
{"id":20901,"date":"2012-04-27T14:59:53","date_gmt":"2012-04-27T13:59:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=20901"},"modified":"2012-04-29T09:45:08","modified_gmt":"2012-04-29T08:45:08","slug":"enrico-morando-a-che-punto-e-la-notte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=20901","title":{"rendered":"ENRICO MORANDO: A CHE PUNTO \u00c8 LA NOTTE"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">PERCH\u00c8 IN ITALIA OGGI NON HA SENSO LA CONTRAPPOSIZIONE TRA &#8220;RIGORISTI&#8221; E &#8220;SVILUPPISTI&#8221; &#8211; IL SENTIERO STRETTO PER USCIRE DALLA CRISI<\/span><\/p>\n<p><em>Intervento <strong>di Enrico Morando <\/strong>svolto\u00a0\u00a0al Senato nella seduta antimeridiana del 26 aprile 2012<\/em><\/p>\n<p><!--more--><a title=\"Morando\" href=\"http:\/\/www.senato.it\/leg\/16\/BGT\/Schede\/Attsen\/00001641.htm\" target=\"_blank\">MORANDO<\/a> <em>(PD)<\/em>. Domando di parlare.<\/p>\n<p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.\u00a0<\/p>\n<p>MORANDO <em>(PD)<\/em>.\u00a0Signor Presidente, avendo preparato un intervento articolato in tre punti ed essendomi accorto che \u00e8 troppo lungo, desiderando soprattutto parlare del terzo, cercher\u00f2 di riassumere rapidissimamente i primi due.<br \/>\nLa prima valutazione che metto alla base delle cose che voglio dire \u00e8 la seguente: per l&#8217;Italia l&#8217;andamento della crisi a &#8220;doppio tuffo&#8221; \u00e8 gi\u00e0 esperienza, non \u00e8 pi\u00f9, come era fino a qualche mese fa, la peggiore delle previsioni possibili.<br \/>\nIn estrema sintesi, rispetto al 2007 (lo dico solo per dare il senso della drammaticit\u00e0 della situazione), rispetto cio\u00e8 all&#8217;anno precedente la grande recessione, il nostro prodotto ha perso sei punti (dunque per tornare dove eravamo dovremmo avere un prodotto pi\u00f9 alto di sei punti percentuali), il reddito disponibile delle famiglie ha perso nove punti, l&#8217;occupazione ha perso due punti (abbiamo perso cio\u00e8 400.000 posti di lavoro).<br \/>\nI tassi di interesse sui titoli pubblici sono tornati a salire e &#8211; questo \u00e8 il punto che si continua a trascurare, facendo polemiche demagogiche inutili &#8211; quando gli interessi sui titoli dei debiti pubblici salgono cos\u00ec repentinamente e costantemente, come sta accadendo ormai da tempo in Italia, salvo qualche fase di pausa, questi tassi sui titoli pubblici si trasmettono immediatamente e istantaneamente ai tassi di mercato, con il risultato che investimenti di famiglie e investimenti di imprese non si fanno, perch\u00e9 i tassi sono troppo alti: non perch\u00e9 c&#8217;\u00e9 il babau cattivo della speculazione, ma perch\u00e9, come chiunque sappia qualcosa di economia sa, tassi d&#8217;interesse sui titoli pubblici cos\u00ec elevati si trasmettono immediatamente al sistema economico.<br \/>\nLo <em>spread<\/em>, famoso, rispetto ai Bund tedeschi, cresce. \u00c8 tornato attorno e sopra ai 400 punti base con immediate ripercussioni sui bilanci delle banche che hanno usato massicciamente i soldi della BCE per comperare titoli di debito pubblico. E lo hanno fatto perseguendo un interesse generale (vogliamo dirla cos\u00ec, per dirla un po&#8217; pi\u00f9 rapidamente). Il fatto \u00e8 per\u00f2 che adesso sono stati fatti questi acquisti e ogni 100 punti base in pi\u00f9 di <em>spread<\/em>, poich\u00e9 le banche hanno nel loro capitale questi titoli, equivalgono a 100 punti base in meno di valutazione di capitale delle banche, con i risultati circa la capacit\u00e0 delle banche di fare credito alle imprese e alle famiglie che tutti sono in grado di valutare.<br \/>\nQuesta \u00e8 la situazione. Siamo in piena recessione in Italia, e probabilmente entreremo in recessione in Europa nel corso del 2012.