
{"id":22466,"date":"2012-07-21T22:43:50","date_gmt":"2012-07-21T21:43:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=22466"},"modified":"2012-07-22T23:14:46","modified_gmt":"2012-07-22T22:14:46","slug":"uno-studente-ci-scrive-mi-avete-ridato-la-speranza-nel-pd-che-vorrei","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=22466","title":{"rendered":"UNO STUDENTE CI SCRIVE: &#8220;MI AVETE RIDATO LA SPERANZA NEL PD CHE VORREI&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">UN GRUPPO DI GIOVANI DEMOCRATICI DI NAPOLI ADERISCE ALL&#8217;INIZIATIVA AVVIATA CON L&#8217;ASSEMBLEA DEL 20 LUGLIO E SI MOBILITA PER L&#8217;AGENDA MONTI<\/span><\/p>\n<p><em>Lettera <strong>di Salvatore Monaco<\/strong>, iscritto ai Giovani Democratici di Napoli, pervenuta il 20 luglio 2012<!--more--><\/em><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nCaro prof. Ichino,<br \/>\noggi ho partecipato all&#8217;iniziativa a sostegno del governo Monti e della necessit\u00e0 della prosecuzione, per la prossima legislatura, della sua opera di risanamento e riformatrice. Non so se si ricorda di me, sono il ragazzo, l&#8217;unico purtroppo (ed \u00e8 davvero l&#8217;unica nota stonata di un pomeriggio davvero molto interessante), che \u00e8 intercvenuto nel corso dell&#8217;assemblea: quello che ha distribuito nella sala il suo intervento e che le ha chiesto una foto. Per me \u00e8 stato un onore conoscerla di persona, e le rinnovo l&#8217;invito a venire da noi a Napoli, per discutere di lavoro, welfare, pensioni e riforme. Mi ha detto che a novembre verr\u00e0 da noi a Napoli; ci conto professore, sono sicuro che manterr\u00e0 la sua parola. Le sensazioni di questa giornata sono state bellissime, come ho cercato, un p\u00f2 goffamente, nel mio brevissimo saluto finale (altri hanno sforato, ma non potevo n\u00e8 volevo venir meno alla cortesia con la quale, mi \u00e8 stata concessa la parola), di enunciare. Mi auguro che abbia letto l&#8217;intervento che avrei voluto leggere e che le ho consegnato. Mi farebbe molto piacere saper cosa ne pensa in proposito. Sarebbe un onore per me. Spero la prossima volta (se ho capito bene  si parla del 29\u00a0settembre) di poter leggere un mio intervento e non soltanto &#8220;salutare&#8221;. Come ho cercato di dire, per\u00f2, mi sono sentito a casa.<br \/>\nNon ho dissentito da nessun intervento (tranne un riferimento ardito al PCI di Petruccioli). Mi avete ridato speranza nel PD che vorrei, ossia il grande partito dei riformisti italiani. Vi ringrazio. Sarebbero tante le cose che vorrei scrivere, ma sarebbero superflue. La ringrazio, personalmente, prof.Ichino, per la disponibilit\u00e0 e la pazienza, oltre che per la competenza e la chiarezza della formulazione delle sue idee, che io, come tutti i presenti oggi, e tantissimi italiani, condividiamo. Mi raccomando non molli proprio adesso che l&#8217;Italia ha bisogno di persone come lei!<br \/>\nCordiali saluti<\/p>\n<p>Salvatore Monaco<br \/>\nstudente di medicina e chirurgia di\u00a0Napoli<br \/>\niscritto ai Giovani Democratici di Napoli<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #993300;\">L&#8217;INTERVENTO SCRITTO DI SALVATORE MONACO CONSEGNATO ALLA PRESIDENZA DELL&#8217;ASSEMBLEA<\/span><\/strong><\/p>\n<p>Non potevamo non aderire a questa iniziativa, oltre che per la stima personale che nutriamo nei confronti del senatore Ichino, soprattutto per il merito delle questioni, poste all\u2019attenzione di questa assemblea. Il sostegno<br \/>\nal governo Monti \u00e8 pieno e convinto, nonostante gli errori che possono essere stati commessi, per esempio sulla questione esodati, non gestita al meglio, dal ministro competente, dai vertici Inps e altri, tuttavia il prof.Ichino ha ampiamente esposto con dovizia di particolari la vicenda, o alcuni aspetti della riforma del lavoro o della <em>spending review<\/em>.