
{"id":202,"date":"2008-04-26T23:21:59","date_gmt":"2008-04-26T22:21:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=202"},"modified":"2008-04-27T19:36:11","modified_gmt":"2008-04-27T18:36:11","slug":"come-puo-maturare-la-svolta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=202","title":{"rendered":"COME PUO&#8217; MATURARE LA SVOLTA"},"content":{"rendered":"<p><em>Articolo pubblicato dal <\/em>Corriere della Sera<em> il 27 aprile 2008<\/em>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Devo una risposta all\u2019editoriale di Angelo Panebianco sul <em>Corriere<\/em> di ieri, ai numerosi articoli comparsi su altri giornali nei giorni scorsi, alle centinaia di messaggi che mi sono pervenuti, dopo la mia risposta negativa alla proposta di Silvio Berlusconi di assumere la carica di ministro del Lavoro nel suo governo. In questi messaggi di amici e sostenitori, circa due terzi esprimono pieno consenso (in qualche caso con motivazioni che non condivido, perch\u00e9 venate di manicheismo politico); gli altri esprimono dissenso e talvolta anche delusione. \u00c8 soprattutto a questi ultimi che voglio rispondere.<br \/>\n<!--more--><\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Qualcuno mi ha ricordato la scelta compiuta nel 2001 da Marco Biagi, socialista, di collaborare con il governo di centro-destra proprio per superare le vecchie, sterili contrapposizioni ideologiche sulle politiche del lavoro. Ma Marco non aveva partecipato alla fondazione del partito opposto, non si era impegnato nella costruzione della sua cultura e politica del lavoro, non era stato eletto nelle sue liste. E il suo ruolo \u00e8 stato di consulente del ministro.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00c8 vero \u2013 e va detto chiaramente \u2011 che Silvio Berlusconi non mi ha prospettato affatto di \u201ctradire\u201d il mio partito e i miei elettori. Ci\u00f2 che egli mi ha proposto \u00e8 invece di farmi garante, nella veste di membro del nuovo esecutivo, di un accordo tra maggioranza e opposizione sulla politica del lavoro di questa nuova legislatura: accordo, certo, auspicabile, considerati i difetti gravissimi di funzionamento del nostro mercato del lavoro. Il problema \u00e8 che, prima di una nuova politica del lavoro <em>bi-partisan<\/em> \u2011 esperimento possibile, ma inedito nel panorama internazionale \u2013 logica vorrebbe che si incominciasse con lo sperimentare l\u2019accordo sul terreno su cui solitamente maggioranza e opposizione cooperano nelle democrazie pi\u00f9 mature della nostra: che venissero dunque negoziate almeno le linee delle riforme istituzionali pi\u00f9 urgenti, in particolare di quella elettorale; che si instaurasse un rapporto di cooperazione responsabile sul terreno della politica europea, incominciando dalla scelta del commissario italiano a Bruxelles; e sul terreno della politica estera. Se maggioranza e opposizione non sono capaci di un accordo su queste materie fondamentali, come pu\u00f2 reggere per un\u2019intera legislatura un accordo limitato alla politica del lavoro?<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Per far parte utilmente e stabilmente di un governo non basta essere d&#8217;accordo con il premier e con gli altri ministri sul solo programma del proprio dicastero. Occorre anche condividere con loro, quanto meno, la visione generale della direzione in cui muoversi e la parte dei programmi degli altri dicasteri che pi\u00f9 direttamente si intreccia con quello di propria competenza: oltre alla politica relativa alle riforme istituzionali, anche la politica industriale, quella fiscale, quella relativa alle amministrazioni pubbliche e altre ancora. Senza accordo su questi temi, un programma bi-partisan sulla politica del lavoro avrebbe ben poco respiro politico. Per fare soltanto due esempi, come ministro di un governo Berlusconi sarei in grave difficolt\u00e0 a condividerne la linea di protezione dell\u2019\u201citalianit\u00e0\u201d di Alitalia (come di altre grandi imprese) che invece da tempo denuncio come pesantemente negativa; e sarei in grave imbarazzo \u2011 dopo aver presentato agli elettori con convinzione le proposte del PD di forte incentivazione del lavoro femminile \u2011 nel dover approvare scelte della maggioranza che mi sembrano ispirate a una concezione molto diversa, quale quella sul \u201ccoefficiente fiscale familiare\u201d.<o:p><\/o:p>Se su queste materie non c\u2019\u00e8 un\u2019intesa piena, l\u2019entrare nella compagine di governo pu\u00f2 soltanto dar luogo a situazioni imbarazzanti per tutti. Per questo, pur apprezzando il significato positivo della proposta che mi \u00e8 stata rivolta, mi sembra di poter essere pi\u00f9 utile al Paese continuando a dare il mio contributo alla politica del lavoro del PD, nel contempo incalzando la maggioranza su questo terreno e lavorando per un\u2019intesa sui singoli punti su cui questa risulter\u00e0 possibile.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Nulla impedir\u00e0 che tra maggioranza e opposizione si attivi una cooperazione in iniziative legislative o amministrative incisive per il migliore funzionamento del mercato del lavoro, per aumentare la produttivit\u00e0 e le retribuzioni, per contrastare efficacemente le disuguaglianze crescenti tra lavoratori forti e deboli e tra protetti e non protetti, per favorire e indirizzare l&#8217;auto-riforma del sistema delle relazioni sindacali, per ridare efficienza e prestigio al lavoro nelle amministrazioni pubbliche e combattere gli sprechi enormi che oggi si osservano in questo settore. Il luogo in cui questa cooperazione tra maggioranza e opposizione pu\u00f2 attivarsi \u2011 in modo trasparente e nel rispetto dei rispettivi ruoli \u2011 \u00e8 il Parlamento:\u00a0da qui\u00a0pu\u00f2 e deve partire la svolta; e qui sono pronto a dare\u00a0il mio contributo, senza riserve.\u00a0Se su queste materie la maggioranza \u00e8 disponibile a un\u2019elaborazione e un\u2019iniziativa comuni con l\u2019opposizione, le cose di buon senso che si possono fare insieme sono davvero molte. Facciamole.<o:p><\/o:p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Articolo pubblicato dal Corriere della Sera il 27 aprile 2008\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Devo una risposta all\u2019editoriale di Angelo Panebianco sul Corriere di ieri, ai numerosi articoli comparsi su altri giornali nei giorni scorsi, alle centinaia di messaggi che mi sono pervenuti, dopo la mia risposta negativa alla proposta di Silvio Berlusconi di assumere la carica di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4,12],"tags":[],"class_list":["post-202","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-editoriale","category-24-politica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/202","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=202"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/202\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=202"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=202"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=202"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}