
{"id":195,"date":"2008-04-19T17:40:52","date_gmt":"2008-04-19T16:40:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=195"},"modified":"2008-04-19T18:00:20","modified_gmt":"2008-04-19T17:00:20","slug":"ipocrisie-bianche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=195","title":{"rendered":"IPOCRISIE BIANCHE"},"content":{"rendered":"<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify\" class=\"MsoTitle\"><em>Articolo di Tito Boeri e Pietro Ichino pubblicato\u00a0da lavoce.info\u00a0il 16 aprile 2007<\/em><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify\" class=\"MsoTitle\">&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Abstract<\/strong><\/p>\n<p><strong><o:p><\/o:p><\/strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Sulle morti bianche si dicono e scrivono una marea di ipocrisie.\u00a0 E\u2019 un problema di lunga data del nostro paese, non un\u2019emergenza degli ultimi giorni.\u00a0 Affrontarlo con nuove leggi non serve semplicemente perch\u00e9 le morti bianche sono per lo pi\u00f9 frutto della disapplicazione delle leggi gi\u00e0 in vigore.\u00a0 Il sindacato oggi, forse pi\u00f9 che in passato, segnala il problema.\u00a0 Ma se non si fosse opposto a suo tempo alla riconversione del personale del collocamento, avremmo oggi un corpo di ispettori del lavoro in grado di effettuare molti pi\u00f9 controlli. E\u2019 ancora possibile rafforzare subito gli ispettori a costo zero, se il sindacato lo consente.\ufffd<br \/>\n<o:p><\/o:p><o:p>\u00a0<!--more--><\/o:p><strong><br \/>\nUn\u2019emergenza da anni, non da venerd\u00ec scorso<br \/>\n<\/strong><o:p><br \/>\n\u00a0<\/o:p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Molti politici sembrano essersene accorti solo sabato scorso quando i giornali hanno dato ampio risalto alle 4 morti bianche avvenute il giorno prima.\u00a0 Ma \u00e8 da anni che in Italia c\u2019\u00e8 un pi\u00f9 alto numero di incidenti mortali sul lavoro che negli altri paesi europei con un livello di reddito pro capite comparabile al nostro.\u00a0 Le statistiche non sono strettamente comparabili perch\u00e9 in paesi con un forte settore informale, molte morti bianche vengono fatte passare come incidenti automobilistici.\u00a0 Ad esempio, \u00e8 noto che in molti cantieri irregolari, le vittime di incidenti mortali vengono portate ai bordi di una strada, fingendo che siano stati investiti da una macchina.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0<o:p><\/o:p><o:p>\u00a0<\/o:p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 In ogni caso, le statistiche disponibili (fonte BLS, Eurostat e ILO) dicono che in Italia ci sono ogni anno 6 incidenti mortali ogni 100.000 lavoratori, sei volte l\u2019incidenza\u00a0 di questi incidenti nel Regno Unito, quattro volte <st1:personname ProductID=\"la Svezia\" w:st=\"on\">la Svezia<\/st1:personname>, due volte <st1:personname ProductID=\"la Germania.  Questo\" w:st=\"on\"><st1:personname ProductID=\"la Germania.\" w:st=\"on\">la Germania.<\/st1:personname>\u00a0 Questo<\/st1:personname> divario negativo esiste da decenni, non \u00e8 certo un fatto recente. Semmai, l\u2019incidenza degli infortuni mortali, soprattutto se escludiamo quelli avvenuti a bordo di un mezzo di trasporto nel corso del lavoro, \u00e8 fortemente diminuita negli ultimi 10 anni.\u00a0 Questo non tanto perch\u00e9 si sia trovato un modo pi\u00f9 efficace per affrontare il problema quanto perch\u00e8 sono diminuiti in Italia gli occupati in agricoltura, edilizia e trasporti: i tre settori in cui si concentra il pi\u00f9 alto numero di questi infortuni (la somma delle quote dei 3 comparti \u00e8 diminuita dal 20,5 del 1995 al 19,4 del 2005, la quota agricoltura passa da <st1:metricconverter ProductID=\"7,6 a\" w:st=\"on\">7,6 a<\/st1:metricconverter> 5,2; ma le costruzioni da <st1:metricconverter ProductID=\"6,8 a\" w:st=\"on\">6,8 a<\/st1:metricconverter> 7,7 e nei trasporti da <st1:metricconverter ProductID=\"6,1 a\" w:st=\"on\">6,1 a<\/st1:metricconverter> 6,5). E l\u2019automatizzazione ha progressivamente assorbito molte operazioni manuali.<\/p>\n<p><strong><br \/>\nNon \u00e8 un problema di leggi, ma di controlli<\/p>\n<p><\/strong><o:p><\/o:p>\u00a0<o:p>\u00a0<\/o:p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Da pi\u00f9 parti \u00e8 stata invocata negli ultimi giorni la rapida approvazione di una nuova legge contro gli infortuni sul lavoro.