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che per\u00f2 teniamo ad affermare con forza e convinzione \u00e8 che il prossimo governo, qualunque esso sia, non pu\u00f2\u00a0\u00a0non tener conto della lezione degli ultimi mesi, e dall\u2019opera di risanamento dell\u2019attuale governo, presieduto<br \/>\nda Mario Monti. Un sostegno che dai pi\u00f9 \u00e8 visto sotto una cattiva luce, col fumo negli occhi, un patto col Diavolo, soprattutto nel PDL, ma anche nel Partito Democratico. E\u00a0per questo \u00e8 necessario ribadire che sostenere il governo Monti, supportandolo nella difficile missione che gli hanno affidato, non \u00e8 n\u00e9 una tortura n\u00e9 un sopruso n\u00e9 un momento passeggero. \u00c8 una nobilissima presa di  coscienza del fallimento di decenni di politiche sbagliate. Chi ha portato l\u2019Italia sull\u2019orlo del baratro non ha il diritto di dare lezioni a chicchessia, tantomeno a chi ha reso di nuovo l\u2019Italia, protagonista in Europa e nel mondo, non pi\u00f9 per i suoi difetti, e le sue mancanze.<\/p>\n<p>L\u2019asprezza della crisi mondiale ha aperto gli occhi a molti sulla realt\u00e0:<br \/>\npaghiamo decenni di immobilismo politico, della mancata approvazione delle<br \/>\nnecessarie quanto opportune riforme strutturali, di cui il Paese non poteva pi\u00f9<br \/>\nfare a meno, di malaffare, clientelismo, soffocamento del merito, della mancata<br \/>\ntrasparenza, dell\u2019inefficienza nei pubblici servizi, e potremmo continuare<br \/>\noltre.<\/p>\n<p>La colpa \u00e8 di una classe politica non all\u2019altezza dell\u2019enormit\u00e0 delle sfide<br \/>\nche si \u00e8 trovata a dover affrontare, a dover governare. Ma non solo. Anche di<br \/>\nuna connivenza di ampi strati della popolazione, che non hanno saputo far altro<br \/>\nche avallare queste politiche e queste condotte scellerate, per mero tornaconto<br \/>\npersonale e opportunistico. Ognuno di noi, deve essere principio attivo del<br \/>\ncambiamento, deve essere promotore e vigile osservatore affinch\u00e9 esso possa<br \/>\navvenire. Troppo spesso si sono chiusi gli occhi. Troppo spesso si sono voltate<br \/>\nle spalle.<\/p>\n<p>Il governo Monti, invece, in molti cittadini, ha ridato speranza. Ha<br \/>\ninfuso, consentiteci anche un po\u2019 di retorica, l\u2019orgoglio di essere italiani,<br \/>\ndi essere rispettati nei consessi internazionali, di non essere pi\u00f9 costretti a<br \/>\nsubire cocenti umiliazioni (riprendendo le parole dello stesso premier, di<br \/>\nqualche giorno fa, all\u2019Abi), come i sorrisi del cancelliere tedesco e del<br \/>\npresidente francese uscente. Ridurre per\u00f2 l\u2019azione del governo a una mera<br \/>\nquestione patriottica sarebbe riduttivo. Grazie a questo governo si \u00e8 cercato<br \/>\ndi mettere al centro della nostra agenda politica l\u2019Europa.