
{"id":22808,"date":"2012-09-01T22:23:11","date_gmt":"2012-09-01T21:23:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=22808"},"modified":"2012-09-02T15:18:13","modified_gmt":"2012-09-02T14:18:13","slug":"un-discorso-serio-sulla-questione-degli-esodati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=22808","title":{"rendered":"UN DISCORSO SERIO SULLA QUESTIONE DEGLI ESODATI"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">ALL&#8217;ORIGINE C&#8217;E&#8217; UNA SOTTOVALUTAZIONE DEL PROBLEMA DA PARTE DEL GOVERNO, MA OGGI LO SCONTRO SU QUESTO TERRENO E&#8217; ESSENZIALMENTE TRA CHI VUOLE VOLTAR PAGINA RISPETTO AL VECCHIO MODO DI RISOLVERE LE CRISI OCCUPAZIONALI AZIENDALI E CHI INVECE LO DIFENDE<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><em>Articolo di Giuliano Cazzola pubblicato sul n.\u00a07\/8 del mensile <\/em><\/span>Mondoperaio<em>, agosto 2012<!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<\/em>Il principale difetto della riforma delle pensioni del ministro Elsa Fornero \u00e8 simmetricamente opposto a quelli comunemente rimproverati alle altre riforme succedutesi nel corso degli ultimi vent\u2019anni. Mentre queste ultime sono state molto generose per quanto riguarda il periodo di transizione, la riforma Monti-Fornero se ne \u00e8 curata troppo poco, al punto di doversi porre il problema di quanti e quali lavoratori &#8220;salvaguardare&#8221;\u00a0 rispetto a regole che rischiano di lasciare senza pensione e senza altri sostegni di carattere economico, decina di migliaia di persone, ormai prossime alla quiescenza secondo le previgenti normative, ma che si sono viste spostare inopinatamente in avanti la soglia d\u2019accesso con il decreto Salva Italia (e i correttivi del decreto Milleproproghe). Sono state quindi individuate alcune categorie di lavoratori (c.d.esodati, in mobilit\u00e0, in prosecuzione volontaria, inseriti nei fondi di solidariet\u00e0 e quant\u2019altro) \u00a0a cui, in presenza di talune condizioni, \u00a0vengono preservati i vecchi requisiti. Su tali situazioni \u00e8 scoppiata la solita guerra dei numeri e pertanto delle coperture finanziarie.\u00a0 Fino a quando, il Governo, senza far cessare le polemiche, ha enucleato, nel numero di 65mila, i casi che gi\u00e0\u00a0 ora hanno esaurito le forme di tutela pubbliche e private e raggiunto i previgenti limiti di quiescenza, riuscendo, cos\u00ec,\u00a0 a far quadrare il cerchio delle coperture finanziarie, almeno nell\u2019arco dei 24 mesi successivi all\u2019entrata in vigore della legge. Poi, dopo la pubblicazione di una <em>Nota<\/em> dell\u2019Inps che cifrava in oltre 390mila i casi, che nel giro dei prossimi anni, si troveranno in difficolt\u00e0 (ma non sono mai stati ben chiariti i differenti criteri con cui venivano definite le platee considerate) il ministro Fornero, nel suo passaggio prima al Senato poi alla Camera, ha ammesso l\u2019esigenza di dare copertura ad altri 55mila soggetti. Ma il tormentone esodati sembra essere scappato di mano a tutti, tanto che lo stesso Mario Monti, per ottenere l\u2019approvazione della legge sul lavoro prima del vertice del 28-29 giugno, ha dovuto impegnare il Governo a risolvere un problema che odora di prima Repubblica e di sanatorie antiche.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span> I media \u00a0&#8211; chiss\u00e0 mai perch\u00e9 ?- si sono appassionati al caso particolare dei cosiddetti esodati, tanto che questa definizione viene comunemente usata per indicare tutte le fattispecie di salvaguardati. Chi sono gli esodati? Si tratta di lavoratori che hanno accettato la proposta di dimissioni volontarie o di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, formulata dalla loro azienda (quasi sempre di grandi dimensioni), in cambio di un\u2019extraliquidazione solitamente ragguagliata al tempo mancante all\u2019accesso alla pensione. Poich\u00e9 la riforma Fornero ha spostato in avanti i requisiti dell\u2019et\u00e0 pensionabile, queste persone (insieme alle altre tipologie espressamente indicate nella legge) rischiano di avere un periodo, spesso di alcuni anni, non coperto dall\u2019ammontare pattuito. La loro legittima preoccupazione \u2013 lo ripetiamo &#8211; \u00a0deriva dal fatto che le misure di salvaguardia (riguardanti la possibilit\u00e0 di andare in quiescenza con le previgenti regole)\u00a0 sono finanziate,\u00a0 per questo come per gli altri casi, soltanto per un biennio (per una platea inizialmente di 65mila persone). E dopo? Si chiedono in tanti. \u00a0Nessuno, per\u00f2, si domanda se veramente si tratti di un\u2019emergenza nazionale come sono riusciti a far credere gli interessati\u00a0 organizzati \u00a0in rete, prima ancora che di loro si occupassero le stesse organizzazioni sindacali.