
{"id":21,"date":"2008-03-11T11:05:42","date_gmt":"2008-03-11T10:05:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=21"},"modified":"2008-04-08T10:16:06","modified_gmt":"2008-04-08T09:16:06","slug":"qual-e-linteresse-comune-di-lavoratori-e-imprenditori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=21","title":{"rendered":"QUAL E&#8217; L&#8217;INTERESSE COMUNE DI LAVORATORI E IMPRENDITORI."},"content":{"rendered":"<p><strong>Intervista a Pietro Ichino<\/strong><br \/>\n<em>pubblicata su La Stampa il 7 marzo 2008<\/em><\/p>\n<p>Tra lavoratori e imprenditori ci pu\u00f2 essere conflitto sulla spartizione del frutto del loro comune lavoro; ma questo conflitto deve risolverlo, in piena autonomia, il sistema delle relazioni sindacali. Alla politica spetta invece di realizzare l\u2019interesse di tutti a che la torta da spartire sia pi\u00f9 grande possibile; e fare che in questo grande \u201cgioco a somma positiva\u201d nessuno resti escluso.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2008\/03\/03_intervista-la-stampa.doc\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2008\/03\/icona-dwl.png\" alt=\"icona-dwl.png\" \/><\/a><\/p>\n<p><font color=\"#800000\">scarica il documento<\/font><\/p>\n<p><strong><br \/>\nProfessor Ichino, Berlusconi dice di voler superare lo Statuto dei Lavoratori. Qual \u00e8 la posizione del Pd?<\/strong><br \/>\n\u00abRiformare il nostro diritto del lavoro \u00e8 indispensabile, sia perch\u00e9 \u00e8 in gran parte vecchio di mezzo secolo, sia perch\u00e9 oggi si applica soltanto a met\u00e0 dei lavoratori. Il punto \u00e8 come lo si riforma\u00bb.<br \/>\n<strong><br \/>\nQuindi \u00e8 d\u2019accordo?<\/strong><br \/>\n\u00abMa non sappiamo neppure che cosa propone Berlusconi! Una riforma seria e complessa non pu\u00f2 essere improvvisata da un giorno all&#8217;altro, n\u00e9 tanto meno affidata a battute provocatorie, precedute da segnali diametralmente opposti, come sta accadendo nel Pdl\u00bb.<\/p>\n<p><strong> A che cosa si riferisce?<\/strong><br \/>\n\u00abSolo quindici giorni fa Giulio Tremonti ha dichiarato: &#8220;La questione dell&#8217;articolo 18 la lasciamo volentieri a Veltroni&#8221;\u00bb.<br \/>\n<strong><br \/>\nDunque il PD che cosa propone?<\/strong><br \/>\n\u00abInnanzitutto una scelta di metodo: assumere al tempo stesso la rappresentanza del meglio dell&#8217;imprenditoria italiana e dei lavoratori, per realizzare un&#8217;intesa solida e realistica sulle scelte coraggiose che occorre compiere\u00bb.<br \/>\n<strong><br \/>\nCalearo e Colaninno, ma anche Nerozzi e la precaria del call center. Ma non le sembra sia come mettere insieme il diavolo e l&#8217;acqua santa?<\/strong><br \/>\n\u00abTra lavoratori e imprenditori ci pu\u00f2 essere conflitto sulla spartizione del frutto del loro comune lavoro; ma questo conflitto deve risolverlo, in piena autonomia, il sistema delle relazioni sindacali. Alla politica spetta invece di realizzare l&#8217;interesse di tutti a che la torta da spartire sia pi\u00f9 grande possibile; e fare che in questo grande &#8220;gioco a somma positiva&#8221; nessuno resti escluso\u00bb.<br \/>\n<strong><br \/>\nDunque siamo ancora alla concertazione?<\/strong><br \/>\n\u00abIl PD proprio in questi giorni sta realizzando qualche cosa di nuovo e diverso: una posizione politica comune a imprenditori e lavoratori sulle scelte necessarie per sbloccare il Paese. Poi verr\u00e0 anche il momento del confronto con i vari gruppi di interessi organizzati; ma la ricerca del consenso di tutti non pu\u00f2 paralizzare le decisioni urgenti per il rilancio dell&#8217;economia nazionale\u00bb.<\/p>\n<p><strong> Veniamo al concreto. Cosa far\u00e0 il PD sul fronte del lavoro?<\/strong><br \/>\n\u00abNel settore pubblico, corregger\u00e0 l&#8217;attuale situazione diffusa di inamovibilit\u00e0 di fatto, che genera posizioni di vera e propria rendita\u00bb.<\/p>\n<p><strong> Come?<\/strong><br \/>\n\u00abIntroducendo la cultura della misurazione e della valutazione, indispensabile per poter premiare le strutture che lavorano di pi\u00f9 e meglio; e costringere a riallinearsi quelle che non raggiungono gli obiettivi fissati, a cominciare dai loro dirigenti\u00bb.<br \/>\n<strong><br \/>\nE nel settore privato?<\/strong><br \/>\n\u00abInnanzitutto alcune misure incisive per portare il tasso di occupazione femminile a livelli europei: per questo, occorre non solo moltiplicare i servizi alle famiglie, ma agire anche sulla leva fiscale.<\/p>\n<p><strong> Anche il Pdl sostiene le stesse cose.<\/strong><br \/>\n\u00abSu questo punto, veramente, il programma di Berlusconi va proprio in direzione opposta, col prevedere il cumulo dei redditi dei coniugi e quindi la tassazione del secondo reddito con l&#8217;aliquota pi\u00f9 alta. Poi, occorre superare con decisione il dualismo fra protetti e non protetti\u00bb.