<\/p>\n<p>Europa intesa come grande casa comune in cui tutti noi, tutti i popoli<br \/>\neuropei, possiamo finalmente costruire un futuro di pace e benessere economico,<br \/>\nma anche intesa come modello a cui noi dobbiamo tendere. Molti, purtroppo anche<br \/>\nnel PD, non sono d\u2019accordo. E sbagliano, lasciandosi andare a illusorie vanit\ufffd<br \/>\nnazionalistiche, stataliste, accentratrici. Non \u00e8 certo esente da critiche<br \/>\nl\u2019Unione Europea cos\u00ec com\u2019\u00e8. Noi auspichiamo finalmente la creazione degli<br \/>\nStati Uniti d\u2019Europa, l\u2019unica speranza per evitare di accantonare un sogno,<br \/>\nquello dell\u2019Europa Unita, che ormai ci accompagna da quasi 70 anni. E che con<br \/>\nla creazione dell\u2019euro sembrava raggiunto.<\/p>\n<p>La realt\u00e0 ci ha ricordato che non \u00e8 cos\u00ec. Senza una effettiva unione<br \/>\npolitica non ci potr\u00e0 mai essere l\u2019Europa che hanno sognato i nostri padri.<br \/>\nUnione politica, sicuramente, ma anche unione fiscale ed economica. Come diceva<br \/>\nlei, senatore Ichino, ci\u00f2 non \u00e8 un capriccio dei Paesi meno virtuosi, ma una<br \/>\nnecessit\u00e0 di tutte le nazioni europee, comprese Francia e Germania. Soltanto<br \/>\nnella cornice di una unione fiscale, oltre che monetaria, il rigore dei<br \/>\nbilanci, e gli strumenti di contrasto al lievitare dei debiti pubblici e dei<br \/>\ntassi di interesse sugli stessi (come lo scudo antispread, fortemente voluto, e<br \/>\nideato, dallo stesso premier italiano), hanno ragione di esistere e di essere<br \/>\nefficacemente produttivi. Come pure, e siamo sicuro di incontrare il favore di<br \/>\ntutti i partecipanti a questa assemblea, l\u2019istituzione degli eurobond e dei<br \/>\nproject bond. L\u2019opposizione della Germania come pu\u00f2 essere superata? Con le<br \/>\npolitiche di risanamento, di rigore che il governo Monti sta mettendo in campo.<br \/>\nNon dobbiamo lasciarci trascinare nello sterile teatrino delle pulsioni<br \/>\nantitedesche, come avviene soprattutto in quei partiti personali, in cui il<br \/>\npopulismo e la demagogia imperano. Chi accetterebbe mai di prestare denaro a un<br \/>\nPaese inadempiente degli impegni sottoscritti in sede comunitaria e<br \/>\ninaffidabile politicamente? Nessuno. E noi lezioni alla Germania, o chi per<br \/>\nessa, proprio non possiamo darne, almeno fino a 8 mesi fa.<\/p>\n<p>E veniamo ad una analisi, purtroppo brutale ma, ahinoi veritiera, della<br \/>\nsituazione italiana. Come ci ricorda uno studio di Confcommercio di ieri<br \/>\n(19-07-2012), la pressione fiscale italiana reale \u00e8 la pi\u00f9 alta del<br \/>\nmondo.\u00a0L&#8217;Italia si posiziona infatti al top<br \/>\ndella classifica davanti a Danimarca (48,6%), Francia (48,2%) e Svezia (48%).<br \/>\nQuella ufficiale \u00e8 al 45,2%. Ma non abbiamo i livelli di welfare di questi<br \/>\nPaesi, n\u00e9 il tasso di corruzione, n\u00e9 il valore del sommerso e potrei<br \/>\ncontinuare. Il nostro sommerso \u00e8 pari a 154 miliardi di euro (il 17,5% del<br \/>\nPIL). Un costo spaventoso che ormai non ci possiamo pi\u00f9 permettere.