
{"id":19792,"date":"2012-02-25T18:08:36","date_gmt":"2012-02-25T17:08:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=19792"},"modified":"2012-02-25T18:08:36","modified_gmt":"2012-02-25T17:08:36","slug":"la-riforma-del-lavoro-e-il-lavoro-della-talpa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=19792","title":{"rendered":"LA RIFORMA DEL LAVORO E IL LAVORO DELLA TALPA"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">CON L&#8217;APPROSSIMARSI DELLA CONCLUSIONE DEL CONFRONTO TRA GOVERNO E PARTI SOCIALI,\u00a0CRESCE L&#8217;ATTENZIONE PER IL MIO ULTIMO LIBRO, NEL QUALE LA VICENDA POLITICA IN CORSO\u00a0\u00c8 PREVISTA CON NOTEVOLE PRECISIONE<\/span>\u00a0<\/p>\n<p><em>Estratto dal quarto capitolo del mio libro <\/em>Inchiesta sul lavoro. Perch\u00e9 non dobbiamo avere paura di una grande riforma <em>(Mondadori, novembre 2011) &#8211; Il libro \u00e8 scritto nella forma di una mia discussione con un immaginario ispettore del Pd:\u00a0sono in corsivo le parti imputabili\u00a0a questo interlocutore\u00a0<\/em><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>[&#8230;]<br \/>\nAnche nel 1997 i voti di Rifondazione comunista erano decisivi per la maggioranza di centrosinistra, il primo governo Prodi; eppure quell\u2019anno Tiziano Treu riusc\u00ec a fa passare la sua legge che introduceva per la prima volta in Italia l\u2019attivit\u00e0 delle agenzie di lavoro temporaneo. Quella legge rompeva un tab\u00f9 che per vent\u2019anni aveva impedito al nostro paese di allinearsi, su questa materia, con tutti gli altri paesi pi\u00f9 avanzati d\u2019Europa. Questo non sarebbe stato possibile senza un ministro aperto al confronto con le migliori esperienze straniere e consapevole del ritardo dell\u2019Italia rispetto a esse; ma ci\u00f2 che ha reso possibile quella svolta \u00e8 stato anche il fatto che alcuni altri studiosi durante quel ventennio avevano sfidato il tab\u00f9 costringendo la sinistra e il movimento sindacale a familiarizzarsi con quelle esperienze, a ragionare sui pro e i contro, sulle tecniche normative migliori per regolare la nuova materia. Quante contumelie mi sono preso per aver contribuito ad aprire quel discorso con il libro <em><a title=\"Il collocamento impossibile - De Donato, 1982\" href=\"http:\/\/archivio.www.pietroichino.it\/libri\/view.asp?IDArticle=331\" target=\"_blank\">Il collocamento impossibile<\/a><\/em> nel 1982! \u00c8 molto difficile abbattere i tab\u00f9 politici pretendendo di stroncarli dall\u2019oggi al domani con uno strappo improvviso, come ogni tanto pretende di fare oggi il ministro del Lavoro Sacconi: infatti le sue uscite di questo genere non producono alcun risultato, tranne quello di provocare l\u2019arroccamento della vecchia sinistra politica e sindacale. In realt\u00e0 servono soltanto a lui per salvarsi l\u2019anima. Per far cadere i tab\u00f9 occorre la talpa che scava sotto di essi minandone le basi nell\u2019opinione pubblica; occorre il lavorio faticoso della semina che richiede tempo per dare frutti, articoli e interviste sui quotidiani, discussioni sul web, dibattiti serali alle feste dei partiti, di sinistra e di destra, anche nei posti pi\u00f9 sperduti, con 50 o 100 persone per volta. \u00c8 quel che ho cercato di fare, in questi tre anni di legislatura, accogliendo il maggior numero possibile di inviti in tutte le parti di Italia.<\/p>\n<p><em>Creando problemi a non finire al Partito democratico: i nostril militanti sentivano i responsabili nazionali, Cesare Damiano, Stefano Fassina, Emilio Gabaglio, poi sentivano te e non capivano pi\u00f9 nulla.<\/em><\/p>\n<p>\u00c8 lo stesso discorso che ho cercato di proporti prima [v. capitolo I, pag. 15-16 \u2013 <em>n.d.r.