
{"id":22811,"date":"2012-09-02T12:39:59","date_gmt":"2012-09-02T11:39:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=22811"},"modified":"2012-09-02T22:49:46","modified_gmt":"2012-09-02T21:49:46","slug":"il-vuoto-dei-servizi-e-la-disoccupazione-giovanile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=22811","title":{"rendered":"IL &#8220;VUOTO DEI SERVIZI&#8221; E LA DISOCCUPAZIONE GIOVANILE"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">LA QUESTIONE CRUCIALE\u00a0DELL&#8217;AUMENTO DEL TASSO DI OCCUPAZIONE NELLA FASCIA TRA I 18\u00a0E I\u00a039 ANNI VA AFFRONTATA PROMUOVENDO I SERVIZI ALLE IMPRESE, ALLE FAMIGLIE E ALLE COMUNIT\u00c0 LOCALI, CHE IN ITALIA REGISTRANO LIVELLI OCCUPAZIONALI NETTAMENTE INFERIORI RISPETTO AGLI ALTRI MAGGIORI PAESI EUROPEI<\/span><\/p>\n<p><em>Editoriale <strong>di Maurizio Ferrera <\/strong>pubblicato sul Corriere della Sera del 2 settembre 2012<!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<br \/>\n<\/span><\/em><\/p>\n<p>La disoccupazione \u00e8 salita ancora, in particolare fra i giovani. Tutti dicono: c&#8217;\u00e8 la crisi, dobbiamo rassegnarci e aspettare che l&#8217;economia riparta. Il governo<br \/>\nassicura che sta facendo il possibile e ha appena presentato un&#8217;articolata agenda per la crescita. Benissimo, ma possiamo fidarci? Coi tempi che tirano in<br \/>\nEuropa e c considerando la nostra bassa capacit\u00e0 di attuare le riforme, la ripresa non potr\u00e0 essere n\u00e9 rapida n\u00e9 impetuosa. La creazione di \u00abposti fissi\u00bb<br \/>\nda parte di industria, trasporti, edilizia, pubblica amministrazione, commercio i settori tradizionalmente pi\u00f9 dinamici dal punto di vista occupazionale) non sar\u00e0 perci\u00f2 sufficiente per assorbire lo <em>stock<\/em> di giovani inattivi, disoccupati e precari. Su che cosa puntare? Ci sono altri settori capaci di creare occupazione, con prospettive di crescita pi\u00f9 favorevoli e pi\u00f9 influenzabili nel breve dalle politiche economiche e fiscali?<br \/>\nSi, ci sono i servizi: alle imprese, ai consumatori, alle famiglie. E su questo fronte che dobbiamo concentrare gli sforzi per affrontare seriamente l\u2019emergenza lavoro. L&#8217;Italia ha un forte ritardo rispetto agli altri Paesi. Prendiamo i \u00abgiovani\u00bb fra i 15 e i 39 anni. Da noi il tasso di occupazione \u00e8 57%. In Francia \u00e8 il 62%, in<br \/>\nInghilterra il 70 per cento. Il divario italiano \u00e8 quasi interamente spiegato dal \u00abvuoto\u00bb dei servizi. Su cento giovani lavoratori inglesi, sei trovano impiego in questo settore: in Francia pi\u00f9 di cinque, in Italia solo 4. E che lavori fanno questi giovani stranieri? I comparti trainanti sono sanit\u00e0, istruzione, finanza,\u00a0informatica e comunicazione, turismo, cultura. Si stenta a crederlo, ma in quest&#8217;ultimo comparto\u00a0il tasso di occupazione giovanile inglese \u00e8 tre volte pi\u00f9 alto di quello italiano: un vero paradosso, per un Paese con le tradizioni e le ricchezze del nostro.<br \/>\nCerto, non tutti i posti d\u00ec lavoro sono \u00abdi qualit\u00e0\u00bb: negli ospedali o negli alberghi c&#8217;\u00e8 chi fa le pulizie o chi sta i cucina, :nella cultura c&#8217;\u00e8 chi fa il guardiano di museo o chi stacca i biglietti. E moltissimi impieghi sono flessibili: a termine, part time, interinali e cos\u00ec via. Ma sono comunque lavori. Una fonte di reddito, di integrazione sociale, un punto di inizio verso posizioni pi\u00f9 stabili e gratificanti.