<br \/>\nPer uscirne \u00e8 essenziale accelerare il processo di unit\u00e0 fiscale dell&#8217;Europa. A questo proposito, non \u00e8 vero che non sta succedendo niente. Almeno leggere i giornali sarebbe necessario, e i giornali ci informano che nel frattempo, nel corso di questi ultimi mesi, c&#8217;\u00e8 stata un&#8217;accelerazione verso l&#8217;unit\u00e0 fiscale. Negli ultimi mesi emergono quindi novit\u00e0 positive, anche se non sono risolutive. La novit\u00e0 positiva, quella essenziale, per come la vedo io, \u00e8 la seguente. Si \u00e8 firmato &#8211; adesso deve essere ratificato &#8211; il Trattato cosiddetto <em>fiscal compact<\/em>, che ha dato ai Paesi forti &#8211; leggi sostanzialmente la \u00abLega anseatica\u00bb, l&#8217;area del marco &#8211; la garanzia che i Paesi in difficolt\u00e0, una volta usciti dall&#8217;emergenza anche grazie al contributo dei Paesi forti, non ripeteranno i comportamenti che hanno dato origine alla crisi. Questo \u00e8 il <em>fiscal compact<\/em>. Essendo stato concluso il <em>fiscal compact<\/em>, finalmente si \u00e8 riusciti a trasformare in permanente il cosiddetto fondo salva Stati, che era provvisorio ed \u00e8 diventato adesso il meccanismo europeo di stabilit\u00e0, il quale ha ancora una dotazione insufficiente, ma quella dotazione, in base al Trattato che dobbiamo ratificare, pu\u00f2 aumentare, senza ulteriori e troppo complesse trattative, in caso di emergenza. Soprattutto, al meccanismo europeo di stabilit\u00e0 pu\u00f2 associarsi l&#8217;attivit\u00e0 del Fondo monetario internazionale, cos\u00ec come ridefinita nel corso dell&#8217;ultima riunione.<br \/>\nQuindi abbiamo novit\u00e0 positive, ma non sono risolutive. Perch\u00e9? Perch\u00e9 la crisi \u00e8 troppo grave &#8211; ha la dimensione europea &#8211; per essere affrontata con i tempi e con le scelte che gi\u00e0 sono state compiute. Bisogna accelerare e bisogna fare di pi\u00f9. Cosa bisogna fare? Ci vuole sostanzialmente un nuovo <em>compact<\/em>: non mettere in discussione il <em>fiscal compact<\/em> che c&#8217;\u00e8; non creare le condizioni perch\u00e9 addirittura si torni indietro rispetto al meccanismo di stabilit\u00e0, che \u00e8 una conquista, ma andare avanti. Subito, un accordo. Bisogna fare un Trattato? Facciamo un trattato per le emissioni di <em>project bond <\/em>per finanziare un piano europeo per l&#8217;infrastrutturazione materiale e immateriale. Subito i passi avanti sul mercato unico previsti dalla lettera dei Dodici, opportunamente promossa dal Governo Monti, che ha segnalato cos\u00ec un terreno di iniziativa che il duo Merkel-Sarkozy tendeva a mettere molto sullo sfondo, perch\u00e9 i due Paesi resistono alle innovazioni col\u00e0 previste per sollecitare la crescita. A breve, anche se non subito, dopo la ratifica, dobbiamo creare un rapporto tra BCE &#8211; che conferma l&#8217;orientamento espansivo della politica monetaria europea &#8211; e meccanismo europeo di stabilit\u00e0, che consenta di avere, alle condizioni del fiscal compact, molto severe nei confronti dei Paesi in difficolt\u00e0, una quota rilevante di debito pubblico europeo gestito sul merito di credito dell&#8217;Europa invece che sul merito di credito dell&#8217;Italia. Ho riassunto molto rapidamente il contesto.<br \/>\nPer le scelte di politica economica e fiscale che dobbiamo fare in Italia, non porta da nessuna parte la contrapposizione tra sviluppisti e rigoristi. Prendendo intanto inconsiderazione la linea dei rigoristi, essa si fonda sul presupposto che sia possibile concentrare l&#8217;attenzione sul rientro dal debito attendendo la crescita solo dall&#8217;effetto traino dell&#8217;economia globale. \u00c8 la scelta che ha fatto Tremonti per tre anni, dal 2008 al 2011: rigore fiscale, e la crescita seguir\u00e0, come l&#8217;intendenza napoleonica, trainata in Italia dalle crescita dell&#8217;economia globale. Una linea destinata al fallimento, perch\u00e9 in Italia dai primi anni Novanta (bisognerebbe che ne prendessimo atto, qualche volta, quando ci mettiamo a parlare a vanvera di crescita), la produttivit\u00e0 totale dei fattori o cresce meno dell&#8217;area euro o non cresce affatto.