
{"id":19401,"date":"2012-02-26T11:59:02","date_gmt":"2012-02-26T10:59:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=19401"},"modified":"2012-02-25T16:22:29","modified_gmt":"2012-02-25T15:22:29","slug":"la-recensione-di-raoul-nacamulli-a-%e2%80%9cinchiesta-sul-lavoro%e2%80%9d","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=19401","title":{"rendered":"LA RECENSIONE DI RAOUL NACAMULLI A \u201cINCHIESTA SUL LAVORO\u201d"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">&#8220;NON E&#8217; SOLTANTO UN PAMPHLET DI PROPOSTA POLITICA [&#8230;] IL LIBRO\u00a0\u00c8 LA STORIA EMBLEMATICA DI UN MODO D&#8217;INTENDERE E DI VEDERE INTERIORMENTE LA PROPRIA VITA PROFESSIONALE FRA RAZIONALIT\u00c0, PASSIONE E CONVINCIMENTI PROFONDI&#8221;<\/span><\/p>\n<p><em>Recensione in corso di pubblicazione nella rubrica &#8220;Letture Intelligenti&#8221; della\u00a0<\/em>Harvard Business Review Italia<em>, marzo 2012<\/em><\/p>\n<p><!--more-->La singolarit\u00e0 della proposta di riforma del mercato del lavoro formulata da Pietro Ichino consiste nella scelta di una vera e propria prospettiva sistemica al cambiamento del diritto e del mercato del lavoro.<br \/>\nQuesto modo di vedere sottende la necessit\u00e0 inderogabile di una profonda trasformazione del complesso di regole che contraddistinguono l\u2019assetto tradizionale che essendo nato per la fabbrica fordista deve essere cambiato alla radice per divenire rispondente alle esigenze della societ\u00e0 attuale ben diversa da quella di un tempo poich\u00e9 dominata dai processi di globalizzazione ed abilitata da internet. Per potere far questo bisogna, anzitutto, semplificare l\u2019intero ordinamento attuale affetto da inutili bizantinismi per arrivare a riuscire a racchiudere l\u2019intero diritto del lavoro in soli sessantaquattro articoli. E\u2019 necessario poi riformare il mercato del lavoro ispirandosi al concetto di \u201cflexicurity\u201d che trova applicazione nei sistemi economici pi\u00f9 evoluti e che sottende, per l\u2019appunto, la finalit\u00e0 di migliorare sia la flessibilit\u00e0, che l\u2019occupazione come pure la sicurezza sociale. Il modello della \u201c flessisicurezza \u201c trova un\u2019applicazione concreta e complessivamente assai positiva in Danimarca. In questo Paese, infatti, \u00e8 stata praticata una deregolamentazione del mercato del lavoro attraverso una strategia integrata che comporta sia minori vincoli per le imprese, in modo da garantire loro le condizioni per un rapido adattamento alle richieste del mercato, significativi investimenti in un efficace modello di formazione continua capace di adattare le competenze dei lavoratori ai bisogni<br \/>\ndel sistema produttivo ed il sostegno da parte di efficienti servizi per l\u2019impiego nonch\u00e9 di un impianto assicurativo capace di sostenere i lavoratori, in maniera appropriata, durante il periodo di disoccupazione.<br \/>\nTale modello viene sostenuto sia dallo Stato come pure da quote corrisposte dalle imprese che attivano le azioni di mobilit\u00e0. Ecco in Italia, secondo Pietro Ichino, dovremmo avvicinarci il pi\u00f9 possibile al traguardo danese. Ci\u00f2 senza chiedere un contributo aggiuntivo statale anche per responsabilizzare le aziende riguardo al sostegno dei lavoratori in cerca di occupazione. Questo in base al principio che pi\u00f9 rapidi sono i processi di messa in mobilit\u00e0 e di ricollocazione dei lavoratori minore risulta il costo a carico delle imprese e della societ\u00e0 e quindi pi\u00f9 elevati sono la <em>performance<\/em> del sistema economico, l\u2019equit\u00e0 ed il benessere collettivo.