\u00a0 Ma la legislazione italiana attuale \u00e8 stata allineata nel corso degli anni \u201990 agli standard comunitari, considerati i migliori su scala mondiale. Nessuna legge, comunque, potr\u00e0 mai affrontare in modo efficace il problema delle morti bianche finch\u00e9 le normative di sicurezza continueranno a essere largamente disapplicate come lo sono oggi in Italia.\u00a0 Il problema vero \u00e8 quello dei controlli sull\u2019applicazione delle norme di sicurezza nella vasta area dell\u2019economia sommersa e anche in molte imprese cha agiscono alla luce del sole, ma in cui c\u2019\u00e8 un insufficiente radicamento della cultura della sicurezza.<br \/>\n<o:p><\/o:p><br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Questi controlli richiedono una presenza pi\u00f9 capillare su tutto il territorio degli ispettori del lavoro (dotati di competenza generale) e di quelli delle Asl\u00a0 (dotati di competenza specifica per la materia antinfortunistica). L&#8217;apparato esistente degli ispettorati del lavoro consta di circa duemila ispettori, che sono stati negli ultimi anni quasi tutti promossi (quasi il 50 per cento ha oggi l&#8217;inquadramento pi\u00f9 alto contro il 10 per cento che lo aveva nel 2000): il che riduce il numero di quelli che operano quotidianamente nel vivo del tessuto produttivo.Le responsabilit\u00e0 del sindacato.<o:p><\/o:p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00c8 difficile dare torto al segretario generale della <st1:personname ProductID=\"Cgil Guglielmo\" w:st=\"on\">Cgil Guglielmo<\/st1:personname> Epifani quando dice che ogni morte bianca \u00e8 una sconfitta del sindacato, ma al tempo stesso denuncia che \u201cresta irrisolto il problema degli ispettori del lavoro\u201d e in particolare della grave insufficienza dei loro organici (<em>Repubblica<\/em> del 15 aprile). Va, per\u00f2, anche detto che all\u2019insufficienza degli organici degli ispettorati del lavoro, come di quelli delle Asl,\u00a0hanno contribuito e contribuiscono in modo determinante le rigidit\u00e0 caratteristiche dell\u2019impiego statale.<\/p>\n<p><strong>L\u2019inamovibilit\u00e0 dei \u201ccollocatori\u201d<\/p>\n<p><\/strong><o:p><\/o:p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Quando, dieci anni or sono, in ossequio a una sentenza della Corte di Giustizia europea, <st1:personname ProductID=\"la legge Treu\" w:st=\"on\">la legge Treu<\/st1:personname> ha abolito il monopolio statale dei servizi di collocamento, \u00e8 stata subito rilevata la sovrabbondanza degli organici addetti ai vecchi uffici di collocamento \u2013 circa 8000 impiegati \u2013 e l\u2019opportunit\u00e0 di un trasferimento di gran parte di essi a funzioni di assistenza agli ispettori presso gli ispettorati del lavoro, i cui organici (allora circa 1500 ispettori sull\u2019intero territorio nazionale) erano gi\u00e0 gravemente insufficienti, o\u00a0presso gli ispettorati delle Asl. Logica avrebbe voluto che almeno due terzi, se non tre quarti, dei \u201ccollocatori\u201d \u2013 di fatto quasi del tutto inutili per l\u2019incontro fra domanda e offerta di lavoro \u2011 venissero prontamente trasferiti agli ispettorati delle rispettive citt\u00e0: questo avrebbe consentito un forte potenziamento della capacit\u00e0 ispettiva di questi organi, con costi ridottissimi o nulli per le casse statali. Se questo non \u00e8 avvenuto, lo si deve alla paralisi di quel potere di trasferimento, che la legge attribuisce al management pubblico con una norma identica a quella vigente nel settore privato, ma che nel settore pubblico i sindacati di fatto consentono di esercitare soltanto mediante accordo con i rappresentanti locali dei lavoratori, cio\u00e8 soltanto quando i singoli lavoratori accettano di trasferirsi.<\/p>\n<p><o:p><\/o:p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 L\u2019operazione di trasferimento dei collocatori agli ispettorati avrebbe potuto essere compiuta senza alcun grave sacrificio per loro, salvo quello di dover frequentare un corso di riqualificazione e incominciare a svolgere una funzione veramente utile e impegnativa. Il sovradimensionamento degli uffici del lavoro meridionali avrebbe consentito un corrispondente maggiore rafforzamento degli ispettorati proprio nelle regioni dove il lavoro nero \u00e8 pi\u00f9 diffuso e dove il tasso di disapplicazione della legge \u00e8 pi\u00f9 alto. Senonch\u00e9 questa operazione \u00e8 stata impedita dall\u2019inamovibilit\u00e0 di fatto degli impiegati pubblici, efficacemente presidiata, come sempre, dai sindacati del settore. 