
{"id":19552,"date":"2012-02-11T11:31:39","date_gmt":"2012-02-11T10:31:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=19552"},"modified":"2012-02-11T11:33:00","modified_gmt":"2012-02-11T10:33:00","slug":"la-concorrenza-tra-gli-atenei-e-il-valore-legale-della-laurea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=19552","title":{"rendered":"LA CONCORRENZA TRA GLI ATENEI E IL &#8220;VALORE LEGALE&#8221; DELLA LAUREA"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">PER ATTIVARE UNA COMPETIZIONE VIRTUOSA TRA GLI ISTITUTI UNIVERSITARI, TOGLIERE VALORE AL TITOLO DI STUDIO \u00c8 NECESSARIO MA NON SUFFICIENTE<\/span><\/p>\n<p><em>Articolo <strong>di Andrea Ichino <\/strong>e <strong>Daniele Terlizzese <\/strong>pubblicato sul <\/em>Sole 24 Ore <em>il 10 febbraio 2012 &#8211; Segue una mia <strong>nota tecnica sulla questione del valore legale della laurea <\/strong>&#8211; Sul progetto di attivazione di una forma nuova di finanziamento degli atenei migliori attraverso la concessione agli studenti migliori di <\/em>income contingent loans<em>, v. il nuovo <a title=\"Portale dedicato agli &quot;income contingent loans&quot;\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=17427\" target=\"_blank\">portale dedicato agli scritti in proposito<\/a><\/em><\/p>\n<p><!--more-->Il dibattito sul valore legale dei titoli di studio, stimolato dalla consultazione pubblica annunciata dal Governo, non pu\u00f2 prescindere da una riflessione pi\u00f9 generale sul sistema universitario di cui il Paese ha bisogno per crescere. Questa prospettiva pi\u00f9 ampia consente di chiarire due equivoci.<br \/>\nIl primo \u00e8 che basti eliminare il valore legale della laurea per risolvere magicamente tutti i problemi. Non \u00e8 cos\u00ec: senza creare le basi per una vera concorrenza tra gli atenei, sul piano della ricerca e della didattica, la sola abolizione del valore legale avrebbe scarsa efficacia. Il secondo \u00e8 che sia in gioco una pericolosa riduzione delle tutele che proteggono i cittadini nei loro rapporti con i professionisti laureati. Anche in questo caso non \u00e8 cos\u00ed: non \u00e8 in discussione un controllo rigororoso sul rispetto di <em>standard minimi <\/em>per l\u2019accreditamento degli atenei e per l\u2019accesso ad alcune carriere, soprattutto in tutti quei casi in cui il consumatore non ha il tempo o le informazioni sufficienti per scegliere a ragion veduta prima di subire le conseguenze della prestazione di un professionista.<br \/>\nChi, come noi, auspica l\u2019abolizione del valore legale della laurea vuole evitare che la forma possa prevalere sulla sostanza. Se lo Stato nei concorsi pubblici considera lauree prese in diversi atenei come equivalenti, i cittadini possono dedurne che non sia necessario fare una distinzione tra quelle lauree, quando devono decidere in quale ateneo studiare o quali laureati assumere. Se n\u00e9 lo Stato n\u00e9 i cittadini fanno distinzioni, gli atenei hanno un minore incentivo a migliorare la qualit\u00e0 della loro offerta formativa. Inoltre, se la garanzia formale dello Stato induce il cittadino a pensare che due universit\u00e0 siano di pari qualit\u00e0 quando in realt\u00e0 non lo sono, quella peggiore gode di una protezione contro la concorrenza, e quindi di una rendita\u00a0 ingiustificata. Il Governo sta cercando di abbattere le barriere contro la concorrenza che proteggono, per esempio, i tassisti, i notai o i farmacisti; perch\u00e9 non dovrebbe fare lo stesso con i professori universitari e i loro atenei? Non dovrebbero anche loro essere soggetti al giudizio dei loro utenti?<br \/>\nAffinch\u00e9 questo giudizio abbia effetti concreti, per\u00f2, \u00e8 necessario che i cittadini, e in primo luogo gli studenti, abbiano una possibilit\u00e0 reale di scegliere, e che gli atenei abbiano l&#8217;autonomia e le risorse per rispondere efficacemente alla domanda di maggiore qualit\u00e0. Abbiamo esposto su queste colonne i lineamenti di una proposta che va in questa direzione (<a title=\"scienza in rete\" href=\"http:\/\/www.scienzainrete.it\/contenuto\/articolo\/rilanciamo-le-universita-con-prestiti-agli-studenti\" target=\"_blank\">http:\/\/www.scienzainrete.it\/contenuto\/articolo\/rilanciamo-le-universita-con-prestiti-agli-studenti<\/a>). \u00c9 una proposta che non si pone in alternativa al sistema di accreditamento e di valutazione centralizzato previsto dalla riforma Gelmini e confermato dall\u2019attuale governo. Ne rappresenta piuttosto un complemento. Essa mira a responsabilizzare gli studenti, mettendoli in condizione di esercitare una scelta consapevole, liberi dal vincolo economico rappresentato dalle risorse della famiglia d\u2019origine. Per ottenere questo risultato la proposta fa perno su un sistema di prestiti per gli studenti con rimborso proporzionale al reddito futuro, garantiti da risorse fornite dagli stessi atenei, senza gravare sul bilancio pubblico. Gli atenei beneficerebbero di maggiore autonomia gestionale e della libert\u00e0 nel fissare le tasse universitarie su livelli pi\u00f9 prossimi al costo del servizio offerto. Proprio questa maggiore autonomia, unita alle maggiori risorse portate dagli studenti, consentirebbe agli atenei di costruire un\u2019offerta formativa di maggiore qualit\u00e0. E quest\u2019ultima genererebbe i maggiori redditi futuri necessari a rimborsare i prestiti iniziali. In questo modo il valore delle diverse lauree, <em>al di sopra del minimo necessario per ottenere l\u2019accreditamento<\/em>, non sarebbe certificato da una delibera ministeriale ma dalle scelte di studenti dotati di una effettiva facolt\u00e0 di scegliere. Facolt\u00e0 di cui oggi, di fatto, non dispongono.