
{"id":19200,"date":"2012-01-23T22:48:16","date_gmt":"2012-01-23T21:48:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=19200"},"modified":"2012-01-31T10:41:48","modified_gmt":"2012-01-31T09:41:48","slug":"pomigliano-quando-la-sinistra-sbaglia-il-bersaglio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=19200","title":{"rendered":"POMIGLIANO: QUANDO LA SINISTRA SBAGLIA IL BERSAGLIO"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">RIFLESSIONI IN MARGINE ALLA VISITA DELLO STABILIMENTO FIAT E A UN EPISODIO DI CONTESTAZIONE NELL&#8217;UNIVERSIT\u00c0 DI NAPOLI AL GRIDO &#8220;CONTRO MARCHIONNE, CONTRO IL PRECARIATO&#8221;: CHI DEMONIZZA UN INSEDIAMENTO INDUSTRIALE ECCELLENTE COME QUESTO SI ASSUME UNA RESPONSABILIT\u00c0 GRAVISSIMA VERSO IL PAESE<\/span><\/p>\n<p>Lettera sul lavoro<em> pubblicata sul <\/em>Corriere della Sera<em> del 24 gennaio 2012\u00a0 &#8211; Seguono <strong>la replica dei rappresentanti della Fiom <\/strong>di Pomigliano, pubblicata dal <\/em>Corriere della Sera <em>il 26 gennaio, e <strong>la mia controreplica <\/strong>pubblicata dallo stesso quotidiano il giorno successivo<br \/>\n<\/em><\/p>\n<p><!--more-->Caro Direttore, venerd\u00ec mattina ho visitato in ogni reparto il nuovo stabilimento della Fiat di Pomigliano. Il pomeriggio dello stesso giorno, all\u2019Universit\u00e0 di Napoli, ho assistito all\u2019<a title=\"Intervista al Mattino, 21.1.12\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=19124\" target=\"_blank\">intervento urlato di un gruppo di contestatori<\/a>; uno dei loro slogan era \u201ccontro Marchionne e contro il precariato\u201d. Ho provato una stretta al cuore per l\u2019inganno di cui quei ragazzi sono vittime. E per la responsabilit\u00e0 grave che tanta parte della sinistra italiana si assume demonizzando un insediamento industriale come questo.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ho visto moltissime fabbriche metalmeccaniche; ma una come questa di Pomigliano non l\u2019ho vista mai. Non mi riferisco all\u2019esercito dei robot del reparto lastratura, che compiono interamente da soli il lavoro pi\u00f9 pesante e pericoloso: il montaggio e la saldatura della scocca, la struttura della Panda. Mi ha impressionato molto di pi\u00f9 il resto della fabbrica, dove a operare direttamente sono le persone. La prima cosa che mi ha colpito \u00e8 stata l\u2019assenza di rumore, l\u2019ampiezza degli spazi, la distribuzione della luce, l\u2019azzurro della rete dei vialetti, con strisce spartitraffico e passaggi pedonali, che attraversano le zone di lavoro; gli uffici con le pareti di cristallo collocati in mezzo al percorso del montaggio, quasi a sottolineare il superamento di ogni distinzione tra operai e impiegati. Poi il serpentone giallo: la nuova \u201ccatena\u201d che catena non \u00e8 pi\u00f9, collocata su di un largo nastro di parquet tirato a lucido, che si sposta lentamente, dove anche a me estraneo viene consentito di muovermi liberamente nei larghi spazi tra una postazione e l\u2019altra. Tutto \u00e8 strutturato in funzione della persona che lavora: \u00e8 la scocca ad abbassarsi o rovesciarsi, non le braccia ad alzarsi. I lavoratori, per lo pi\u00f9 giovani, ragazzi e ragazze, tutti con una tuta bianca pulitissima, suddivisi in gruppi di cinque o sei e tra loro intercambiabili. Scelgo a caso quelli o quelle con cui parlare a tu per tu. Tutti mi dicono che la nuova organizzazione \u00e8 <em>meno<\/em> pesante della precedente. La paga-base mensile lorda di un quinto livello, qui, \u00e8 sopra i 1700 euro, quasi 1550 per un terzo livello; poi ci sono il premio e gli scatti; quando entrer\u00e0 in funzione il terzo turno, a questi si aggiunger\u00e0 il compenso per l\u2019ora e mezza media settimanale di straordinario e la maggiorazione per il lavoro notturno.