
{"id":21687,"date":"2012-06-07T11:28:28","date_gmt":"2012-06-07T10:28:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=21687"},"modified":"2012-06-10T23:36:14","modified_gmt":"2012-06-10T22:36:14","slug":"il-sovrano-la-legge-non-la-applica-la-cambia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=21687","title":{"rendered":"IL SOVRANO LA LEGGE NON LA APPLICA, LA CAMBIA"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">OVVERO: IL CASO DELLE ECCEDENZE DI PERSONALE STATALE COME ESEMPIO EMBLEMATICO DELL\u2019USO AUTO-ASSOLUTORIO DELLA PRODUZIONE DI NORME DA PARTE DEI GOVERNANTI &#8211; QUANDO QUALCHE COSA NELLE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE NON FUNZIONA, NON CI SI CHIEDE QUALE INERZIA O DISFUNZIONE VADA ELIMINATA, MA QUALE NUOVA NORMA VADA EMANATA<\/span><\/p>\n<p><em>Capitolo 8 del libro <\/em><a title=\"Sudditi, Nicola Rossi, IBLLibri, 2012\" href=\"http:\/\/www.bookrepublic.it\/book\/9788864400952-sudditi-un-programma-per-i-prossimi-50-anni\/\" target=\"_blank\">Sudditi<em>. <\/em>Un programma per i prossimi 50 anni<\/a><em>, a cura di Nicola Rossi, IBLLibri, 2012, pp. 264, \u20ac 20 \u2013 Gli altri capitoli del libro sono firmati da altrettanti autori diversi, tra i quali Franco Debenedetti, Alessandro De Nicola, Giampaolo Galli, Giorgio Rebuffa, Carlo Stagnaro<\/em><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>\u00a0IL SOVRANO LA LEGGE NON LA APPLICA: LA CAMBIA<\/strong><br \/>\ndi Pietro Ichino<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Alla notiza che un tesoriere di partito si \u00e8 appropriato di un mucchio di quattrini, un altro alto esponente di quel partito ha dichiarato che occorre una nuova legge per il controllo sull\u2019uso dei rimborsi elettorali. Chiedere nuove leggi ogni volta che qualche cosa va storto equivale ad auto-assolverci. Come dire: \u201cNon abbiamo nulla da rimproverarci: \u00e8 solo questione di migliorare l\u2019ordinamento vigente\u201d. Il divieto di rubare non basta?<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Un altro esempio interessante della produzione di nuove leggi in funzione auto-assolutoria ci \u00e8 offerto dall\u2019ex-ministro della Funzione pubblica, in riferimento a una materia che dalla met\u00e0 del 2008 a quasi tutto il 2011 \u00e8 stata di sua stretta competenza: la gestione del personale nelle amministrazione statali e in particolare il trasferimento del personale dagli uffici nei quali si registra una eccedenza a quelli che risultano essere sotto-organico.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Nell\u2019ultimo decennio la materia \u00e8 stata disciplinata da una norma contenuta nel Testo unico per il pubblico impiego (articolo 33 del d.lgs. n. 165\/2001), che, nella sua formulazione originaria, prevedeva in sostanza quanto segue. Il dirigente di una amministrazione che rilevi eccedenze di personale \u00e8 tenuto ad attivare una procedura di consultazione ed esame congiunto con le organizzazioni sindacali in tutto simile a quella prevista per i licenziamenti collettivi nel settore privato, della durata massima di 60 giorni; conclusa questa procedura, \u201cl\u2019amministrazione colloca in disponibilit\u00e0 il personale che non sia possibile impiegare diversamente nell\u2019ambito della medesima amministrazione e che non possa essere ricollocato presso altre amministrazioni\u201d. Dalla data di \u201ccollocamento in disponibilit\u00e0\u201d, la prestazione lavorativa resta sospesa e il lavoratore ha diritto a un\u2019indennit\u00e0 pari all\u201980 per cento dell\u2019ultimo stipendio.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Nel periodo intercorso tra il 2001 e il 2009 \u2013 se si eccettua un caso singolo particolarissimo e molto risalente nel tempo, relativo al vecchio ruolo dei segretari comunali, imputabile pi\u00f9 al capitolo <em>spoils system <\/em>che al capitolo <em>spending review <\/em>\u2013 non si ha notizia di alcun caso in cui questa procedura sia stata attivata in una amministrazione statale. Fatto sta che nel 2009 il neo-ministro della Funzione pubblica pensa bene di aggiungere (nel decreto legislativo n. 150\/2009 che porta il suo nome) all\u2019articolo 33 del Testo Unico del 2001 questo comma: \u201c1-<em>bis<\/em> \u2013 La mancata individuazione da parte del dirigente responsabile delle eccedenze delle unit\u00e0 di personale, ai sensi del comma 1, \u00e8 valutabile ai fini della responsabilit\u00e0 per danno erariale\u201d. In altre parole, il neo-ministro avverte severamente tutti i dirigenti di amministrazioni affette da <em>over-staffing <\/em>che, se insistono a ignorare l\u2019articolo 33 del Testo unico, omettendo di attivare la procedura per il collocamento in disponibilit\u00e0 del personale eccedentario, verranno chiamati a rifondere allo Stato il danno corrispondente agli stipendi pagati in pi\u00f9 rispetto al necessario.