
{"id":21450,"date":"2012-05-26T19:13:43","date_gmt":"2012-05-26T18:13:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=21450"},"modified":"2012-05-27T22:42:39","modified_gmt":"2012-05-27T21:42:39","slug":"gazzetta-del-mezzogiorno-al-sud-dobbiamo-imparare-a-ingaggiare-il-meglio-dellimprenditoria-mondiale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=21450","title":{"rendered":"GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO: AL SUD DOBBIAMO IMPARARE A INGAGGIARE IL MEGLIO DELL&#8217;IMPRENDITORIA MONDIALE"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">LO SVILUPPO DEL SUD DIPENDE DALLA SUA CAPACIT\u00c0 DI DIVENTARE PI\u00d9 ATTRATTIVO PER GLI INVESTIMENTI, SOPRATTUTTO QUELLI PROVENIENTI DALL&#8217;ESTERO<\/span><\/p>\n<p><em>Intervista a cura di Antonio Tondo pubblicata sulla <\/em>Gazzetta del Mezzogiorno <em>il 25 maggio 2012<\/em><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Il senatore Pietro Ichino, studioso dei temi del lavoro, ieri a Bari ha partecipato a un convegno della Confederazione delle associazioni artigiane di Puglia e Basilicata e dell&#8217;Ordine dei Consulenti del Lavoro. Di fronte a una platea di 700 piccoli imprenditori, esperti giuridici ed esponenti del mondo finanziario, Ichino ha espresso alcune critiche sulla riforma del ministro Fornero, ma ne ha anche sottolineato gli aspetti positivi.<\/p>\n<p><strong>Lei sostiene che in Italia ci sono giacimenti di occupazione possibile inutilizzati, cio\u00e8 posti di lavoro che rimangono scoperti per mancanza di qualificazione. Succede anche nel Mezzogiorno?<\/strong><br \/>\nSe parliamo degli <em>skill shortages<\/em>, cio\u00e8 delle domande di manodopera permanentemente insoddisfatte per difetto di disponibilit\u00e0 corrispondenti, non soltanto ce ne sono anche nel Mezzogiorno; ma nel Mezzogiorno ce ne sono, in proporzione, pi\u00f9 che al Nord.<\/p>\n<p><strong>Secondo lei Regioni del Sud sono in grado di gestire servizi avanzati per qualificare o riqualificare persone che perdono il posto di lavoro oppure devono entrare nel mercato del lavoro?<\/strong><br \/>\nLe Regioni meridionali sono ancor meno attrezzate per lo svolgimento di questa funzione di quanto siano quelle centro-settentrionali. Dal Lazio in gi\u00f9 non ci sono osservatori regionali capaci di individuare e censire con precisione gli <em>skill shortages<\/em>. E i servizi di formazione professionale funzionano malissimo, perch\u00e9 rispondono prioritariamente agli interessi di chi vi \u00e8 addetto e non a quelli dei lavoratori e delle imprese.<\/p>\n<p><strong>Regioni, enti locali e imprese annaspano. Con scarse informazioni agiscono solo in modo burocratico. Cosa servirebbe al Sud per realizzare un mercato del lavoro efficiente?<\/strong><br \/>\nPer incominciare, occorrerebbe rilevare sistematicamente il tasso di coerenza tra formazione impartita e sbocchi occupazionali effettivi, a sei mesi e tre anni dal termine dell\u2019intervento formativo. Quando la Regione sar\u00e0 attrezzata per questa rilevazione, i dirigenti del settore dovranno essere ingaggiati con contestuale fissazione di obiettivi seri di miglioramento del tasso di coerenza; e, in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi, il dirigente va rimosso indipendentemente da qualsiasi imputazione di negligenza o incompetenza. Questo prevede l\u2019articolo 21 del testo unico delle norme per l\u2019impiego pubblico, ma \u00e8 una norma che in Italia non si applica mai. Naturalmente, occorre corrispondentemente che il dirigente si riappropri delle prerogativa manageriali, e le eserciti effettivamente. Il rischio di perdere il posto costituir\u00e0 un buon incentivo affinch\u00e9 questo avvenga realmente.<\/p>\n<p><strong>Nel Mezzogiorno, chi riesce ad affermare la propria impresa \u00e8 un eroe. Gli investimenti esteri latitano. A volte oscilliamo tra demagogia e insolvenza; burocrazia e criminalit\u00e0 finiscono per allontanare anche le buone intenzioni. Cosa dovremmo fare per superare le difficolt\u00e0?<\/strong><br \/>\nOccorrerebbe fare molte cose. In primo luogo, occorrerebbe che le Regioni imparassero il non facile mestiere di andare per il mondo alla ricerca di buoni imprenditori e buoni piani industriali, per ingaggiare i migliori tra di essi. S\u00ec, ingaggiarli: significa rovesciare il paradigma secondo il quale siamo abituati a guardare al mercato del lavoro come luogo dove sono soltanto gli imprenditori a ingaggiare i lavoratori; invece possono anche essere i lavoratori di una citt\u00e0, di una Regione, a ingaggiare l\u2019imprenditore che sappia meglio valorizzare il loro lavoro (<em><a title=\"Hire your best employer!