<br \/>\nQuelli che s&#8217;inventano che la difficolt\u00e0 \u00e8 del Governo Monti e, diciamo la verit\u00e0, anche quelli che pensavano che bastasse togliere Berlusconi per risolvere i problemi dell&#8217;economia italiana, ignorano e ignoravano questo piccolo particolare (Applausi del senatore Di Stefano): \u00e8 dai primi anni &#8217;90 che la produttivit\u00e0 totale dei fattori in Italia o non cresce come negli altri Paesi europei o addirittura decresce. Poi, certo, le scelte di politica economica, sbagliate secondo me, del Governo di centrodestra in questi otto anni dell&#8217;ultimo decennio, hanno contribuito ad aggravare i problemi, ma non \u00e8 sostenibile seriamente che li abbiano creati, perch\u00e9 sono stati creati prima dai comportamenti che il Paese ha assunto, a tutti i livelli, nella fase precedente.<br \/>\nQuanto alla linea dei cosiddetti sviluppisti, unilaterali, essa si fonda sull&#8217;idea che un Paese nel quale l&#8217;intermediazione del bilancio pubblico nell&#8217;economia, cio\u00e8 la somma di entrate pi\u00f9 spese, al netto delle spese per interessi e per gli investimenti fissi, superi stabilmente il 90 per cento del prodotto interno lordo (il 90 per cento del prodotto interno lordo!), un Paese nel quale il debito pubblico supera il 120 per cento del prodotto interno lordo ed \u00e8 a quel livello da vent&#8217;anni, non da tre anni come accade, con un livello un po&#8217; pi\u00f9 basso, in altri Paesi, un Paese nel quale la spesa pubblica supera il 50 per cento e la pressione fiscale il 45 per cento del prodotto interno lordo possa ritrovare la via della crescita attraverso un aumento ulteriore di questa intermediazione.<br \/>\nQuesto vuol dire pi\u00f9 spesa pubblica: o la si copre con il debito o con l&#8217;aumento della pressione fiscale, ma quel 90 per cento &#8211; che per la verit\u00e0 \u00e8 gi\u00e0 91 adesso &#8211; diventer\u00e0 93 o 94 per cento. Insomma, tramite la spesa pubblica non riusciamo ad affrontare i problemi dell&#8217;economia italiana, anche perch\u00e9 il livello di intermediazione sopra il 90 per cento convive con crescita bassa e disuguaglianza sociale che cresce: come minimo, vuol dire che \u00e8 un livello di intermediazione non finalizzato o non in grado di conseguire gli obiettivi che teoricamente annuncia, cio\u00e8 sostenere la crescita e ridurre la disuguaglianza.<br \/>\nOra, i tre fattori della crisi &#8211; troppa disuguaglianza, troppo debito, troppo scarsa crescita &#8211; si tengono assieme reciprocamente: non \u00e8 che abbiano ragione gli sviluppisti contro i rigoristi o i rigoristi contro gli sviluppisti. Un&#8217;unica strategia, quella che il Presidente del Consiglio illustra nella premessa del DEF, \u00e8 secondo me la scelta giusta per tenere assieme le azioni che affrontano contemporaneamente &#8211; qui sta la difficolt\u00e0 &#8211; questi tre fondamentali fattori di crisi. Il DEF segnala che le manovre di rigore hanno un effetto recessivo; finalmente i Governi hanno smesso di pretendere di negare che se l&#8217;acqua la metti su un piano inclinato scorre verso il basso. \u00c8 ovvio: le misure di rigore hanno un effetto recessivo, e il DEF lo stima puntualmente. Cos\u00ec come le misure di liberalizzazione e di apertura dei mercati possono avere un effetto di sviluppo, e il DEF le cifra. Solo che la differenza tra la cifra che il DEF attribuisce all&#8217;effetto recessivo della manovra e la cifra che il DEF attribuisce alle misure per lo sviluppo \u00e8 molto rilevante ed \u00e8 molto a vantaggio degli effetti recessivi.<br \/>\nQuindi, siamo in una situazione di grave difficolt\u00e0. Il nesso che emerge \u00e8 quello tra spesa pubblica totale e livello della pressione fiscale. Com&#8217;\u00e8 andata nel passato? Lo sappiamo benissimo: ogni volta, dopo qualche anno, abbiamo chiamato la pressione fiscale a inseguire la spesa pubblica che cresceva; mai si \u00e8 stati in grado di affrontare la questione di mettere in equilibrio spesa pubblica e livello dell&#8217;indebitamento, livello della spesa pubblica e livello della pressione fiscale, evidentemente ritenendo che, alla lunga, le cose si sarebbero aggiustate da sole. Il problema \u00e8 che non solo non si sono aggiustate ma si sono aggravate, al punto tale da determinare la situazione di precollasso nella quale siamo giunti.