<\/p>\n<p>A tal proposito, proponiamo, o comunque mettiamo al<br \/>\ncentro del dibattito un\u2019idea: quella della tracciabilit\u00e0 completa di tutte le<br \/>\noperazioni finanziarie. Siamo molto indietro rispetto al resto del mondo<br \/>\noccidentale su questo tema, e riteniamo che siamo giunto il momento di<br \/>\ndiminuire questo gap. L\u2019orizzonte deve essere quello dell\u2019abolizione del<br \/>\ncontante, ma nel frattempo, si potrebbero pensare a delle misure intermedie,<br \/>\nche ci accompagnino gradualmente in quella direzione. Ad esempio la<br \/>\ndeducibilit\u00e0 di tutte le ricevute fiscali e delle fatture, in maniera tale da<br \/>\nincentivarne la richiesta di emissione. Molto poi si deve fare a livello delle<br \/>\ntransazioni finanziarie. Si parla molto di Tobin tax e crediamo che sia un<br \/>\nutile strumento per contrastare la speculazione finanziaria. Oltre ad un<br \/>\naccordo con la Svizzera per evitare fughe di capitali di dubbia provenienza.<\/p>\n<p>Molto ha fatto il governo, in tema di lotta agli<br \/>\nsprechi, alla riforma previdenziale, alla riforma del lavoro, alla spending<br \/>\nreview. Ma moltissimo ancora c\u2019\u00e8 da fare. Come hanno scritto i firmatari del<br \/>\ndocumento pubblicato sul Corriere \u201ci termini essenziali dell\u2019agenda<br \/>\nriformatrice dei prossimi mesi sono chiari: incisiva e coraggiosa revisione<br \/>\ndella spesa pubblica, per conseguire il pareggio strutturale di bilancio, per<br \/>\nridurre l\u2019imposizione fiscale sul lavoro e l\u2019impresa, per tornare a investire<br \/>\nsulla formazione del capitale umano, sulla ricerca e sull\u2019infrastrutturazione<br \/>\ndel Paese, per\u00a0introdurre maggiori elementi di equit\u00e0 intergenerazionale nel sistema<br \/>\ndel welfare, affrontando la fase transitoria\u00a0 con soluzioni coerenti e non<br \/>\nregressive rispetto alla logica della riforma. Nel breve, devono derivare da<br \/>\nrisparmi di spesa le risorse necessarie per centrare l\u2019obiettivo del pareggio<br \/>\nstrutturale senza ricorrere \u2013 dal primo ottobre prossimo \u2013 al gi\u00e0 deliberato<br \/>\naumento delle aliquote Iva, che finirebbe per approfondire la recessione in<br \/>\natto\u201d.<\/p>\n<p>Noi concordiamo pienamente. Questi sono e devono  essere i temi al centro dell\u2019azione politica del prossimo governo, e comunque  devono essere al centro dell\u2019agenda di un grande partito riformista, come deve<br \/>\nessere il PD. Invece, purtroppo con dispiacere, in esso c\u2019\u00e8 chi vorrebbe, una volta  al governo, sfasciare tutto il lavoro di questo governo. Non avere il coraggio  di cambiare l\u2019Italia. Noi riteniamo invece che la valorizzazione del merito,  l\u2019abbassamento delle tasse sulle famiglie e sul lavoro, in maniera tale da  incrementare i salari e rilanciare al domanda interna, una riforma della  giustizia veloce ed efficiente, investimenti in ricerca e istruzione,  superamento del dualismo tra ipertutelati e schiavi nel mondo del lavoro, una  vera rivoluzione industriale ecologica, una rivoluzione tecnologica e tanto  altro ancora, siano di \u201csinistra\u201d (per usare il tormentone tanto caro a  certuni).<\/p>\n<p>Per molti sembreranno temi \u201cfuturistici\u201d (e non lo  sono) ma la domanda che ci poniamo, anche, e soprattutto, da giovani, \u00e8: perch\u00e9  non possiamo puntare in alto? Perch\u00e9 dobbiamo essere sempre gli ultimi?  Crediamo nella bont\u00e0 delle nostre idee, diamo fiducia a una generazione a cui  le generazioni precedenti hanno tolto tanto, troppo. Investire sui giovani non  per sport, non per gentile concessione, ma per convinzione. Per presa di<br \/>\ncoscienza che sono una risorsa del Paese. E invece di esportare \u201ccervelli\u201d,  attiriamoli e teniamoci le eccellenze che abbiamo in casa nostra.