
{"id":18848,"date":"2012-01-02T22:22:20","date_gmt":"2012-01-02T21:22:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=18848"},"modified":"2012-01-09T09:26:50","modified_gmt":"2012-01-09T08:26:50","slug":"replica-alla-%e2%80%9clettera-a-un-precario%e2%80%9d-pubblicata-dall%e2%80%99unita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=18848","title":{"rendered":"REPLICA ALLA \u201cLETTERA A UN PRECARIO ICHINIANO\u201d PUBBLICATA DALL\u2019UNIT\u00c0"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">TUTTO QUELLO CHE GLI OPPOSITORI DEL PROGETTO <em>FLEXSECURITY <\/em>PREFERISCONO NON DIRE, PI\u00d9 QUALCHE (VENIALE) COLPO BASSO ALL&#8217;AUTORE DI QUEL PROGETTO<\/span><\/p>\n<p><em>Articolo comparso a firma di <strong>Leonardo<\/strong> sul sito <\/em><a title=\"L'Unit\u00e0.it\" href=\"http:\/\/www.unita.it\/culture\/lettera-a-un-giovane-br-sedotto-dall-ichinismo-1.366232\" target=\"_blank\">Unita.it<\/a><em> il 27 dicembre 2011 \u2013 <strong>Le mie repliche <\/strong>punto per punto &#8211; ivi compresa una nota finale di carattere marcatamente personale &#8211; sono evidenziate in carattere corsivo e colore blu nei capoversi rientrati<\/em> &#8211;<em> Segue la controreplica di Leonardo: <\/em><strong>Mi scuso con Ichino (pi\u00f9 o meno)<\/strong><em>, con una mia <strong>ultima postilla<\/strong>.<\/em><\/p>\n<p><!--more--><strong>Caro giovane disoccupato, oppure lavoratore<\/strong>, e quindi sicuramente precario. Caro giovane di sinistra, o di destra, o di nessuno, o del migliore offerente. Tu che su <em>facebook<\/em> scrivi almeno una volta al giorno che il sindacato non ti rappresenta; che il PD \u00e8 un partito di pensionati per i pensionati; che l&#8217;articolo 18 \u00e8 un arnese fuori dal tempo che ti opprime o che non ti riguarda; tu che tra le caste che soggiogano questa povera Italia non ti stanchi mai di ricordare la pi\u00f9 odiosa, quella dei dipendenti a tempo indeterminato illicenziabili; tu che non ti perdi un&#8217;intervista a Pietro Ichino e me ne aggiorni su <em>twitter<\/em>; caro giovane disoccupato o precario: volevo dirti che in linea di massima hai ragione.<br \/>\nIl sindacato davvero non ti rappresenta \u2013 del resto dovrebbe? Non sei iscritto. Il sindacato non \u00e8 un ente benefico che lotta per un mondo migliore: \u00e8 un&#8217;associazione che tutela i diritti dei suoi tesserati. Il PD \u00e8 davvero un partito di pensionati, anzi ha il suo daffare a tenersi buono lo zoccolo molle di anziani che rimane fondamentale in vista delle elezioni dell&#8217;anno prossimo. E quindi, insomma, ti resta Pietro Ichino. Ti ha spiegato che in Italia c&#8217;\u00e8 un recinto di lavoratori tutelati (pochi) e una prateria di precari e disoccupati, e la sua proposta \u00e8 pi\u00f9 o meno: aboliamo il recinto. Dopo ci sar\u00e0 pi\u00f9 lavoro per tutti e anche pi\u00f9 diritti, s\u00ec, per tutti. Sto semplificando, ma non \u00e8 che Ichino e i suoi altoparlanti su giornali e tv la facciano molto pi\u00f9 complicata, eh? Diciamo che la mettono gi\u00f9 in un modo pi\u00f9 convincente.<br \/>\nPer\u00f2, caro giovane, tu e Ichino potreste avere ragione anche su questo. Che ne so io, dopotutto. E quindi non ti chiedo di smettere di prendertela col PD, o con la CGIL, o con quel feticcio che \u00e8 l&#8217;articolo 18. Puoi continuare, se ti va, a vedere in me un membro della casta, perch\u00e9 ho un contratto a tempo indeterminato, anche se alla fine del mese magari piglio meno di te. Vorrei soltanto essere sicuro che tu abbia capito cosa stai chiedendo.<br \/>\nTu non stai chiedendo di abbattere il mio steccato. Quello ormai resta. La Fornero non si pone neanche il problema. Nemmeno Ichino osa. Il mio steccato non \u00e8 in discussione. Tu stai semplicemente lottando perch\u00e9 nessuno sia pi\u00f9 ammesso dall&#8217;altra parte. Chi \u00e8 stato assunto prima della futura riforma Ichino rester\u00e0 pi\u00f9 o meno garantito. Gli altri, anche se sono arrivati a un tempo indeterminato dopo anni di contratti a progetto, resteranno per sempre al di qua. Licenziabili per un capriccio.