<br \/>\nOra qui, signor Presidente, colleghi, c&#8217;\u00e8 un&#8217;enorme novit\u00e0 positiva di cui non parla nessuno (sono letteralmente esterrefatto). Il DEF d\u00e0 conto di una situazione nuova, perch\u00e9 per la prima volta in trent&#8217;anni la spesa totale, al netto degli interessi, non \u00e8 aumentata nel 2010 e nel 2011. \u00c8 un fatto di grande portata per la sola ragione banale che dimostra che si pu\u00f2 raggiungere tale risultato. Questo \u00e8 un merito del Governo Berlusconi\u00adTremonti; \u00e8 inutile negarlo: su questo punto hanno ottenuto un risultato storico, la spesa non \u00e8 aumentata. Per\u00f2 come l&#8217;hanno ottenuto? Con blocchi e tetti e con la macelleria, non sul piano sociale ma della spesa in conto capitale: hanno ridotto drasticamente la spesa in conto capitale, come si vede dai dati del DEF (basta leggerli, per chi vuole): spesa in conto capitale che crolla da anni e anni, 2010 e 2011 in particolare; spesa corrente primaria che aumenta di pochissimo, meno dell&#8217;aumento dei prezzi e quindi in termini reali naturalmente diminuisce.<br \/>\nCosa ci suggerisce questo fatto, signor Presidente? Per come la vedo io, suggerisce che, se \u00e8 stato possibile con mezzi cos\u00ec rozzi intervenire sulla spesa con successo (perch\u00e9 \u00e8 stato conseguito un relativo successo che va riconosciuto come tale anche per dare un po&#8217; di fiducia a coloro che ci guardano e guardano alla possibilit\u00e0 di mettere freno alla spesa come premessa per poter avere una pressione fiscale pi\u00f9 bassa e un po&#8217; di ripresa in questo Paese) e ottenere questo risultato con un mezzo tanto rozzo come quello dei cosiddetti tagli lineari, cio\u00e8 tetti e blocchi (che tra l&#8217;altro continuano ad operare perch\u00e9 il 2012 \u00e8 pienamente interessato dalle misure che sono state prese a proposito di tetti e di blocchi nella fase precedente), allora \u00abdeve\u00bb essere possibile (non \u00abforse\u00bb o avvisando che ci\u00f2 potrebbe comportare effetti recessivi, come secondo me inopportunamente ha detto il vice ministro Grilli nel corso dell&#8217;audizione che si \u00e8 svolta alla Camera dei deputati l&#8217;altro giorno a proposito della <em>spending review<\/em>) aggiungere, &#8211; lo sottolineo: aggiungere &#8211; ai risultati ottenuti sul versante dell&#8217;azione con i tetti e con i blocchi, un&#8217;attivit\u00e0 selettiva: la revisione integrale della spesa. Questo \u00e8 il punto fondamentale su cui, secondo me, il DEF andrebbe ulteriormente integrato.<br \/>\nSe noi, signor Presidente, tenessimo la spesa primaria uguale a quella del 2012 in termini nominali, se cio\u00e8 ripetessimo la stessa cifra in termini nominali nei prossimi anni &#8211; e abbiamo visto che ci\u00f2 non \u00e8 impossibile perch\u00e9 nel corso di questi ultimi due anni \u00e8 stato fatto &#8211; e lo facessimo attraverso l&#8217;operazione \u00abrevisione della spesa\u00bb, cio\u00e8 sezionando con attenzione sociale e con attenzione all&#8217;efficienza economica le parti da ridurre, noi costruiremmo, per questa sola ragione, lo spazio finanziario per ridurre di tre punti la pressione fiscale al 2016. Basta tenere la spesa nominale allo stesso livello di quella del 2012 nei prossimi tre anni per avere le risorse per far tornare la pressione fiscale dall&#8217;attuale 45 per cento e oltre al 42 per cento del 2010.<br \/>\n\u00c8 per questo che la revisione integrale della spesa \u00e8 la priorit\u00e0 delle priorit\u00e0. Essa infatti apre uno spazio non sulla base di intenzioni astratte e di obiettivi irraggiungibili, ma dell&#8217;esperienza che abbiamo compiuto nel corso di questi anni.