<\/p>\n<p>Vogliamo per\u00f2 fare un invito al Partito Democratico, e<br \/>\nsoprattutto a quella parte, consistente, che critica le politiche del governo,<br \/>\nche mostra insofferenza e che vorrebbe bollare questi mesi come una parentesi<br \/>\nda cancellare al pi\u00f9 presto, ogni riferimento al responsabile economico del<br \/>\npartito (non) \u00e8 puramente casuale. E questo invito lo facciamo con le parole di<br \/>\nAntonio Polito sul Corriere del 18 luglio 2012:<\/p>\n<p>\u201c\u00c8  diventato di moda condannare l&#8217;austerit\u00e0 e suggerire alternative keynesiane:<br \/>\niniezioni di denaro pubblico per battere la recessione. Ma mentre da noi le si<br \/>\ninvoca, in Germania sono convinti che l&#8217;Italia di oggi sia proprio il frutto di<br \/>\nun lungo ciclo di politiche keynesiane. E in effetti \u00e8 legittimo pensarlo di un<br \/>\nPaese che ha accumulato la bellezza di duemila miliardi di euro di debiti. Si \u00e8<br \/>\ntrattato, a dire il vero, di una versione pi\u00f9 casereccia del tax and spending<br \/>\ndei socialismi scandinavi. Anche perch\u00e9, duemila miliardi di debiti dopo, noi<br \/>\nabbiamo ancora otto milioni di poveri e crescenti ineguaglianze. Alte tasse e<br \/>\nalta spesa pubblica non hanno prodotto da noi la coesione sociale svedese o il<br \/>\ntasso di occupazione danese. E, se \u00e8 per questo, nemmeno l&#8217;innovazione<br \/>\ntecnologica finlandese, l&#8217;assistenza sanitaria francese o l&#8217;industria<br \/>\ntedesca.\u00a0Quei duemila miliardi sono stati solo la risposta affannosa di<br \/>\nuna classe politica provinciale all&#8217;emergere della globalizzazione: altri<br \/>\nrisolsero con una Thatcher, noi indebitandoci.<\/p>\n<p>Eppure i medici pietosi accusano il \u00abneoliberismo selvaggio\u00bb per questi<br \/>\ndisastrosi vent&#8217;anni. Non \u00e8 chiaro a quali selvaggi si riferiscano. Ai governi<br \/>\ndi Ciampi e di Prodi, al colbertista Tremonti? A un centrodestra che, caso<br \/>\nunico in Europa, \u00e8 riuscito a far crescere spesa pubblica e tassazione? Ma<br \/>\nammettiamo per un attimo che abbiano ragione, e che dai vizi conclamati del<br \/>\nmercato si debba passare alle virt\u00f9 della mano pubblica: con quali soldi?<\/p>\n<p>Poich\u00e9 in cassa non c&#8217;\u00e8 un euro, e poich\u00e9 non possiamo battere moneta per<br \/>\ninflazionare il nostro debito, si presume che i keynesiani di ritorno pensino a<br \/>\nun ricorso ai mercati. Vorrebbero cio\u00e8 curare il debito con altro debito.\u00a0Ai<br \/>\ntassi di interesse attuali? Consegnando ai vituperati mercati una sovranit\ufffd<br \/>\nancora maggiore sulle nostre scelte economiche? Perfino per fare una politica<br \/>\nkeynesiana bisognerebbe prima convincere i mercati che si possono fidare di<br \/>\nnoi, e prestarci soldi a bassi tassi. L&#8217;austerit\u00e0 di oggi \u00e8 dunque la<br \/>\nprecondizione di qualsiasi politica di domani, anche di quella pi\u00f9<br \/>\nillusoriamente espansiva\u201d<\/p>\n<p>Cari amici democratici, ricordatevi sempre queste parole. Gli italiani non<br \/>\ncredono pi\u00f9 ai millantatori, bastano Grillo e Berlusconi. Il tempo<br \/>\ndell\u2019irresponsabilit\u00e0 \u00e8 finito.