
{"id":20043,"date":"2012-03-09T17:21:15","date_gmt":"2012-03-09T16:21:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=20043"},"modified":"2012-03-09T19:47:49","modified_gmt":"2012-03-09T18:47:49","slug":"roulette-russa-dei-giudizi-%e2%80%93-2-%e2%80%93-la-replica-del-presidente-della-sezione-lavoro-del-tribunale-di-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=20043","title":{"rendered":"ROULETTE RUSSA DEI GIUDIZI \u2013 2 \u2013 LA REPLICA DEL PRESIDENTE DELLA SEZIONE-LAVORO DEL TRIBUNALE DI MILANO"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">IL PROBLEMA NON RIGUARDA SOLTANTO IL TEMPO MEDIO DEI GIUDIZI, BENS\u00cc LA VARIABILIT\u00c0 DA GIUDICE A GIUDICE \u2013 E IL PROBLEMA SI AGGRAVA SE A VARIARE STABILMENTE NON \u00c8 SOLO LA DURATA, MA ANCHE IL CRITERIO DI GIUDIZIO<\/span><\/p>\n<p><em>Lettera di Pietro Martello (Presidente della Sezione Lavoro del Tribunale di Milano), pubblicata sul <\/em>Corriere della Sera <em>del 7 marzo 2012, a seguito dell\u2019<a title=\"Ichino - Pinotti\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=19925\" target=\"_blank\">articolo di Andrea Ichino e Paolo Pinotti<\/a>\u00a0pubblicato sullo stesso quotidiano il 3 marzo 2012 \u2013 segue la <strong>replica degli stessi Andrea Ichino e Paolo Pinotti &#8211; <\/strong>A questo articolo hanno risposto anche <a title=\"Ponterio - Riverso\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=20038\" target=\"_blank\">Carla Ponterio e Roberto Riverso con lettera pubblicata su <\/a><\/em><a title=\"Ponterio - Riverso\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=20038\" target=\"_blank\">Lavoce.info <em>il 6 marzo 2012<\/em><\/a><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #993300;\">LA LETTERA DI PIETRO MARTELLO<\/span><\/strong><\/p>\n<p>Egregio Direttore,<br \/>\nnon conosco la fonte dalla quale Andrea Ichino e Paolo Pinotti ricavano le cifre sulla durata del processo del lavoro nei Tribunali di Milano, Roma, Torino riportate nell\u2019articolo del 3 marzo scorso .<br \/>\nPosso solo rilevare che si tratta di ricerca abbastanza datata e, per ci\u00f2 stesso, di limitata utilit\u00e0 per una analisi riferita al momento attuale: in questa materia in continua evoluzione legislativa e giurisprudenziale, otto anni sono un tempo lunghissimo.<br \/>\nSe i due autori avessero cercato dati pi\u00f9 aggiornati, avrei potuto informarli del fatto che nel\u00a0 2011 la durata media del processo del lavoro a Milano \u00e8 stata di 185 giorni.<br \/>\nE questo\u00a0 nonostante che, nello stesso anno,\u00a0 il numero della cause nuove abbia registrato un incremento del\u00a0 40% rispetto all\u2019anno precedente; cui ha corrisposto una significativa crescita del numero dei procedimenti definiti dai giudici, aumentato del 6,7%\u00a0 rispetto al 2010.<br \/>\nSi\u00a0 tratta di risultati, credo, degni di nota; resi possibili da un impegno lavorativo estremo dei giudici di Milano (al pari della maggior parte delle altre sedi giudiziarie), la cui portata risalta ancor pi\u00f9 se si considera che il Tribunale del Lavoro di Milano ha un numero di giudici pari a un terzo di quello di altri Tribunali di analoghe dimensioni.<br \/>\nCredo, poi, che l\u2019analisi andrebbe affinata anche a proposito delle 11mila cause di licenziamento considerate dai due autori. Infatti, sarebbe necessario, prima di trarre conclusioni, vedere quante di queste riguardano la \u201cstabilit\u00e0 reale\u201d, cio\u00e8 l\u2019obbligo di reintegrare nel posto di lavoro il lavoratore licenziato ingiustamente. Se una analisi del genere fosse stata fatta (magari con riferimento a dati pi\u00f9 aggiornati), molto verosimilmente avrebbe mostrato che la maggior parte delle cause di licenziamento riguarda situazioni di\u00a0 \u201cstabilit\u00e0 obbligatoria\u201d, nelle quali il datore di lavoro pu\u00f2 scegliere se riassumere o pagare una somma al dipendente .