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><em>Qui Leonardo sbaglia e fornisce un&#8217;informazione falsa: <strong>a tutti<\/strong> i lavoratori dipendenti assunti nel nuovo regime, secondo il progetto <\/em>flexsecurity<em>, <strong>sar\u00e0 estesa la protezione &#8211; con articolo 18 &#8211; contro il licenziamento discriminatorio<\/strong>; e la nuova norma estende esplicitamente l&#8217;applicazione della sanzione disposta dall&#8217;articolo 18 anche al caso del licenziamento determinato da &#8220;motivi di mero capriccio, intendendosi per tali i motivi futili totalmente estranei alle esigenze economiche, organizzatrive o produttive aziendali&#8221; (dal sesto comma del nuovo art. 2119 cod. civ., come sostituito secondo il <a title=\"D.d.l. 11.11.09 n. 1873\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=4896\" target=\"_blank\">d.d.l. n. 1873\/2009<\/a>).\u00a0 (p.i.)<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #0000ff;\">\u00a0<\/span><em>\u00a0<\/em>Posso essere pi\u00f9 chiaro? Tu non stai lottando per togliere un diritto a me. Tu stai chiedendo <strong>che lo stesso diritto non possa pi\u00f9 essere esteso al te stesso di domani<\/strong>. E si capisce, sei giovane e pieno di energia. Cambiare contratto una volta al mese non ti spaventa, perch\u00e9 dovresti ambire a una sistemazione a tempo continuato sotto l&#8217;ombrello dell&#8217;articolo 18? e a una panchina ai giardinetti, gi\u00e0 che ci siamo? Largo ai giovani.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><em>Anche qui Leonardo fornisce un&#8217;informazione falsa: il progetto <\/em>flexsecurity <em>non soltanto <strong>estende l&#8217;applicazione dell&#8217;articolo 18 contro il licenziamento discriminatorio o di mero capriccio a tutta la met\u00e0 dei lavoratori dipendenti che oggi ne sono privi<\/strong>, ma estende ad essi anche tutte le altre protezioni essenziali, secondo i migliori standard internazionali (maternit\u00e0\/paternit\u00e0, malattia, ferie retribuite, ecc.). E, per tornare alla materia dei licenziamenti, <strong>estende a tutti una garanzia di sicurezza economica e professionale<\/strong>, per il caso di licenziamento per motivi economico-organizzativi, ispirata al modello dei Paesi dove i lavoratori &#8211; e i pi\u00f9 deboli in particolare &#8211; sono pi\u00f9 protetti che in qualsiasi altra parte del mondo. Tanto che si pu\u00f2 ragionevolmente ipotizzare una libera scelta dei &#8220;vecchi&#8221; lavoratori stabili regolari di passare dal vecchio al nuovo regime.\u00a0 (p.i.)<\/em><\/span><\/p>\n<p>Lo stesso vale per le pensioni. Quando chiedi che siano tagliate, non stai parlando delle pensioni dei tuoi genitori. Stai parlando della tua. Quando auspichi l&#8217;abolizione della pensione di anzianit\u00e0, non stai parlando della mia anzianit\u00e0: stai parlando della tua. Quando chiedi che sia innalzata l&#8217;et\u00e0 pensionabile, \u00e8 della tua vita che si parla.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><em>Qui l&#8217;errore \u00e8 plateale: se c&#8217;\u00e8 un dato indiscutibile, nell&#8217;intervento sulle pensioni compiuto dal ministro del Welfare Fornero nelle settimane scorse, \u00e8 che esso <strong>ha riguardato esclusivamente proprio quella generazione dei cinquanta-sessantenni che era stata esentata dalla riforma Dini del 1995<\/strong>, applicando anche ad essa il criterio di determinazione dei trattamenti gi\u00e0 da tempo stabilito per le generazioni successive.\u00a0Leonardo, a che gioco giochiamo? \u00a0(p.i.)