
{"id":22445,"date":"2012-07-20T15:59:09","date_gmt":"2012-07-20T14:59:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=22445"},"modified":"2012-07-22T23:26:31","modified_gmt":"2012-07-22T22:26:31","slug":"dove-passa-oggi-la-frontiera-dellequita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=22445","title":{"rendered":"DOVE PASSA OGGI LA FRONTIERA DELL&#8217;EQUIT\u00c0"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">LE GRAVI RESPONSABILITA&#8217; DELLA GENERAZIONE DEI SESSANTENNI E CINQUANTENNI DI OGGI NEI CONFRONTI DELLE GENERAZIONI SUCCESSIVE &#8211; LA NECESSITA&#8217; VITALE PER IL PAESE DI UN&#8217;OPERA DI RICOSTRUZIONE CULTURALE, ECONOMICA E ISTITUZIONALE DI RESPIRO ALMENO DECENNALE, SULLE LINEE DELL&#8217;AGENDA MONTI <\/span><\/p>\n<p><em>Intervento svolto all&#8217;inizio dell&#8217;assemblea svoltasi il 20 luglio 2012 a Roma, per iniziativa dei firmatari del documento <\/em><strong><a title=\"Documento di 15 parlamentari Pd - Corriere della Sera, 10.7.12\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=22252\" target=\"_blank\">L\u2019Agenda Monti al centro della nuova legislatura<\/a><\/strong><!--more--><\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 una questione di giustizia sociale che \u00e8 venuta assumendo un peso maggiore rispetto a tutte quelle con le quali abbiamo dovuto confrontarci negli ultimi decenni. Una questione che vede la mia generazione, quella che ha avuto la ventura di nascere negli anni Quaranta e i Cinquanta, imputata di molte responsabilit\u00e0 gravi nei confronti delle generazioni successive:<\/p>\n<p><strong>1.<\/strong> innanzitutto la responsabilit\u00e0 di aver condotto il Paese a consumare <strong>in ciascuno degli ultimi trent\u2019anni l\u2019equivalente di circa 30 miliardi di euro<\/strong> pi\u00f9 di quanto il Paese stesso fosse in grado di produrre, accollandone irresponsabilmente il debito ai figli e ai nipoti;<\/p>\n<p><strong>2.<\/strong> ma anche la responsabilit\u00e0 di avere utilizzato quel denaro preso a prestito <strong>non per investirlo in infrastrutture moderne, o in istruzione, o in altri beni duraturi<\/strong>, ma per riservare a s\u00e9 impieghi pubblici usati come rimedio alla disoccupazione e trattamenti previdenziali e assistenziali di cui sapevamo benissimo (quanto meno dall\u2019inizio degli anni \u201990) che essi non avrebbero potuto essere estesi alle generazioni successive;<\/p>\n<p><strong>3.<\/strong> la responsabilit\u00e0 di <strong>non avere colto, dieci anni fa, l\u2019occasione straordinaria offerta dall\u2019euro<\/strong> per incominciare a ridurre il debito pubblico, sfruttando il drastico abbattimento degli interessi che il nuovo sistema monetario ha portato con s\u00e9 in dote (se anche soltanto nella prima met\u00e0 dell\u2019anno scorso, prima della crisi scoppiata nel corso dell\u2019estate, avessimo adottato misure analoghe a quelle contenute nel programma del Governo Monti \u2013 come pure gi\u00e0 si sapeva che si sarebbe dovuto fare: basti leggere gli atti dell\u2019assemblea del Lingotto del 22 gennaio 2011 \u2013 oggi il Paese non correrebbe il rischio gravissimo che corre e il debito avrebbe gi\u00e0 incominciato a ridursi);<\/p>\n<p><strong>4.<\/strong> la responsabilit\u00e0 di non aver saputo dare al Paese <strong>un sistema istituzionale \u2013 a partire dal sistema\u00a0elettorale \u2013 capace di superare i particolarismi faziosi sul piano politico<\/strong> e i veti incrociati delle varie corporazioni su quello economico; basti osservare in proposito che il Paese stesso oggi affronta la crisi pi\u00f9 difficile e pericolosa vedendo alternarsi tra loro in Parlamento, a seconda delle occasioni, la maggioranza che vota la fiducia al Governo Monti e la maggioranza PdL-Lega che nella prima parte della legislatura ha sorretto il Governo Berlusconi, che vuole cose opposte; e rischia fortemente di uscire dalle prossime elezioni politiche senza una maggioranza parlamentare in grado di governare;<\/p>\n<p><strong>5.<\/strong> la responsabilit\u00e0 di aver lasciato aggravarsi <strong>il difetto del sistema di istruzione, formazione e orientamento professionale<\/strong> rispetto alle esigenze dell\u2019inserimento delle nuove generazioni nel tessuto produttivo, al punto da generare una situazione di vera e propria esclusione di un terzo dei ventenni di oggi sia dalla scuola sia dal mercato del lavoro;<\/p>\n<p><strong>6.<\/strong> la responsabilit\u00e0 di aver lasciato che un vecchio sistema di protezione del lavoro, modellato sulle caratteristiche del tessuto produttivo di mezzo secolo fa, generasse lungo l\u2019arco degli ultimi tre decenni un fenomeno macroscopico di <strong>esclusione di met\u00e0 dei <em>new entrants<\/em> dal lavoro regolare<\/strong>, con il conseguente instaurarsi del peggiore regime di apartheid tra lavoratori protetti e non protetti che sia oggi osservabile in tutto il panorama dei Paesi occidentali industrializzati;<\/p>\n<p><strong>7.