
{"id":19003,"date":"2012-01-12T16:34:02","date_gmt":"2012-01-12T15:34:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=19003"},"modified":"2012-01-16T00:29:48","modified_gmt":"2012-01-15T23:29:48","slug":"sul-lavoro-il-pd-rischia-l%e2%80%99isolamento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=19003","title":{"rendered":"SUL LAVORO STIAMO ATTENTI A NON RISCHIARE L\u2019ISOLAMENTO"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">L\u2019ULTIMA PROPOSTA DI RIFORMA ELABORATA DAL VERTICE DEL PD NON RECEPISCE AFFATTO IL PROGETTO BOERI-GARIBALDI-NEROZZI E APPARE COMUNQUE DEL TUTTO INADEGUATA RISPETTO AGLI OBIETTIVI PROGRAMMATICI ENUNCIATI DAL PREMIER MARIO MONTI<\/span><\/p>\n<p><em>Intervento svolto al Forum Lavoro del Pd, svoltosi a Roma il 12 gennaio 2012 &#8211; In argomento v. anche <a title=\"Intervento di Fassina\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=19026\" target=\"_blank\">l&#8217;intervento di Stefano Fassina<\/a> e <a title=\"Intervento di L. Mariucci al Forum Pd - 12.1.12\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=19053\" target=\"_blank\">quello di Luigi Mariucci<\/a> nel corso della stessa riunione; e il <a title=\"Editoriale su Europa\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=18903\" target=\"_blank\">mio editoriale<\/a> pubblicato da <\/em>Europa <em>il\u00a06 gennaio <\/em><\/p>\n<p><!--more-->Nei giorni scorsi avevo molto apprezzato l\u2019appello di Franco Marini per una apertura del Pd al progetto Boeri-Garibaldi-Nerozzi, che avrebbe potuto costituire un punto d\u2019intesa unitario col quale presentarsi al Governo in questa fase cruciale di elaborazione della riforma del mercato e del diritto del lavoro. Ora, per\u00f2, mi sembra che il progetto delineato nella relazione di Stefano Fassina si discosti per alcuni aspetti non secondari dal contenuto del <a title=\"ddl Nerozzi\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=7306\" target=\"_blank\">d.d.l. n. 2000\/2010<\/a>, di cui Paolo Nerozzi \u00e8 il primo firmatario. ll pi\u00f9 rilevante \u00e8 questo: il \u201ccontratto di ingresso\u201d che viene delineato come forma prevalente di assunzione non \u00e8 affatto un contratto a tempo indeterminato, ma un contratto a termine.<br \/>\nLa spiegazione di questa scelta si trova nell\u2019intervista di Marianna Madia, pubblicata sull\u2019<em>Unit\u00e0 <\/em>di ieri: \u201cAbbiamo voluto stabilire un principio: il contratto a tempo indeterminato non pu\u00f2 essere disgiunto dall\u2019articolo 18. Questo per evitare il rischio dell\u2019introduzione di deroghe, per mettere paletti ben precisi\u201d. Cos\u00ec, per difendere quel principio sacro, adottiamo una forma di assunzione notevolmente peggiore rispetto al contratto a tempo indeterminato previsto nel progetto Nerozzi. E poich\u00e9 questo nuovo \u201ccontratto di ingresso\u201d dovrebbe assorbire l\u2019apprendistato, peggioriamo anche la condizione dell\u2019apprendista, il quale attualmente viene assunto con un contratto a tempo indeterminato e non con un contratto a termine. A me sembra che questo sia davvero irragionevole; una impuntatura nominalistica totalmente priva di senso, basata oltretutto su di un preteso \u201cprincipio\u201d che non ha alcun fondamento: il mondo \u00e8 pieno di contratti di lavoro a tempo indeterminato ai quali non si applica l\u2019articolo 18, e che non per questo possono essere considerati lesivi della dignit\u00e0 e libert\u00e0 morale del lavoratore. Questo \u00e8 vero anche nel nostro stesso ordinamento italiano, dove possono essere a tempo indeterminato, oltre che il contratto di apprendistato, anche tutti i contratti non a termine nelle aziende fino a 15 dipendenti, il contratto di lavoro in prova, il contratto con persona che avrebbe diritto alla pensione di vecchiaia, il contratto di lavoro con il dirigente. E allora, perch\u00e9 non anche l\u2019impiegato o l\u2019operaio nei primi tre anni del rapporto?<br \/>\nSe nella sostanza riteniamo che sia opportuno riconoscere un periodo di tre anni di maggiore flessibilit\u00e0 all\u2019inizio del rapporto di lavoro, perch\u00e9 abbiamo paura a dire che per questi primi tre anni si pu\u00f2 essere assunti a tempo indeterminato \u2013 ci\u00f2 che costituisce comunque un vantaggio per i <em>new entrants<\/em>, rispetto all\u2019assunzione a termine \u2013 anche senza che si applichi l\u2019articolo 18? Perch\u00e9 continuiamo a coltivare questa nevrosi, o se preferite questa ipocrisia politica, non degna di un grande partito che si qualifica riformista e si candida a governare il Paese? Come si concilia questa incongruenza verbale con la trasparenza, che dovrebbe costituire uno dei principi fondamentali del nostro operare politico e quindi anche del nostro modo di parlare?