
{"id":19262,"date":"2012-01-29T13:05:37","date_gmt":"2012-01-29T12:05:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=19262"},"modified":"2012-01-29T19:49:15","modified_gmt":"2012-01-29T18:49:15","slug":"scalfari-una-lettera-per-susanna-camusso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=19262","title":{"rendered":"SCALFARI: UNA LETTERA PER SUSANNA CAMUSSO"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">SE IL SINDACATO FAR\u00c0 PROPRIA LA FILOSOFIA CHE FU DI LUCIANO\u00a0LAMA, QUINDI COOPERER\u00c0 A\u00a0UNA RIFORMA DEL LAVORO ISPIRATA ALLA FLESSIBILIT\u00c0, ESSO SI CONFERMER\u00c0 COME PILASTRO DEL SISTEMA DEMOCRATICO; ALTRIMENTI SI RIDURR\u00c0 AL RUOLO DI UNA DELLE TANTE LOBBIES CHE FRENANO LO SVILUPPO DEL PAESE<\/span>\u00a0\u00a0<\/p>\n<p><em>Articolo di fondo <strong>di Eugenio Scalfari<\/strong> su <\/em>la Repubblica<em>, 29 gennaio 2012<\/em><\/p>\n<p><!--more-->\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Quando il sindacato mette al primo posto del suo programma la disoccupazione vuol dire che si \u00e8 reso conto che il problema \u00e8 angoscioso e tragico e che ad esso debbono essere sacrificati tutti gli altri obiettivi. Per esempio quello, peraltro pienamente legittimo per il movimento sindacale, di migliorare le condizioni degli operai occupati. Ebbene, se vogliono esser coerenti con l&#8217;obiettivo di far diminuire la disoccupazione, \u00e8 chiaro che il miglioramento delle condizioni degli operai occupati passa in seconda linea.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La politica salariale nei prossimi anni dovr\u00e0 essere molto contenuta e il meccanismo della cassa integrazione dovr\u00e0 esser rivisto da cima a fondo. Non possiamo pi\u00f9 obbligare le aziende a trattenere un numero di lavoratori che supera le loro possibilit\u00e0 produttive, n\u00e9 possiamo continuare a pretendere che la cassa integrazione assista in via permanente i lavoratori eccedenti. La cassa pu\u00f2 assistere i lavoratori per un anno e non oltre salvo casi eccezionalissimi che debbono essere esaminati dalle commissioni regionali di collocamento. Insomma, mobilit\u00e0 effettiva della manodopera e fine del sistema del lavoro assistito in permanenza. Si tratta d&#8217;una svolta di fondo. Dal 1969 in poi il sindacato ha puntato le sue carte sulla rigidit\u00e0 della forza-lavoro, ma ora ci siamo resi conto che un sistema economico aperto non sopporta variabili indipendenti.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 I capitalisti sostengono che il profitto \u00e8 una variabile indipendente. I lavoratori e il sindacato, quasi per ritorsione, hanno sostenuto che il salario e la forza-lavoro sono variabili indipendenti. Sono sciocchezze perch\u00e9 in un&#8217;economia aperta le variabili sono tutte dipendenti una dall&#8217;altra. Se il livello salariale \u00e8 troppo elevato rispetto alla produttivit\u00e0, il livello dell&#8217;occupazione tender\u00e0 a scendere e la disoccupazione aumenter\u00e0 perch\u00e9 le nuove leve giovani non troveranno sbocco. Naturalmente non possiamo abbandonare i licenziati al loro destino. Il salto che si fa ammettendo il principio del licenziamento degli esuberi e limitando l&#8217;assistenza della cassa integrazione a un anno \u00e8 enorme ed \u00e8 interesse generale quello di non rendere drammatica ed esplosiva questa situazione sociale. Perci\u00f2 dobbiamo tutelare con precedenza assoluta i lavoratori licenziati. Alla base di tutto per\u00f2 c&#8217;\u00e8 il problema dello sviluppo. Se l&#8217;economia ristagna o retrocede la situazione sociale pu\u00f2 diventare insostenibile.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La sola soluzione \u00e8 la ripresa dello sviluppo. Quando si deve rinunciare al proprio &#8220;particulare&#8221; in vista di obiettivi nobili ma che in concreto impongono sacrifici, ci vuole una dose molto elevata di coscienza politica e di classe. Si \u00e8 parlato molto, da parte della borghesia italiana, del guaio che in Italia ci sia un sindacato di classe. Ebbene, se non ci fosse un&#8217;alta coscienza di classe, discorsi come questo sarebbero improponibili. Abbiamo detto che la soluzione delle presenti difficolt\u00e0 e il riassorbimento della disoccupazione sta tutto nell&#8217;avviare un&#8217;intensa fase di sviluppo. Per collaborare a questo obiettivo noi chiamiamo la classe operaia ad un programma di sacrifici, ad un grande programma di solidariet\u00e0 nazionale. Naturalmente tutte le categorie e tutti i gruppi sociali debbono fare altrettanto. Se questo programma non dovesse passare vorrebbe dire che avrebbero vinto gli egoismi di settore e non ci sarebbe pi\u00f9 speranza per questo Paese.