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Uscito di l\u00ec, attraversando le vie sdrucite della periferia di Napoli, mi frulla per la testa la frase pi\u00f9 benevola che ho sentito dalle mie parti politiche riguardo a questo stabilimento due anni fa, quando si discuteva del progetto \u201cFabbrica Italia\u201d: \u201cS\u00ec, purch\u00e9 sia un\u2019eccezione\u201d. Ma perch\u00e9 questa diffidenza? Solo per le due deroghe marginali che il progetto comportava rispetto al contratto collettivo nazionale, delle quali la pi\u00f9 rilevante riguardava appunto la possibilit\u00e0 di un\u2019ora e mezza di straordinario alla settimana? A me sembra che dovremmo, semmai, auspicare altri cento stabilimenti come questo per lo sviluppo del nostro Mezzogiorno, per rimettere in moto la crescita del nostro Paese. Altro che \u201cun\u2019eccezione\u201d!<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Oggi l\u2019obiezione \u00e8 che a Pomigliano si viola la democrazia sindacale, perch\u00e9 non viene riconosciuto il diritto della Fiom-Cgil a una rappresentanza in fabbrica. Questo \u00e8 il risultato \u2011 conforme, peraltro, alla legge vigente \u2011 del rifiuto opposto dalla stessa Fiom alla firma di qualsiasi contratto collettivo applicato dalla Fiat. Cambiamo questa norma. Per\u00f2 l\u2019attacco violentissimo contro il piano \u201cFabbrica Italia\u201d \u00e8 venuto molto prima che sorgesse il problema della rappresentanza sindacale. E la guerriglia giudiziaria contro il progetto, l\u2019opposizione a che qualche cosa di simile a Pomigliano si faccia anche altrove, prescinde da questo particolare problema.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Si dice, ancora: \u201cLa Fiat non ha chiarito il suo piano industriale\u201d. Sar\u00e0; ma qui c\u2019\u00e8 un investimento colossale che sta dando lavoro per almeno quattro anni a migliaia di persone; e lavoro di alta produttivit\u00e0 e qualit\u00e0, relativamente ben retribuito. Chiediamo pure chiarimenti ulteriori sul futuro, ma qui c\u2019\u00e8 gi\u00e0 qualcosa di chiarissimo per il presente, che stiamo disprezzando senza neppure degnarlo di uno sguardo (il sindaco di Napoli De Magistris ha rifiutato di visitare lo stabilimento!). Oltretutto, disprezzandolo, presentiamo a tutte le multinazionali che potrebbero essere interessate a investire da noi un\u2019immagine repellente del nostro Paese.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ai ragazzi del centro sociale \u201ccontro Marchionne e contro il precariato\u201d ho chiesto: non vi accorgete che, tolto Marchionne, vi resta solo il lavoro nei sottoscala controllati dalla camorra? Chi incita al rifiuto di un investimento come quello della Fiat-Chrysler su Pomigliano, da dove pensa che possa venire lo sviluppo del Mezzogiorno e la crescita di questo Paese?<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #993300;\">LA RISPOSTA DEI RAPPRESENTANTI DELLA FIOM DI POMIGLIANO: NON \u00c8 LA CITT\u00c0 DEL SOLE<br \/>\n<\/span><\/strong><em><span style=\"color: #993300;\"><span style=\"color: #000000;\">(26 gennaio 2012)<\/span><\/span><\/em><strong><span style=\"color: #993300;\"><br \/>\n<\/span><\/strong>Caro professore Ichino,<br \/>\nabbiamo letto la sua lettera sul<em> Corriere della Sera <\/em>e abbiamo pensato di rivolgerci a lei, dalle stesse colonne, nella speranza di non spezzare il filo del dialogo tra chi esprime opinioni diverse.<br \/>\nInnanzitutto, e non \u00e8 per spirito polemico, vorremmo dirle che noi operai di Pomigliano eravamo gi\u00e0 puliti, prima della nascita della newco.