
{"id":22716,"date":"2012-08-15T14:47:29","date_gmt":"2012-08-15T13:47:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=22716"},"modified":"2012-09-02T22:39:55","modified_gmt":"2012-09-02T21:39:55","slug":"come-si-salvano-i-non-salvaguardati-e-si-aumenta-il-tasso-di-occupazione-dei-sessantenni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=22716","title":{"rendered":"COME SI SALVANO I NON SALVAGUARDATI (E SI AUMENTA IL TASSO DI OCCUPAZIONE DEI SESSANTENNI)"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">L\u2019\u201cAGENDA MONTI\u201d IN MATERIA DI LAVORO E <em>WELFARE <\/em>NON VA SMONTATA, MA DIFESA E COMPLETATA: VANNO\u00a0INCENTIVATI IN VARI MODI L&#8217;INVECCHIAMENTO ATTIVO E L&#8217;ASSUNZIONE DI LAVORATORI CINQUANTENNI E SESSANTENNI<\/span><\/p>\n<p><em>Intervento pubblicato nella rubrica <\/em>Lettera sul lavoro<em> dal <\/em>Corriere della Sera<em> il 15 agosto 2012 &#8211; In argomento v. anche la mia precedente <\/em><a title=\"Lettera sul lavoro - Corriere della Sera, 18.6.12\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=21882\" target=\"_blank\">Lettera sul lavoro<em>, pubblicata il 18 giugno scorso<\/em><\/a><em>, dedicata allo stesso tema\u00a0<!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<\/em><\/p>\n<p>Caro Direttore, la notizia del\u00a0<a title=\"Disegno di legge - bozza 3.7.12\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=22627\" target=\"_blank\">disegno di legge<\/a> per la promozione dell\u2019invecchiamento attivo a cui sto lavorando con alcuni altri senatori democratici, data sul <em>Corriere<\/em> da Enzo Marro sabato scorso, ha suscitato reazioni contrastanti. La materia del dissenso pu\u00f2 apparire un po\u2019 tecnica; vale per\u00f2 la pena di mettere a fuoco il problema, anche per chi non \u00e8 un \u201caddetto ai lavori\u201d, perch\u00e9 quello che \u00e8 in gioco qui, a ben vedere, non \u00e8 soltanto una questione di politica del lavoro e previdenziale, ma un aspetto particolare della questione politica cruciale sulla quale gli italiani sono chiamati a decidere nelle ormai prossime elezioni politiche: proseguire sulla linea dell\u2019\u201cagenda Monti\u201d, o cambiare strada? Sul terreno specifico del lavoro e del <em>welfare<\/em>, in un Paese come il nostro in cui ancora nel 2011 l\u2019et\u00e0 media del pensionamento di anzianit\u00e0, cio\u00e8 di due terzi di coloro che andavano in pensione, \u00e8 stata pari a 58 anni e tre mesi: siamo convinti o no che non si possa continuare cos\u00ec e che si debba operare urgentemente per aumentare il nostro tasso di occupazione nella fascia di et\u00e0 superiore ai 55 anni?<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span> Oggi soltanto un terzo degli italiani \u00e8 attivo nel mercato del lavoro nella fascia di et\u00e0 tra i 55 e i 70 anni, mentre nel nord-Europa il tasso di occupazione in questa fascia \u00e8 intorno ai due terzi. Vogliamo puntare ad arrivare rapidamente almeno al 50 per cento, o tutto sommato consideriamo che non sia questo uno degli obiettivi prioritari della nostra politica del lavoro? Pensiamo che ogni cinquantenne o sessantenne<br \/>\nin pi\u00f9 al lavoro favorisca la creazione di occasioni di lavoro per i giovani, perch\u00e9 continua a creare ricchezza e non succhia risorse pubbliche, oppure<br \/>\nsiamo convinti che il modo migliore per dar lavoro ai giovani sia mandare in pensione i cinquantenni e sessantenni il pi\u00f9 presto possibile, per far posto nel tessuto produttivo alle nuove generazioni?<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span> I pi\u00f9 decisi nel sostenere la seconda alternativa, quella che il nostro Paese ha costantemente praticato nell\u2019ultimo mezzo secolo, sono comprensibilmente i cinquantenni e sessantenni che nell\u2019autunno scorso erano vicini all\u2019et\u00e0 del pensionamento secondo le vecchie regole e per effetto del decreto \u201cSalva-Italia\u201d del dicembre scorso si sono visti bruscamente allontanare di qualche anno l\u2019agognata \u201cquiescenza\u201d. Quelli<br \/>\npi\u00f9 vicini sono stati \u201csalvaguardati\u201d. Gli altri hanno ragione a lamentare il difetto di gradualit\u00e0 di quel decreto; ma non devono prendersela con il<br \/>\nGoverno, il quale \u2013 in una situazione di pericolo gravissimo \u2013 ha dovuto fare in due settimane quello che i Governi precedenti avrebbero dovuto