7000 statali addetti agli uffici di collocamento sono stati, s\u00ec, trasferiti con il d.lgs. n. 469\/1997: ma solo nominalmente, nel senso che quel decreto ha imposto la sostituzione sulla porta dei loro uffici della denominazione di \u201cufficio statale del lavoro\u201d con quella di \u201cufficio regionale\u201d, poich\u00e9 la funzione del collocamento veniva, appunto, decentrata alle Regioni. E, a scanso di equivoci, su pressante richiesta dei sindacati del settore, quello stesso decreto si premurava di precisare che struttura e funzione degli uffici avrebbero dovuto rimanere inalterate.<\/p>\n<p><strong>Quali sono le vere priorit\u00e0 del sindacato?<\/p>\n<p><\/strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<o:p><\/o:p>Ora Epifani e gli altri dirigenti sindacali confederali giustamente chiedono un rafforzamento degli organici degli ispettorati. Operazione sacrosanta; e attuabile con costi davvero ridottissimi per l\u2019Erario. A condizione che le confederazioni stesse consentano di fare oggi ci\u00f2 che i loro sindacati di settore non consentirono di fare dieci anni fa. Si tratta di trasferire d\u2019ufficio, nell\u2019ambito di ciascuna provincia, dunque senza alcun mutamento di residenza, un congruo numero di impiegati pubblici dagli uffici in cui oggi sono male o per nulla utilizzati agli ispettorati del lavoro, affidando agli ispettori pi\u00f9 esperti e qualificati il compito di introdurre questo nuovo personale alle funzioni che esso potr\u00e0 svolgere in affiancamento a loro e, dopo qualche mese di addestramento, anche in loro sostituzione.<\/p>\n<p><o:p><\/o:p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Per favorire questa operazione, pu\u00f2 essere utile anche istituire un premio <em>una tantum<\/em> riservato ai trasferiti, attingendo agli oltre tre miliardi stanziati per il rinnovo dei contratti collettivi degli statali (purch\u00e9 questo non significhi reintrodurre il principio della \u201cvolontariet\u00e0\u201d del trasferimento, che significherebbe ancora una volta l\u2019insabbiamento sine die dell\u2019operazione). Sarebbe un primo modo concreto di attuare quel nesso tra recupero di efficienza e premio retributivo, che il M<em>emorandum<\/em> Governo-sindacati del 18 gennaio scorso prevede, ma che corre un elevatissimo rischio di rimanere sulla carta, dato che l\u2019accordo raggiunto prima di Pasqua concede subito gli aumenti e rimanda nel tempo le riforme.<\/p>\n<p><o:p><\/o:p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Con o senza premio <em>una tantum<\/em>, dalla rapidit\u00e0 con cui questa operazione verr\u00e0 concordata e attuata da sindacati e Governo \u2013 assai pi\u00f9 che dalla rapidit\u00e0 con cui verr\u00e0 emanata l\u2019ennesima legge sulla materia \u2013 si vedr\u00e0 se e quanto la lotta contro gli infortuni sul lavoro costituisca davvero, per i primi e per il secondo, una priorit\u00e0 assoluta.<font face=\"Times New Roman\"><o:p><\/o:p><\/font><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Articolo di Tito Boeri e Pietro Ichino pubblicato\u00a0da lavoce.info\u00a0il 16 aprile 2007 &nbsp; Abstract \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Sulle morti bianche si dicono e scrivono una marea di ipocrisie.\u00a0 E\u2019 un problema di lunga data del nostro paese, non un\u2019emergenza degli ultimi giorni.\u00a0 Affrontarlo con nuove leggi non serve semplicemente perch\u00e9 le morti bianche sono per lo pi\u00f9 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3,9],"tags":[],"class_list":["post-195","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-vedi-tutti-gli-argomenti","category-21-lavoro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/195","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=195"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/195\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=195"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=195"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=195"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}