<br \/>\nI servizi necessitano anche (e in misura crescente) di personale altamente qualificato, molto spesso con buona formazione tecnico-scientifica.\u00a0 Il buco\u00a0 particolarmente vistoso nel nostro Paese riguarda i servizi sociali alle persone. Qui trovano occupazione solo 600 mila giovani italiani, di contro al milione e mezzo di Francia e Inghilterra. I mestieri pi\u00f9 diffusi sono: assistenti all&#8217;infanzia, ai disabili, agli anziani fragili, para-medici, animatori, educatori, operatori sociali, formatori. Le professioni, insomma, di quel \u00absecondo welfare\u00bb che accompagna e integra il\u00a0sistema pubblico e che in Italia stenta a decollare, penalizzando in particolare le donne con figli (si veda il sito <a title=\"Secondowelfare\" href=\"http:\/\/www.secondowelfare.it\" target=\"_blank\"><em>www.secondowelfare.it<\/em><\/a>).<br \/>\nCome sono riusciti gli altri Paesi a espandere i servizi? Un ruolo di primo piano \u00e8 stato svolto dai governi, attraverso un mix intelligente di sgravi contributivi per i datori di lavoro, agevolazioni fiscali e in qualche caso sussidi per i consumatori, coordinamento e regia da parte dell&#8217;amministrazione pubblica. L&#8217;elemento pi\u00f9 importante di queste esperienze straniere \u00e8 che, una volta decollati, i servizi \u00abtirano\u00bb da soli. Secondo un recente rapporto del governo francese, l&#8217;incremento occupazionale dei prossimi dieci anni si concentrer\u00e0 quasi tutto nel terziario. Sanit\u00e0, assistenza, istruzione, cultura, turismo, servizi alle imprese potranno creare in dieci anni un milione e 300 mila posti. Serviranno medici, infermieri, insegnanti, tecnici, informatici, ingegneri \u00abdei servizi\u00bb, esperti di gestione (e anche qualche \u00abcreativo\u00bb), Industria, edilizia, trasporti apriranno poco pi\u00f9 di 200mila accessi. Certo, la struttura economica francese \u00e8<br \/>\ndiversa dalla nostra, qui l&#8217;industria pesa di pi\u00f9. Espandere i servizi non significa per\u00f2 affatto comprimere l&#8217;industria in termini assoluti (ci mancherebbe)\u00a0ma solo relativi, come peraltro sta avvenendo in tutta Europa. L&#8217;agenda per la crescita elaborata dal governo Monti contiene qualche misura indirettamente volta a far crescere il nostro arretrato settore terziario: liberalizzazioni, semplificazioni, piani per il turismo, coesione sociale, non autosufficienza, riordino delle agevolazioni. Ma servirebbe una strategia pi\u00f9 mirata e sistematica. Se la nuova economia dei servizi non decolla, dobbiamo davvero rassegnarci a convivere molto a lungo con una disoccupazione giovanile a due cifre.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LA QUESTIONE CRUCIALE\u00a0DELL&#8217;AUMENTO DEL TASSO DI OCCUPAZIONE NELLA FASCIA TRA I 18\u00a0E I\u00a039 ANNI VA AFFRONTATA PROMUOVENDO I SERVIZI ALLE IMPRESE, ALLE FAMIGLIE E ALLE COMUNIT\u00c0 LOCALI, CHE IN ITALIA REGISTRANO LIVELLI OCCUPAZIONALI NETTAMENTE INFERIORI RISPETTO AGLI ALTRI MAGGIORI PAESI EUROPEI Editoriale di Maurizio Ferrera pubblicato sul Corriere della Sera del 2 settembre 2012<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-22811","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-21-lavoro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22811","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=22811"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22811\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=22811"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=22811"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=22811"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}