<\/em>]: il partito non pu\u00f2 limitarsi a coltivare il consenso possibile oggi, ma deve saper costruire un ponte fra il consenso dell\u2019oggi e quello del domani. Questa \u00e8 la funzione di un grande partito moderno. Questo \u00e8 l\u2019impegno che distingue la buona politica dalla demagogia, dalla \u00abpolitica dell\u2019annuncio\u00bb. E proprio in tema di lavoro ne abbiamo un esempio in questi giorni: la crisi finanziaria costringe l\u2019Italia \u2013 per salvarsi \u2013 a prendere seriamente in considerazione <a title=\"Lettera della BCE al Governo italiano - 5.8.11\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=17107\" target=\"_blank\">le indicazioni di rotta della Banca centrale europea<\/a>, che diventer\u00e0 probabilmente, fra breve, il suo creditore principale; la quale ci chiede, insieme ad alcune altre cose, meno rigidit\u00e0 nelle norme sui licenziamenti nei contratti a tempo indeterminato, superamento del modello attuale imperniato sull\u2019estrema flessibilit\u00e0 dei giovani e precari e sulla totale protezione degli altri. Se nel Partito democratico ci fossero stati soltanto i coltivatori del tab\u00f9, e non ci fosse stata qualche talpa che ha fatto il suo lavoro di scavo sotterraneo, ora esso sarebbe tagliato fuori dal discorso: sarebbe costretto a subire questa riforma come una smentita ingloriosa, come l\u2019ennesima conferma di una immaturit\u00e0 della sinistra italiana rispetto alle sue ambizioni di forza di governo nazionale. Pure il centrodestra, peraltro, sarebbe a mal partito, essendo rimasto per otto anni paralizzato anche nell\u2019attivit\u00e0 progettuale, su questo terreno, dopo la <em>d\u00e9bacle<\/em> del 2003. Invece la talpa ha gi\u00e0 scavato a lungo, sia a sinistra sia a destra. Lo ha fatto su <a title=\"Portale della Semplificazione e della flexsecurity\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=1079\" target=\"_blank\">un progetto di radicale riscrittura e semplificazione dell\u2019intera disciplina dei rapporti di lavoro nella forma di un nuovo codice del lavoro in 70 articoli<\/a>, che mira al superamento del regime attuale di apartheid tra protetti e non protetti, comprendendo anche una radicale riforma della materia dei licenziamenti ispirata alle migliori esperienze nordeuropee. Il progetto \u00e8 stato presentato in Parlamento gi\u00e0 due anni fa da 55 senatori del Pd e radicali: il <a title=\"D.d.l. 11.11.09\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=4896\" target=\"_blank\">disegno di legge n. 1873<\/a>. Da allora, attraverso centinaia di convegni, dibattiti, confronti pubblici e privati, il progetto ha allargato notevolmente la propria base di consenso, come \u00e8 dimostrato dalla <a title=\"Mozione Rutelli - Senato, 10.11.10\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=11112\" target=\"_blank\">mozione <em>bipartisan<\/em>, primo firmatario Francesco Rutelli, che il 10 novembre scorso il Senato ha approvato con 255 voti favorevoli<\/a> e soltanto 24 contrari o astenuti, alla presenza del ministro del Lavoro Sacconi. Quella mozione, motivata dalla necessit\u00e0 di stimolare la ripresa della crescita economica del paese, impegna il governo a varare un testo unificato delle norme sul lavoro modellato proprio sul disegno di legge n. 1873.<\/p>\n<p><em>\u00c8 stato un momento di distrazione del Senato, al termine di una lunga sessione di bilancio. Un fuoco di paglia.