<br \/>\nChi si oppone all\u2019abolizione del valore legale dei titoli di studio teme che questa porterebbe a un \u201cfar west educativo\u201d, esponendo i cittadini a sedicenti professionisti senza alcuna preparazione e mettendone a rischio, nei casi pi\u00f9 estremi, la salute e la sicurezza. Ma l\u2019obiezione si fonda su un fraintendimento. Nessuno contesta infatti che per alcune professioni, come per esempio ingegneri, medici o piloti di aereoplano, sia necessaria la garanzia di un livello minimo di qualit\u00e0. Come ha chiarito Alessandro Schiesaro su queste pagine, l\u2019abolizione del valore legale del titolo non elimina la necessit\u00e0 di un esame di stato per l\u2019accesso ad alcune professioni, n\u00e9 quella di un accreditamento degli atenei e dei corsi di laurea da parte dell\u2019ANVUR (come previsto nel Decreto del 20 gennaio). Ma, al di sopra di quel livello minimo, i titoli di studio non sono tutti uguali, e non dovrebbero essere trattati come tali. Con una maggiore attenzione alla sostanza, invece che alla sola forma (in primo luogo da parte dello Stato), la tutela dei cittadini ne sarebbe semmai aumentata, e migliorerebbe la qualit\u00e0 dei servizi a loro offerti dalla pubblica amministrazione: le commissioni giudicatrici in un esame di stato o in un concorso pubblico avrebbero la possibilit\u00e0 di adottare i criteri di valutazione che ritengono pi\u00f9 idonei, con obblighi di trasparenza e responsabilizzazione a posteriori sui risultati.<br \/>\nIl controllo statale sulle lauree ha peraltro un senso quando il cittadino-consumatore ha molta difficolt\u00e0 nel valutare la qualit\u00e0 del servizio offerto dal professionista e, allo stesso tempo, quando un servizio di qualit\u00e0 scadente ha conseguenze durature e difficilmente rimediabili, oppure quando le conseguenze negative non ricadono solo su di lui ma anche su altri. Ma guai a credere che il controllo possa essere perfetto: se distoglie il cittadino dall\u2019antico monito <em>caveat emptor<\/em>, rischia di arrecare pi\u00f9 danni che benefici.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #993300;\">NOTA TECNICA SULLA QUESTIONE DEL VALORE LEGALE DELLA LAUREA<br \/>\n<\/span><\/strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <em>Il \u201cvalore legale della laurea\u201d non \u00e8 sancito da una singola disposizione, bens\u00ec da una miriade di disposizioni che condizionano l\u2019accesso a uffici e incarichi pubblici, oppure il godimento di determinati benefici, a questo \u2013 come ad altri \u2013 titoli di studio. Il caso meno virtuoso \u00e8 quello delle disposizioni che dispongono uno scatto di inquadramento e di retribuzione per l\u2019impiegato che si laurea in costanza di rapporto.<\/em><br \/>\n<em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Questo dato normativo rende pi\u00f9 problematico abolire il valore legale della laurea, perch\u00e9 si tratterebbe o di abrogare quelle disposizioni una per una (operazione certosina, che presuppone un censimento e poi una analisi caso per caso), oppure di abrogarle tutte in blocco, con un provvedimento grossolano, che produrrebbe numerose situazioni transitorie di difficile gestione.<\/em><br \/>\n<em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 L\u2019attribuzione per legge di un \u201cvalore\u201d alla laurea &#8211; cio\u00e8 in sostanza l&#8217;istituzione di una presunzione <\/em>iuris et de iure<em>\u00a0di idoneit\u00e0 a determinate\u00a0funzioni o mansioni di chi possegga questo titolo di studio &#8211;\u00a0serve in sostanza per sopperire al difetto di capacit\u00e0 selettiva, che affligge cronicamente le nostre amministrazioni (si stabilisce una regola burocratica di valutazione, che sostituisce la valutazione in concreto delle qualit\u00e0 intellettuali della persona). L\u2019abolizione del valore legale della laurea presuppone che si disponga di un management pubblico fortemente responsabilizzato circa gli obiettivi da conseguire, cui possano essere quindi restituite integralmente le prerogative proprie del management di una qualsiasi azienda privata, compresa quella della possibilit\u00e0 di valutazione libera della qualit\u00e0 della persona da assumere o da promuovere.\u00a0\u00a0\u00a0 (p.i.)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PER ATTIVARE UNA COMPETIZIONE VIRTUOSA TRA GLI ISTITUTI UNIVERSITARI, TOGLIERE VALORE AL TITOLO DI STUDIO \u00c8 NECESSARIO MA NON SUFFICIENTE Articolo di Andrea Ichino e Daniele Terlizzese pubblicato sul Sole 24 Ore il 10 febbraio 2012 &#8211; Segue una mia nota tecnica sulla questione del valore legale della laurea &#8211; Sul progetto di attivazione di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[27],"tags":[],"class_list":["post-19552","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-scuola"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19552","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=19552"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19552\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=19552"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=19552"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=19552"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}