
{"id":19622,"date":"2012-02-14T18:17:12","date_gmt":"2012-02-14T17:17:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=19622"},"modified":"2012-02-17T12:40:56","modified_gmt":"2012-02-17T11:40:56","slug":"la-precarieta-su-misura-europea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=19622","title":{"rendered":"LA PRECARIET\u00c0 SU MISURA EUROPEA"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">PER USCIRE DALL&#8217;EQUILIBRIO DETERIORE CHE CARATTERIZZA IL MERCATO DEL LAVORO ITALIANO OCCORRE UN INSIEME ORGANICO DI MISURE, DELLE QUALI VA ESAMINATO L&#8217;EFFETTO COMPLESSIVO<\/span><\/p>\n<p><em>Articolo dell&#8217;economista <strong>\u00a0Marco Simoni <\/strong>pubblicato sul <\/em>Sole 24 Ore <em>il 14 febbraio 2012<\/em><\/p>\n<p><!--more-->Perch\u00e9 in Italia c&#8217;\u00e8 la precariet\u00e0? In Germania, Francia e Regno Unito ci sono pi\u00f9 giovani che da noi con una durata media del posto di lavoro inferiore a un anno. Eppure in quei paesi, a differenza che da noi, non esiste un discorso pubblico e privato cos\u00ec drammaticamente concentrato sulla precariet\u00e0. Evidentemente, si tratta di un tema che non si pu\u00f2 afferrare solo con riferimento alla durata dei contratti di lavoro.<br \/>\nLa precariet\u00e0 intesa come condizione esistenziale che restringe gli orizzonti delle persone al presente, impedisce scelte dalla prospettiva pi\u00f9 ampia e porta con s\u00e9 uno stato di sofferenza individuale pu\u00f2 essere ricondotta a tre cause.<br \/>\nLa prima \u00e8 certamente legata ai contratti temporanei, ma riguarda soprattutto le componenti non salariali. L&#8217;effetto &#8220;precarizzante&#8221; dipende soprattutto dall&#8217;assenza o quasi dell&#8217;insieme di diritti che formano parte integrante di una definizione piena di &#8220;lavoro decente&#8221; come suggerito dagli standard dell&#8217;Organizzazione internazionale del lavoro (Oil): maternit\u00e0, ferie, malattia e la protezione del reddito in caso di disoccupazione. Queste prerogative svolgono una funzione chiave nell&#8217;allargare le prospettive di scelta e di vita delle persone.<br \/>\nL&#8217;assenza di protezione del reddito assieme all&#8217;implicita assenza di tutele contro i licenziamenti arbitrari (anche a &#8220;capriccio&#8221;, o discriminatori) per i quali \u00e8 sufficiente non rinnovare il contratto a termine, sono le ragioni fondamentali della caduta del potere contrattuale dei lavoratori a tempo. Infatti, in questo ambito, il conflitto capitale\/lavoro \u00e8 collassato: non perch\u00e9 i giovani lavoratori sono imbelli, ma perch\u00e9 la sproporzione di forze \u00e8 soverchiante per l&#8217;effetto di due asimmetrie.<br \/>\nLa prima \u00e8 quella nei confronti dei datori di lavoro. Infatti, mentre la flessibilit\u00e0 senza protezioni espone i lavoratori a una concorrenza sfrenata, molte aziende, enti, studi professionali, sono schermati da una vera competizione di mercato.<br \/>\nLa seconda asimmetria \u00e8 quella tra lavoratori flessibili e lavoratori a tempo indeterminato che fa s\u00ec che qualsiasi decisione di ristrutturazione economica ricada innanzitutto, senza costi, e senza compensazione, sulle spalle dei primi, molto spesso con l&#8217;accordo esplicito dei sindacati che rappresentano, al contrario, solo i lavoratori a tempo indeterminato.<br \/>\nPrivi di potere contrattuale, i lavoratori flessibili hanno visto i loro salari diminuire sempre pi\u00f9. Nel 1998 guadagnavano 70 euro in meno a settimana dei lavoratori standard, nel 2004 92 e nel 2010 ben 120 (dati Lombruni\/Taddei 2009, Cgia di Mestre, 2010). Un&#8217;ulteriore conferma viene dall&#8217;indagine della Banca d&#8217;Italia sui bilanci delle famiglie italiane riferita al 2008 che mostra come i redditi delle persone con meno di 44 anni siano aumentati di appena il 5% dal 1993 al 2008, mentre sono cresciut di circa il 25% i redditi di chi ha oltre 55 anni. Si tratta di un dato difficile da comprendere, se non con riferimento al fatto che le condizioni di lavoro flessibili hanno riguardato essenzialmente i lavoratori pi\u00f9 giovani.<br \/>\nPer questa ragione il terzo tassello per afferrare il tema della precariet\u00e0 riguarda la casa, perch\u00e9 appunto, a seguito delle riforme degli anni 90 e 2000, in Italia il dualismo del mercato del lavoro ha preso la forma di una spaccatura generazionale.<br \/>\nDal 1996 al 2008, le case sono in media aumentate del 50% al netto dell&#8217;inflazione (Baldini, &#8220;La casa degli Italiani&#8221;, Il Mulino) e nelle grandi citt\u00e0 anche molto di pi\u00f9. Questi aumenti colpiscono soprattutto i pi\u00f9 giovani, che devono acquistare una casa o cominciare un contratto di affitto.<br \/>\nRicapitolando: mentre i prezzi delle case subivano aumenti vertiginosi, i salari dei lavoratori flessibili diminuivano a causa del loro scarso potere contrattuale, in un contesto in cui essi erano anche privi di sostanziali protezioni sociali. Il concorrere di questi tre fattori ha determinato la precariet\u00e0 che ormai caratterizza larghissimi strati della popolazione under 40 (infatti, in mancanza di anche uno solo di questi fattori, il senso di precariet\u00e0 individuale si affievolisce di molto).<br \/>\nDalla prospettiva suggerita da questa analisi \u00e8 possibile valutare in modo diverso l&#8217;azione del governo. Infatti, piuttosto che concentrarsi sugli effetti immediati delle singole misure, diventa cruciale riflettere sulle loro interazioni. Assumono allora una nuova prospettiva le proposte di riforma della cassa integrazione e l&#8217;idea di un sussidio di disoccupazione generale; l&#8217;obiettivo di unificare il mercato del lavoro in una forma contrattuale largamente prevalente; le norme per lo stimolo della concorrenza recentemente approvate e quelle in cantiere; perfino il ripristino di una tassa sugli immobili che pu\u00f2 contribuire (non essendo sufficiente) a raffreddare le dinamiche dei prezzi delle abitazioni.<br \/>\nSi tratta di misure molto diverse tra loro che contribuendo a rafforzare la coerenza complessiva del nostro sistema possono contrastare significativamente il dramma sociale ed economico della precariet\u00e0.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PER USCIRE DALL&#8217;EQUILIBRIO DETERIORE CHE CARATTERIZZA IL MERCATO DEL LAVORO ITALIANO OCCORRE UN INSIEME ORGANICO DI MISURE, DELLE QUALI VA ESAMINATO L&#8217;EFFETTO COMPLESSIVO Articolo dell&#8217;economista \u00a0Marco Simoni pubblicato sul Sole 24 Ore il 14 febbraio 2012<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-19622","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-21-lavoro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19622","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=19622"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19622\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=19622"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=19622"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=19622"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}