
{"id":22282,"date":"2012-07-11T18:48:52","date_gmt":"2012-07-11T17:48:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=22282"},"modified":"2012-07-12T22:39:57","modified_gmt":"2012-07-12T21:39:57","slug":"che-cos%e2%80%99e-la-spending-review","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=22282","title":{"rendered":"CHE COS\u2019\u00c8 LA SPENDING REVIEW"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">NON \u00c8 L\u2019OPERAZIONE CHE SI COMPIE<em> UNA TANTUM<\/em>, PER SUPERARE UNA CRISI CON UNA TIRATA DI CINGHIA, MA UN METODO DI GOVERNO DA APPLICARE SEMPRE, GIORNO PER GIORNO, SENZA MAI DARE PER SCONTATO CHE CI\u00d2 CHE SI \u00e8 STANZIATO UNA VOLTA DEBBA RIMANERE STANZIATO PER VIRT\u00d9 PROPRIA<\/span><\/p>\n<p><em>Articolo <strong>di Enrico Morando<\/strong>, capogruppo Pd alla Commissione Bilancio del Senato, pubblicato su <\/em>Europa<em> il 7 luglio 2012<\/em><\/p>\n<p><!--more-->In Italia, le pubbliche amministrazioni spendono un p\u00f2 pi\u00f9 del 50% del Prodotto, e ricavano le risorse per finanziarsi attraverso una pressione fiscale che ha ormai raggiunto il 45% del PIL.<br \/>\nCosa giustifica una spesa pubblica cos\u00ec elevata, che trascina inesorabilmente al rialzo un prelievo fiscale ormai al top tra i pi\u00f9 grandi paesi europei? Noi democratici, per questa domanda, abbiamo una risposta precisa e convincente: lo Stato deve essere molto presente nell&#8217;economia e nella societ\u00e0, perch\u00e8 senza il suo intervento l&#8217;ingiustizia sociale, cio\u00e8 la disuguaglianza creata dal mercato, sarebbe troppo elevata; e lo stesso livello della crescita economica avrebbe a soffrirne, perch\u00e8 una societ\u00e0 dove aumentano emarginazione ed esclusione deprime le aspettative sul futuro. E un sistema di aspettative stabilmente depresso \u00e8 precondizione certa di stagnazione e recessione economica.<br \/>\n\u00c8 una buona risposta, per chi guarda alla societ\u00e0 e ai suoi problemi dal punto di vista del nostro sistema di valori. Ma \u00e8 una risposta che deve fare i conti con la realt\u00e0, se vuole risultare convincente per i pi\u00f9. Quella realt\u00e0 che ci dice che la disuguaglianza &#8211; misurata dall&#8217;indice di Gini &#8211; si \u00e8 venuta approfondendo, negli ultimi venti anni, assieme al crescere della spesa pubblica in rapporto al PIL. Mentre, dai primi anni &#8217;90, il PIL cresce meno della media dell&#8217;area Euro. Dunque, giustifichiamo alta spesa (e alta pressione fiscale) in nome della eguaglianza e della crescita, ma i risultati che otteniamo sono del tutto contraddittori.<br \/>\nEcco a cosa serve la revisione integrale della spesa pubblica, cui il Governo Monti sta finalmente cominciando a lavorare:\u00a0 a capire dove spendiamo troppo e male, per far s\u00ec che venga realizzato quel cambiamento nella struttura stessa della pubblica amministrazione che ci consente di ottenere migliori prestazioni (pi\u00f9 eguaglianza e pi\u00f9 efficienza economica) con minori risorse (e, quindi, con meno tasse, specie sul lavoro).<br \/>\nNon \u00e8 dunque per un esigenza che nasce fuori dai nostri valori e dagli interessi che vogliamo affermare che dobbiamo accingerci a questo lavoro, che sar\u00e0 lungo (le rigidit\u00e0 si superano solo con la programmazione di lungo periodo), duro (l&#8217;enorme massa di spesa pubblica crea privilegi grandi e piccoli, che reagiranno), diffuso sul territorio (nessun segmento della Pubblica amministrazione pu\u00f2 chiamarsi fuori, dal pi\u00f9 piccolo comune al pi\u00f9 grande ministero). Ma \u00e8 l&#8217;unico lavoro riformista che pu\u00f2 consegnarci un&#8217;altra Italia: pi\u00f9 giusta, perch\u00e8 l&#8217;intervento del pubblico va a concentrarsi sui rischi pi\u00f9 gravi di esclusione (pochi sanno che alla scuola dedicavamo il 23,1% della spesa pubblica nel 1990 e che siamo scesi al 17,7% nel 2009, senza che nessuno l&#8217;abbiamo mai formalmente &#8220;deciso&#8221;); e pi\u00f9 dinamica,\u00a0 perch\u00e8 un elevato livello di efficienza della Pubblica Amministrazione &#8211; dalla giustizia alle infrastrutture a rete &#8211; \u00e8 una componente essenziale della crescita della Produttivit\u00e0 Totale dei Fattori.<br \/>\nSe la <em>spending review <\/em>\u00e8 questo, non ha senso affrontarla col freno a mano tirato: &#8220;va bene facciamola. Ma in questo settore s\u00ec, nell&#8217;altro no&#8221;. Non stiamo addentrandoci in <em>partibus infidelium<\/em>. Se siamo riformisti, questo \u00e8 il nostro terreno di azione.