
{"id":21321,"date":"2012-05-19T12:06:06","date_gmt":"2012-05-19T11:06:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=21321"},"modified":"2012-06-25T08:41:05","modified_gmt":"2012-06-25T07:41:05","slug":"franco-debenedetti-bene-fin-qui-ma-fossi-in-te-non-farei-unaltra-legislatura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=21321","title":{"rendered":"UN INVITO A CONTINUARE LA BATTAGLIA FUORI DAL SENATO"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">L&#8217;ECONOMISTA E\u00a0OPINIONISTA \u00a0EX-SENATORE DELL&#8217;ULIVO MI CONSIGLIA DI PROSEGUIRE LA BATTAGLIA DAI GIORNALI E DALLA CATTEDRA, LIBERANDOMI DAI VINCOLI DELL&#8217;ATTIVIT\u00c0 PARLAMENTARE E DELLA DISCIPLINA DI GRUPPO &#8211; GLI RISPONDO CERCANDO DI FARE UN CENSIMENTO DEGLI ARGOMENTI PRO E CONTRO LA SOLUZIONE DA LUI PROPOSTA<\/span><\/p>\n<p><em>Messaggio di Franco Debenedetti, 16 maggio 2012, a proposito del <a title=\"Antologia della Nwsl, 14.5.12\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=21143\" target=\"_blank\">quarto anniversario di questo sito e della <\/a><\/em><a title=\"Antologia della Nwsl, 14.5.12\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=21143\" target=\"_blank\">Nwsl<\/a> <em>&#8211; V. anche <a title=\"Articolo di F. Debenedetti - Corriere della Sera, 21.2.09\" href=\"http:\/\/www.francodebenedetti.it\/non-candidarti-si-conta-di-piu-da-fuori\/\" target=\"_blank\">l&#8217;articolo sul <\/a><\/em><a title=\"Articolo di F. Debenedetti - Corriere della Sera, 21.2.09\" href=\"http:\/\/www.francodebenedetti.it\/non-candidarti-si-conta-di-piu-da-fuori\/\" target=\"_blank\">Corriere della Sera<\/a><em><a title=\"Articolo di F. Debenedetti - Corriere della Sera, 21.2.09\" href=\"http:\/\/www.francodebenedetti.it\/non-candidarti-si-conta-di-piu-da-fuori\/\" target=\"_blank\"> del 21 febbraio 2008<\/a>, con il quale lo stesso F.D.\u00a0cerc\u00f2 quattro anni fa di dissuadermi dall&#8217;accettare la candidatura\u00a0al Senato; e <a title=\"Articolo di P. Ichino - Corriere della Sera, 21.2.08\" href=\"http:\/\/archivio.www.pietroichino.it\/articoli\/view.asp?IDArticle=802\" target=\"_blank\">l&#8217;articolo con cui allora\u00a0gli risposi sul <\/a><\/em><a title=\"Articolo di P. Ichino - Corriere della Sera, 21.2.08\" href=\"http:\/\/archivio.www.pietroichino.it\/articoli\/view.asp?IDArticle=802\" target=\"_blank\">Corriere della Sera <em>dello stesso giorno<\/em><\/a> &#8211; <em>Segue in questo post<\/em><strong><em> una mia risposta meditata e articolata <\/em><\/strong><em>e, in un post diverso, <\/em><strong><em><a title=\"Messaggi ricevuti - maggio 2012\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=21472\" target=\"_blank\">una selezione dei molti messaggi ricevuti in proposito<\/a><\/em><\/strong><!--more--><\/p>\n<p>E cos\u00ec, tutte le domeniche notte, puntuale come un orologio, una settimana dopo l\u2019altra, siamo arrivati alla cifra tonda: 200 numeri della <em>Newsletter<\/em>, chiari, precisi, completi, ordinati, facili da interrogare. Sono la descrizione di un progetto intellettuale e la storia di una battaglia politica, sviluppatisi nei primi quattro anni di questa legislatura. Per chiunque vorr\u00e0 ripercorrerne la storia, conoscere idee e persone, questi 200 numeri sono un imprescindibile <em>reference book<\/em>. Quindi bravo Pietro, complimenti, applausi e <em>champagne<\/em>.