<br \/>\nDa questo punto di vista, signor Presidente, ritengo che sia un errore per il Governo non attuare immediatamente quello che \u00e8 previsto da due norme che abbiamo introdotto nella legge di conversione del decreto-legge di agosto: da un lato il programma di ristrutturazione della pubblica amministrazione come base per la revisione integrale della spesa (un progetto su come deve essere lo Stato, che dimensioni deve avere nell&#8217;economia, nell&#8217;organizzazione sociale, per i grandi servizi, da quello della sicurezza interna a quello della sicurezza esterna passando per la presenza dell&#8217;Italia nel mondo) che ridisegni i confini dello Stato di qui a dieci anni in funzione del quale si possa attuare un&#8217;attivit\u00e0 microeconomica di valutazione di ogni singolo ufficio.<br \/>\nQualcosa si sta muovendo, ma troppo lentamente. La casa brucia, signori del Governo, signor Presidente! Bisogna che l&#8217;acqua arrivi presto: e l&#8217;acqua \u00e8 la revisione integrale della spesa.<br \/>\nA quelle condizioni noi siamo in grado di ridurre significativamente la pressione fiscale. Ma su chi? Sui produttori, signor Presidente e signori del Governo, perch\u00e9 la pressione fiscale sui produttori \u00e8 troppo elevata in Italia, paragonata con Paesi che hanno pressioni fiscali analoghe (applausi dai Gruppi Pd e PdL), cio\u00e8 quelli che lavorano con la testa, con le mani, ma producono beni, servizi in grado&#8230; (Il microfono si disattiva automaticamente. Viene quindi riattivato). Non hanno possibilit\u00e0 di muoversi, agio, perch\u00e9 hanno una pressione fiscale troppo alta. Termino subito.<br \/>\nIn questo contesto, e solo in questo contesto, la seconda norma da attuare \u00e8 quella frutto dell&#8217;emendamento presentato dal senatore Nicola Rossi allo stesso provvedimento di conversione di quel decreto secondo cui, calcolato il <em>tax gap<\/em>, occorre stabilire ogni anno un obiettivo chiaro in rapporto all&#8217;attivit\u00e0 di riduzione dell&#8217;evasione fiscale per finanziare la diminuzione della pressione fiscale sui contribuenti leali. Io sono esterrefatto della discussione \u00abc&#8217;era nel decreto, non c&#8217;era nel decreto: non c&#8217;\u00e8 bisogno di inserire nulla nel decreto; semmai occorre valutare come implementare quel tipo di norma con un&#8217;azione concreta, ma non \u00e8 necessario scrivere la norma perch\u00e9 \u00e8 gi\u00e0 una legge perfettamente in vigore.<br \/>\nIn tale contesto, con l&#8217;adozione di un piano straordinario di valorizzazione e alienazione del patrimonio pubblico non si otterranno enormi risorse (450 miliardi di euro), ma 50-60 miliardi di euro all&#8217;anno per i prossimi tre anni; in tal modo, nei tre anni di maggiore impegno sul versante dell&#8217;equilibrio e del pareggio di bilancio, avremo la possibilit\u00e0 di andare meno sul mercato a vendere titoli. Se si otterranno 45, 50 o 60 miliardi di euro ogni anno per i prossimi tre anni, mentre si sta stressando il Paese sul versante dell&#8217;azione di risanamento per cercare di rilanciarlo sotto il profilo della crescita, si ricaveranno le risorse per quella infrastrutturazione materiale e immateriale del Paese che abbiamo fermato vent&#8217;anni fa, ma che forse sarebbe il caso di riavviare.<em> (Applausi dai Gruppi PD e PdL. Congratulazioni).<\/em><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\"><em>jj<\/em><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PERCH\u00c8 IN ITALIA OGGI NON HA SENSO LA CONTRAPPOSIZIONE TRA &#8220;RIGORISTI&#8221; E &#8220;SVILUPPISTI&#8221; &#8211; IL SENTIERO STRETTO PER USCIRE DALLA CRISI Intervento di Enrico Morando svolto\u00a0\u00a0al Senato nella seduta antimeridiana del 26 aprile 2012<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[],"class_list":["post-20901","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-24-politica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20901","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=20901"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20901\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=20901"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=20901"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=20901"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}