\" href=\"http:\/\/archivio.www.pietroichino.it\/slides\/view.asp?IDArticle=230\" target=\"_blank\">Hire your best employer!<\/a><\/em>). Tutto questo presuppone che, insieme al Governo regionale, ci sia anche un sindacato capace di valutare attentamente i piani industriali pi\u00f9 innovativi, e, quando la valutazione sia positiva, capace di guidare i lavoratori nella negoziazione a 360 gradi dei termini di una scommessa comune con l\u2019imprenditore. Negoziare a 360 gradi pu\u00f2 significare anche negoziare una forte variabilit\u00e0 delle retribuzioni in relazione al grado di raggiungimento di obiettivi predeterminati di produttivit\u00e0 e\/o di redditivit\u00e0 della nuova impresa. Se non ci credono i lavoratori, perch\u00e9 dovrebbe crederci un imprenditore che viene da lontano?<\/p>\n<p><strong>L&#8217;amministrazione del Mezzogiorno \u00e8 pi\u00f9 complicata del Nord. Se quella dello Stato, come lei ricorda, produce norme cos\u00ec complicate da essere intraducibili in inglese, la burocrazia meridionale \u00e8 storicamente ancora pi\u00f9 oppressiva. Come si pu\u00f2 superare questa barriera?<\/strong><br \/>\nIl giorno in cui le Regioni incominciassero a valutare in modo rigoroso la capacit\u00e0 di raggiungere gli obiettivi prefissati non soltanto dei propri dirigenti, ma anche delle proprie giunte e dei propri Assessori, probabilmente si attiverebbero gli incentivi giusti per una produzione normativa regionale meno farraginosa, pi\u00f9 adatta agli scopi. Per questo, per\u00f2, occorrerebbe che i politici stessi impostassero in modo molto diverso dal passato le proprie campagne elettorali, presentandosi agli elettori con obiettivi precisi, specifici, misurabili; e che gli elettori rifiutassero il voto a chi si presenta soltanto con promesse generiche.<\/p>\n<p><strong>Come giudica la riforma del mercato del lavoro, proposta dal ministro Fornero. E cosa dovrebbero fare le Regioni del Sud per modernizzare la gestione dei servizi delegati alla loro competenza?<\/strong><br \/>\nNonostante i suoi difetti, ampiamente messi in evidenza da tutti i critici, da destra e da sinistra, a me sembra che questa legge costituisca comunque un primo passo importante nella direzione giusta, anche se il passo avrebbe potuto essere pi\u00f9 cospicuo e pi\u00f9 incisivo. Dico questo in riferimento a tutti e tre i pilastri della riforma: le norme volte al riassorbimento dei precariato cattivo, la nuova disciplina dei licenziamenti e l\u2019istituzione di un sistema universale di sostegno del reddito dei lavoratori che perdono il posto. Osservo, a questo proposito, che per tutti e tre questi aspetti la legge costituisce una novit\u00e0 rilevantissima rispetto a tutta la legislazione degli ultimi quarant\u2019anni. Certo, resta ancora moltissimo da fare sulla via dell\u2019allineamento della nostra legislazione del lavoro con il resto d\u2019Europa e, soprattutto, sulla via della semplificazione della legislazione stessa. Per quest\u2019ultimo aspetto siamo all\u2019anno zero; e invece questo \u00e8 un aspetto essenziale per l\u2019attrattivit\u00e0 del nostro Paese nei confronti degli investitori esteri.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">hh<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LO SVILUPPO DEL SUD DIPENDE DALLA SUA CAPACIT\u00c0 DI DIVENTARE PI\u00d9 ATTRATTIVO PER GLI INVESTIMENTI, SOPRATTUTTO QUELLI PROVENIENTI DALL&#8217;ESTERO Intervista a cura di Antonio Tondo pubblicata sulla Gazzetta del Mezzogiorno il 25 maggio 2012<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26],"tags":[],"class_list":["post-21450","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interview"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/21450","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=21450"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/21450\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=21450"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=21450"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=21450"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}