<\/p>\n<p>Due parole in conclusione sul mercato del lavoro. La<br \/>\nriforma Fornero indubbiamente introduce elementi positivi, con alcuni aspetti<br \/>\nnegativi, migliorabili. Il professore Ichino sicuramente \u00e8 stato in precedenza<br \/>\ne sar\u00e0 molto chiaro, e non ci dilunghiamo oltre. Anzi approfittiamo per<br \/>\ninvitarlo a Napoli, gi\u00e0 da settembre, per discutere di questi temi. Non solo<br \/>\nper la stima, che ancora una volta ribadiamo. Non solo per il sostegno,<br \/>\nconvinto, alla sue, alle nostre battaglie, o per la solidariet\u00e0 incondizionata<br \/>\nagli attacchi, meschini e vergognosi di cui \u00e8 oggetto, e contro i quali ci<br \/>\nsentiamo di reagire con forza e determinazione (e cogliamo l\u2019occasione per<br \/>\nesortarlo ancora una volta a continuare la sua battaglia,\u00a0dentro il Parlamento), ma, soprattutto perch\u00e9 il suo<br \/>\ncontributo prezioso aiuterebbe molti ad avere idee pi\u00f9 chiare sulla necessit\ufffd<br \/>\ndelle scelte prese e da prendere. Le persone come Ichino non vanno \u201cfermate\u201d<br \/>\nanzi vanno \u201csalvaguardate\u201d perch\u00e9, d\u2019accordo o meno con le sue idee, sono un<br \/>\npatrimonio per tutti coloro che amano il pensiero libero e il confronto tra pi\u00f9<br \/>\npensieri liberi.<\/p>\n<p>Tornando in tema, ecco alcuni flash di prospettiva.<br \/>\nDegli auspici, molto cari, sicuramente a Ichino, ma anche a tutti i riformisti<br \/>\nitaliani. Prima di tutto \u00e8 urgente introdurre in Italia la flexsecurity, la<br \/>\nvera grande riforma strutturale, rivoluzionaria, per certi versi, di cui<br \/>\nabbiamo bisogno in materia di lavoro. Occorre un sistema universale di<br \/>\nammortizzatori sociali, in maniera tale da non rendere la condizione del<br \/>\nlicenziamento un dramma, e in tantissimi casi lo \u00e8 davvero, in un periodo di<br \/>\ncrisi come questo specialmente. Ma non basta, \u00e8 fondamentale intervenire nella<br \/>\nformazione e nel ricollocamento a diversa occupazione del lavoratore che perde<br \/>\nil posto di lavoro. Noi vogliamo un mondo del lavoro dinamico, fluido, non<br \/>\ningessato e antiquato non al passo dei tempi, come vorrebbero i conservatori di<br \/>\ndestra e di sinistra.<\/p>\n<p>Citando il professore:\u00a0\u00a0Ci sono tre<br \/>\nmodi di intendere il \u201cdiritto al lavoro\u201d.\u00a0Il modo burocratico:<br \/>\n\u201cse vai all\u2019ufficio di collocamento, hai diritto a essere avviato a un lavoro,<br \/>\nsulla base di una graduatoria\u201d.\u00a0Il modo sindacale:<br \/>\n\u201cSe hai un posto di lavoro, non puoi essere licenziato\u201d.\u00a0Il modo costituzionale: \u201clo Stato ha il dovere di creare le condizioni<br \/>\naffinch\u00e9 tutti abbiano una opportunit\u00e0 di lavoro secondo le proprie capacit\u00e0 e<br \/>\nla propria scelta\u201d.\u00a0Il primo lo<br \/>\nabbiamo sperimentato\u00a0per mezzo secolo, dal 1949 al 1997, con il nostro<br \/>\nmonopolio statale del collocamento: l\u2019esperienza mostra che in quel modo, di<br \/>\nfatto,\u00a0abbiamo garantito soltanto il diritto dei collocatori alla<br \/>\nbustarella. Il secondo lo abbiamo sperimentato per quarant\u2019anni,\u00a0dal 1970<br \/>\na oggi, con l\u2019articolo 18 dello Statuto dei lavoratori: \u00e8 il diritto a tenersi<br \/>\nil proprio posto stabile quando lo si \u00e8 trovato, ma non \u00e8 affatto il diritto al<br \/>\nlavoro stabile per chi ancora non lo ha trovato (e quindi non ha alcun soggetto<br \/>\npassivo al quale rivolgere la propria pretesa). Resta il terzo, ovvero il modo pi\u00f9<br \/>\nserio e pi\u00f9 impegnativo di intendere il principio costituzionale del diritto al<br \/>\nlavoro: l\u2019esperienza degli ultimi due secoli mostra che non vi \u00e8 modo migliore<br \/>\nper garantire a tutti una opportunit\u00e0 di lavoro secondo le proprie capacit\u00e0 e<br \/>\nla propria scelta, che quello di un mercato del lavoro ben funzionante, fluido<br \/>\ne innervato di servizi efficienti, in un sistema economico aperto\u201d.