<br \/>\nDel resto, non \u00e8 un caso che il sistema di regole essenziali per procedere sulla strada della revisione integrale della spesa sia stato introdotto nella legislazione italiana dal centro-sinistra: prima, grazie all&#8217;azione tanto efficace quanto poco compresa del ministro Tommaso Padoa Schioppa; e poi con un emendamento dei senatori PD alla legge di conversione del Decreto- manovra di Tremonti dell&#8217;agosto 2011. Altro che inviti alla cautela, quindi: se una critica se pu\u00f2 fare al Governo Monti, \u00e8 semmai quella di non essersi immediatamente impegnato per utilizzare da subito le potenzialit\u00e0 insite in quest&#8217;ultima norma. Un&#8217;esitazione che \u00e8 stata immediatamente utilizzata da chi aveva ed ha interesse a dipingerlo come &#8220;governo delle tasse&#8221;.<br \/>\nCi\u00f2 che deve risultare chiaro, \u00e8 che realizzare la <em>spending review <\/em>secondo le metodologie che veniamo da anni proponendo, e realizzare tagli lineari delle spese, possono avere in comune solo il risultato finale: una significativa riduzione della spesa totale. Quanto al resto, sono agli antipodi: l&#8217;una \u00e8 fondata sul bilancio a base zero (ogni euro deve essere rigiustificato dall&#8217;inizio), gli altri sulla logica meramente incrementale della decisione di bilancio (l&#8217;anno prossimo si spende quello che si \u00e8 speso l&#8217;anno scorso, ridotto di x). L&#8217;una usa la comparazione tra ogni singolo, piccolo segmento della Pubblica Amministrazione e gli altri simili &#8211; a livello nazionale ed europeo -, ne ricava degli obiettivi in termini di prestazioni e costi (s\u00ec, anche standard), e assegna premi e penalizzazioni conseguenti. Gli altri\u00a0 definiscono obiettivi di risparmio a prescindere dai risultati; cos\u00ec premiando i peggiori (quelli che hanno grasso da smaltire, perch\u00e8 hanno sprecato molto nel passato) e penalizzando i migliori (quelli che lavorano gi\u00e0 sull&#8217;osso, perch\u00e8 hanno lavorato bene).<br \/>\nN\u00e9 si deve pensare che una buona <em>spendig review <\/em>abbia bisogno di troppo tempo e sia troppo complessa. Poich\u00e9 essa \u00e8 un processo ininterrotto di valutazione, comparazione e miglioramento, \u00e8 vero che non finisce mai. Ma \u00e8 altrettanto vero che pu\u00f2 dare risultati anche subito, crescenti nel tempo. Se l&#8217;opera di razionalizzazione ed efficientamento dell&#8217;acquisto di beni e servizi pu\u00f2 assicurare risparmi (anche riducendo gli spazi in cui nuotano corrotti e corruttori) per qualche miliardo gi\u00e0 nel 2012, cos\u00ec da consentirci di non far scattare l&#8217;aumento dell&#8217;IVA dal 1\u00b0 ottobre, la realizzazione di un vero e proprio piano industriale della Pubblica Amministrazione pu\u00f2 consegnarci, a met\u00e0 2013, il concreto avvio di vere e proprio riforme strutturali. Un esempio baster\u00e0 per tutti: perch\u00e8 organizzare la presenza dello stato sul territorio sulla dimensione delle province, quando \u00e8 provato &#8211; al di l\u00e0 di ogni ragionevole dubbio &#8211; che le &#8220;fabbriche &#8221; dello stato sarebbero ben pi\u00f9 efficienti, e costerebbero meno, se fossero organizzate alla dimensione ottimale in rapporto alle prestazioni che devono fornire?<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">j<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">j<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>NON \u00c8 L\u2019OPERAZIONE CHE SI COMPIE UNA TANTUM, PER SUPERARE UNA CRISI CON UNA TIRATA DI CINGHIA, MA UN METODO DI GOVERNO DA APPLICARE SEMPRE, GIORNO PER GIORNO, SENZA MAI DARE PER SCONTATO CHE CI\u00d2 CHE SI \u00e8 STANZIATO UNA VOLTA DEBBA RIMANERE STANZIATO PER VIRT\u00d9 PROPRIA Articolo di Enrico Morando, capogruppo Pd alla Commissione [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10],"tags":[],"class_list":["post-22282","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-22-lavoro-pubblico"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22282","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=22282"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22282\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=22282"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=22282"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=22282"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}