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Roba da far tremare le vene ai polsi a qualsiasi dirigente pubblico. O forse no. Infatti non accade assolutamente nulla: non una sola procedura di mobilit\u00e0 nelle amministrazioni statali nei tre anni e mezzo in cui il ministro in questione ha retto il dicastero di Palazzo Vidoni. Poich\u00e9 possiamo escludere che i dirigenti pubblici, terrorizzati dal nuovo comma 1-<em>bis<\/em>, si siano affrettati a controllare l\u2019entit\u00e0 degli organici constatandone in cento casi su cento la perfetta congruit\u00e0 rispetto alle esigenze, dobbiamo ritenere che essi abbiano semplicemente ignorato il nuovo comma 1-<em>bis<\/em> come in precedenza avevano ignorato l\u2019intero articolo 33 del Testo unico. Fatto sta che per tutto il biennio successivo \u2013 <em>consule<\/em> sempre lo stesso ministro \u2013 la norma non produce alcun effetto, neppure nei comportamenti del ministro: n\u00e9 collocamenti in mobilit\u00e0, n\u00e9 richieste di risarcimento del danno erariale a dirigenti inadempienti.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Si arriva cos\u00ec all\u2019estate del 2011, quando, a seguito dell\u2019esplosione della crisi del debito pubblico italiano, il governatore uscente e quello entrante della Banca Centrale Europea scrivono al Governo italiano la famosa lettera nella quale indicano le cose che occorre fare con urgenza per riconquistare la fiducia degli investitori, a partire da quella della Banca Centrale stessa che si sta svenando per acquistare i nostri titoli di Stato nel mercato secondario. In quella lettera \u00e8 indicata anche la necessit\u00e0 di \u201cridurre significativamente i costi del pubblico impiego\u201d. E la stessa richiesta arriva poco dopo dai vertici dell\u2019Unione Europea. A questo punto ci si potrebbe attendere che il ministro della Funzione pubblica si svegli dal triennale letargo, chiami a rapporto i (presumibilmente molti) dirigenti da cui dipendono amministrazioni palesemente in situazione di sovrabbondanza di organico, dia loro una strigliata invitandoli a fare quel che avrebbero dovuto fare da un decennio e, nei casi nei quali l\u2019eccedenza \u00e8 pi\u00f9 smaccatamente evidente, rimuova i responsabili dall\u2019incarico denunciandoli contestualmente alla Corte dei Conti perch\u00e9 venga esperita nei loro confronti l\u2019azione risarcitoria. Senonch\u00e9 fare questo equivarrebbe a riconoscere che anche il ministro fin qui non ha fatto il proprio dovere. Poich\u00e9 invece egli preferisce auto-assolversi, non c\u2019\u00e8 di meglio che imputare la disfunzione alla disciplina vigente: \u201cNon ho nulla da rimproverarmi: \u00e8 solo questione di migliorare l\u2019ordinamento\u201d. E, per dimostrare tutta la propria prontezza ed efficienza, il ministro ordina ai propri uffici di sfornare immediatamente una nuova norma, da presentare alla Commissione Europea come segno inequivocabile della volont\u00e0 del Governo italiano di fare \u2013 ora \u2013 sul serio.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Gi\u00e0; ma come si fa a scrivere una nuova norma, dal momento che quella vigente (l\u2019articolo 33 del Testo unico), integrata nel 2009 con la minaccia dell\u2019azione di danno erariale, gi\u00e0 dice tutto quel che si pu\u00f2 dire sul come risolvere le situazioni di eccedenza del personale? Tanto per cominciare, si pu\u00f2 sostituire la minaccia della responsabilit\u00e0 per il danno erariale contenuta nel comma 1-<em>bis<\/em>, che nella nuova numerazione diventa il comma 2, con la minaccia della responsabilit\u00e0 disciplinare (non importa che entrambe le responsabilit\u00e0 in linea di diritto sussistano in qualsiasi caso di negligenza del dirigente, indipendentemente dal richiamo che ne venga fatto nella disposizione concernente una specifica materia: quel che conta \u00e8 dare all\u2019Unione Europea \u2013 cui verr\u00e0 inviato il nuovo testo dell\u2019articolo 33 \u2013 l\u2019immagine di un Governo occhiuto, severo, inflessibile). Poi, si pu\u00f2 ridurre drasticamente, da 60 a 10 giorni, la durata della procedura di esame congiunto con le organizzazioni sindacali. Come dire: fin qui la nostra iniziativa spietata e a tappeto per la rimozione delle eccedenze di personale \u00e8 stata frenata da procedure di consultazione sindacale troppo lunghe: ora che queste lungaggini vengono eliminate, tutto proceder\u00e0 con la massima speditezza. Ad attivare quelle procedure, in realt\u00e0, non abbiamo mai neppure provato? Non sottilizziamo! Anche perch\u00e9 su questo la Commissione Europea non avr\u00e0 probabilmente le idee chiare.