<br \/>\nHo ritenuto utile fornire queste poche cifre, sia perch\u00e9 ritengo giusto far conoscere un caso (non l\u2019unico,per altro) di amministrazione della giustizia \u201cvirtuosa\u201d, il cui merito va riconosciuto doverosamente ai giudici del Tribunale del Lavoro e alle modalit\u00e0 organizzative introdotte dalla Presidenza del tribunale di Milano; sia perch\u00e9 credo che la precisione dei dati favorisce la correttezza delle analisi e la congruit\u00e0 delle conclusioni\u00a0 e delle proposte che se ne traggono (e credo che su ci\u00f2 i due autori saranno d\u2019accordo).<br \/>\nSuscita, poi, molte perplessit\u00e0\u00a0 l&#8217;accostamento (fatto\u00a0 nel titolo e nel testo, e accentuato nell\u2019illustrazione)\u00a0 fra la decisione del processo e la <em>roulette<\/em> russa.<br \/>\nL\u2019incertezza sull\u2019esito\u00a0 finale e sulla decisione del giudice, infatti, costituisce una caratteristica propria di ogni processo, anche di quello pi\u00f9 celere.<br \/>\nLo studioso sa bene che la funzione di interpretazione delle leggi \u00e8 tipica del giurista (giudice o avvocato); e che la (relativa) pluralit\u00e0 degli orientamenti giurisprudenziali costituisce una caratteristica peculiare, e preziosa, del processo.<br \/>\nA meno che non si voglia ipotizzare un modello di processo nel quale il risultato \u00e8 predeterminato e la decisione \u00e8 nota in anticipo.<br \/>\nMa se questo fosse il pensiero degli autori, credo, e temo, che essi finirebbero con l&#8217;avere troppa ragione.<br \/>\nE allora, pi\u00f9 che una <em>roulette<\/em> russa, il processo sarebbe un<em> juke-box<\/em>.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">KKK<br \/>\n<strong><span style=\"color: #993300;\">LA REPLICA DI ANDREA ICHINO E PAOLO PINOTTI<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p>Ringraziamo il Dr. Martello per il suo gradito commento che consente di continuare il dialogo su una questione di grande rilevanza.<br \/>\nRiconosciamo che i nostri dati non sono recenti, ma hanno il vantaggio di consentire la misurazione della durata totale effettiva di tutti i processi iscritti a ruolo in un dato periodo, fino alla loro completa conclusione. La considerazione di cause recenti generalmente non consente questa possibilit\u00e0.<br \/>\nIn ogni caso, ci\u00f2 che invita ad una riflessione nei nostri risultati non \u00e8 tanto la durata media dei processi, quanto la variabilit\u00e0 di durate e di orientamenti decisionali tra i giudici di una stessa sede, posti di fronte a fattispecie statisticamente simili. Il dato medio riportato dal Dr. Martello, che \u00e8 indice di miglioramenti davvero notevoli del Tribunale di Milano nel suo complesso, non \u00e8 per\u00f2 rilevante ai fini del valutare la variabilit\u00e0 al suo interno. Ma se egli volesse darci accesso ai dati recenti del suo tribunale potremmo verificare se la variabilit\u00e0 tra magistrati che noi abbiamo riscontrato nel 2003-2005 permanga ancora, sia per i tempi che per gli esiti del giudizio.<br \/>\nLa nostra ipotesi \u00e8 che se anche guardassimo ai dati recenti, emergerebbe un variabilit\u00e0 analoga, che non pu\u00f2 lasciarci indifferenti\u00a0 pensando a come \u00e8 percepita dal cittadino.