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Debbo a questo punto avvertire i lettori che il testo che hanno fin qui letto non l&#8217;ho scritto io e tanto meno il ministro Elsa Fornero, anche se probabilmente ne condivide la sostanza. Si tratta invece d&#8217;una lunga intervista da me scritta praticamente sotto dettatura di Luciano Lama, allora segretario generale della Cgil. Era il gennaio del 1978, un anno di gravi turbolenze economiche e sociali, che culmin\u00f2 tragicamente pochi mesi dopo col rapimento di Aldo Moro e poi con la sua esecuzione ad opera delle Brigate rosse. Lama parlava in quell&#8217;intervista a nome della Federazione sindacale che vedeva uniti con la Cgil anche la Cisl, allora guidata da Carniti, e la Uil presieduta da Benvenuto. Il segretario generale aggiunto della Cgil era il socialista Ottaviano del Turco, tutto il ventaglio sindacale era dunque rappresentato dalle parole di Lama. Quella stessa Federazione fu poi l&#8217;elemento fondamentale della lotta al terrorismo che trov\u00f2 nelle fabbriche e nella classe operaia il pi\u00f9 fermo baluardo contro le Br da un lato e contro lo stragismo di destra e dei &#8220;servizi deviati&#8221; che facevano capo a Gladio e alla P2. Le contropartite che Lama e tutto il sindacalismo operaio chiedevano erano due, una economica e l&#8217;altra politica. Chiedevano, e nell&#8217;intervista \u00e8 detto con estrema chiarezza, una politica di sviluppo e di piena occupazione e chiedevano anche che il sindacato potesse dire la sua sui temi della politica economica, la politica degli investimenti e quella della distribuzione del reddito, cio\u00e8 della politica fiscale. Le linee di questo programma erano chiare fin da allora e furono perseguite negli anni successivi come risult\u00f2 anche dalle interviste che ebbi con Lama nel 1980, nell&#8217;82 e nell&#8217;84. Eravamo diventati amici e con me si apriva con grande sincerit\u00e0, ma ne parlava anche in interventi pubblici e nelle sedi confederali. Nell&#8217;84 la Federazione si ruppe. D&#8217;altra parte la mitica classe operaia si stava rapidamente sfaldando sotto l&#8217;urto delle nuove tecnologie produttive e dell&#8217;economia globalizzata e finanziarizzata. Tanto pi\u00f9 \u00e8 apprezzabile oggi il tentativo che Susanna Camusso sta perseguendo &#8211; gi\u00e0 iniziato a suo tempo da Guglielmo Epifani &#8211; di fare del sindacato un interlocutore essenziale del governo.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il governo Monti persegue una linea riformista e innovatrice, che trae dall&#8217;emergenza la sua investitura ma se ne vale per cambiare i connotati della societ\u00e0 italiana, ingessata da molti anni dalle corporazioni, dai conflitti d&#8217;interesse a tutti i livelli, dalla partitocrazia prima e dal berlusconismo poi. L&#8217;emergenza economica impone al governo gravissimi compiti che producono una diffusa impopolarit\u00e0 e crescenti resistenze. In questa situazione un sindacato forte \u00e8 l&#8217;interlocutore indispensabile a condizione che sia capace di darsi un programma nazionale (come Lama aveva detto nell&#8217;intervista sopracitata) che anteponga l&#8217;interesse generale del Paese al &#8220;particulare&#8221; delle singole categorie. Perci\u00f2 l&#8217;intervista di Lama dovrebbe essere riletta nel suo testo integrale dalla Camusso, da Bonanni e da Angeletti, perch\u00e9 \u00e8 del sindacalismo operaio che si parla e del suo compito d&#8217;interprete delle esigenze dei lavoratori e dei pensionati ma anche del bene comune.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Naturalmente la situazione del 2012 non \u00e8 quella del 1978. Sono cambiati gli elementi strutturali dell&#8217;economia e della politica; \u00e8 cambiata la divisione internazionale del lavoro; \u00e8 cambiato il capitalismo, si sono decomposte le classi, \u00e8 affondato il comunismo reale. Quello che dovrebbe essere recuperato nella sua integrit\u00e0 \u00e8 lo spirito della democrazia formale e sostanziale che si basa soprattutto su un principio: la sovranit\u00e0 del popolo \u00e8 proporzionale ai sacrifici che gli interessi particolari sono chiamati a compiere in favore del bene comune. &#8220;No taxation without representation&#8221;, questo fu il motto della nascente democrazia liberale inglese del diciottesimo secolo e questo dovrebbe essere anche il criterio d&#8217;una societ\u00e0 come la nostra dove l&#8217;85 per cento delle imposte personali gravano sui lavoratori dipendenti e sui pensionati, dove il salario reale \u00e8 eroso dal costo della vita in costante aumento e dove la ricchezza sfugge in gran parte al fisco. Sono 280 i miliardi che evadono secondo le stime dell&#8217;Agenzia delle entrate, e 120 i tributi non pagati. I principali interessati al rinnovamento del Paese &#8211; ma meglio sarebbe dire alla rifondazione dello Stato &#8211; sono dunque i lavoratori dipendenti e i pensionati. Se saranno lungimiranti; se anteporranno l&#8217;interesse nazionale a quello particolare e quello dei figli a quello dei padri. Naturalmente ottenendo le dovute garanzie tra le quali quella che una volta tanto alle parole corrispondano i fatti e che l&#8217;equit\u00e0 impedisca la macelleria sociale.