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span> A chi scrive \u00e8 capitato di\u00a0 imbattersi in un caso che meriterebbe di essere raccontato in tv. Si tratta di un ex dirigente &#8220;esodato&#8221; da una grande impresa di telefonia che, oltre al tfr spettante, ha incassato un\u2019extra liquidazione lorda di 400mila euro e che rischia di doverseli far durare per due anni in pi\u00f9 rispetto a quelli previsti al momento dell\u2019uscita dal lavoro.\u00a0Che questo signore abbia un problema \u00e8 assolutamente evidente; che lo stesso voglia cercare di risolverlo \u00e8 comprensibile. Ma possiamo considerare tale caso come se richiedesse un\u2019assoluta priorit\u00e0, senza fare alcuna distinzione con chi, magari, ha perso il lavoro in solitudine, senza incassare un euro in pi\u00f9 del tfr? Non dimentichiamo che i dipendenti in mobilit\u00e0 dello stabilimento di Termini Imerese sono fuori dalle deroghe per una questione di decorrenza di alcuni giorni. Eppure, tutto viene messo su di uno stesso piano e chi ha pi\u00f9 voce per protestare viene ascoltato in modo acritico. Si replicher\u00e0 certamente che quello da me citato \u00e8 un caso isolato. Proviamo, allora, a calarci nella nostra discutibile\u00a0 normalit\u00e0.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.\u00a0 .<\/span> \u201cPoste\u00a0 italiane\u201d\u00a0 &#8211; al pari di altre societ\u00e0 pubbliche o private \u2013 sono un caposaldo della politica degli esodi, nel senso che, nel triennio 2009-2011, ha concordato circa 16.500 uscite incentivate, erogando un\u2019extraliquidazione pro capite di circa 39mila euro lordi\u00a0 (41mila per i quadri e 38,5mila per gli\u00a0impiegati) per un ammontare complessivo di oltre 64 milioni di euro. Con tale operazione (in sostanza, una forma di prepensionamento a carico dell\u2019azienda) si tendeva a coprire mediamente circa 20 mesi rispetto alla possibilit\u00e0 di avere accesso alla pensione. A seguito della riforma delle<br \/>\npensioni del ministro Fornero risultano esservi 2,7mila esodati incappati negli effetti dell\u2019incremento dell\u2019et\u00e0 pensionabile. Ognuno di loro aveva percepito<br \/>\nun incentivo medio lordo\u00a0 intorno ai 56mila euro allo scopo di coprire una distanza media dalla liquidazione del trattamento pensionistico di circa 38 mesi. In conseguenza della nuova normativa\u00a0 si \u00e8 assistito ad un raddoppio del periodo  che li separa dalla pensione: fino a 78 mesi se non interviene una soluzione.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span> Il caso di \u201cPoste italiane\u201d \u00e8 emblematico di un c\u00e0erto andazzo. Un\u2019azienda  interamente a capitale pubblico si avvale di procedure soft (e onerose) per<br \/>\nridurre il personale in esubero (in taluni casi l\u2019esodo del padre ha comportato  l\u2019assunzione part time del figlio).  Cos\u00ec migliaia di persone vengono, in pratica, retribuite per anni per non  lavorare, fino a quando non varcheranno la soglia della pensione. Per \u00a02,7mila persone la copertura \u00e8 stata calcolata  per 38 mesi sulla base delle previgenti regole pensionistiche. Ma tale impianto  \u00e8 stato rimesso in discussione dallo scivolone in avanti \u2013 e di parecchio \u2013  dell\u2019agognato approdo pensionistico. Cos\u00ec, per risolvere il loro problema,  questi nostri concittadini dovrebbero trovare il modo di sbarcare il lunario,  complessivamente per 78 mesi. E\u2019 politicamente corretto intravedere in tutto quanto abbiamo sommariamente descritto un massiccio spreco di risorse umane