<br \/>\nInoltre l\u2019assegno per i senza lavoro dovrebbe essere sufficientemente congruo rispetto alla retribuzione degli interessati ed erogato per un periodo pari al tempo del rapporto intercorso con l\u2019impresa e con un tetto massimo di tre anni. La condizione per il mantenimento dell\u2019indennit\u00e0 di disoccupazione \u00e8 che il lavoratore non si rifiuti di aderire alle azioni di formazione continua indirizzate alla sua riqualificazione professionale ed a quelle mirate al suo collocamento in una nuova occupazione. E\u2019 in questo quadro che tutti i lavoratori accettano un contratto unico di lavoro a tempo indeterminato pi\u00f9 flessibile. Questo attraverso un modello di protezione della stabilit\u00e0 basato, in caso di licenziamento, su un\u2019indennit\u00e0 che pu\u00f2 arrivare fino ad un massimo di diciotto mensilit\u00e0. Certo l\u2019esportabilit\u00e0 del modello danese di \u201cflexisecurity\u201d nel nostro Bel Paese viene fortemente messa in dubbio da varie parti. Ad esempio l\u2019ex ministro del lavoro Cesare Damiano sottolinea come la cultura della Danimarca sia profondamente diversa dalla nostra essendo profondamente impregnata dall\u2019etica calvinista e da un forte senso di cittadinanza che da noi sarebbe tutto da costruire.<br \/>\nInoltre in terra danese il lavoratore che perde il posto viene preso in carico da una rete di uffici di collocamento molto efficienti e distribuiti capillarmente sul territorio che si occupano di offrirgli rapidamente nuove adatte occasioni lavoro impegnandosi a fornirgli , nel contempo, una formazione professionale mirata e di elevata qualit\u00e0. Per far fronte a queste categorie di argomentazioni il modello di \u201cflexsecurity\u201d sembra, in molte proposte avanzate da studiosi, politici e sindacalisti, aver finito per essere sostituito da analisi parziali riferite all\u2019intervento su singole leve di funzionamento del mercato del lavoro in modo da poterle ripensare ed agire alla luce della situazione attuale e delle sfide che si presentano in prospettiva. In altre parole, da parte di molti, la visione unitaria e sistemica di Ichino \u00e8 stata , per cos\u00ec dire, \u201cspacchettata\u201d alla luce del motto che \u201cil meglio \u00e8 nemico del bene\u201d. Ne consegue che il problema di riforma del mercato del lavoro, in molte occasioni, ha finito, nuovamente come era accaduto in passato, per essere considerato rispetto ai singoli temi oggetto dei cambiamenti quali: le tipologie di contratto, la formazione continua, la flessibilit\u00e0 del mercato del lavoro e gli ammortizzatori sociali. Ma al di l\u00e0 di questo stato di cose bisogna sottolineare che per potere davvero comprendere non solo i contenuti ma anche il significato pi\u00f9 profondo del l libro \u201c Inchiesta sul lavoro\u201d si deve constatare che esso non \u00e8 certo un \u201cinstant book\u201d e nemmeno solo un buon libro di diritto del lavoro, di economia e di sociologia e neppure soltanto un pamphlet di proposta politica indirizzato a correggere gli \u201ceffetti perversi\u201d generati dagli interventi parziali che si sono succeduti a partire dagli anni novanta ed a superare il dualismo fra i lavoratori protetti e quelli precari (gli <em>insider<\/em> e gli <em>outsider<\/em>). Il saggio \u00e8 invece, prima di tutto, un racconto personale vissuto ossia una narrazione intimamente autobiografica del lungo percorso sviluppato dall\u2019Autore dapprima come sindacalista, poi come ricercatore nel campo del diritto del lavoro e quindi come politico in Parlamento.<br \/>\nInsomma il libro \u00e9 una storia emblematica di un modo d\u2019intendere e di vivere interiormente la propria vita professionale fra razionalit\u00e0, passione e convincimenti profondi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;NON E&#8217; SOLTANTO UN PAMPHLET DI PROPOSTA POLITICA [&#8230;] IL LIBRO\u00a0\u00c8 LA STORIA EMBLEMATICA DI UN MODO D&#8217;INTENDERE E DI VEDERE INTERIORMENTE LA PROPRIA VITA PROFESSIONALE FRA RAZIONALIT\u00c0, PASSIONE E CONVINCIMENTI PROFONDI&#8221; Recensione in corso di pubblicazione nella rubrica &#8220;Letture Intelligenti&#8221; della\u00a0Harvard Business Review Italia, marzo 2012<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-19401","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-21-lavoro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19401","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=19401"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19401\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=19401"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=19401"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=19401"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}