima. Sbaglia chi sostiene che in Italia non si possa cercare di imitare le soluzioni migliori sperimentate da decenni nei Paesi scandinavi: le differenze di contesto non lo impediscono affatto. Viceversa, il solo vantaggio che abbiamo per il fatto di essere un Paese arretrato sta nella possibilit\u00e0 di percorrere in breve tempo la strada che altri Paesi pi\u00f9 avanzati hanno percorso in decenni, sfruttando la loro esperienza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MA OGNI EURO INVESTITO IN SERVIZI AL MERCATO DEL LAVORO RENDE IL DOPPIO A IMPRESE E LAVORATORI &#8211;\u00a0LA DISOCCUPAZIONE \u00c9 FIGLIA DELLA DISINFORMAZIONE E DEL\u00a0DIFETTO DI\u00a0FORMAZIONE PROFESSIONALE MIRATA Intervista a cura di Sergio Luciano pubblicata sull&#8217;inserto Outplacement allegato al n. 50 di Panorama Economy, 21 dicembre 2011<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26,9],"tags":[],"class_list":["post-18710","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interview","category-21-lavoro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18710","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=18710"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18710\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=18710"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=18710"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=18710"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}