<\/em><\/span><\/p>\n<p>(Ma tanto tu non invecchierai come tutti gli altri, tu a 66 anni sarai ancora pieno di tanta voglia di fare). Lo so che sei in buona fede, quando pensi che il corpo flaccido e inerte del mondo del lavoro si meriti una sferzata: voglio solo essere sicuro che tu abbia capito che l&#8217;unica schiena a disposizione \u00e8 la tua. Dopodich\u00e9, puoi continuare a ichineggiare e perfino sacconeggiare, se ti fa sentire bene. Magari hai ragione. Magari davvero l&#8217;unica strada \u00e8 quella di alzare l&#8217;et\u00e0 pensionabile (la tua), e rendere pi\u00f9 facile il licenziamento (tuo).<\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><em><strong>Pi\u00f9 facile di quanto sia oggi, il licenziamento del giovane precario non pu\u00f2 proprio essere.<\/strong> Leonardo, qui ti stai dando la zappa sui piedi!\u00a0 (p.i.)<\/em><\/span><\/p>\n<p>Io resto scettico, ma \u00e8 Ichino l&#8217;esperto.\u00a0E lui sta pur tranquillo che non lo licenzia nessuno.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><em>Visto che anche Leonardo &#8211; come gi\u00e0 tanti miei contestatori di sinistra &#8211; <\/em><em>utilizza questo argomento basato sulla mia persona e il mio lavoro, per di pi\u00f9 sul sito de <\/em>l&#8217;Unit\u00e0<em>,\u00a0mi sento legittimato a ricordargli che nel corso della mia vita di lavoro <strong>sono stato licenziato anch&#8217;io <\/strong>un paio di volte. La prima volta accadde <strong>nel 1983<\/strong>, quando, terminata l&#8217;ottava legislatura, il Partito comunista non mi volle pi\u00f9 tra i suoi deputati per la nona (nulla mi garantisce, del resto, contro la possibilit\u00e0 di un licenziamento analogo al passaggio tra la legislatura in corso e la prossima); e in quell&#8217;occasione neppure la Camera del Lavoro di Milano, dove avevo lavorato per dieci anni fino all&#8217;elezione nel 1979, mi riprese. La seconda volta a &#8220;licenziarmi&#8221; fu proprio <\/em>l&#8217;Unit\u00e0<em>,\u00a0<strong>nel 1999<\/strong>. Un anno prima, su invito pressante di Massimo D&#8217;Alema,\u00a0avevo rinunciato a un contratto assai pi\u00f9 ricco, in corso da pi\u00f9 di un anno\u00a0con il <\/em>Corriere della Sera<em>,\u00a0per diventare editorialista del quotidiano fondato da Antonio Gramsci; questo,\u00a0lungi dal valermi\u00a0alcuna garanzia di stabilit\u00e0,\u00a0\u00a0non mi valse neppure due righe di commiato, di motivazione,\u00a0o anche soltanto di comunicazione amministrativa, quando il direttore smise di punto in bianco di pubblicare i miei editoriali.\u00a0 (p.i.)<\/em><\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #993300;\">LA CONTROREPLICA DI LEONARDO: MI SCUSO CON ICHINO (PI\u00d9 O MENO)<\/span><\/strong><br \/>\n<strong>Devo le mie scuse al professor Ichino <\/strong>per averlo coinvolto in una polemica superficiale, che in realt\u00e0 non aveva come obiettivo lui. L\u2019ambiguit\u00e0 era palese sin dal titolo: la mia \u201cLettera a un giovane ichino\u201d, con la i minuscola, non era indirizzata a lui, ma a un certo tipo di commentatori in cui mi capita spesso di imbattermi su blog e social network, che usano il professore un po\u2019 come bandiera per uno scontro generazionale con la \u201ccasta\u201d dei protetti dall\u2019articolo 18. In realt\u00e0 il titolo originale avrebbe dovuto essere \u201clettera a un giovane ichiniano\u201d, ma suonava proprio male, o \u201cichinodulo\u201d, ma non lo avrebbe letto nessuno: e cos\u00ec mi sono permesso il dubbio omaggio di fare del cognome del professore un nome comune. Non mi aspettavo che l\u2019Ichino, con la I mi replicasse sul suo blog, ma questo \u00e8 un errore mio: continuo a pensare di scrivere per un pubblico di poche centinaia di persone. Invece il mio post \u00e8 stato ripreso dall\u2019<em>Unit\u00e0<\/em>, sei giorni dopo la pubblicazione, e a quel punto ha fatto veramente il giro di Internet. Il professore ha tutto il diritto a non riconoscersi nel \u201cgiovane ichino\u201d di cui parlo, e di respingere la caricatura delle sue idee.