e  materiali, da &#8220;Paese della cuccagna&#8221; che da un certo momento in poi non  riesce pi\u00f9 ad esserlo, ma non si rassegna ? Capisco benissimo che le mie  considerazioni non saranno popolari; ma \u00e8 proprio tanto sbagliato risolvere  questo problema alle diverse scadenze in cui si presenter\u00e0 ? Ci sar\u00e0 pure, al  fondo di tutto, anche un po\u2019 di responsabilit\u00e0 personale. Oppure continueremo  sempre a caricare sullo Stato le conseguenze di scelte anche nostre ? Non  sembra avere molto senso, quindi, impegnare oggi (in un Paese che riesce a  destinare, a fatica, appena un miliardo allo sviluppo economico) alcuni\u00a0 miliardi (pi\u00f9 o meno un ammontare compreso<br \/>\ntra i 5 e i 6 miliardi che si aggiungerebbero a quelli di medesimo importo gi\u00e0 stanziati)\u00a0 per assicurare il  pensionamento, secondo le previgenti regole, per quanti si presenter\u00e0 il  problema a partire dal 2015, visto che fino al 2014 dovrebbero bastare gli  interventi predisposti dal Governo. Il problema, per\u00f2, nasce dall\u2019impianto stesso  della riforma, che non si \u00e8 fatta adeguatamente carico dei problemi della  transizione. E questo errore rischia di essere fatale, perch\u00e9 ha ridato fiato  all\u2019Italia che ha sempre risolto tutti i problemi attraverso l\u2019erogazione di  una pensione. Il ministro Fornero ha sicuramente ragione a voler\u00a0 interrompere  una prassi che, in un modo o nell\u2019altro, infilava i lavoratori anziani in un  circuito assistenziale che li accompagnava, prima ancora di aver compiuto 60  anni, attraverso processi\u00a0 di esubero  fino alla pensione anticipata grazie allo scivolo garantito dagli  ammortizzatori sociali. Ma \u00e8 proprio la mancanza di gradualit\u00e0 con cui \u00e8 stato  promosso questo momento di discontinuit\u00e0 che rischia di travolgere la\u00a0 riforma ridando voce all\u2019Italia che considera  la pensione come una via d\u2019uscita per ogni difficolt\u00e0. Elsa Fornero si \u00e8 fatta  sorprendere da quella coalizione di interessi che da sempre ha trovato rifugio nei meandri del sistema pensionistico e che oggi \u00e8 in grado di corredare una battaglia nel segno della conservazione con elementi di indubbia  ragionevolezza, perch\u00e9 nessuno pu\u00f2 accettare di dover cambiare tanto  radicalmente e all\u2019improvviso percorsi di vita legittimamente attesi. \u00a0Aver voluto resistere su di una linea  insostenibile porter\u00e0, prima o poi, a rivedere la stessa riforma, come si fece  del 2007 con lo &lt;scalone&gt; di tre anni in un solo colpo della legge Maroni,  i cui effetti erano attesi nel 2008. Un\u2019operazione che \u00e8 costata al sistema ben  7,5 miliardi in un decennio. Anche questa volta prima o poi qualcuno  trover\u00e0\u00a0 assurdo mantenere inalterata la  facciata di un regime pensionistico tra i pi\u00f9 severi in Europa e nello stesso  tempo essere assillati dalle deroghe, per anni e per decine di migliaia di  persone. E riterr\u00e0 pi\u00f9 utile\u00a0 ripiegare,  nell\u2019impianto stesso della riforma, su percorsi pi\u00f9 graduali e flessibili. Arrendendosi  all\u2019Italia di ieri.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ALL&#8217;ORIGINE C&#8217;E&#8217; UNA SOTTOVALUTAZIONE DEL PROBLEMA DA PARTE DEL GOVERNO, MA OGGI LO SCONTRO SU QUESTO TERRENO E&#8217; ESSENZIALMENTE TRA CHI VUOLE VOLTAR PAGINA RISPETTO AL VECCHIO MODO DI RISOLVERE LE CRISI OCCUPAZIONALI AZIENDALI E CHI INVECE LO DIFENDE Articolo di Giuliano Cazzola pubblicato sul n.\u00a07\/8 del mensile Mondoperaio, agosto 2012<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9,31],"tags":[],"class_list":["post-22808","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-21-lavoro","category-welfare"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22808","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=22808"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22808\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=22808"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=22808"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=22808"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}