<\/em><\/p>\n<p>Pensala come vuoi. Ma che non si sia trattato di un episodio casuale, politicamente poco significativo, \u00e8 dimostrato dal fatto che, dopo l\u2019approvazione di quella mozione, a Palazzo Madama alcuni senatori della Lega hanno manifestato esplicitamente il proprio favore al progetto, e alla Camera alcuni deputati di Futuro e Libert\u00e0, capeggiati da Benedetto Della Vedova ed Enzo Raisi, hanno lanciato l\u2019iniziativa di un <a title=\"P.d.l. Raisi-Della Vedova 7.4.11 n. 4277\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=14025\" target=\"_blank\">progetto di legge per una riforma del diritto del lavoro ispirata esplicitamente all\u2019impianto di quello stesso disegno di legge<\/a>. Poco dopo, ai primi di aprile, hanno fatto proprio pubblicamente quel progetto, con <a title=\"Articolo di L. Cordero, P.Ichino, N. Rossi - Corriere della Sera, 8.4.11\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=13893\" target=\"_blank\">un intervento sul Corriere, anche Luca Cordero di Montezemolo e Nicola Rossi<\/a>. E la \u00abmacchia d\u2019olio\u00bb \u00e8 andata allargandosi anche in seno al centrosinistra, se \u00e8 vero che hanno espresso consenso a quel progetto non soltanto i leader delle due minoranze interne al Pd, Walter Veltroni e Ignazio Marino, ma anche alcuni esponenti della maggioranza, come Enrico Letta e Massimo D\u2019Alema, e ultimamente il \u00abvecchio saggio\u00bb Giuliano Amato. Se oggi il nuovo governo italiano che speriamo si insedi presto potr\u00e0 soddisfare la richiesta che gli viene dalla Bce, proponendo un progetto credibile e incisivo, maturo sia sul piano tecnico sia su quello politico, \u00e8 merito di tutti i politici e gli intellettuali che in questi ultimi anni non hanno avuto paura del tab\u00f9 e non si sono trattenuti dal manifestare il proprio consenso nei confronti di una proposta organica e plausibile per la riforma del diritto del lavoro e delle relazioni industriali; e degli specialisti della materia che in questi anni hanno contribuito ad affinare il progetto attraverso decine di convegni di studio e un confronto capillare con le mille diverse realt\u00e0 del mondo sindacale e di quello imprenditoriale. Ecco, qui l\u2019\u00abintelligenza col nemico\u00bb di cui qualcuno mi accusa \u00e8 stata utilissima: senza di essa il progetto non avrebbe mai potuto essere perfezionato in ogni sua parte, tenendo conto delle esigenze e dei vincoli con i quali le imprese \u2013 quelle pi\u00f9 serie soprattutto \u2013 devono fare quotidianamente i conti. \u00c8 stato attraverso questo confronto che ha incominciato a farsi strada anche nel movimento sindacale e nell\u2019opinione pubblica pi\u00f9 vicina al centrosinistra l\u2019idea che l\u2019articolo 18 nella sua formulazione attuale non sia affatto il baluardo indispensabile della libert\u00e0 e della dignit\u00e0 dei lavoratori, se non per la parte che si riferisce ai licenziamenti discriminatori. E che, anzi, per met\u00e0 di loro esso \u00e8 diventato un ostacolo grave per l\u2019accesso al diritto del lavoro.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CON L&#8217;APPROSSIMARSI DELLA CONCLUSIONE DEL CONFRONTO TRA GOVERNO E PARTI SOCIALI,\u00a0CRESCE L&#8217;ATTENZIONE PER IL MIO ULTIMO LIBRO, NEL QUALE LA VICENDA POLITICA IN CORSO\u00a0\u00c8 PREVISTA CON NOTEVOLE PRECISIONE\u00a0 Estratto dal quarto capitolo del mio libro Inchiesta sul lavoro. Perch\u00e9 non dobbiamo avere paura di una grande riforma (Mondadori, novembre 2011) &#8211; Il libro \u00e8 scritto [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-19792","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-21-lavoro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19792","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=19792"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19792\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=19792"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=19792"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=19792"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}