
{"id":23084,"date":"2012-09-15T17:05:05","date_gmt":"2012-09-15T16:05:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=23084"},"modified":"2012-09-17T12:11:40","modified_gmt":"2012-09-17T11:11:40","slug":"che-ne-e-del-progetto-fabbrica-italia-di-marchionne","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=23084","title":{"rendered":"&#8220;CHE NE \u00c8 DEL PROGETTO &#8216;FABBRICA ITALIA&#8217; DI MARCHIONNE?&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">LA CRISI DEL COMPARTO ITALIANO DI FIAT-CHRYSLER NON TOGLIE NULLA ALLA BONT\u00c0 DELLA SCELTA COMPIUTA DALLA MAGGIORANZA DEI LAVORATORI DI POMIGLIANO, MIRAFIORI E GRUGLIASCO NEL 2010 E DELLA SVOLTA CHE QUEGLI ACCORDI AZIENDALI HANNO PROPIZIATO NEL SISTEMA ITALIANO DELLE RELAZIONI INDUSTRIALI<\/span><\/p>\n<p><em>Messaggio email pervenuto il 15 settembre 2012 &#8211; <strong>Segue la mia risposta<!--more--><\/strong><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<br \/>\n<\/span><\/em><span style=\"color: #ffffff;\"><span style=\"color: #000000;\">Caro senatore Inchino (ai poteri forti), negli ultimi tempi la sento un po&#8217; silenzioso sulla vicenda Fiat ora che il piano di Marchionne si \u00e8 visto che\u00a0era tutto\u00a0un bleff, com&#8217;\u00e8 che non ha pi\u00f9 niente da pontificare? Non mi attendo una risposta ovviamente. Senza alcuna stima.<br \/>\n[messaggio di posta elettronica non firmato]<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<em>Capisco la disistima; ma perch\u00e9 non firmare il proprio messaggio, anche &#8211; e soprattutto &#8211; quando esprime un dissenso? Rispondo, comunque, alla domanda dell&#8217;anonimo lettore: le ultime notizie circa la situazione critica degli stabilimenti italiani della Fiat non mi inducono a cambiare una virgola delle opinioni espresse negli ultimi due anni sulla vicenda dei contratti aziendali di Pomigliano, Mirafiori e Grugliasco. Per chi non abbia tempo o voglia di andarsi a rileggere i miei interventi nel <\/em><a title=\"Portale della vicenda Fiat\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=17425\" target=\"_blank\">Portale della vicenda Fiat<\/a>,<em> ne ricordo gli argomenti essenziali in estrema sintesi:<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span> &#8211; considero molto positivamente\u00a0il contenuto dei tre contratti aziendali che sono stati stipulati nel Gruppo Fiat nel 2010, sia sotto il profilo strettamente giuridico (piena legittimit\u00e0 di quelle pattuizioni), sia sotto il profilo del modello di relazioni industriali che in quegli accordi si esprime;<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span> &#8211; attribuisco a quegli accordi una parte rilevante del merito della svolta nel nostro sistema delle relazioni industriali che si \u00e8 concretata l&#8217;anno successivo, con l&#8217;accordo interconfederale del 28 giugno 2011, firmato anche dalla Cgil: senza la vicenda Fiat, probabilmente quella svolta &#8211; con lo spostamento del baricentro della contrattazione collettiva verso i luoghi di lavoro e l&#8217;apertura ai piani industriali innovativi sul terreno dell&#8217;organizzazione del lavoro\u00a0&#8211; non ci sarebbe stata;<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span> &#8211; senza gli accordi aziendali del 2010 non ci sarebbero stati neppure gli investimenti in essi previsti; non vedo, dunque, che cosa i lavoratori interessati avrebbero guadagnato col respingere quegli accordi, come la Fiom li invitava a fare; \u00e8 ben vero che il piano industriale lasciava aperti alcuni interrogativi sul futuro, ma che cosa mai avrebbero guadagnato i lavoratori e il nostro Paese dal respingerlo <\/em>in limine<em>?