fare<br \/>\nnell\u2019arco dei venti anni precedenti e non hanno fatto. Politici e sindacalisti, dal canto loro, non devono alimentare l\u2019idea che chi perde il posto a cinquant\u2019anni non possa ritrovarlo. La maggior parte dei \u201cnon salvaguardati\u201d \u00e8 convinta che intorno ai 55-58 anni di et\u00e0, con 35 o 38 anni di contribuzione al 33 per cento, ci si sia guadagnato il \u201cdiritto\u201d a una pensione pari a tre quarti della retribuzione dell\u2019ultimo periodo (per lo pi\u00f9 doppia rispetto a quella iniziale) per gli altri 25 anni di vita che un italiano pu\u00f2 attendersi a 58 anni; ma basta un elementare calcolo aritmetico per constatare che i conti non tornano. E che quindi occorre un periodo di contribuzione pi\u00f9 lungo. Ancor meno i conti tornano quando \u2013 come nella maggior parte dei casi dei lavoratori \u201cesodati non salvaguardati\u201d \u2013 il lavoratore poco dopo i 50 anni di et\u00e0, con soli 25 o 30 anni di contribuzione alle spalle, ha aderito a un piano aziendale di \u201cincentivazione all\u2019esodo\u201d che prevedeva altri cinque o sei anni di cassa integrazione e \u201cmobilit\u00e0\u201d per arrivare alla pensione a un\u2019et\u00e0 intorno ai 58: \u00e8 evidente a chiunque che la vita adulta di una persona non pu\u00f2 essere divisa a met\u00e0 tra lavoro e pensione. Nessun sistema previdenziale pu\u00f2 garantire questo, se non al costo di un pesante contributo statale; ma questo significa sottrarre<br \/>\nrisorse all\u2019assistenza per chi ne ha veramente bisogno, ai servizi pubblici e agli investimenti. \u00c8 questo il motivo per cui dobbiamo urgentemente smettere di affrontare le crisi occupazionali aziendali in questo modo.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span> Per chi \u00e8 stato coinvolto negli anni passati in accordi di questo genere \u00e8 giusto che lo Stato stanzi le risorse indispensabili perch\u00e9 nessuno resti privo del necessario sostegno del reddito. Ma questo va fatto non tornando indietro, ripristinando le vecchie regole. La compensazione deve consistere in un sistema di incentivi economici e normativi che rafforzi incisivamente la possibilit\u00e0 per queste persone di trovare una nuova<br \/>\noccupazione appropriata, e in un trattamento di disoccupazione di entit\u00e0 congrua, per chi nonostante quegli incentivi non riesca a reinserirsi nel<br \/>\ntessuto produttivo. Per favorire l\u2019invecchiamento attivo, poi, occorre facilitare per il sessantenne al lavoro il passaggio al tempo parziale, la possibilit\u00e0 negli ultimi anni di lavoro di combinare il <em>part-time <\/em>in azienda con un anticipo parziale della pensione senza aggravi per l\u2019Erario,<br \/>\nla possibilit\u00e0 di concordare con il datore di lavoro periodi sabbatici senza perdita di contribuzione e senza aggravi per l\u2019impresa.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span> Tutto questo \u00e8 quanto si propone il <a title=\"Disegno di legge - bozza 3.7.12\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=22627\" target=\"_blank\">disegno di legge a cui styo lavorando con altri senatori democratici<\/a>, per completare rafforzandola, e non per smontare, la riforma avviata nel dicembre scorso dal Governo.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">&#8230;<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019\u201cAGENDA MONTI\u201d IN MATERIA DI LAVORO E WELFARE NON VA SMONTATA, MA DIFESA E COMPLETATA: VANNO\u00a0INCENTIVATI IN VARI MODI L&#8217;INVECCHIAMENTO ATTIVO E L&#8217;ASSUNZIONE DI LAVORATORI CINQUANTENNI E SESSANTENNI Intervento pubblicato nella rubrica Lettera sul lavoro dal Corriere della Sera il 15 agosto 2012 &#8211; In argomento v. anche la mia precedente Lettera sul lavoro, pubblicata [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4,9,31],"tags":[],"class_list":["post-22716","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-editoriale","category-21-lavoro","category-welfare"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22716","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=22716"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22716\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=22716"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=22716"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=22716"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}