<\/p>\n<p>Per noi, bisogna lavorare nelle seguenti direzioni:<br \/>\nriformare e potenziare i corsi di formazione professionale, i centri per l\u2019impiego,<br \/>\normai ridotti a meri entri burocratizzati senza utilit\u00e0 effettiva, e<br \/>\nridisegnando un nuovo rapporto, diretto, tra mondo della scuola e<br \/>\ndell\u2019universit\u00e0 e mondo del lavoro, oggi troppo distanti tra di loro, mentre<br \/>\ndovrebbero essere in sinergica dipendenza e interconnessione. Non inventiamo<br \/>\nnulla, basta prendere esempio dal modello tedesco, in cui la teoria non \u00e8<br \/>\nseparata dalla prassi, e lo studente quando esce dal mondo della scuola, o<br \/>\ndell\u2019universit\u00e0, \u00e8 gi\u00e0 formato e pronto per lavorare.<\/p>\n<p>Questi sono solo piccoli spunti, i piani di intervento<br \/>\nsono numerosi, cos\u00ec come numerosi sono gli ambiti. Tutti i settori vanno<br \/>\nriformati, rivisti, perfezionati ed efficientati. Dal settore pubblico (bene la<br \/>\nspending review, concettualmente e anche in molte applicazioni pratiche, ma<br \/>\nocchi sempre bene aperti ad evitare qualsiasi diminutio di prestazioni e<br \/>\nservizi essenziali) a quello privato, dalle professioni (lotta senza quartiere<br \/>\na tutte le lobbies, non \u00e8 possibile che l\u2019Italia sia stata bloccata anche dai<br \/>\ntassisti!) all\u2019industria (manca un vero, nuovo, innovativo, ecologico piano di<br \/>\nsviluppo e riconversione industriale), passando per agricoltura e servizi<br \/>\n(iniziare a premiare il merito, parametri valutativi di livello europeo: chi<br \/>\nlavora di pi\u00f9 e bene guadagni di pi\u00f9, chi lavora meno guadagni di meno; chi<br \/>\ntruffa e non lavora sia licenziato).<\/p>\n<p>E tutte le riforme devono essere riformiste. Ormai la<br \/>\nnostra sfida, del nostro secolo, \u00e8 cambiare. Due schieramenti si oppongono: non<br \/>\npi\u00f9 destra e sinistra ma riformisti contro conservatori (di destra e di<br \/>\nsinistra). E noi abbiamo scelto, con chiarezza, da che parte stare.<\/p>\n<p>Grazie per l\u2019attenzione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>UN GRUPPO DI GIOVANI DEMOCRATICI DI NAPOLI ADERISCE ALL&#8217;INIZIATIVA AVVIATA CON L&#8217;ASSEMBLEA DEL 20 LUGLIO E SI MOBILITA PER L&#8217;AGENDA MONTI Lettera di Salvatore Monaco, iscritto ai Giovani Democratici di Napoli, pervenuta il 20 luglio 2012<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[7],"tags":[],"class_list":["post-22466","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-lettere"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22466","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=22466"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22466\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=22466"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=22466"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=22466"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}