<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span> &#8211; quando quegli accordi sono stati discussi e sottoposti a referendum, non era ancora sorta la questione della esclusione della Fiom dalle rappresentanze sindacali riconosciute in azienda: esclusione che \u00e8 avvenuta solo dopo la\u00a0sottoscrizione, proprio in conseguenza del rifiuto di firmare da parte della stessa Fiom, in applicazione di quanto previsto dall&#8217;articolo 19 dello Statuto dei Lavoratori come modificato dal referendum del 1995;<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span> &#8211; considero sbagliata, in riferimento al sistema italiano, la norma contenuta nell&#8217;articolo 19 dello Statuto: per questo fin dal 2009 ho presentato, insieme ad altri 54 senatori Pd, un disegno di legge (<a title=\"D.d.l. 11.11.09 n. S-1872\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=4987\" target=\"_blank\">n. S-1872\/2009<\/a>) che prevede il diritto dei sindacati che rappresentano la maggioranza dei lavoratori di firmare contratti aziendali con efficacia per tutti, e il diritto dei sindacati minoritari di non firmare, senza per questo perdere il diritto alla rappresentanza riconosciuta in azienda;<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span> &#8211;\u00a0 sul piano della qualit\u00e0 dell&#8217;organizzazione, della sicurezza e igiene del lavoro e della produttivit\u00e0, considero lo stabilimento di Pomigliano un gioiello e ritengo che sarebbe una grande fortuna per il nostro Paese poter avere altri cento insediamenti industriali come questo (v. in proposito il mio intervento sul <\/em>Corriere della Sera<em> del gennaio scorso: <\/em><a title=\"Articolo sul Corriere della Sera, 24.1.12\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=19200\" target=\"_blank\">Pomigliano: quando la sinistra sbaglia il bersaglio<\/a><em>;<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span> &#8211; conseguentemente considero la guerra senza esclusione di colpi condotta dalla Fiom contro il piano industriale della Fiat un gravissimo errore, oltre che un fatto incompatibile con un sistema di relazioni industriali moderno ed efficiente; certo non \u00e8 questa guerra la causa della crisi che oggi gli stabilimenti Fiat stanno attraversando, ma altrettanto certamente essa non ha giovato n\u00e9 all&#8217;impresa, n\u00e9 ai lavoratori, n\u00e9 alla nostra immagine di fronte agli operatori economici di tutto il resto del mondo;<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span> &#8211; ho ben presente l&#8217;ansia, pi\u00f9 che giustificata,\u00a0che i lavoratori della Fiat oggi provano per la crisi attuale della nostra industria automobilistica; e sono ben convinto della necessit\u00e0 di una politica industriale che elimini le ragioni di quest&#8217;ansia; ma questa politica non pu\u00f2 che consistere nell&#8217;aprire il nostro Paese agli investimenti stranieri,\u00a0facendone un luogo ospitale e attraente per chi vuole insediarvi le proprie iniziative economiche; non mi sembra che a questo scopo sia di aiuto il continuare a dipingere e trattare, qui da noi,\u00a0come un demonio quello stesso Sergio Marchionne che i sindacati e i lavoratori americani considerano un grande capitano d&#8217;industria;<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span> &#8211; a chi considera l&#8217;avvento di Sergio Marchionne al vertice della Fiat come una iattura ricordo che nel 2003 la stessa Fiat versava &#8211; per opinione di tutti gli esperti e dei suoi stessi vertici &#8211; in stato fallimentare; l&#8217;alternativa al piano Marchionne sarebbe consistita in un drastico taglio della produzione automobilistica, per concentrare il Gruppo sulle attivit\u00e0 produttive economicamente pi\u00f9\u00a0 capaci di reggere la concorrenza internazionale; l&#8217;altra via d&#8217;uscita &#8211; caldeggiata esplicitamente dai maggiori detrattori di Marchionne -, ovvero la nazionalizzazione di Fiat Auto, era allora ed \u00e8 anche oggi assolutamente impraticabile; dunque, va benissimo criticare Sergio Marchionne, purch\u00e9 si proponga un&#8217;alternativa seria.\u00a0\u00a0 (p.i.)<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/em><\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LA CRISI DEL COMPARTO ITALIANO DI FIAT-CHRYSLER NON TOGLIE NULLA ALLA BONT\u00c0 DELLA SCELTA COMPIUTA DALLA MAGGIORANZA DEI LAVORATORI DI POMIGLIANO, MIRAFIORI E GRUGLIASCO NEL 2010 E DELLA SVOLTA CHE QUEGLI ACCORDI AZIENDALI HANNO PROPIZIATO NEL SISTEMA ITALIANO DELLE RELAZIONI INDUSTRIALI Messaggio email pervenuto il 15 settembre 2012 &#8211; 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