
{"id":22867,"date":"2012-09-07T17:20:59","date_gmt":"2012-09-07T16:20:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=22867"},"modified":"2012-09-08T17:52:49","modified_gmt":"2012-09-08T16:52:49","slug":"bruni-continuare-sulla-via-del-rigore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=22867","title":{"rendered":"BRUNI: CONTINUARE SULLA VIA DEL RIGORE"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">LA POLITICA STRAORDINARIAMENTE INCISIVA DI DRAGHI E BCE COSTITUISCE UNA SOLA DELLE DUE GAMBE NECESSARIE PER USCIRE DALLA CRISI: L\u2019ALTRA \u00c8 COSTITUITA DALLA CAPACIT\u00c0 DEI GOVERNI DEI PAESI FINANZIARIAMENTE DEBOLI, COME L\u2019ITALIA, DI DARSI SPONTANEAMENTE LE DIRETTIVE CHE ALTRIMENTI DOVREBBERO ESSERE LORO IMPOSTE DAL FONDO SALVA-STATI<\/span><\/p>\n<p><em>Editoriale <strong>di Franco Bruni <\/strong>pubblicato sulla <\/em>Stampa <em>del 7 settembre 2012 \u2013 In argomento v. anche l\u2019<a title=\"Editoriale Giavazzi\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=22846\" target=\"_blank\">editoriale di Francesco Giavazzi sul <\/a><\/em><a title=\"Editoriale Giavazzi\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=22846\" target=\"_blank\">Corriere della Sera <\/a><em><a title=\"Editoriale Giavazzi\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=22846\" target=\"_blank\">del 4 settembre<\/a> e la mia <a title=\"Intervista al Piccolo\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=22870\" target=\"_blank\">intervista al<\/a><\/em><a title=\"Intervista al Piccolo\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=22870\" target=\"_blank\"> Piccolo <em>del 9 settembre<\/em><\/a><\/p>\n<p><!--more--> La Bce ha mantenuto la promessa. Ha confermato il programma di acquisto di titoli dei Paesi con spread ingiustificati e ha precisato le modalit\u00e0 con cui procedere. Ha rinviato la palla ai governi e all\u2019Ue, che devono attivare i meccanismi della \u00abcondizionalit\u00e0\u00bb: infatti la Bce interverr\u00e0 solo se i Paesi faranno richiesta di assistenza al fondo salva-Stati intergovernativo e si impegneranno a dar corso alle politiche da esso richieste.<br \/>\nIeri Draghi ha cercato di essere convincente sulla questione delle \u00abdue gambe\u00bb. Che \u00e8 la seguente: le aspettative dei mercati, che esagerano gli spread e temono che l\u2019euro si rompa, vanno domate dalla Bce, che fornisce una delle gambe necessarie. Senza la sua disponibilit\u00e0 a intervenire, i governi, per quanto virtuosi, non riescono a vincere le aspettative, che tendono ad auto-realizzarsi. Ma serve l\u2019altra gamba: i governi che correggono le cattive politiche che hanno acceso le speculazioni; se si sono gi\u00e0 disciplinati, assicurano che lo rimarranno; e le autorit\u00e0 europee controllano che la disciplina sia messa in pratica.<br \/>\nSenza la disciplina dei Paesi, la Bce non pu\u00f2 curare durevolmente l\u2019instabilit\u00e0 dell\u2019area dell\u2019euro. I suoi interventi saranno dunque \u00abcondizionati\u00bb al fatto che i governi chiedano assistenza e controllo.<br \/>\nLe colpe dei governi, passate o presenti, sono indiscutibili. Ma Draghi avrebbe potuto aggiungere che i guai dell\u2019euroarea derivano anche dalle esitazioni con cui la cooperazione europea li ha affrontati. E\u2019 mancato troppo a lungo, soprattutto da parte della Germania, il chiaro riconoscimento che la solidariet\u00e0 finanziaria \u00e8 indispensabile alla salute complessiva dell\u2019economia e della finanza europee dove, a fronte di chi ha fatto troppi debiti, c\u2019\u00e8 chi ha accumulato troppi crediti e li ha investiti imprudentemente, incassando peraltro alti interessi sui titoli dei debitori. Le istituzioni europee sono state lente nell\u2019organizzare il giusto misto di disciplina e solidariet\u00e0. Serve la terza gamba per sostenere il tavolo: la cooperazione europea nel suo insieme. Che in effetti sta prendendo nuova consistenza e ha finalmente programmi ambiziosi per accrescere l\u2019unit\u00e0 economica e politica.