<\/strong> infine, una responsabilit\u00e0 forse ancora pi\u00f9 grave di tutte queste \u00e8 di <strong>avere disperso gran parte dell\u2019amor di Patria, del senso dello Stato, di quelle <em>civic attitudes<\/em><\/strong> che hanno costituito la fonte della nostra Costituzione repubblicana. Quelle stesse civic attitudes che costituiscono oggi il presupposto indispensabile perch\u00e9 un popolo possa avere fiducia nel proprio futuro e \u2013 nella nostra situazione specifica \u2013 perch\u00e9 gli altri popoli europei possano accettare di costruire con noi un rapporto solido di fiducia e solidariet\u00e0 reciproca.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 di cui il Paese oggi ha bisogno urgente \u00e8 un\u2019opera lunga \u2013 l\u2019orizzonte non pu\u00f2 essere meno che decennale \u2011 di ricostruzione culturale, economica, istituzionale, e di <strong>riequilibrio tra gli interessi delle generazioni vecchie, di quelle pi\u00f9 giovani e di quelle future<\/strong>. Un\u2019opera compatibile, certo, con l\u2019alternarsi al governo di schieramenti politici di diversa natura, ma a condizione che essi condividano almeno gli obiettivi fondamentali a cui orientare l\u2019azione e i vincoli da rispettare.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che rende incerta l\u2019affidabilit\u00e0 del nostro Paese per i nostri partners europei \u00e8 che <strong>questa condivisione degli obiettivi fondamentali da conseguire e dei vincoli da rispettare, tra le forze politiche principali, non c\u2019\u00e8<\/strong>. Non c\u2019\u00e8 nel PdL, il cui leader Berlusconi proclama la sua fedelt\u00e0 al Governo Monti un giorno s\u00ec e uno no, ma nel giorno no si riserva esplicitamente di fare concorrenza a Beppe Grillo sul suo stesso terreno. Ma va detto che non c\u2019\u00e8 a sufficienza neppure nel Pd cos\u00ec come esso si presenta oggi, se \u00e8 vero che in una parte della sua dirigenza predomina ancora l\u2019idea di una nuova \u201cEuropa di sinistra\u201d che dovrebbe consentire all\u2019Italia di sostituire almeno in parte alla politica del rigore del Governo Monti una politica \u201csviluppista\u201d; dove per\u00f2 poi, a ben vedere, stringi stringi lo \u201csviluppismo\u201d consisterebbe nel disfare alcune cose\u00a0essenziali fatte dal Governo Monti durante i pochi mesi in cui \u00e8 stato in carica: per esempio, nel ripristinare <strong>le pensioni svincolate dal requisito di et\u00e0 anagrafica <\/strong>(per i cinquantenni e sessantenni di oggi, si intende), ripristinare\u00a0<strong>l\u2019inamovibilit\u00e0 protetta da vecchio testo dell\u2019articolo 18<\/strong> per chi il lavoro fisso ce l\u2019ha, ripristinare\u00a0<strong>la Cassa integrazione \u201ca perdere\u201d<\/strong> come strumento per la soluzione delle crisi occupazionali aziendali; soprattutto, ripristinare <strong>la possibilit\u00e0 di far debiti lasciandoli da pagare alle generazioni che verranno<\/strong>. Quando questi dirigenti politici con la testa rivolta all\u2019indietro parlano di \u201cequit\u00e0\u201d, se si va a vedere la cosa da vicino ci si accorge che parlano quasi sempre di restituire qualcosa a qualche gruppo di cinquantenni o sessantenni, anche al costo di aumentare il debito pubblico destinato a essere pagato da quelli che di anni oggi ne hanno venti, o non sono ancora nati. La vera, grande opera di equit\u00e0, invece, oggi \u00e8 liberare almeno in parte questi ultimi dal fardello ingiusto che abbiamo posto sulle loro spalle; e rimodellare il tessuto sociale e produttivo in funzione delle <strong>loro<\/strong> esigenze vitali.<\/p>\n<p>La <strong>riduzione del nostro debito sovrano<\/strong> deve avvenire principalmente attraverso la <strong>dismissione del patrimonio pubblico poco o male utilizzato<\/strong> e, se necessario, eventualmente anche con un prestito forzoso a carico della parte pi\u00f9 ricca dei soggetti privati. Le leve su cui possiamo ragionevolmente agire e i giacimenti di risorse cui possiamo attingere per reinnescare un ciclo di sviluppo economico, sono invece: una drastica <strong>riduzione degli interessi<\/strong> sul debito stesso con la costruzione dell\u2019unione fiscale europea e l\u2019<strong>eliminazione dei molti enormi sprechi<\/strong> che caratterizzano le nostre amministrazioni. Su quest\u2019ultimo punto c\u2019\u00e8 ancora tutto da fare. Lo stesso Governo Monti, su questo terreno pu\u00f2 essere criticato