<br \/>\n<strong>Questo non significa che io non abbia diverse riserve<\/strong> su queste idee, di cui magari un\u2019altra volta scriver\u00f2, con maggiore cognizione. Confesso subito per\u00f2 che non si tratta di riserve tecniche \u2013 non sono un giuslavorista, e come ho anche scritto in quel pezzetto, ritengo che in linea di massima potrebbe anche aver ragione lui. Quello che mi manca per abbracciare l\u2019ichinismo \u00e8 una grande dose di ottimismo della volont\u00e0, che non manca invece al professore, n\u00e9 a tanti suoi difensori. Me ne sono convinto definitivamente leggendo i commenti di molti \u201cgiovani ichini\u201d, che mi assicuravano che la<em> flexsecurity <\/em>avrebbe aumentato i diritti, aumentato i posti di lavoro, trasformato l\u2019Italia in una grande Danimarca eccetera. Anch\u2019io, quando leggo Ichino con la I, devo ammettere che tutto sembra tornare: soltanto, non ci credo.<br \/>\n<strong>Non credo che il modello danese<\/strong> sia alla nostra portata, per una serie di parametri culturali e banalmente geografici su cui magari un\u2019altra volta mi dilungher\u00f2; non credo che i sussidi di disoccupazione ridurranno gli sprechi \u2013 temo viceversa che molti lavoratori (e imprenditori) sommersi ne profitteranno; non credo, per usare le parole del professore, che ai lavoratori oggi privi di tutele verranno davvero estese \u201cle altre protezioni essenziali, secondo i migliori standard internazionali (maternit\u00e0\/paternit\u00e0, malattia, ferie retribuite)\u201d: suona molto bene, ma purtroppo non ci credo. Non credo che il progetto del professore sar\u00e0 realizzato nella sua totalit\u00e0, come quello del povero Biagi prima di lui. Credo invece, da pessimista qual io sono, che la Confindustria avr\u00e0 buon gioco a far passare le cose che le interessano (libert\u00e0 di licenziare, non \u201cper capriccio\u201d, ok, ho esagerato: diciamo che basta affermare che altrove si possono fare affari migliori, come Marchionne a Detroit) cassando quelle che la impegnerebbero, visto che gli impegni nei confronti dei lavoratori i nostri industriali proprio non se li sanno prendere; credo che la flexsecurity sar\u00e0 usata come una bandiera per togliere altre speranze ai giovani \u2013 e quasi soltanto ai giovani (anche se Ichino ha ragione, a livello di pensione qualcosa \u00e8 stato rosicchiato anche ai cinquanta-sessantenni). Insomma, per dialogare alla pari con lo stimato giuslavorista non mi manca soltanto la dottrina, ma soprattutto la fede.<br \/>\n<strong>Nella sua risposta Ichino ribadisce<\/strong> che con la <em>flexsecurity<\/em> i diritti dell\u2019articolo 18 non verranno eliminati, ma estesi: quando per\u00f2 scrissi il pezzetto (il ventun dicembre) non era di estensione dei diritti che si discuteva tra ministro e sindacati, ma di abolizione dell\u2019articolo 18. La polemica poi rientr\u00f2, forse per farci passare almeno le feste tranquilli. Stamattina per\u00f2 ci siamo alzati con Libero che titolava \u201cPi\u00f9 assunti solo se aboliamo l\u2019articolo 18\u2033. E d\u00e0gli. Per\u00f2 questo non \u00e8 Ichino, d\u2019accordo, \u00e8 Belpietro\u2026 poi abbiamo scoperto che il governo pensa di sospendere l\u2019articolo 18 per alcune categorie di neoassunti. Ora il professore ha un bel da dire che sospendendo l\u2019articolo in realt\u00e0 i diritti non diminuiscono, ma aumentano: probabilmente ha un senso, probabilmente se tutto andasse come vuole lui la cosa funzionerebbe.\u00a0 \u00c8 interessante tuttavia che si prenda sempre come punto di partenza (o come titolo in prima pagina) l\u2019abolizione dell\u2019articolo, non l\u2019estensione dei diritti. Magari saremo prevenuti; del resto stiamo ancora aspettando di vedere gli ammortizzatori sociali che sarebbero dovuti seguire alla legge Biagi (e al pacchetto Treu). Certo, se \u00e8 per questo stiamo ancora aspettando pure l\u2019aumento dei posti di lavoro che Treu e Biagi auspicavano. Forse arriver\u00e0 tutto assieme con la Fornero-Ichino. Forse. In fondo essere ottimisti non costa nulla e migliora l\u2019appetito. Per\u00f2 poi bisogna anche avere qualcosa da mettere sotto i denti.