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La Cgil, ma anche la Cisl e la Uil, vogliono che l&#8217;agenda non sia scritta dal governo ma dai sindacati. Questa richiesta presuppone una forza che in questa situazione il sindacato non ha. Forse l&#8217;avrebbe se la crisi riguardasse soltanto l&#8217;Italia, ma riguarda il mondo intero, riguarda l&#8217;Europa e in generale i paesi di antica opulenza che sono costretti a confrontare i loro costi di produzione con quelli infinitamente pi\u00f9 bassi dei Paesi di nuova ricchezza, i diritti sindacali con quelli di fatto inesistenti dei Paesi poveri, i diritti di cittadinanza con quelli anch&#8217;essi inesistenti dell&#8217;immensa platea dei migranti. Ecco perch\u00e9 l&#8217;agenda dei problemi, delle domande, delle richieste, non pu\u00f2 essere scritta n\u00e9 dai sindacati n\u00e9 dai governi: \u00e8 scritta dall&#8217;emergenza e dalla necessit\u00e0 di farvi fronte. Noi siamo uno spicchio della crisi. Abbiamo fatto il dover nostro e il nostro interesse con la manovra sul rigore dei conti appesantiti da una mole di debito. Adesso \u00e8 il momento della crescita e dello sviluppo. Non dipende solo da noi, lo sviluppo dell&#8217;economia italiana. Dipende dall&#8217;Europa ed ha del miracoloso il prestigio che il governo Monti ha recuperato dopo la decennale dissipazione berlusconiana.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La crescita dipende in larga misura dalla produttivit\u00e0 e dalla competitivit\u00e0 del sistema Italia. Sono state entrambe imbrigliate dalle <em>lobbies<\/em> ma la produttivit\u00e0 dipende da tre elementi: il costo di produzione (che \u00e8 cosa diversa dal salario), la flessibilit\u00e0 del mercato del lavoro, la capacit\u00e0 imprenditoriale. <strong>Il sindacato pu\u00f2 e deve favorire la flessibilit\u00e0 del lavoro in entrata e in uscita. Se far\u00e0 propria la politica sindacale di Lama che la port\u00f2 avanti tenacemente per otto anni, avr\u00e0 fatto il dover suo. La riforma della cassa integrazione \u00e8 uno dei tasselli.<\/strong> Non piace alla Camusso e neppure alla Marcegaglia ed \u00e8 evidente il perch\u00e9. Infatti non potr\u00e0 essere adottata se simultaneamente non sar\u00e0 rinnovato e potenziato il sistema degli ammortizzatori sociali. In mancanza di questo il sindacato ha ragione di dire no per evitare quella macelleria che farebbe esplodere una crisi sociale estremamente pericolosa. Ma in presenza d&#8217;un meccanismo di protezione efficiente e robusto il sindacato dovrebbe farlo proprio e accettare la riforma della cassa integrazione. <strong>Questi sono i termini del problema se il sindacato vorr\u00e0 riassumere il ruolo di protagonista. Altrimenti decadr\u00e0 al rango di <em>lobby<\/em> come l&#8217;avrebbe voluto e ancora lo vorrebbe l&#8217;ex ministro del Lavoro Sacconi<\/strong>. A Camusso, Bonanni e Angeletti la scelta.<a><\/a><a><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>SE IL SINDACATO FAR\u00c0 PROPRIA LA FILOSOFIA CHE FU DI LUCIANO\u00a0LAMA, QUINDI COOPERER\u00c0 A\u00a0UNA RIFORMA DEL LAVORO ISPIRATA ALLA FLESSIBILIT\u00c0, ESSO SI CONFERMER\u00c0 COME PILASTRO DEL SISTEMA DEMOCRATICO; ALTRIMENTI SI RIDURR\u00c0 AL RUOLO DI UNA DELLE TANTE LOBBIES CHE FRENANO LO SVILUPPO DEL PAESE\u00a0\u00a0 Articolo di fondo di Eugenio Scalfari su la Repubblica, 29 gennaio [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9,12],"tags":[],"class_list":["post-19262","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-21-lavoro","category-24-politica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19262","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=19262"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19262\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=19262"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=19262"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=19262"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}