<br \/>\nNon si sarebbe raggiunto questo risultato senza la sua puntigliosa precisione, la ferrea costanza, il sereno equilibrio: ma soprattutto, senza la sua passione politica. E questo rimanda al\u00a0 bilancio politico dell\u2019esperienza raccontata in queste 200 <em>Newsletter<\/em>: non solo quello suo personale, ma quello del Paese e della sua classe politica. E su quest\u2019ultimo il mio giudizio \u00e8 molto severo: si tratta di un bilancio nettamente negativo. Ed \u00e8 grandemente per la\u00a0\u00a0 caparbiet\u00e0 di Pietro, per la sua pazienza per i piccoli passi e i consensi costruiti uno ad uno, per la sua capacit\u00e0 di \u201cvendere\u201d le proprie idee (e lo strumento del portale ha sicuramente aiutato a diffonderle nel Paese) se alla fine, sul piano pratico, qualcosa si \u00e8 potuto raccogliere, sia per le pensioni che per la legislazione del lavoro. Ma se di giudizio politico si tratta, si deve riconoscere che la riforma delle pensioni \u00e8 stata fatta grazie a una fortunata congiunzione astrale, e che quella del lavoro non \u00e8 stata compiuta nonostante una situazione politica eccezionalmente favorevole.<br \/>\nRiforma delle pensioni: quel progetto era la <em>summa<\/em> della vita di lavoro accademico di Elsa Fornero. Messa a capo del dicastero dal veto frapposto a un altro candidato, lo porta avanti con la tranquilla semplicit\u00e0 di chi arriva al potere provvisto solo della convinzione nelle proprie idee.\u00a0\u00c8 stata la persona giusta, con il progetto giusto, nel momento giusto: \u00e8 stato il primo atto politico del Governo Monti, e and\u00f2 in porto con fluidit\u00e0. Ma grazie a questa serie di fortunate combinazioni.<br \/>\nNon ha avuto invece la sua buona stella la riforma del mercato del lavoro. In Parlamento, erano venute le tasse del \u201cSalva Italia\u201d, le polemiche sulla\u00a0 crescita; nel Governo, la consapevolezza dei rischi, e la preoccupazione del durare. La freschezza era appassita, l\u2019\u201dingenuit\u00e0\u201d perduta. L\u2019articolo 18, per il suo valore altamente simbolico, \u00e8 la prima sconfitta sulla strada del Governo: tutti hanno visto che, messo alle strette, Monti arretra. Non ci andava molto a sottrarre al giudice il licenziamento per giustificato motivo economico: cos\u00ec non \u00e8 stato, e cos\u00ec non sar\u00e0 per chiss\u00e0 quanto tempo. Il duale della sconfitta di Monti sono i balbettii dei partiti:\u00a0 dovevano capire che era l\u2019occasione per riprendersi il ruolo di protagonisti, far fare un balzo in avanti al paese, dandogli una vera riforma del mercato del lavoro: invece l\u2019hanno usata in modo strumentale, la destra per mettere in difficolt\u00e0 la sinistra, la sinistra per aggregare consenso tra le sue varie anime.<br \/>\n\u00c8 stato dunque inutile il lavoro del senatore Ichino? Impossibile saperlo, le idee corrono sottotraccia, misteriosi sono i modi in cui si formano e si cambiano le opinioni. Altra \u00e8 la domanda da porsi: ci sono modi pi\u00f9 efficaci, o meno dispendiosi, per diffondere le proprie idee? Chi scegliersi come interlocutori, gli eletti o gli elettori, i politici o i cittadini? Quando Pietro stava per candidarsi, gli <a title=\"Articolo di F. Debenedetti - Corriere della Sera, 21.2.12\" href=\"http:\/\/www.francodebenedetti.it\/non-candidarti-si-conta-di-piu-da-fuori\/\" target=\"_blank\">scrissi sul <em>Corriere<\/em> una \u201clettera aperta\u201d, in cui cercavo di dissuaderlo<\/a>: continua a diffondere le tue \u2013 le nostre &#8211; idee dalle colonne del <em>Corriere<\/em>, i tuoi articoli sono pi\u00f9 efficaci delle battaglie in Commissione e dei discorsi in Aula. Oggi riconosco che sbagliavo: se Pietro avesse seguito il mio suggerimento, non solo non avremmo i 200 numeri di questo <em>opus magnum<\/em>, ma soprattutto non ci sarebbe stato il tentativo pi\u00f9 serio e coerente di introdurre la riforma per via parlamentare, e questo sia con un Governo \u201cnormale\u201d sia con un Governo nominato per le emergenze. Invece, si \u00e8 dimostrato, perlomeno, il teorema di impossibilit\u00e0 di questo Paese di darsi una riforma chiara e risolutiva.