<br \/>\nLe confessiamo che abbiamo provato anche un po\u2019 di fastidio nel leggere la sua descrizione della fabbrica: una <em>location<\/em> da spot, proprio come quello della nuova Panda, in cui si esalta la creativit\u00e0 di chi vi lavora mentre scorrono le immagini di un\u2019operaia che si sveglia con il sorriso, prepara la colazione e il caff\u00e8 (che beve, a proposito di immagini stereotipate, affacciata ad un balcone che ricorda quello di Eduardo in \u201cQuesti fantasmi\u201d), accompagna serenamente i figli a scuola e poi attraversa la citt\u00e0, senza traffico, per recarsi a lavorare.<br \/>\nUna pubblicit\u00e0, per definizione, deve essere accattivante: del resto, serve a vendere un prodotto. Ma viene da chiedersi, vivendo nella realt\u00e0 e non nella pubblicit\u00e0: ma a che ora arriva la signora al lavoro, dopo tutte quelle \u201cpause\u201d?<br \/>\nCaro Professore, noi sappiamo che la realt\u00e0 \u00e8 ben diversa e pensiamo che lei abbia una frequentazione saltuaria delle fabbriche. Lei ha avuto la fortuna di entrare in quella fabbrica, la maggioranza di noi lavoratori no. Sappiamo che molti, per la natura industriale del progetto, probabilmente non vi rientreranno. E\u2019 un problema politico enorme, non le pare?<br \/>\nCos\u00ec come un problema politico \u00e8 la discriminazione ai danni dei lavoratori iscritti alla Cgil perpetrata dopo una sentenza esecutiva del Tribunale di Torino che condanna la Fiat per condotta antisindacale a Pomigliano e riconosce alla Fiom la possibilit\u00e0 di esercitare il suo ruolo sindacale, pur non avendo firmato l\u2019accordo. In forza di una distorta interpretazione dell\u2019articolo 19 dello statuto dei lavoratori, cos\u00ec come modificato dal referendum del 1995, le spieghiamo le mosse di Fiat (altro che \u201cdue deroghe marginali\u201d): contratto aziendale sostitutivo del contratto nazionale con l\u2019aggiramento (legale?) dell\u2019articolo 2012 del codice civile; uscita da Confindustria per non essere vincolata ad accordi interconfederali; utilizzo della crisi e del possibile ridimensionamento della forza lavoro occupata, per selezionare i lavoratori da \u201criassumere\u201d. Si fa sapere loro che chi \u00e8 iscritto alla Fiom non sar\u00e0 richiamato ed il gioco \u00e8 fatto.<br \/>\nLe chiediamo: cosa ha da temere la Fiat? Sul serio possiamo pensare che il \u201cmanager dei due mondi\u201d possa temere il \u201csaldatore di Castelnovo\u00a0ne\u2019 monti\u201d?<br \/>\nE se tutto fosse come da lei descritto, cos\u00ec bello (si lavora meglio, si guadagna di pi\u00f9, nessun rumore o puzza), quanto pensa durerebbe un sindacato che si porrebbe contro questa \u201ccitt\u00e0 del sole\u201d? Qual \u00e8 la necessit\u00e0 di terremotare il diritto del lavoro per come si \u00e8 consolidato nel nostro paese.<br \/>\nVuoi vedere che la realt\u00e0 \u00e8 diversa da come appare ai suoi occhi di visitatore occasionale?<br \/>\nLe rivolgiamo un invito: venga a trascorrere qualche settimana con noi, provando a \u201cleggere\u201d la vicenda da quest\u2019altra parte, non ricorrendo a stereotipi e luoghi comuni sul sud. Scoprir\u00e0, forse, anche le ragioni dell\u2019amarezza di chi, per tenere aperto lo stabilimento, si \u00e8 beccato le randellate sulla testa dalla polizia; che qualche pregiudizio negativo nei nostri confronti, inconsapevolmente, lei lo ha maturato; che abbiamo una dignit\u00e0 di lavoratori cui non intendiamo rinunciare. E che c\u2019\u00e8 un mezzogiorno che vuole svilupparsi, con un\u2019idea diversa da quella di Marchionne, o di chi la pensa come lui, che non teme di confrontarsi.