<br \/>\nMa, soprattutto, come possiamo non renderci conto che una regola, come questo benedetto articolo 18, che oggi si applica a meno del\u00a05 per cento della forza-lavoro complessiva dell\u2019Unione Europea, non pu\u00f2 essere considerata come un diritto fondamentale immodificabile (perch\u00e9 i diritti fondamentali \u2013 per definizione \u2013 hanno carattere di universalit\u00e0)? Un partito che si qualifica come riformista non pu\u00f2 chiudere programmaticamente gli occhi sul panorama europeo delle tecniche di protezione della sicurezza economica e professionale dei lavoratori. La nostra incapacit\u00e0 di superare questo blocco mentale rischia di condannarci a rimanere tagliati fuori dal processo di riforma del lavoro che costituisce parte integrante \u2013 e niente affatto secondaria! \u2013 del programma del Governo Monti.<br \/>\nLa seconda notazione critica \u00e8 questa: se la scelta del Pd di cui stiamo discutendo \u2013 di accettare un triennio iniziale di maggiore flessibilit\u00e0 del rapporto di lavoro\u00a0&#8211; \u00e8 dettata da un bilanciamento tra le esigenze di protezione dei lavoratori e le esigenze organizzative delle imprese, perch\u00e9 nel nostro dibattito interno su questa materia gli imprenditori sono pressoch\u00e9 totalmente assenti? Perch\u00e9 i nostri forum del lavoro e i nostri gruppi nelle Commissioni lavoro di Camera e Senato sono composti soltanto da sindacalisti o ex-sindacalisti e magari da qualche giuslavorista, ma nessun rappresentante dell\u2019imprenditoria? E s\u00ec che non ci mancano i Colaninno, le Merloni, i Sangalli, le Fioroni, i Marcucci: davvero tutti questi imprenditori che militano nelle nostre file non hanno nulla da dire su questi temi? O forse diamo loro l\u2019impressione che il partito non gradisca il loro intervenire in questo dibattito, o consideri il loro intervento poco rilevante ai fini delle scelte che dobbiamo compiere?<br \/>\nEppure ormai dovrebbe essere chiaro a tutti noi che l\u2019impresa \u00e8 tanto necessaria per dare valore al lavoro quanto il lavoro stesso \u00e8 necessario all\u2019impresa. Che dunque un partito propenso a non ascoltare o a mettere nell\u2019angolo la voce delle imprese non pu\u00f2 essere un buon difensore degli interessi dei lavoratori. Che, pi\u00f9 in generale, un sistema incapace di darsi un ordinamento del lavoro attrattivo per le imprese, nell\u2019era della globalizzazione, \u00e8 un sistema che si condanna a essere disertato dalle imprese, condannando quindi i propri lavoratori ad avere poche occasioni di lavoro e trattamenti complessivamente deteriori.<br \/>\nGi\u00e0 immagino che qualcuno ora mi ritorcer\u00e0 contro quest\u2019ultima osservazione. Mi si obietter\u00e0: \u201cProprio tu dici questo, che hai firmato un progetto tendente a porre a carico delle imprese ingenti oneri per il sostegno al lavoratore nel mercato del lavoro?\u201d. Rispondo subito: \u00e8 vero, quel mio progetto chiede molto alle imprese, ma \u00e8 stato approfonditamente discusso e affinato per anni in un confronto continuo non soltanto con i lavoratori e i loro sindacati, bens\u00ec anche con le imprese, le loro associazioni, i loro responsabili della gestione delle risorse umane. Proprio da questo lungo e capillare confronto tre anni fa \u00e8 nata non solo la lettera aperta al ministro del Lavoro di centinaia di giovani interessati alla riforma, ma anche quella di 75 imprese \u2013 di tutte le dimensioni \u2013 che gi\u00e0 allora si dichiaravano disponibili a farsi carico degli oneri previsti da quel progetto, considerandoli ampiamente compensati dai vantaggi economici della maggiore flessibilit\u00e0 che il progetto stesso offre loro, azzerando il ritardo nell\u2019aggiustamento degli organici. Ed \u00e8 ancora da quel capillare confronto che \u00e8 nato l\u2019<em>endorsement<\/em> esplicito dato a questo progetto dal Comitato Investitori Esteri di Confindustria, nel documento presentato al Governo Monti nei giorni scorsi.