
{"id":19404,"date":"2012-02-04T13:11:08","date_gmt":"2012-02-04T12:11:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=19404"},"modified":"2012-02-05T23:43:13","modified_gmt":"2012-02-05T22:43:13","slug":"tinagli-se-non-ora-quando","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=19404","title":{"rendered":"TINAGLI: SE NON ORA QUANDO?"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">L&#8217;INDIFFERENZA VERSO LA DISOCCUPAZIONE GIOVANILE PORTER\u00c0 IL PAESE A NON POTER PI\u00d9 SOSTENERE N\u00c9 CRESCITA N\u00c9 SPESA SOCIALE: NON CI RENDIAMO CONTO DELLA CATASTROFE SOCIALE CUI STIAMO ASSISTENDO PASSIVAMENTE<\/span><\/p>\n<p><em>Articolo <strong>di Irene Tinagli <\/strong>pubblicato su <\/em>la Stampa <em>il 1\u00b0 febbraio 2012<\/em><\/p>\n<p><!--more-->Ormai non fa pi\u00f9 nemmeno notizia: la disoccupazione giovanile in Italia non accenna a scendere. Anzi, su base annua, continua a salire. Secondo i dati resi noti ieri dall\u2019Istat \u00e8 al 31%. Fin dove dovr\u00e0 arrivare perch\u00e9 questo Paese si decida a far qualcosa e a farlo subito?<br \/>\nForse qualcuno dovrebbe ricordare a politici, sindacalisti e amministratori di vario livello e colore che continuare ad ignorare il problema, ricordandosene solo per qualche slogan nei comizi, non far\u00e0 cambiare direzione a questo trend. Ma soprattutto qualcuno dovrebbe ricordare loro che questo andamento ci porter\u00e0 dritti dritti verso una situazione di gravissima insostenibilit\u00e0 sociale ed economica. Non si tratta solo dei giovani, ma di tutti noi. Per capirsi: dire che stiamo mangiando il futuro dei giovani \u00e8 una sciocchezza. Perch\u00e9 in realt\u00e0 stiamo mangiando quello di tutta la nazione, incluso quello di tante signore e signori che oggi guardano con compassione e commiserazione questi \u00abpoveri ragazzi\u00bb. Perch\u00e9 tra dieci-quindici anni avremo qualche milione di adulti con scarsi stipendi, poca e probabilmente cattiva esperienza lavorativa, e quasi zero contributi cumulati. E avremo, di conseguenza, un Paese che non riuscir\u00e0 a sostenere n\u00e9 crescita n\u00e9 spese sociali, perch\u00e9 avr\u00e0 una forza lavoro che non sar\u00e0 in grado, suo malgrado, di contribuire sufficientemente alla produttivit\u00e0, alle entrate e alla crescita. E che, anzi, avr\u00e0 probabilmente bisogno di assistenza sociale. Continuare a dire che stiamo danneggiando il loro futuro, quindi, \u00e8 miope e fuorviante. \u00c8 come guardare un orto che avvizzisce e pensare \u00abpovere piantine\u00bb, scordandoci che senza quelle piantine resteremo presto tutti senza mangiare.<br \/>\n\u00c8 stupefacente come nessuno sembri rendersi conto della bomba che stiamo confezionando e su cui siamo seduti. E come molti ancora pensino che semplicemente mantenendo le tutele dei padri possiamo tutelare sia i padri che i figli, senza rendersi conto che cos\u00ec facendo rimandiamo solo il momento in cui entrambi salteranno con le gambe all\u2019aria. E i primi assaggi li avremo presto, quando migliaia di lavoratori da anni in cassa integrazione resteranno scoperti. Perch\u00e9 la cassa integrazione straordinaria, lo sappiamo bene, non ha fatto che finanziare una lenta agonia, ma non ha reso n\u00e9 le aziende n\u00e9 i lavoratori pi\u00f9 forti e competitivi sul mercato. E anche quella bomba, presto, esploder\u00e0.<br \/>\nDomani inizia il tavolo tra ministro del Welfare e parti sociali. I segnali \u00abpreparatori\u00bb di questi giorni non sono molto incoraggianti, con le parti sociali che hanno gi\u00e0 lanciato veti e allarmi preventivi. I sindacati hanno messo le mani avanti su cassa integrazione e articolo 18, intoccabile perch\u00e9 questione di \u00abcivilt\u00e0\u00bb (qualcuno dovr\u00e0 prima o poi dire a Francia, Danimarca, Spagna, Inghilterra e a molti altri Paesi europei quanto siano incivili). E anche Confindustria pare molto allarmata per l\u2019ipotesi di riformare la cassa integrazione straordinaria &#8211; un costo di miliardi di euro che lo Stato si sta sobbarcando da anni per dare tempo alle imprese di \u00abristrutturarsi\u00bb (un tempo che per\u00f2 sembra non arrivare mai). La convergenza di interessi tra sindacati e industria su alcuni dei temi chiave della riforma che da domani sar\u00e0 in discussione d\u00e0 un\u2019idea abbastanza chiara delle cause dell\u2019ingessamento della nostra economia, e dell\u2019incapacit\u00e0 di una buona parte del nostro sistema produttivo di aprirsi ai giovani cos\u00ec come alle nuove tecnologie e all\u2019innovazione.<br \/>\n\u00c8 in parte comprensibile che una parte sociale che ha impostato tanta parte della sua ragion d\u2019essere sul tema della difesa del posto di lavoro prima ancora che del lavoratore in s\u00e9 (perch\u00e9 prima si difende il posto, l\u2019\u00abinamovibilit\u00e0\u00bb, poi si parla di formazione, crescita, competenze etc.) sia pronta a dar battaglia sul comma di un articolo. Cos\u00ec come pu\u00f2 essere comprensibile che un\u2019associazione di industriali che tanto hanno beneficiato (e spesso approfittato) degli aiuti dello Stato siano adesso spaventati da riforme che potrebbero rendergli la strada pi\u00f9 difficoltosa. E c\u2019\u00e8 da riconoscere che la crisi non ha aiutato: con essa sono aumentate paure e insicurezze, ed \u00e8 pi\u00f9 facile per rappresentanti politici e di categoria cavalcare certe paure che assumersi la responsabilit\u00e0 di un\u2019azione coraggiosa che le sfidi.<br \/>\nMa quando domani si troveranno tutti allo stesso tavolo per discutere una riforma che, pur non essendo l\u2019unica soluzione al problema dei giovani, rappresenta un tassello fondamentale dell\u2019insieme di misure che il governo sta attuando, c\u2019\u00e8 da sperare che le varie parti ritrovino questo coraggio. E che preferiscano sfidare le paure e gli interessi di parte per il bene comune, piuttosto che restare schiavi di un copione che l\u2019Italia legge ormai da troppi anni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;INDIFFERENZA VERSO LA DISOCCUPAZIONE GIOVANILE PORTER\u00c0 IL PAESE A NON POTER PI\u00d9 SOSTENERE N\u00c9 CRESCITA N\u00c9 SPESA SOCIALE: NON CI RENDIAMO CONTO DELLA CATASTROFE SOCIALE CUI STIAMO ASSISTENDO PASSIVAMENTE Articolo di Irene Tinagli pubblicato su la Stampa il 1\u00b0 febbraio 2012<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-19404","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-21-lavoro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19404","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=19404"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19404\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=19404"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=19404"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=19404"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}