<br \/>\nFrancesco Percuoco e le rsu Fiom<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #993300;\">LA MIA CONTROREPLICA: CAMBIAMO LA LEGGE, MA TENIAMOCI LA FABBRICA-GIOIELLO<\/span><\/strong><br \/>\n<em>(27 gennaio 2012)<\/em><br \/>\nCaro Direttore, rispondo alla lettera dei rapresentanti Fiom di Pomigliano pubblicata ieri sul <em>Corriere<\/em>. C\u2019\u00e8 anche la versione della direzione aziendale, che nega la discriminazione, sostenendo che, semplicemente, gli ex-iscritti alla Fiom assunti nel nuovo stabilimento non si iscrivono pi\u00f9 al loro vecchio sindacato. La spiegazione \u00e8 plausibile, perch\u00e9 se fosse per la Fiom, la nuova fabbrica non sarebbe mai nata. Per\u00f2, certo, pu\u00f2 essere che le cose non stiano cos\u00ec. C\u2019\u00e8 un modo per verificarlo: il procedimento d\u2019urgenza previsto dalla legge n. 125\/1991, che consente al lavoratore di denunciare la discriminazione limitandosi a mostrare l\u2019indizio statistico (com\u2019\u00e8 che, con tutti i ricorsi promossi dalla Fiom, di questo non si \u00e8 vista traccia?). Quanto al riconoscimento della rappresentanza Fiom, la norma oggi in vigore (articolo 19 dello Statuto) priva di quel diritto il sindacato che non abbia firmato alcun contratto applicato in azienda. Considero anch\u2019io sbagliata questa norma: tre anni fa ho presentato un disegno di legge (<a title=\"ddl 1872\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=4987\" target=\"_blank\">n. S-1872<\/a>) per stabilire il principio che la coalizione sindacale maggioritaria pu\u00f2 contrattare, anche in deroga rispetto al contratto nazionale, con efficacia estesa a tutti, e il sindacato minoritario pu\u00f2 non firmare senza perdere il diritto alla rappresentanza riconosciuta. Ma la Fiom si opponeva anche a quella soluzione, sostenendo che il contratto nazionale dovesse rimanere intangibile. Sta di fatto che ora, con <a title=\"accordo 28.06.11\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=15647\" target=\"_blank\">l\u2019accordo interconfederale del 28 giugno 2011<\/a>, la possibilit\u00e0 di deroga rispetto al contratto nazionale \u00e8 accettata anche dalla Cgil; dunque le ragioni originarie dell\u2019opposizione al contratto aziendale di Pomigliano sono cadute. Perch\u00e9 dunque ora la Fiom non firma quel contratto, se non altro per ottenere il diritto alla rappresentanza in fabbrica? Davvero vogliamo mettere in discussione un gioiello della tecnologia e dell\u2019organizzazione del lavoro come lo stabilimento di Pomigliano solo per un puntiglio sindacale? Propongo comunque una soluzione ragionevole: cambiamo la legge sulle rappresentanze sindacali e teniamoci lo stabilimento-gioiello. Almeno su questo la Fiom sarebbe d\u2019accordo?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>RIFLESSIONI IN MARGINE ALLA VISITA DELLO STABILIMENTO FIAT E A UN EPISODIO DI CONTESTAZIONE NELL&#8217;UNIVERSIT\u00c0 DI NAPOLI AL GRIDO &#8220;CONTRO MARCHIONNE, CONTRO IL PRECARIATO&#8221;: CHI DEMONIZZA UN INSEDIAMENTO INDUSTRIALE ECCELLENTE COME QUESTO SI ASSUME UNA RESPONSABILIT\u00c0 GRAVISSIMA VERSO IL PAESE Lettera sul lavoro pubblicata sul Corriere della Sera del 24 gennaio 2012\u00a0 &#8211; Seguono la [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4,11],"tags":[],"class_list":["post-19200","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-editoriale","category-23-sindacato"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19200","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=19200"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19200\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=19200"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=19200"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=19200"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}