<br \/>\nOggi non \u00e8 il momento di coltivare polemiche al nostro interno. \u00c8 il momento di unirci intorno a una proposta seria di riforma, congruente con i punti fermi posti su questa materia da Mario Monti nel suo discorso programmatico del 17 novembre al Senato e con quello che ci chiede l\u2019Unione Europea. Quale che sia l\u2019opinione di ciascuno di noi sul \u201ccontratto prevalente di ingresso\u201d,\u00a0 cui ha fatto riferimento Stefano Fassina nella sua relazione, \u00e8 evidente che esso non esaurisce i temi della riforma a cui il Governo Monti sta lavorando. In particolare, resta fuori da questo progetto il tema della riforma degli ammortizzatori sociali, che dobbiamo affrontare tenendo conto del fatto che lo Stato potr\u00e0 dedicarvi risorse aggiuntive assai esigue. Ma anche tenendo conto del fatto che il problema cruciale, in materia di trattamenti di disoccupazione, non \u00e8 soltanto quello delle risorse necessarie per finanziarli, bens\u00ec anche quello della capacit\u00e0 di coniugare la loro erogazione con un forte esercizio della \u201ccondizionalit\u00e0\u201d dei trattamenti stessi. Non possiamo nasconderci la pressoch\u00e9 totale incapacit\u00e0 dei servizi pubblici per l\u2019impiego, oggi, di esigere e controllare la disponibilit\u00e0 effettiva dei lavoratori disoccupati per tutto quanto \u00e8 necessario al fine del reperimento di una nuova occupazione; anche perch\u00e9 i nostri servizi pubblici sono lontani dall\u2019essere capaci di fare tutto quanto \u00e8 necessario in questo campo.<br \/>\nQuesto \u00e8 il motivo per cui mi pare utile che la nostra proposta sia integrata da un\u2019apertura positiva alla disponibilit\u00e0 che sta emergendo da numerose imprese, in diverse regioni, per la sperimentazione anche di tecniche nuove di protezione della sicurezza economica e professionale dei lavoratori. Qualche giorno fa, in un\u2019importante intervista, Cesare Damiano ha sottolineato che tutti noi consideriamo il sistema di protezione danese come uno dei migliori del mondo, salvo rilevare \u2013 condivisibilmente &#8211; che da noi mancano le risorse pubbliche necessarie per attuarlo. Questo per\u00f2 significa che, dove invece le risorse ci siano, perch\u00e9 l\u2019impresa stessa \u00e8 disposta in via sperimentale a mettercele, la sperimentazione di quel modello non pu\u00f2 che essere considerata da noi positivamente, anche come passaggio necessario per elaborare e acquisire in questo campo un <em>know-how <\/em>che potr\u00e0 esserci utile in futuro.<br \/>\nNella valutazione di questa prospettiva non dobbiamo sottovalutare l\u2019importanza che pu\u00f2 assumere, per aumentare la capacit\u00e0 del nostro Paese di attrarre gli investimenti esteri, anche la possibilit\u00e0 della sperimentazione, per i nuovi rapporti di lavoro e in particolare per i nuovi insediamenti, di una nuova disciplina semplificata e allineata con i migliori standard nord-europei. Migliori, s\u2019intende, non soltanto dal punto di vista dell\u2019impresa, ma anche da quello dei lavoratori: perch\u00e9 le multinazionali non hanno alcuna intenzione \u2013 n\u00e9 del resto potrebbero permettersi \u2013 di presentarsi sul nostro mercato del lavoro offrendo condizioni di lavoro di livello complessivamente inferiore rispetto ai nostri standard nazionali. Mentre, viceversa, puntare su di un loro pi\u00f9 intenso loro afflusso costituisce una delle leve pi\u00f9 importanti sulle quali possiamo agire, per aumentare la domanda di lavoro, la sua produttivit\u00e0 e quindi anche il livello della sua retribuzione media. Dunque, di che cosa abbiamo paura?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019ULTIMA PROPOSTA DI RIFORMA ELABORATA DAL VERTICE DEL PD NON RECEPISCE AFFATTO IL PROGETTO BOERI-GARIBALDI-NEROZZI E APPARE COMUNQUE DEL TUTTO INADEGUATA RISPETTO AGLI OBIETTIVI PROGRAMMATICI ENUNCIATI DAL PREMIER MARIO MONTI Intervento svolto al Forum Lavoro del Pd, svoltosi a Roma il 12 gennaio 2012 &#8211; In argomento v. anche l&#8217;intervento di Stefano Fassina e quello [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[25,9],"tags":[],"class_list":["post-19003","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interventi","category-21-lavoro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19003","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=19003"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19003\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=19003"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=19003"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=19003"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}