<br \/>\nDraghi ha detto che ora la questione \u00e8 \u00abnelle mani dei governi\u00bb. Per l\u2019Italia ci\u00f2 significa, fra l\u2019altro, decidere se e quando chiedere l\u2019aiuto dei fondi europei, sottoscrivere gli impegni necessari e con ci\u00f2 permettere anche alla Bce di intervenire. Intendiamoci: l\u2019Italia sta gi\u00e0 seguendo un serio programma di aggiustamento e di riforma che ha formulato con convinzione, per essere pi\u00f9 stabile e tornare a crescere. Se non dar\u00e0 l\u2019impressione di voler tornare indietro e svincolarsi da una disciplina che, per quanto concordata con l\u2019Europa, \u00e8 in primo luogo nel suo interesse nazionale, non \u00e8 escluso possa fare a meno di chiedere aiuto. Anche perch\u00e9 i mercati potrebbero accontentarsi del fatto che la Bce \u00e8 ora pronta a intervenire, e noi siamo sulla strada dell\u2019aggiustamento e delle riforme: lo spread potrebbe ridimensionarsi durevolmente da solo, senza bisogno di nuovi impegni, controlli e interventi.<br \/>\nMa ci\u00f2 non avverrebbe se la mancata coerenza delle nostre politiche e delle promesse elettorali tornasse ad alimentare il rischio-Italia. Oppure se fossimo colpiti pi\u00f9 gravemente dal contagio dei guai di altri Paesi. O se si indebolisse la \u00abterza gamba\u00bb, il cammino verso una pi\u00f9 profonda unione comunitaria: il che succederebbe, per esempio, se in Germania, anch\u2019essa con elezioni in avvicinamento, prevalessero i nemici dell\u2019integrazione e della solidariet\u00e0. Attorno alla Bundesbank si respira un\u2019aria che sarebbe preoccupante se non fosse ai limiti dell\u2019assurdo.<br \/>\nPerci\u00f2 potremmo \u00abnon farcela da soli\u00bb. Conviene preparare un modo giusto per chiedere l\u2019assistenza europea. A far ci\u00f2 ci aiuta una cosa che ha detto Draghi: la Bce interverr\u00e0 anche a favore dei Paesi che chiederanno il cosiddetto \u00abaiuto precauzionale\u00bb. Il che significa non dichiarare una situazione fuori controllo ma ammettere precauzionalmente che, anche senza propria colpa, la situazione potrebbe peggiorare e si chiede solo, con i debiti impegni a comportarsi bene, di star pronti ad aiutarci. Qualche difficolt\u00e0 verrebbe invece dal fatto che, come \u00e8 stato precisato ieri, nel definireecontrollareladisciplinadeidebitori, potrebbe essere coinvolto il Fmi. A torto o a ragione ci\u00f2 rischierebbe di aggiungere al quadro un tono di pi\u00f9 invadente imposizione dall\u2019estero che aumenterebbe il costo politico della nostra richiesta di aiuto.<br \/>\nIn ogni caso non mi sembra possano esservi dubbi su come dobbiamo cominciare. E\u2019 stato gi\u00e0 detto e ripetuto da pi\u00f9 parti: le forze politiche che appoggiano il governo devono impegnarsi solennemente a non abbandonare, anche dopo le elezioni, i programmi di aggiustamento e riforma che il governo ha disegnato e concordato con l\u2019Ue. Lo scrivano nero (ma chiaro) su bianco. La propaganda elettorale sia con ci\u00f2 coerente.<br \/>\nLegarsi le mani cos\u00ec, per non tornare a farci del male, \u00e8 un\u2019iniziativa nazionale. Nel caso chiedessimo l\u2019aiuto dei fondi europei e della Bce, sarebbe facile tradurre il testo dell\u2019impegno in un accordo con gli organi europei. I quali finirebbero per far poco pi\u00f9 che recepire e approvare le intenzioni che manifestiamo nel nostro interesse. Anche i mercati applaudirebbero subito. Senza un impegno del genere, invece, la richiesta di aiuto sarebbe pi\u00f9 traumatica e gli interventi di Draghi meno efficaci. E\u2019 inutile perder tempo a discutere se chiedere o meno aiuto all\u2019esterno se prima non troviamo modo di prendere un impegno serio al nostro interno.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">k<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LA POLITICA STRAORDINARIAMENTE INCISIVA DI DRAGHI E BCE COSTITUISCE UNA SOLA DELLE DUE GAMBE NECESSARIE PER USCIRE DALLA CRISI: L\u2019ALTRA \u00c8 COSTITUITA DALLA CAPACIT\u00c0 DEI GOVERNI DEI PAESI FINANZIARIAMENTE DEBOLI, COME L\u2019ITALIA, DI DARSI SPONTANEAMENTE LE DIRETTIVE CHE ALTRIMENTI DOVREBBERO ESSERE LORO IMPOSTE DAL FONDO SALVA-STATI Editoriale di Franco Bruni pubblicato sulla Stampa del 7 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[],"class_list":["post-22867","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-24-politica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22867","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=22867"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22867\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=22867"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=22867"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=22867"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}