<br \/>\n<strong><br \/>\nE si torna alla questione dello Statuto dei lavoratori.<\/strong><br \/>\n\u00ab\u00c8 tutto il nostro diritto del lavoro che va ripensato. E non solo per superare l&#8217;attuale indecente regime di apartheid fra protetti e non protetti. Occorre farlo anche perch\u00e9 ci sono norme scritte quarant\u2019anni fa, prima che arrivassero i computer e Internet\u00bb.<br \/>\n<strong><br \/>\nSolo aggiornamento alle nuove tecnologie?<\/strong><br \/>\n\u00abNon solo questo. Ma le cose vanno fatte bene, senza gettare via il bambino con l&#8217;acqua sporca\u00bb.<br \/>\n<strong><br \/>\nQual \u00e8 il bambino e quale l&#8217;acqua sporca?<\/strong><br \/>\n\u00abIl modello indicato dal programma del PD \u00e8 quello &#8220;della migliore flexicurity europea&#8221;. Che significa coniugare il massimo possibile di flessibilit\u00e0 delle strutture produttive, con il massimo possibile di sicurezza e benessere dei lavoratori\u00bb.<\/p>\n<p><strong> Ma sulla riforma del diritto del lavoro, fra PD e PdL, convergete o divergete?<\/strong><br \/>\n\u00abPer rispondere occorrerebbe prima capire su che cosa convergono Tremonti e Berlusconi, oppure Alemanno e Sacconi, che per ora dicono cose tra loro opposte\u00bb.<br \/>\n<strong><br \/>\nLei a cosa sta lavorando?<\/strong><br \/>\n\u00abA un contratto a tempo indeterminato per tutti i nuovi rapporti di lavoro dipendente, tranne ovviamente gli stagionali o gli occasionali, in modo da garantire a tutti una vera eguaglianza di opportunit\u00e0. Ma con un sistema di protezione in parte nuovo: \u00e8 qui che si deve realizzare la coniugazione di flessibilit\u00e0 per l&#8217;impresa e vera sicurezza per il lavoratore\u00bb.<\/p>\n<p><strong> Spieghi come; e dica che cosa vuole fare dell&#8217;articolo 18.<\/strong><br \/>\n\u00abDopo un periodo di prova di sei mesi, l&#8217;articolo 18 si applica per i licenziamenti disciplinari e contro quelli per motivo illecito, di discriminazione o di rappresaglia. Ma il controllo giudiziale deve essere limitato a questo. Se invece il motivo del licenziamento \u00e8 economico od organizzativo, la protezione del lavoratore \u00e8 costituita da un congruo indennizzo commisurato all&#8217;anzianit\u00e0 e da un&#8217;assicurazione contro la disoccupazione di livello scandinavo\u00bb.<\/p>\n<p><strong> Da sinistra le obiettano che lo Stato non ha i soldi per questo &#8220;lusso&#8221; nordico.<\/strong><br \/>\n\u00abL&#8217;idea \u00e8 di attivare questa assicurazione con un contributo interamente a carico dell&#8217;azienda, secondo il criterio bonus\/malus: a ogni licenziamento, l&#8217;imprenditore meno capace di programmare la gestione del personale vede aumentare i costi aziendali.\u00bb.<\/p>\n<p><strong> In questo modo verrebbe escluso il controllo del giudice sui licenziamenti economico-organizzativi individuali e collettivi?<\/strong><br \/>\n\u00abIn questo modo \u00e8 il costo del licenziamento a costituire il filtro delle scelte imprenditoriali. Un filtro molto migliore di quanto non possa essere il controllo giudiziale. Sia perch\u00e9 \u00e8 un filtro che pu\u00f2 essere modulato in relazione alle diverse esigenze e situazioni. Sia perch\u00e9 l\u2019aggiustamento strutturale non pu\u00f2 attendere una verifica della durata di sei, otto o persino dieci anni\u00bb.<\/p>\n<p><strong> Da sinistra obiettano che, in questo modo, tutti i nuovi rapporti di lavoro saranno precari.<\/strong><br \/>\n\u00abSbagliano di grosso: sarebbe come dire che tutti i lavoratori del Centro e Nord-Europa, dove si applicano tecniche di protezione diverse dall&#8217;articolo 18, sono precari\u00bb.<\/p>\n<p><strong> Dunque, flexicurity contro precariato?<\/strong><br \/>\n\u00abS\u00ec, se si vuole superare la giungla attuale dei contratti precari, che scarica su met\u00e0 dei lavoratori tutto il peso della flessibilit\u00e0 di cui il sistema ha vitale bisogno, occorre che ci collochiamo in questo ordine di idee. Sulle soluzioni tecniche, poi, il discorso \u00e8 ovviamente apertissimo.\u00bb.<\/p>\n<p><strong> Lei pensa che su una scelta di questo genere il sindacato potrebbe seguirvi?<\/strong><br \/>\n\u00abSe il sindacato avr\u00e0 di fronte un governo che garantir\u00e0 l&#8217;equit\u00e0 e il rigore, sar\u00e0 pi\u00f9 facile ottenerne il consenso. Gi\u00e0 con le candidature elettorali il PD indica la via di una discussione serena, pragmatica e senza \u201cfuochi di sbarramento\u201d preventivi, n\u00e9 da una parte n\u00e9 dall\u2019altra\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intervista a Pietro Ichino pubblicata su La Stampa il 7 marzo 2008 Tra lavoratori e imprenditori ci pu\u00f2 essere conflitto sulla spartizione del frutto del loro comune lavoro; ma questo conflitto deve risolverlo, in piena autonomia, il sistema delle relazioni sindacali. 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