<br \/>\nCon il che il mio suggerimento, sbagliato allora, diventa giusto oggi. Se questa riforma, come tante altre riforme liberali, con questa classe politica non passa, e non si vede sorgere chi possa farla passare, bisogna trarne le conseguenze, e considerare l\u2019esperienza parlamentare avviata alla sua fine naturale: per il futuro, credo sia meglio rivolgersi alla gente direttamente, senza mediazioni. Il risultato, almeno nell\u2019immediato, non cambia: ma l\u2019esperienza \u00e8 meno frustrante.<\/p>\n<p><span style=\"color: #993300;\"><strong>LA MIA RISPOSTA A FRANCO DEBENEDETTI<\/strong><\/span><\/p>\n<p>A distanza di quattro anni mi trovo di nuovo a dover rispondere a Franco Debenedetti, che mi invita a considerare anche questa mia seconda esperienza parlamentare (la prima \u00e8 stata quella 1979-83, nella quale sono stato deputato) come un\u2019esperienza in s\u00e9 conclusa, e a continuare la mia battaglia nella veste di studioso e di opinionista. Non pi\u00f9 dallo scranno del Senato ma dalla cattedra universitaria e dalla prima pagina di un grande giornale come il <em>Corriere della Sera<\/em>, se il quotidiano di via Solferino vorr\u00e0 riattivare la collaborazione professionale sospesa con la mia elezione nell&#8217;aprile 2008. Poich\u00e9 alla fine della legislatura manca ormai meno di un anno, \u00e8 ora di incominciare a riflettere su questa\u00a0alternativa; e voglio farlo come sempre nel modo pi\u00f9 trasparente, condividendo con i miei lettori ed elettori tutto quello che penso.<br \/>\nNe ho discusso con lo stesso F.D. e con alcune altre persone a me vicine, raccogliendo alcuni argomenti assai rilevanti a favore della scelta di accettare la nuova candidatura, se mi verr\u00e0 offerta, e alcuni argomenti altrettanto rilevanti in senso contrario. Li sintetizzo nella tabella, nella quale le ragioni per accettare la ricandidatura sono evidenziate in blu, mentre quelle per non accettarla sono evidenziate in verde.<\/p>\n<p><span style=\"color: #003366;\">A1 \u2013 Per qualsiasi parlamentare, la prima legislatura \u00e8 un po\u2019 un periodo di apprendistato, nel quale si impara a conoscere i meccanismi interni dell\u2019istituzione; la seconda legislatura e la terza\u00a0sono\u00a0quelle in cui si mettono meglio a frutto le esperienze della prima e l\u2019azione svolta \u00e8, quindi, pi\u00f9 efficace.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\">A2 \u2013 In realt\u00e0, per\u00f2, questa per me \u00e8 gi\u00e0 una seconda legislatura: dopo la VIII, la XVI. Ci sono arrivato, dunque, conoscendo gi\u00e0 abbastanza bene i meccanismi parlamentari e i giochi della politica. Nella prossima legislatura dubito comunque di essere in grado di fare pi\u00f9 e meglio di quello che sono riuscito a fare in questa.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #003366;\">B1 \u2013 Anche la maggiore notoriet\u00e0 acquisita nel corso di una legislatura conferisce maggior peso all\u2019azione svolta in quella successiva. Interrompere l\u2019impegno parlamentare dopo quattro o cinque soli anni significa lasciare le cose a mezzo.