
{"id":20292,"date":"2012-03-22T11:05:38","date_gmt":"2012-03-22T10:05:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=20292"},"modified":"2012-05-14T17:07:16","modified_gmt":"2012-05-14T16:07:16","slug":"riforma-del-lavoro-molto-imperfetta-ma-va-nella-direzione-giusta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=20292","title":{"rendered":"RIFORMA DEL LAVORO: IMPERFETTA MA VA NELLA DIREZIONE GIUSTA"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">IL PROGETTO DEL GOVERNO HA NUMEROSI DIFETTI (TUTTI FACILMENTE CORREGGIBILI IN PARLAMENTO), MA\u00a0L&#8217;INTENDIMENTO DI FONDO\u00a0\u00c8 QUELLO SEMPRE PERSEGUITO DAL\u00a0PD: TENDE AD ALLINEARE IL NOSTRO ORDINAMENTO AI MIGLIORI STANDARD EUROPEI E A UNIVERSALIZZARE LA PROTEZIONE<\/span><\/p>\n<p>Lettera sul lavoro<em> pubblicata dal <\/em>Corriere della Sera<em>\u00a0il 22 marzo 2012<\/em><\/p>\n<p><!--more-->Caro Direttore, del progetto di riforma che l\u2019altro ieri il Governo ha presentato al Paese una cosa \u00e8 indiscutibile: esso tende ad allineare il nostro sistema di protezione del lavoro a quelli dei nostri maggiori partner europei. L\u2019allineamento riguarda sia la disciplina dei licenziamenti, sia il riassetto dei cosiddetti ammortizzatori sociali; ed entrambi questi capitoli presentano qualche difetto, dovuto anche alle asperit\u00e0 e ai tempi stretti del confronto svoltosi nelle ultime settimane con le parti sociali, che possono e devono essere corretti. \u00c8 importante per\u00f2 distinguere bene il dissenso sui dettagli dal dissenso sull\u2019ispirazione di fondo della riforma.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 In materia di licenziamenti, il progetto propone di riservare la sanzione della reintegrazione nel posto di lavoro, cio\u00e8 l\u2019articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, ai casi nei quali \u00e8 in gioco un diritto assoluto del lavoratore: quello alla pari dignit\u00e0 e alla libert\u00e0 morale. Dove invece siano in gioco soltanto interessi professionali ed economici delle persone coinvolte, propone una tecnica protettiva diversa, pacificamente praticata in tutti gli altri ordinamenti europei, fatta di indennizzo economico e sostegno del reddito: in questo, oltre che nel superamento del dualismo fra protetti e non protetti, sta essenzialmente il senso della riforma. Se fosse ben chiaro il consenso su questa scelta da parte di tutte le forze politiche che sostengono il Governo, non sarebbe affatto difficile trovare nelle prossime settimane l\u2019accordo sulla correzione di alcuni aspetti del progetto che appaiono un po\u2019 troppo tagliati a colpi di accetta. Vediamone alcuni.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Innanzitutto, l\u2019indennit\u00e0 prevista nel caso di licenziamento per motivi economici dovrebbe essere garantita al lavoratore sempre e automaticamente, per evitare l\u2019alea della controversia in tribunale e al tempo stesso per farne un efficace \u201cfiltro\u201d automatico delle scelte imprenditoriali ; per altro verso, in coerenza con l\u2019idea di una tutela della stabilit\u00e0 che cresca col crescere dell\u2019anzianit\u00e0 di servizio, si potrebbe rimodulare l\u2019indennit\u00e0 di licenziamento in modo che essa consenta una maggiore facilit\u00e0 di recesso nella prima fase del rapporto e protegga invece di pi\u00f9 il lavoratore che \u00e8 da pi\u00f9 tempo in azienda.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Quanto al trattamento riservato al lavoratore disoccupato, occorrerebbe valutare attentamente la possibilit\u00e0 di arricchirne il contenuto in termini di assistenza intensiva secondo le tecniche pi\u00f9 progredite, responsabilizzando in proposito le imprese che licenziano e stimolando le Regioni a farsi carico della maggior parte del relativo costo, anche con il contributo del Fondo Sociale Europeo. Una volta stabilita l\u2019entit\u00e0 complessiva dell\u2019onere a carico dell\u2019impresa che licenzia, sarebbe bene che solo una parte di esso consistesse nell\u2019indennit\u00e0 dovuta immediatamente al lavoratore licenziato, mentre un\u2019altra parte dovrebbe consistere in un trattamento complementare di disoccupazione che incentivi l\u2019impresa stessa ad attivare i servizi migliori di <em>outplacement<\/em>, capaci di accelerare al massimo il percorso verso la nuova occupazione.