<br \/>\n<strong>Devo infine altre scuse al professor Ichino<\/strong> per quello che lui chiama \u201cil colpo basso finale\u201d: l\u2019aver cio\u00e8 malignamente insinuato che \u201clui non lo licenzia nessuno\u201d. Ecco, pare che io sia stato ingiusto, pare che anche il professor Ichino abbia vissuto, nel passato, l\u2019esperienza scioccante (ma anche molto stimolante, non lo nego) del licenziamento. O perlomeno, \u00e8 convinto di essere stato licenziato dal PCI, che nel 1983 gli fece il grosso torto di non riproporlo alle elezioni. Neanche adesso ha la garanzia che il PD lo ricandidi, dice. S\u00ec, ammetto di avere una visione un po\u2019 limitata, basata sulle mie limitate esperienze. Io per licenziamento intendevo quelle situazioni in cui un boss ti chiama e ti fa firmare una letterina, oppure quando lavori per un anno nello stesso posto tutti i giorni e alla fine dell\u2019anno hai firmato quindici contratti diversi, anzi uguali. Per Ichino, invece, essere licenziati \u00e8 perdere uno spazio sull\u2019<em>Unit\u00e0<\/em> senza \u201cneppure un rigo di commiato\u201d (solidariet\u00e0), ed essere prontamente ripresi dal <em>Corriere della Sera<\/em>. Posso capire che dal suo punto di vista un licenziamento non sia insomma una tragedia. Mi resta il dubbio di quanti giornalisti e pubblicisti che in questi giorni stanno temendo per il loro posto possano davvero sperare in un destino simile, ma \u00e8 soltanto il solito dannato Pessimismo che parla per me. Mi scuso quindi, ho scritto una cosa cattiva. Mi perdoner\u00e0 se allo stato attuale faccio tuttora fatica a immaginarmi il <em>Corriere della Sera<\/em> che lo licenzia, ecco.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\"><em><span style=\"color: #0000ff;\">Cos\u00ec Leonardo riconosce che il problema non nasce dal fatto in s\u00e9 del perdere un lavoro, ma dal rischio di dover faticare per trovarne un altro. Il piccolo passo in pi\u00f9 che gli chiedo \u00e8 di riconoscere che, se a seguito del licenziamento qualsiasi persona godesse di una robusta garanzia di continuit\u00e0 del reddito, di assistenza intensiva ed efficace nella ricerca della nuova occupazione e di investimento sulla sua professionalit\u00e0, il mercato del lavoro smetterebbe di essere quel &#8220;buco nero&#8221; che appare oggi ai lavoratori italiani e diventerebbe invece la migliore garanzia proprio di quella libert\u00e0, dignit\u00e0 e sicurezza economica che tutti consideriamo un valore primario da perseguire.\u00a0 <\/span><\/em><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><span style=\"color: #0000ff;\">\u00a0<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>TUTTO QUELLO CHE GLI OPPOSITORI DEL PROGETTO FLEXSECURITY PREFERISCONO NON DIRE, PI\u00d9 QUALCHE (VENIALE) COLPO BASSO ALL&#8217;AUTORE DI QUEL PROGETTO Articolo comparso a firma di Leonardo sul sito Unita.it il 27 dicembre 2011 \u2013 Le mie repliche punto per punto &#8211; ivi compresa una nota finale di carattere marcatamente personale &#8211; sono evidenziate in carattere [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-18848","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-21-lavoro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18848","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=18848"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18848\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=18848"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=18848"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=18848"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}