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\">B2 \u2013 In realt\u00e0, per\u00f2,\u00a0sono arrivato a questa seconda esperienza parlamentare con la notoriet\u00e0 che mi era data da trent&#8217;anni di attivit\u00e0 universitaria e dieci di editorialista per il <em>Corriere della Sera<\/em>: la conoscenza delle mie tesi era ed \u00e8 gi\u00e0 abbastanza diffusa. E non \u00e8 detto affatto che, nella situazione attuale,\u00a0il modo pi\u00f9 efficace per continuare a sostenerle non sia proprio quello di tornare all\u2019attivit\u00e0 di giornalismo militante sorretta dall&#8217;attivit\u00e0 di ricerca, di insegnamento e di confronto diretto, quotidiano, con gli studiosi di tutto il mondo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #003366;\">C1 \u2013 Per svelare gli <em>arcana imperii <\/em>occorre stare dentro il Palazzo. Per esempio, non avrei mai potuto scoprire e denunciare <a title=\"Intervento in Senato, 22.6.11\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=15278\" target=\"_blank\">la vicenda scandalosa della sostanziale rendita vitalizia garantita ai dipendenti dei partiti defunti<\/a>, se non dal di dentro del Senato.<br \/>\n<span style=\"color: #008000;\">C2 &#8211; Resta il fatto, per\u00f2,\u00a0che a quella mia denuncia non \u00e8 stato dato alcun seguito dalla stampa nazionale. Per scoprire e denunciare gli <em>arcana imperii <\/em>occorrono talvolta &#8220;competenze anfibie&#8221; e\u00a0strumenti di cui dispone chi ha conosciuto il Palazzo dal di dentro ma opera senza condizionamenti dal di fuori di esso. In particolare, senza i condizionamenti della disciplina di gruppo.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #003366;\">D1 &#8211; Gi\u00e0, la disciplina di partito e di gruppo. Io stesso ho sostenuto che l&#8217;<a title=\"Appunti sull'etica del successo - Pasqua 2010\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=7885\" target=\"_blank\">etica politica<\/a> impone <a title=\"Morale e politica - 28.3.11\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=14118\" target=\"_blank\">il coraggio di &#8220;sporcarsi le mani&#8221; con le esigenze dell&#8217;efficacia del lavoro politico concreto<\/a>, quindi anche con le pesantezze dei meccanismi di partito e istituzionali. Troppo facile salvarsi l&#8217;anima coltivando la purezza delle proprie idee, predicando senza assumersi responsabilit\u00e0, elaborando progetti di riforma astratti nelle aule universitarie senza confrontarsi con l&#8217;infinita complessit\u00e0 del Paese reale.<br \/>\n<span style=\"color: #008000;\">D2 &#8211; La buona politica, per\u00f2, non ha bisogno soltanto dei politici professionisti, impegnati stabilmente nella ricerca e costruzione del &#8220;consenso utile&#8221; (cio\u00e8 di quello che arriva entro le prossime elezioni): ha bisogno anche\u00a0degli intellettuali-politici di complemento un po&#8217; &#8220;fuori linea&#8221; nell&#8217;immediato, ma capaci di cogliere in anticipo i segni dei tempi, impegnati nella costruzione di\u00a0un ponte tra il consenso di oggi e quello di domani, disposti ad andare controcorrente restando in minoranza nel loro partito oggi, per preparare la cultura politica di cui il partito stesso avr\u00e0 bisogno domani. Senza questa\u00a0dialettica interna,\u00a0qualsiasi partito corre un forte rischio di demagogia, di populismo.