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Viene varato cos\u00ec il nuovo testo dell\u2019articolo 33, interamente sostitutivo del precedente (la sostituzione \u00e8 disposta con l\u2019articolo 16 della legge n. 183\/2011). E, ancor prima di essere pubblicato sulla <em>Gazzetta Ufficiale<\/em>, esso viene esibito trionfalmente alla Commissione europea, a conferma inconfutabile della determinazione con cui il Governo italiano d\u2019ora in poi raddrizzer\u00e0 le storture delle proprie amministrazioni. Cos\u00ec l\u2019ex-ministro della Funzione pubblica potr\u00e0 dire che lui la propria parte l\u2019ha fatta, e con il massimo rigore.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Ora il Governo \u00e8 cambiato, e con esso il titolare della Funzione pubblica. Tra i capitoli pi\u00f9 rilevanti del suo programma, insieme a una riforma del diritto del lavoro che consenta \u2013 tra l\u2019altro \u2013 alle imprese private di effettuare tempestivamente l\u2019aggiustamento dei propri organici in relazione alle esigenze effettive, compare la <em>spending review<\/em>: una verifica draconiana dell\u2019utilit\u00e0 della spesa pubblica dal primo all\u2019ultimo euro. Uno dei primi sotto-capitoli della <em>spending review<\/em>, ovviamente, dovrebbe consistere nell\u2019attuazione rigorosa di quanto previsto nell\u2019articolo 33 del Testo unico per il pubblico impiego. Sarebbe dunque legittimo attendersi che uno dei primi atti del nuovo titolare del dicastero consista in una circolare indirizzata a tutti i dirigenti delle amministrazioni statali, che dica all\u2019incirca questo: \u201cSi ricorda alle SS.LL che, a norma del primo comma dell\u2019articolo 33 del d.lgs. n. 165\/2001, esse sono tenute a rilevare le situazioni di eccedenza di personale e ad attivare immediatamente la procedura ivi prevista, al fine di collocare il personale eccedentario a disposizione delle amministrazioni nelle quali invece esso faccia difetto. Si ricorda altres\u00ec che l\u2019omesso adempimento comporta responsabilit\u00e0 disciplinare del dirigente, a norma del comma 2 dello stesso articolo, e anche responsabilit\u00e0 per danno erariale (richiamata nel precedente comma 1-<em>bis<\/em>, la cui abrogazione non osta certamente all\u2019applicazione del principio generale). Si attira infine l\u2019attenzione delle SS.LL. sulla ferma determinazione del Governo ad agire non soltanto per rendere progressivamente pi\u00f9 fluido l\u2019intero tessuto produttivo sul versante privato, ma anche per rendere doverosamente pi\u00f9 fluida la mobilit\u00e0 del personale all\u2019interno del settore pubblico, tanto pi\u00f9 che in quest\u2019ultimo settore ci\u00f2 \u00e8 possibile con minori sacrifici e minori rischi per i lavoratori interessati\u201d.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Per ora, di questa circolare non c\u2019\u00e8 traccia. N\u00e9 si \u00e8 sentito parlare di alcuna procedura di mobilit\u00e0 del personale attivata in qualsivoglia comparto di un\u2019amministrazione pubblica. Forse, per ovviare a questa inerzia, a Palazzo Vidoni l\u2019ufficio legislativo sta studiando una nuova versione dell\u2019articolo 33 del Testo unico.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0In questi giorni il ministro del Lavoro sta giustamente proponendo a imprenditori e sindacati una riflessione critica sul modo in cui finora si sono affrontate le crisi occupazionali aziendali, collocando sistematicamente i lavoratori in Cassa integrazione e cos\u00ec fingendo per qualche anno che il problema non si ponga. Il Governo sollecita, invece, le parti sociali interessate ad affrontare il problema in modo pi\u00f9 tempestivo e al tempo stesso pi\u00f9 efficace, facendosi carico di un pi\u00f9 robusto sostegno del reddito dei lavoratori coinvolti, ma anche di una assistenza intensiva volta alla loro ricollocazione pi\u00f9 rapida possibile. Sollecitazione ineccepibile. Ma perch\u00e9 il Governo non d\u00e0 il buon esempio, incominciando a farlo in casa propria?<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><span style=\"color: #ffffff;\">kk<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>OVVERO: IL CASO DELLE ECCEDENZE DI PERSONALE STATALE COME ESEMPIO EMBLEMATICO DELL\u2019USO AUTO-ASSOLUTORIO DELLA PRODUZIONE DI NORME DA PARTE DEI GOVERNANTI &#8211; QUANDO QUALCHE COSA NELLE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE NON FUNZIONA, NON CI SI CHIEDE QUALE INERZIA O DISFUNZIONE VADA ELIMINATA, MA QUALE NUOVA NORMA VADA EMANATA Capitolo 8 del libro Sudditi. 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