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Questi potrebbero essere alcuni dei contributi positivi del Parlamento al miglioramento del progetto governativo. Si profila invece una discussione di tutt\u2019altro genere tra le parti politiche. Con la Lega \u2013 del tutto dimentica della propria politica del lavoro negli ultimi dieci anni \u2013 che si incaricher\u00e0 della difesa \u201csenza se e senza ma\u201d del vecchio assetto dell\u2019articolo 18, in contrapposizione frontale con il PdL, suo alleato di ieri, schierato con la stessa determinazione nel senso opposto.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Quanto al Pd, esso dovr\u00e0 innanzitutto chiarire a se stesso e all\u2019opinione pubblica se condivide la scelta di fondo di armonizzare il nostro ordinamento del lavoro rispetto al resto d\u2019Europa, cercando in particolare di allinearsi agli standard dei Paesi pi\u00f9 avanzati. L\u2019incertezza del Pd su questo terreno \u00e8 tanto pi\u00f9 incomprensibile, se si considera che questo progetto del Governo \u00e8 in gran parte costruito con materiali programmatici prodotti proprio dal dibattito interno di questo stesso partito. \u00c8 stato soprattutto il Pd, in questi ultimi anni, a denunciare il regime di <em>apartheid<\/em> fra lavoratori protetti e non protetti nel tessuto produttivo italiano. \u00c8 frutto di una elaborazione proposta in quattro disegni di legge democratici di questi anni la tecnica normativa adottata nel progetto del Governo per contrastare l\u2019abuso delle collaborazioni autonome in posizioni di lavoro sostanzialmente dipendente. \u00c8 stata lanciata nell\u2019assemblea programmatica di Genova del 2010 la proposta di far costare il lavoro a tempo indeterminato un po\u2019 meno di quello a termine. Infine, non ultima per importanza, \u00e8 enunciata nel <a title=\"Manifesto Pd, 14.3.08\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=103\" target=\"_blank\">manifesto di politica del lavoro del Pd del marzo 2008<\/a> la parola d\u2019ordine \u201cconiugare il massimo possibile di flessibilit\u00e0 delle strutture produttive con il massimo possibile di sicurezza di tutti i lavoratori nel mercato\u201d.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La riforma proposta dal Governo non realizzer\u00e0 quella coniugazione nella misura \u201cmassima possibile\u201d; cos\u00ec come non superer\u00e0 del tutto il dualismo fra protetti e non protetti, Ma per la prima volta nella storia della Repubblica muover\u00e0 un passo molto deciso in entrambe le direzioni. Il Pd \u00e8 nato anche per promuovere questo cambiamento, questo spostamento di equilibrio complessivo del sistema; sarebbe curioso che ora rinnegasse la propria vocazione originaria.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>IL PROGETTO DEL GOVERNO HA NUMEROSI DIFETTI (TUTTI FACILMENTE CORREGGIBILI IN PARLAMENTO), MA\u00a0L&#8217;INTENDIMENTO DI FONDO\u00a0\u00c8 QUELLO SEMPRE PERSEGUITO DAL\u00a0PD: TENDE AD ALLINEARE IL NOSTRO ORDINAMENTO AI MIGLIORI STANDARD EUROPEI E A UNIVERSALIZZARE LA PROTEZIONE Lettera sul lavoro pubblicata dal Corriere della Sera\u00a0il 22 marzo 2012<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4,9],"tags":[],"class_list":["post-20292","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-editoriale","category-21-lavoro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20292","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=20292"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20292\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=20292"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=20292"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=20292"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}