\u00a0Il mio ruolo,\u00a0pur modestissimo per importanza,\u00a0negli ultimi\u00a0quarant&#8217;anni del centrosinistra italiano, si \u00e8 caratterizzato per questo impegno ad ampliare gli orizzonti della politica del lavoro. Per svolgere questo ruolo non occorre, e forse pu\u00f2 essere \u00a0persino di ostacolo, lo stare continuativamente in Parlamento: \u00e8 sufficiente anche starci nelle sole legislature multiple di otto (la mia prossima, dunque, potrebbe essere la XXIV).<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #003366;\">E1 &#8211;\u00a0Interrompere l&#8217;impegno in Parlamento alla fine di questa legislatura pu\u00f2 apparire come un darla vinta a chi vuole mantenere la politica del lavoro del Pd ancorata a posizioni conservatrici,\u00a0difensive dell&#8217;esistente, poco autonome\u00a0rispetto ai sindacati.<br \/>\n<span style=\"color: #008000;\">E2 &#8211;\u00a0\u00c8 anche vero, per\u00f2,\u00a0che chi vuol mantenere il Pd ancorato a quelle posizioni ha gi\u00e0 perso la partita: dopo aver sostenuto fino al febbraio scorso con toni ultimativi\u00a0che &#8220;l&#8217;articolo 18 non si tocca&#8221;, chi si collocava su quelle posizioni voter\u00e0 ora in Parlamento una riscrittura integrale dello stesso articolo 18, che segner\u00e0 comunque una svolta importante nel nostro diritto del lavoro. Certo, la riforma Fornero non mi soddisfa affatto; ma essa pone pur sempre al centro dell&#8217;agenda politica italiana per l&#8217;oggi e per il prossimo futuro il tema del superamento del dualismo di protezioni fra\u00a0<em>insiders<\/em> e <em>outsiders<\/em> nel mercato del lavoro e quello dell&#8217;allineamento del nostro ordinamento del mercato del lavoro con i migliori standard del centro e nord-Europa: obiettivi che la sinistra italiana ha finora prevalentemente considerato come falsi problemi.\u00a0Mi sembra &#8211; e per questo aspetto in parte dissento dal giudizio totalmente negativo di F.D. &#8211;\u00a0un risultato non disprezzabile: inferiore, certo, alle speranze suscitate dagli annunci del dicembre e gennaio scorso, ma nettamente superiore a quanto era anche solo ipotizzabile un anno fa. Non abbastanza per poter dire: &#8220;missione compiuta&#8221;; ma pi\u00f9 che abbastanza per poter dire: &#8220;questi miei quattro anni di servizio civile in\u00a0Senato a qualche cosa sono serviti&#8221;.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #003366;\">F1 &#8211; In Parlamento c&#8217;\u00e8 molto bisogno di competenze tecniche specifiche.<br \/>\n<span style=\"color: #008000;\">F2 &#8211; Ma in questa legislatura non ho avuto la sensazione che la mia\u00a0competenza specifica sia stata molto valorizzata. Certo non\u00a0pi\u00f9 di quanto siano state valorizzate &#8211; come del resto \u00e8 molto opportuno &#8211; le competenze di altri, che parlamentari non sono.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #003366;\">G1 &#8211; In giro per l\u2019Italia ci sono molte persone che condividono le mie idee e si sentono rappresentate da me in Parlamento: la mia defezione potrebbe essere vissuta da loro come un tradimento. Per qualcuno potrebbe essere un motivo in pi\u00f9 di sensibilit\u00e0 alle lusinghe dell\u2019\u201cantipolitica\u201d.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\">G2 \u2013 Tra tutte queste persone che condividono le mie idee e le praticano, per\u00f2, ce ne sono\u00a0molte che hanno\u00a0venti o trent\u2019anni meno di me e capacit\u00e0 intellettuali maggiori: \u00e8 bene fare posto alle migliori tra\u00a0queste in Parlamento. La mia, comunque, non sarebbe una defezione:\u00a0 continuerei la battaglia in altre sedi non meno importanti per l&#8217;evoluzione dell&#8217;opinione pubblica.