\u00a0 Ovviamente, non mettiamo in discussione il metodo dell&#8217;assegnazione casuale dei procedimenti ai magistrati di una stessa sede, che costituisce il modo in cui viene applicato, in molti tribunali, l&#8217;art. 25 della Costituzione (\u201cNessuno pu\u00f2 essere distolto dal giudice naturale precostituito per legge\u201d) assicurando che non vi sia alcun tipo di correlazione tra il giudice e i casi a lei o lui assegnati. I termini che abbiamo usato a questo proposito (lotteria e <em>roulette<\/em> russa) non intendono affatto criticare questo metodo di assegnazione e tantomeno si riferiscono ai criteri di giudizio del singolo giudice. Servono solo a sottolineare il dato di fatto della marcatissima aleatoriet\u00e0 che ne deriva sia nei tempi di giudizio sia nei criteri con cui vengono giudicate fattispecie statisticamente identiche.<br \/>\nLa pluralit\u00e0 degli orientamenti giurisprudenziali \u00e8 un valore positivo, quando serve a correggere un orientamento dominante, sostituendolo con un altro orientamento dominante migliore. Ma se \u2013 particolarmente nella materia del lavoro &#8211; dovesse risultare che la pluralit\u00e0 degli orientamenti giurisprudenziali \u00e8 il puro e semplice effetto, stabile nel tempo, dell\u2019orientamento<em> pro-business <\/em>o <em>pro-labor <\/em>di ciascun singolo magistrato, allora occorrerebbe chiedersi se non esistano tecniche normative migliori per proteggere la sicurezza economica e professionale dei lavoratori.<br \/>\nAl cittadino interessa l&#8217;effetto reale delle norme, non l&#8217;effetto che, nelle intenzioni del legislatore, dovrebbero avere. Il nostro articolo voleva solo sollevare un dubbio. Ossia che l&#8217;attuale disciplina generi risultati troppo aleatori per essere accettabili, proprio in considerazione del rango costituzionale degli interessi in gioco. Abbiamo provato semplicemente a \u201cdissotterare\u201d il problema, perch\u00e9 se ne possa discutere con piena cognizione di causa. E anche con quella attenzione alla trasparenza sui dati che costituisce un principio fondamentale di democrazia oggi sancito e precisato dalla<a title=\"LEGGE 15\/2009\" href=\"http:\/\/www.camera.it\/parlam\/leggi\/09015l.htm\" target=\"_blank\"> legge n. 15\/2009 <\/a>e dall\u2019art. 14 del <a title=\"Collegato lavoro\" href=\"http:\/\/www.lavoro.gov.it\/NR\/rdonlyres\/B4D5C9AD-A028-4F40-A749-27579B2ADB54\/0\/20101104_L_183.pdf\" target=\"_blank\">Collegato-Lavoro 2010<\/a>.<br \/>\nProprio per questo consideriamo estremamente positivo il fatto che, per la prima volta nel nostro Paese, gli uffici giudiziari dei tre pi\u00f9 importanti Tribunali italiani abbiano applicato integralmente questo principio, consentendo concretamente la ricerca di cui stiamo discutendo e, in particolare a Roma, sperimentazioni innovative finalizzate ad analizzare e risolvere questi problemi. Auspichiamo che questo esempio sia seguito da tutti gli altri uffici giudiziari, perch\u00e9 l\u2019indispensabile e urgente perseguimento della maggiore efficienza della giustizia in Italia, a cui in primo luogo i magistrati tengono, passa anche attraverso questa scelta.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">KKK<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>IL PROBLEMA NON RIGUARDA SOLTANTO IL TEMPO MEDIO DEI GIUDIZI, BENS\u00cc LA VARIABILIT\u00c0 DA GIUDICE A GIUDICE \u2013 E IL PROBLEMA SI AGGRAVA SE A VARIARE STABILMENTE NON \u00c8 SOLO LA DURATA, MA ANCHE IL CRITERIO DI GIUDIZIO Lettera di Pietro Martello (Presidente della Sezione Lavoro del Tribunale di Milano), pubblicata sul Corriere della Sera [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[40,9],"tags":[],"class_list":["post-20043","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-giustizia","category-21-lavoro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20043","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=20043"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20043\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=20043"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=20043"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=20043"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}