per non avere fatto abbastanza, per non avere fatto con l\u2019efficacia necessaria, per un difetto di tempestivit\u00e0 nella soluzione dei problemi della transizione dal vecchio al nuovo assetto; ma sono, queste, critiche che devono essergli mosse in nome dei principi stessi che sono alla base del suo programma. Sono tutte questioni cui vanno date soluzioni coerenti con gli obiettivi di fondo che lo stesso Governo Monti si \u00e8 proposto di conseguire. Per rendere pi\u00f9 efficace e compiuta l\u2019azione di riforma, non per limitarne la portata. D\u2019altra parte, \u00e8 evidente come il successo della stessa fondamentale scommessa di Monti sulla nostra partecipazione da protagonisti alla costruzione del sistema di governo europeo dell\u2019economia sia in larga parte legato al successo dell\u2019iniziativa sul terreno interno della razionalizzazione della nostra cosa pubblica.<\/p>\n<p>A ben vedere, questo \u00e8 oggi\u00a0 \u2011 e rester\u00e0 ancora per qualche anno \u2013 <strong>il vero spartiacque della politica italiana<\/strong>: quello che corre tra chi \u00e8 convinto della necessit\u00e0 e possibilit\u00e0 della scommessa europea dell\u2019Italia come massima possibile garanzia per le nuove generazioni, e chi \u00e8 convinto del contrario. Se, come sembra volere una larga maggioranza degli italiani, scegliamo\u00a0 la strada di una ricostruzione del nostro Paese totalmente iscritta nel grande disegno dell\u2019Unione politica ed economica Europea, <strong>per qualche anno le distinzioni tra destra e sinistra resteranno, s\u00ec, ma non saranno quelle decisive<\/strong>. Decisiva sar\u00e0 la capacit\u00e0 di percorrere il sentiero stretto che ci condurr\u00e0 ad allineare il nostro Paese rispetto ai migliori standard europei in tutti i campi, a riconquistare la stima, la fiducia e la solidariet\u00e0 degli altri popoli del continente e dei loro Governi. <strong>Decisive saranno le idee e il know how indispensabili per recuperare le risorse l\u00e0 dove oggi vengono sprecate<\/strong>, per realizzare una profonda revisione di tutti i meccanismi amministrativi, per far s\u00ec che una dirigenza pubblica motivata e correttamente incentivata, si riappropri delle proprie prerogative manageriali e incominci a esercitarle incisivamente per ridare efficienza e produttivit\u00e0 alle strutture, trasferendo le risorse disponibili dai rami secchi alle amministrazioni che hanno bisogno di un potenziamento degli organici. Decisive saranno le idee e il know how indispensabili, nel settore privato, per promuovere il trasferimento dei lavoratori, rapido e in condizioni di massima sicurezza economica e professionale, dalle strutture produttive in fase di contrazione o chiusura a quelle in fase di espansione.<\/p>\n<p>Oggi in Italia \u2013 noi ne siamo fortemente convinti \u2013 <strong>il Pd costituisce la forza politica che ha maggiore titolo per candidarsi a dare voce e rappresentanza alla larga maggioranza degli italiani che \u00e8 favorevole alla grande scommessa europea<\/strong> e pronta a farsi carico dei sacrifici che essa pu\u00f2 comportare. Lo stesso Pd, dunque, pu\u00f2 e deve candidarsi a guidare la maggioranza parlamentare che nella prossima legislatura continuer\u00e0 l\u2019opera iniziata dal Governo Monti in quest\u2019ultimo anno. Ma per questo occorre che vengano superate alcune ambiguit\u00e0, alcune reticenze, alcune riserve mentali, alcuni eccessi di condiscendenza nei confronti dell\u2019egoismo della mia generazione, che sono incompatibili con quella scelta strategica.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.h<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LE GRAVI RESPONSABILITA&#8217; DELLA GENERAZIONE DEI SESSANTENNI E CINQUANTENNI DI OGGI NEI CONFRONTI DELLE GENERAZIONI SUCCESSIVE &#8211; LA NECESSITA&#8217; VITALE PER IL PAESE DI UN&#8217;OPERA DI RICOSTRUZIONE CULTURALE, ECONOMICA E ISTITUZIONALE DI RESPIRO ALMENO DECENNALE, SULLE LINEE DELL&#8217;AGENDA MONTI Intervento svolto all&#8217;inizio dell&#8217;assemblea svoltasi il 20 luglio 2012 a Roma, per iniziativa dei firmatari del [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[25,12],"tags":[],"class_list":["post-22445","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interventi","category-24-politica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22445","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=22445"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22445\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=22445"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=22445"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=22445"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}