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #003366;\">H1 \u2013 In questo momento di crisi economica e sociale gravissima del Paese e di difficolt\u00e0 altrettanto grave del ceto politico a recuperare la fiducia dei cittadini, il fatto che io ritorni alla maggiore comodit\u00e0 e tranquillit\u00e0 della\u00a0vita privata e alle pi\u00f9 gratificanti attivit\u00e0 dell&#8217;insegnamento, del giornalismo\u00a0e della professione forense\u00a0pu\u00f2 apparire come una diserzione, una fuga\u00a0di fronte al pericolo. O anche un atto di avarizia; e un difetto di costanza e di pazienza, che in politica sono doti essenziali.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\">H2 \u2013 Questo \u00e8 un argomento che pesa molto.\u00a0In senso contrario\u00a0si potrebbe osservare\u00a0solo che\u00a0anche il non essere attaccato al seggio parlamentare pu\u00f2 essere una manifestazione di\u00a0 buon costume politico.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #003366;\">I1 \u2013 Essere parlamentare consente di girare e conoscere \u201cdal di dentro\u201d tutta l\u2019Italia. Roma, poi, \u00e8 una citt\u00e0 meravigliosa; ed \u00e8 il luogo dove tutti convergono, nel quale ogni giorno il Sud, il Centro e il Nord d\u2019Italia si incontrano e si confrontano. Dove, nel bene e nel male, si formano le scelte di governo del Paese. Se si vuole influire su quelle scelte, \u00e8 a Roma che occorre stare almeno met\u00e0 del proprio tempo.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\">I2 \u2013 \u00c8 vero. E questi quattro anni di lavoro parlamentare a Roma, e in giro ogni settimana in una parte diversa d\u2019Italia, sono stati un\u2019esperienza appassionante, non meno di quelli dell\u2019VIII legislatura, trent\u2019anni fa. Ma \u00e8 anche vero che a lungo andare l\u2019impegno parlamentare pu\u00f2 anche allontanare dalla vita di tutti i giorni della gente comune. Questo \u00e8 uno rischio che il politico di professione deve inevitabilmente correre; ma per un politico \u201cdi complemento\u201d come me il discorso \u00e8 forse in parte diverso.<\/span><\/p>\n<p>Forse.<br \/>\nPer ora mi fermo qui. Sono assolutamente sincero nel dire che non ho ancora preso alcuna decisione; ma, certo, prima della fine dell\u2019anno la dovr\u00f2 prendere. Come sempre, i frequentatori di questo sito potranno partecipare alla discussione in proposito; e quella decisione saranno i primi a conoscerla.\u00a0 <em>(p.i.)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;ECONOMISTA E\u00a0OPINIONISTA \u00a0EX-SENATORE DELL&#8217;ULIVO MI CONSIGLIA DI PROSEGUIRE LA BATTAGLIA DAI GIORNALI E DALLA CATTEDRA, LIBERANDOMI DAI VINCOLI DELL&#8217;ATTIVIT\u00c0 PARLAMENTARE E DELLA DISCIPLINA DI GRUPPO &#8211; GLI RISPONDO CERCANDO DI FARE UN CENSIMENTO DEGLI ARGOMENTI PRO E CONTRO LA SOLUZIONE DA LUI PROPOSTA Messaggio di Franco Debenedetti, 16 maggio 2012, a proposito del quarto anniversario [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12,13],"tags":[],"class_list":["post-21321","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-24-politica","category-25-temi-diversi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/21321","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=21321"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/21321\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=21321"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=21321"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=21321"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}